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Roma, De Rossi preoccupa Spalletti

DeRossi

Luciano Spalletti è arrivato al primo match fondamentale della sua nuova avventura alla guida della Roma: mercoledì sera infatti i giallorossi affronteranno il Real Madrid all’Olimpico con la speranza di riuscire ad ottenere un buon risultato da difendere al ritorno al Bernabeu.

ROMA, SPALLETTI IN ANSIA PER DE ROSSI

La gara sarà naturalmente la più difficile della stagione: i Galacticos di Ronaldo e compagni aspirano alla vittoria della Coppa e non hanno certamente intenzione di uscire agli ottavi di finale; la Roma dal canto suo, deve assolutamente evitare imbarcate come quelle subite negli ultimi anni, che influenzerebbero psicologicamente anche le prossime gare.

I problemi per Spalletti non mancano.

Il più grave per ora è quello che riguarda Daniele De Rossi: il centrale prova ancora dolore al polpaccio e continua ad alternare il lavoro individuale alle terapie, senza potersi aggregare al gruppo. Lo staff medico monitorerà la situazione fino a poche ore prima del match, quando sarà chiaro se il tecnico toscano potrà disporre del numero 16 giallorosso o meno.
Destano minori preoccupazioni le condizioni di Manolas, vittima di un risentimento alla coscia, e di Salah, che ha subito un colpo al polpaccio. Del tutto disponibili e rientrati in gruppo già da ieri Totti e Torosidis.

Milan versione europea, contro il Genoa finisce 2 a 1

Coronavirus Mihajlovic

Mihajlovic

Nuova prova di maturità del Milan. La squadra di Sinisa Mihajlovic liquida il Genoa per 2 reti a 1 mostrando una prestazione solida e lucida. Con questo risultato i rossoneri si portano a ridosso della quinta piazza, in attesa del posticipo tra Fiorentina ed Inter.

IL MILAN VINCE E SOGNA L’EUROPA

Pronti via ed il Milan passa subito in vantaggio. Cross di Honda, Niang prolunga e Bacca insacca. Il vantaggio è ben amministrato dal team di casa, Alex spadroneggia in difesa ed il Genoa non punzecchia.

Ad inizio ripresa Gasperini manda in campo l’ex Cerci, ma cambia ben poco. Un sempre più ispirato Honda fredda Perin con una gran conclusione dai 30 metri. Il Milan consolida il vantaggio giocando un ottimo secondo tempo. Montolivo di prima intenzione coglie il palo al 75’. Il match si avvia così verso la conclusione. C’è spazio anche per Menez e Balotelli, che rilevano Niang e Bacca a pochi minuti dal termine. Proprio Cerci approfitta di una distrazione dei rossoneri negli ultimi secondi del recupero siglando il più classico dei gol dell’ex.

MILAN (4-4-2): Donnarumma; De Sciglio, Alex, Romagnoli, Antonelli; Honda, Montolivo (83’ Poli), Bertolacci, Bonaventura; Bacca (88’ Balotelli), Niang (77’ Menez). A disposizione: Abbiati, Livieri, Calabria, Simic, Zapata, Locatelli (73), Boateng, Luiz Adriano. Allenatore: Sinisa Mihajlovic
GENOA (3-4-3): Perin; Izzo (65’ Lazovic), Burdisso, De Maio; Fiamozzi, Rigoni, Dzemaili (77’ Ntcham), Gabriel Silva; Suso (46’ Cerci), Matavz, Laxalt. A disposizione: Lamanna, Donnarumma, Munoz, Marchese, Tachtsidis, Capel, Pandev. Allenatore: Gian Piero Gasperini

Milan – Genoa, le formazioni ufficiali

Mihajlovic

MihajlovicSinisa Mihajlovic e Gian Piero Gasperini hanno ufficializzato gli undici titolari che comporranno Milan e Genoa nel lunch-match della 25esima giornata: tornano Niang e Bonaventura nei rossoneri, c’è Matavz dal primo minuto con il Grifone.

Juve capolista, contro il Napoli decide Zaza allo scadere (1-0)

Buffon

A Torino si sfidano Juve e Napoli, in palio il ruolo di capolista. La formazione di Allegri cerca i tre punti per il sorpasso, gli azzurri di Sarri il colpo esterno per restare in vetta e allungare sulla Juve.

Bella partita, giocata a viso aperto, meglio il Napoli pericoloso in più occasioni. Higuain sfiora il gol ma un super Bonucci nega la gioia del gol all’argentino. Gara che non si sblocca e scivola via, quando il pari sembra ormai il risultato finale ecco la zampata vincente di Zaza. Un sinistro chirurgico dell’ex Sassuolo porta in vantaggio i bianconeri, per il Napoli è troppo tardi per reagire.

Quindicesima vittoria consecutiva per la Juve e bianconeri in vetta alla classifica a più 1 sul Napoli. E’ sempre la Juve la squadra da battere.

Juventus (4-4-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci (7′ st Rugani), Barzagli, Evra; Cuadrado, Marchisio, Khedira, Pogba; Morata (13′ st Zaza), Dybala (41′ st Alex Sandro). A disp.: Neto, Rubinho, Padoin, Romagna, Pereyra, Hernanes, Sturaro, Favilli. All.: Allegri
Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan (45′ st Gabbiadini), Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne (31′ st Mertens). A disp.: Gabriel, Rafael, Maggio, Strinic, Regini, Chiriches, Valdifiori, Chalobah, Lopez, El Kaddouri. All.: Sarri
Arbitro: Orsato
Marcatori: 43′ st Zaza
Ammoniti: Pogba, Marchisio (J); Callejon (N)
Espulsi: nessuno

Juve – Napoli, il valore di una partita come tante

Lazio Juventus

Sarri_Allegridi Mattia Barro

Alla fine, la cosa che conterà meno, sarà il risultato. Non è una provocazione, ma una riflessione. Juve e Napoli hanno già vinto. Per la prima volta dopo il terremoto Conte e il predominio Juventus, la Serie A ritrova un duello che durerà probabilmente fino a fine stagione. Il campionato torna ad essere avvincente e ad avere un big match che, già solo per il clima creato nella settimana antecedente alla sfida, vale quanto un Clasico. Una sfida alla pari, senza favoriti, segno di una gestione oculata delle due società, sia a livello performativa che societario.

Il Napoli, epurato l’ego dei precedenti allenatori, ha puntato forte su Sarri. Un curriculum di venticinque anni nelle serie minori, una splendida prima stagione in A e un basso profilo da allenatore operaio. E’ come una partita di C2, ha dichiarato, dimostrando ancora una volta intelligenza nella gestione della comunicazione verso il suo esigente pubblico. Sarri ha ricambiato la fiducia del Napoli compiendo un miracolo nell’approccio difensivo della squadra: solo 19 gol subiti nelle prime 24 gara, con una differenza reti di +34. Per intenderci, Benitez chiuse la scorsa stagione con 54 reti in passivo e una misera differenza reti di +16. Il capolavoro di Sarri è ver puntellato una difesa dal potenziale non sfruttato (vedere l’exploit di Koulibali), senza contare l’incredibile rendimento di giocatori come Higuain (media gol clamorosa), di Insigne (prima volta in doppia cifra a Napoli) e Jorginho. Se la società supporterà la squadra con acquisti mirati e una politica lungimirante e i tifosi saranno in grado di saper gestire anche i momenti cupi, Sarri può far nascere un ciclo vincente.

La Juventus invece è tornata la cinica operaia di questi anni. Una rivoluzione estiva, un inizio di campionato terrificante e una rimonta con il record di vittorie consecutive della storia del club. Immaginatevi come sarebbe vincere lo scudetto il 16 maggio, è ciò che Allegri ha utilizzato per stimolare i suoi giocatori, smorzando la pressione sulla gara per mantenere alto il livello di concentrazione per gli ultimi mesi di stagione. La Juventus ha trovato in Dybala il possibile e tanto sospirato erede di Del Piero, un numero dieci vero, tutto fantasia, e in Allegri un allenatore in grado di gestire momenti di grande crisi e rivoluzioni. Sono loro il volto di questa rimonta grazie alla quale oggi parliamo di una sfida epica e non di una partita come tante.

Come dicono entrambi gli allenatori, seppur in pre-tattica, ma con grande intelligenza, il risultato di questa partita conta poco rispetto a tutto il lavoro che sta stimolando e stimolerà questa lunga stagione. Come illuminata dal dio del pallone, questa partita è il nostro fiore all’occhiello, è la vetrina per dichiarare al mondo che la Serie A è uno splendido campionato, al pari delle principali leghe europee. Stasera per il pubblico sarà come vedere il Clasico, sperando che negli anni questa sfida possa, per tanti motivi, divenire il Clasico italiano. Per la differenza culturale delle tifoserie, per la stimolante immagine delle due facce dell’Italia che possono competere al pari, per l’amore della nostra nazione per questo sport. Per il calcio giocato, e niente più.

Godiamoci questa giornata, dai pronostici al bar ai commenti su quale difesa adotterà Allegri, puntando su Dybala o Higuain. Diventiamo tutti allenatori, diventiamo tutti bambini che scalciano per le strade, sfottiamoci con umanità come è giusto e sano che sia. Questa partita ha un unico e difficilissimo compito: essere il miglior spot possibile per il bene del nostro calcio.