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Inter, Mancini: “Scudetto? Storia chiusa per noi”

ManciniUn’altra occasione mancata e l’Inter è sempre più lontana dal primato occupato per gran parte del girone d’andata: Roberto Mancini lo sa e intervistato da Rai Sport chiude le porte allo scudetto.

A Genova c’è anche il derby delle patenti

Perin

Sotto la lanterna è sempre derby, anche per quanto riguarda le vicissitudini legate alle  patenti di guida e ai tassi di alcool alterati.

Mattia Perin  è stato fermato dai Carabinieri per un controllo mercoledì notte  al ritorno dalla trasferta di Torino ed è risultato essere privo della patente di guida, non per una dimenticanza ma in quanto il suo permesso di guida era  stato sospeso a seguito del controllo subito a novembre 2014, dove era risultato alla guida in stato di ebbrezza. Il portiere rossoblù ha ricevuto una maxi multa, il fermo amministrativo dell’auto – Porche –  e una nuova sospensione della patente, con la possibilità –  in caso di un nuovo simile episodio – della revoca  del permesso di guida. Paterno il rimprovero di Mister Gasperini che a parziale  giustificazione dell’estremo difensore genoano ha sottolineato che il tratto  di strada  percorso da Perin – da casa di Pavoletti alla sua abitazione – fosse davvero molto breve.

Leggermente diversa la vicenda che vede coinvolto il blucerchiato Djamel Mesbah che in settimana alle 4.30 del mattino   non si è fermato ad un posto di controllo stradale dei Carabinieri   e sulla sua  Porche Cayenne  ha tentato  la fuga. Bloccato poco dopo  e portato in caserma è emerso che il giocatore aveva  il tasso alcol emico  notevolmente superiore al consentito . Inoltre gli è stato contestato l’omesso arresto davanti ad un posto di blocco. Mesbah  ha pure ricevuto un ‘ulteriore multa in quanto al momento del fermo non era in possesso della patente di guida. Il difensore algerino è dotato di regolare permesso di guida francese ma non lo aveva con sé. Sabato il difensore blucerchiato si è recato nella stazione dei Carabinieri  di Genova Sturla per porgere le proprie scuse, dichiarando che non si è fermato in quanto consapevole di avere  bevuto troppo.  A Mesbah, già ai margini della squadra blucerchiata, è stata inflitta una multa dalla società, e  per lui si parla di una possibile cessione in Svizzera al Servette.

Roma, 2 a 1 alla Sampdoria e Champions nel mirino

Allison Roma

Roma

È il posticipo dell’Olimpico a chiudere la quinta giornata di ritorno. La sfida tra Roma e Sampdoria appare delicata per entrambe: i giallorossi vogliono provare ad avvicinare Fiorentina ed Inter, bloccate entrambe sul pareggio da Bologna e Verona mentre i doriani cercano di uscire dalla zona retrocessione.

Luciano Spalletti inizia a far vedere la sua mano e cerca la terza vittoria consecutiva dopo i successi con Frosinone e Sassuolo. Il tecnico di Certaldo ritrova quasi tutti gli uomini, se si escludono De Rossi, infortunato, e Nainggolan, squalificato. Dzeko e Digne si accomodano in panchina mentre ritrova una maglia da titolare Florenzi. Regolarmente in campo i tre nuovi, Zukanovic, El Shaarawy e Perotti.

Montella, ex sempre amato dalle latitudini giallorosse, perde all’ultimo momento Moisander ed è costretto a cambiare modulo mandando in campo Barreto con un modulo che prevede Muriel come unica punta. In panchina Antonio Cassano.

I doriani si schierano subito molto coperti con la Roma che prova a fare la partita e la Samp pronta a ripartire in contropiede.

La prima occasione capita sulla testa di Pjanic: cross dalla trequarti di Florenzi e il bosniaco sfiora solo di testa. I giallorossi iniziano ad aumentare il ritmo: sugli sviluppi di una punizione battuta da Pjanic, Perotti rimette in mezzo all’area il pallone di testa, Rudiger aggancia e si gira ma il pallone esce alla sinistra di Viviano.

I giocatori di casa si basano molto sull’asse Pjanic-Perotti, i due uomini di maggior talento ma non è semplice scardinare la retroguardia doriana che, in fase di copertura, si difende anche con 5 giocatori. Clamorosa occasione al 20’: azione di Pjanic che lancia Salah il quale serve al centro per El Shaarawy che, dal dischetto del rigore, tira però alto. La Roma continua però a non sfruttare tutte le occasioni che crea: un problema, quello della concretezza, che Spalletti dovrà assolutamente correggere perché se è vero che i capitolini costruiscono molto, il non finalizzare la mole di gioco, alla lunga, rischia di diventare un boomerang.

I ragazzi di Spalletti non riescono a scardinare il fortino eretto da Montella che, inevitabilmente, chiede ai suoi ragazzi di tentare di abbassare il ritmo per poi cercare di sfruttare la velocità di Muriel.

Proprio allo scadere della prima frazione, la Roma passa. Florenzi parte in contropiede dalla sinistra, serve sulla fascia opposta Perotti che, dal limite, prova il tiro che viene deviato ma lo stesso Florenzi, di testa, non lascia scampo a Viviano. Giallorossi dunque in vantaggio al termine di un primo tempo complicato.

La ripresa ricomincia con un cambio in casa Roma: Digne prende il posto di Zukanovic il quale aveva avuto non poche difficoltà nella prima parte contro i suoi ex compagni.

Al 49’ i giallorossi raddoppiano: azione manovrata sulla destra con Florenzi che serve El Shaarawy il quale al volo serve Perotti: l’ex Genoa calcia di prima intenzione dal limite dell’area non lasciando scampo a Viviano.

Lo spartito della gara, con la Roma in vantaggio, cambia come è naturale che sia ed i padroni di casa trovano più spazi con Soriano e compagni che devono, per forza di cose scoprirsi.

Al 56’ però la Samp accorcia un po’ a sorpresa le distanze: tiro da fuori di Fernando e deviazione sfortunata di Pjanic che non lascia scampo a Sczcesny. Il calo dei giallorossi fa letteralmente imbufalire Spalletti, per niente contento di questo abbassamento della guardia.

Al 73’ El Shaarawy sfiora il terzo gol consecutivo da quando indossa i colori giallorossi: Salah ruba palla e lancia Dzeko ma il pallone rimpalla ed arriva sui piedi del Faraone che di prima intenzione calcia di pochissimo a lato.

A quattro dal termine Sczcesny si guadagna la giornata con un miracolo sul grande ex, Antonio Cassano: entrato in area dopo uno scambio stretto con Quagliarella, il gioiello di Bari Vecchia si vede respinto il tiro a botta sicura dall’ex Arsenal. In pieno recupero Cassani, su cross di Dodò, colpisce una traversa clamorosa.

La Roma centra, seppur soffrendo molto nel finale, la terza vittoria consecutiva e continua la sua scalata in classifica: il terzo posto, ora, è lontano solo due lunghezze.

ROMA (4-3-1-2): All.: Spalletti 6.5

Sczcesny 6.5; Maicon 6 (dal 65’ Dzeko 6), Rudiger 6, Manolas 6.5, Zukanovic 5.5 (dal 46’ Digne 5.5); Florenzi 6, Keita 5.5, Pjanic 6; Perotti 7; Salah 6, El Shaarawy 6 (dall’85’ Iago Falque sv).

SAMPDORIA (3-4-2-1): All.: Montella 6

Viviano 5.5; Cassani 6, Ranocchia 5, Silvestre 5.5; Ivan 6, Fernando 6, Barreto 5.5 (dal 70’ Alvarez sv), Dodò 5.5; Soriano 6, Correa 6 (dal 76’ Cassano sv); Muriel 5.5 (dal 55’ Quagliarella 5.5).

Arbitro: Celi 6.5

Ammoniti: Barreto (S), Zukanovic (R), Correa (S), Ranocchia (S), Keita (R)

Pari tra Milan e Udinese (1-1)

Mihajlovic

Mihajlovic

Il Milan, alla caccia del terzo successo consecutivo, viene fermato sul pareggio 1- 1 da una vivace Udinese.

Mihajlovic si affida ad Alex in difesa e sopperisce all’assenza di Bonaventura a centrocampo, schierando Bertolacci. L’attacco, come nelle ultime gare, è formato da Niang e Bacca; ancora panchina per Balotelli, seppur vantando ottime prestazioni passate contro i friulani.
Mister Colantuono conta numerosi indisponibili: Merkel, Domizzi, e Pasquale. A sorpresa il brasiliano Matos affianca Thereau in attacco.
Dopo le iniziali fiammate di Antonelli e Kuzmanovic i friulani passano in vantaggio al ‘17 con il piatto sinistro di Armero che raccoglie il pallone dopo la respinta di Donnarumma su conclusione di Thereau e la traversa colpita da Kuzmanovic. I rossoneri provano a reagire ma non riescono a creare occasioni. Bacca realizza di testa ma l’assistente di linea segnale la posizione di fuorigioco. I padroni di casa cercano di alzare i ritmi, mentre gli ospiti sono sempre pronti a ripartire in contropiede.

La ripresa si apre con l’ingresso di Balotelli per Kucka che va formare il tridente d’attacco. I rossoneri si rendono più pericolosi ma sono i friulani a sfiorare il vantaggio con Lodi che viene fermato da un intervento miracoloso di Donnarumm. Sull’immediato ribaltamento di fronte Niang ottiene il pareggio al 48’ su suggerimento di Bacca. I padroni di casa potrebbero raddoppiare con la punta colombiana ma la sua conclusione viene intercettata da Karnezis. Mihajlovic restituisce maggior equilibrio alla squadra inserendo Boateng per Niang. Proteste del Milan per una sospetta caduta di Antonelli e ammonizione di Lodi per un interevento falloso su Bertolacci. Doppio cambio di Colantuono che inserisce Guilhelme e Zapata per Lodi e Matos. I padroni di casa spingono per ottenere la vittoria. Widmer subentra ad Armero ma i bianconeri, che hanno speso moltissimo, appaiono davvero stanchi. La traversa ferma la conclusione di destro di Bertolacci. Nei minuti finali Boateng spedisce una buona conclusione alta sopra la traversa. Karnezis respinge la conclusione di Montivo. Salgono a 6 i risultati utili consecutivi per la squadra rossonera.

Milan (4-4-2) Donnarumma; Abate, Alex, Romagnoli, Antonelli; Kucka (46’ Balotelli), Montolivo, Bertolacci, Honda; Bacca, Niang (62’ Boateng) A disposizione: Abbiati, Zapata, Simic, De Sciglio, Calabria, Locatelli, Menez, Nocerino, Poli, Livieri
Udinese (5-3-2) Karnezis, Edenilson, Wague, Danilo, Felipe, Armero (74’Widmer); Badu, Lodi (64’ Guilhelme) , Kuzmanovic, Thereau, Matos (66’ Zapata) A disposizione: Adnan, Pinis, Hertaux, Hallfredsson, Balic, Bruno Fernandes, Di Natale, Perica
Arbitro: Irrati (Pistoia)
Marcatori: 17’ Armeno (U) 48’ Niang (M)
Ammoniti: Badu (U) Montolivo (M) Lodi (U) Edenilson (U)

14 volte Juventus, battuto il Frosinone 2 a 0

Dybala

Continua il filotto bianconero. Questa volta la vittima è il Frosinone di Roberto Stellone. Nel primo tempo buona fase di contenimento del Frosinone che respinge ogni assalto della squadra di Allegri e rischia addirittura di passare in vantaggio con una conclusione in girata di Daniel Ciofani.

Nella ripresa viene fuori la Juventus che inizia ad impensierire la difesa ciociara soprattutto sulla fascia destra con Juan Cuadrado, autore del gol bianconero a metà del secondo tempo. Nel finale arriva la sentenza di Dybala, che sigla il 13º gol in questo campionato.
Partita sottotono da parte della squadra bianconera che comunque porta a casa i 3 punti e allunga la striscia di vittorie consecutive.

Frosinone (4-3-3): Leali 7; Rosi 6.5, Russo 6.5, Blanchard 6, Crivello 5.5; Chibsah 6 (72′ Frara), Gori 6 (81′ Soddimo sv), Sammarco 6; Tonev 5.5, Ciofani 5.5 (86′ Longo sv), Dionisi 6. A disp.: Bardi, Zappino, M. Ciofani, Pryima, Pavlovic, Gucher, Paganini, Carlini. All.: Stellone

Juventus (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6.5, Bonucci, Chiellini 6 (77′ Rugani); Cuadrado 7, Sturaro 6 (66′ Pereyra 6), Marchisio 6.5, Pogba 5.5, Alex Sandro 6.5; Dybala 6.5, Morata 5.5 (90+3′ Favilli sv). A disp.: Neto, Rubinho, Lichtsteiner, Padoin, Lemina, Hernanes. All.: Allegri

Marcatori: Cuadrado 74′ (J), Dybala 90+1′ (J)

Ammoniti: Crivello (F), Sammarco (F), Soddimo (F), Morata (J).