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Roma, Spalletti: “Bene così. Real Madrid? Non andiamo in gita”

Calciomercato Inter

Spalletti

Il tecnico della Roma Luciano Spalletti soddisfatto dei tre punti conquistati sul campo del Carpi, una vittoria pesante che fa salire i giallorossi al terzo posto in classifica. Un terzo posto che ora diventa obiettivo possibile, obiettivo che solo qualche settimana fa sembrava impossibile.

Spalletti ha cambiato la Roma, poche settimane e già si vede la mano del tecnico toscano. Prossimo ostacolo della Roma quel Real Madrid pieno di campioni. L’allenatore romanista ha le idee chiare e alza la voce, contro il Real ‘non in gita’.

ROMA AL TERZO POSTO, ADESSO TESTA AL REAL

Ecco le parole di Spalletti: “La squadra ha messo in campo una prestazione di carattere. Abbiamo meritato. I ragazzi, quando hanno subito l’1-1, hanno avuto un attimo di timore, ma sono subito ripartiti perché sanno qual è la strada: le altre erano più vittorie, questa è una vera prestazione. Dzeko? Abbiamo ritrovato molte qualità tra cui il suo gol”. Sul Real:“Sarà difficilissima, ma non andiamo in gita”

Roma, tre punti per sognare. Carpi ko (1-3)

DzekoLa Roma alla caccia del poker, il Carpi insegue invece punti pesanti dopo gli elogi ricevuti contro Fiorentina e Napoli. Questi i temi principali del match che va in scena al Braglia.
Spalletti, dopo le sofferenze patite contro la Sampdoria, vuole ritrovare serenità e fluidità nel gioco oltre a continuare la sua prepotente scalata alla classifica: il terzo posto è lontano solo due lunghezze e già stasera potrebbe tornare nelle mani dei capitolini in attesa del big match di domenica sera tra i viola e l’Inter. Assenti Totti e De Rossi, il tecnico di Certaldo recupera quasi tutti i suoi ragazzi e compie un piccolo turnover in vista del match di mercoledì contro il Real Madrid: Dzeko guida l’attacco, si rivedono Vainquer e Digne dal primo minuto.

ROMA, TRE PUNTI PER SOGNARA L’EUROPA CHE CONTA

Castori, oltre ai consensi, vuole iniziare a raccogliere punti per la salvezza. Il tecnico degli emiliani ha un conto aperto con la Roma poiché fu proprio la sconfitta dell’andata che ne causò il temporaneo esonero. L’allenatore biancorosso si affida alla coppia Mancosu – Mbakogu per scardinare la retroguardia avversaria.

Spalletti torna all’antico e ripropone il 4-2-3-1 che fece le fortune sue e della Roma: El Shaarawy, Perotti e Salah sono i tre deputati a rifornire Edin Dzeko, osservato speciale della partita. La formazione romanista gioca molto palla a terra cercando di sfruttare il maggior tasso tecnico ma il Carpi si chiude bene cercando di sfruttare le ripartenze.

Partita molto tattica in cui il Carpi mantiene tutti gli uomini dietro la linea della palla quando la Roma attacca: Roma che, di conseguenza, ha non poche difficoltà a scardinare la linea Maginot istituita dai carpigiani. La pioggia battente, inoltre, non facilita le azioni capitoline. Le squadre sono così chiuse che al 25’ non c’è traccia di pericolo né per Belec né per Szczesny.
La prima conclusione arriva al minuto 32: tiro da fuori di Florenzi deviato da Gagliolo e poi da Belec in angolo. Sull’azione successiva è Dzeko che di testa impegna l’estremo difensore biancorosso. Clamorosa traversa della Roma al 43’: lancio di Nainggolan per Dzeko che spizza di testa per Salah che da dentro l’area coglie in pieno la traversa. Il primo tempo si conclude così a reti bianche.

La ripresa inizia con Pjanic al posto di un evanescente El Shaarawy: Perotti scala così a sinistra al posto dell’ex giocatore del Milan. La Roma, con l’ingresso del giocatore bosniaco, aumenta sin da subito la propria spinta vista la visione di gioco del numero 15 giallorosso. Al 55’ i capitolini passano: grandissimo tiro dai 25 metri di Digne che fulmina Belec: secondo gol stagionale del terzino francese che curiosamente aveva segnato anche all’andata.
Cinque minuti ed un errore di Rudiger consegna la parità al Carpi: il difensore tedesco perde palla a favore di Mbakogu che, entrato in area, è libero di servire Lasagna per il più facile dei tap in.

La Roma sembra accusare il colpo e non riesce a trovare le misure necessarie per rimettere la testa avanti. Pjanic e compagni attaccano a testa bassa ma con poca lucidità. Ci prova Dzeko al 71’ ma il suo tiro termina tra le braccia di Belec. Sebbene si giochi ad una sola porta, i ragazzi di Spalletti non trovano la via della porta.

A sette dal termine, l’uomo più atteso si sblocca: grandissimo spunto di Salah che dal fondo mette in mezzo per Dzeko che riporta la Roma in vantaggio. Passano due minuti e lo stesso giocatore egiziano chiude la partita: azione di prima tra Salah, Dzeko e Nainggolan che tira addosso a Belec che però non può nulla sulla respinta del numero 11 giallorosso il quale poi esce per un piccolo problema muscolare. La Roma conquista la quarta vittoria consecutiva e, in attesa del match tra Fiorentina e Inter, si gode il momentaneo terzo posto.

CARPI (3-5-2): All. Castori 6
Belec sv; Suagher 5.5 (dall’86’ Verdi sv), Romagnoli 6, Gagliolo 6; Sabelli 6, Cofie 6, Crimi 5.5, Lollo 5.5, Letizia 6; Mancosu 5 (dal 54’ Lasagna 6), Mbakogu 6 (dal 78’ Di Gaudio sv)

ROMA (4-2-3-1): All. Spalletti 6
Szczesny sv; Florenzi 5.5, Rudiger 5.5, Manolas 6, Digne 6; Vainqueur 6, Nainggolan 6; Salah 6 (dal 91’ Emerson sv), Perotti 6, El Shaarawy 5.5 (dal 46’ Pjanic 6); Dzeko 6
Arbitro: Tagliavento 6
Ammoniti: Suagher (C), Mancosu (C), Gagliolo (C), Mbakogu (C), Lasagna (C)

Sarri vs Allegri, la sfida infinita che parte dalla C2

Juve

Sarri_AllegriLa partita è Sangiovannese-Aglianese. Siamo al 16 novembre del 2003. La categoria è la Serie C2, girone B. Siedono sulle rispettive panchine due personaggi molto differenti: da un lato un allenatore esperto delle categorie inferiori, quelle in cui si fa gavetta in attesa della grande chiamata (che forse mai arriverà…) o della cavalcata fino alla Serie A (anche quella abbastanza rara), un allenatore che dal ’90/91 gira dalla Faellese al Sansovino cercando di esprimere la propria idea di calcio con i dilettanti che si dividono tra il lavoro “vero” e l’hobby del “pallone”; dall’altro lato invece c’è uno che di dilettantistico ha ben poco, dal momento che si parla di un centrocampista che ha militato nel Cagliari, oltre che nel Napoli e nel Pescara; di lui si diceva che fosse già un allenatore in campo e in effetti agli esordi proprio con la squadra di Agliana tutto ciò era chiaro ed evidente.
Nonostante i buoni propositi dei due tecnici Sangiovannese-Aglianese finì 0-0 sia all’andata che al ritorno, regalando poche emozioni alle altrettante poche centinaia di spettatori presenti allo stadio.

SARRI vs ALLEGRI, LA SFIDA SI RIPETE…

Il duello tra i due personaggi però non termina ad Agliana. Maurizio Sarri e Massimiliano Allegri si rincontrano tredici anni dopo nella cornice dello Juventus Stadium, dove non si decide più per i play-out dell’Aglianese o per il salto di categoria della Sangiovannese, stavolta c’è in palio il titolo di Campione d’Italia.

Cambia l’obiettivo, cambiano le squadre e cambiano gli stadi ma gli uomini no, quelli non si lasciano scalfire dagli anni, dai trionfi e dalle sconfitte. Allegri e Sarri sono gli stessi di Sangiovannese-Aglianese.

“A Gualdo stava staccando un seggiolino per un gol sbagliato, sembrava Hulk come a Carpi”, ricorda Gianni Doni, dirigente di quell’Aglianese, alla Gazzetta dello Sport.

Di Sarri invece piace ricordare la scaramanzia:” “Gli offrirono un’Audi a un ottimo prezzo. Chiese il colore: bianca. Non l’ha mai presa”, le parole di Gianbattista Scugugia, ex difensore di entrambe le squadra sopra citate. Ma anche la “mania” degli schemi: ricorda Ciccio Baiano, stella della squadra, la confusione ad ogni calcio d’angolo, quando non sapevi mai se lo schema era “Gennaro” o “Antonio”.

Che sia C2 o Serie A, che ci siano 40.000 spettatori o 439, che valga milioni o pochi spiccioli, non importa. Domani sarà la sfida tra Sarri e Allegri, tra l’uomo in tuta e l’uomo in smoking, tra Livorno e Firenze, tra Sangiovannese e Aglianese, ancora una volta.

Inter, tempo scaduto: a Firenze conta solo vincere

Mancini
Roberto Mancini - ph: Leonard Berisha/KeyPress

ManciniIl tempo delle sorprese, quello delle diciotto formazioni diverse in altrettante giornate, è finito. Il 2016, oltre alla mediocrità dei risultati che hanno rispedito l’Inter nella bagarre per il terzo posto, porta con sé una consapevolezza: questa squadra ha bisogno di una spina dorsale, punti fermi e certezze che possano emergere nei momenti più difficili.

INTER, A FIRENZE PER VINCERE

Roberto Mancini appare confuso, segnato – oltre che dal periodo negativo a livello di risultati – dalle polemiche a cui è stato sottoposto dal 19 gennaio (giorno di Napoli-Inter 0-2) ad oggi. Dalla diatriba con Maurizio Sarri, infatti, è evidente che sia cambiato qualcosa nella testa dell’ex 10 di Samp e Lazio, spesso irascibile con gli arbitri e impaziente con i giornalisti.
Alla tanto disperata quanto latente richiesta d’aiuto del Mancio ha risposto con i fatti il presidente Erick Thohir, pronto a volare da Giacarta per raggiungere l’Italia e sostenere la squadra in vista del big-match di Firenze: il tycoon, infatti, ha preso atto del difficile momento scegliendo il match contro la Fiorentina per la sua prima trasferta da patron nerazzurra. Un motivo in più per onorare la presenza e tornare a fare la voce grossa nella corsa alla qualificazione in Champions League.

D’altronde, molto del futuro dell’Inter passerà proprio dalla conquista del terzo posto: solo per questo traguardo sono stati spesi 130 milioni e il raggiungimento dello stesso resta l’unica via per evitare cessioni importanti e radicali cambiamenti in rosa. In casa nerazzurra lo sanno tutti ed il “bonus punti” della prima metà di stagione si è esaurito: una importante fetta di stagione, domenica sera, passa dal Franchi.

Roma, Cassano: “Volevano mandarmi via. E quando tornai alle sei…”

CassanoAntonio Cassano si apre ai microfoni di as.com e torna a parlare della sua carriera: Real Madrid, Roma e non solo per uno dei talenti più cristallini del XXI secolo.