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Inter, una manita pesante…

Inter

L’Inter di Mancini continua a vincere, Felipe Melo sempre più leader dei nerazzurri e protagonista del filotto vincente. Sono cinque le vittorie consecutive dei nerazzurri, una manita pesante che permette all’Inter di guidare la classifica a punteggio pieno, 15 punti pesantissimi che fanno sognare il popolo nerazzurro.

L’Inter non ha ancora offerto un gran calcio, minimo sforzo per il massimo risultato, le vittorie sono arrivate grazie ai singoli. Prima Jovetic, poi Icardi e Felipe Melo, l’Inter si aggrappa ai suoi top player e continua a vincere. Il bel gioco arriverà, così sperano i tifosi interisti.

Per ora ci sono le vittorie e i punti pesanti, il sogno scudetto è vivo, le avversarie non sembrano esser ancora pronte. La Juve stenta, la Roma prosegue a singhiozzo, l’Inter può sognare? Il campionato è lungo, ma l’avvio fa ben sperare.

Il punto sui campionati esteri

Non solo SerieA, il punto sui campionati esteri:

FRANCIA Settima giornata infrasettimanale che vede il PSG confermare la vetta della classifica grazie al 3-0 casalingo sul Guingamp. Da segnalare il primo gol stagionale di Ibra. Prima rivale al momento il Saint-Etienne che sbanca Troyes di misura grazie ad un’autorete. Continuano a soffrire tra le big storiche il Bordeaux di Sagnol, che ne prende 6 contro un Nizza trascinato da un rigenerato Ben Arfa, e il Marsiglia di Michel che a Tolosa trova il pari solo al 90′ con Batshuayi. Sta tornando il Lione che, nonostante la crisi di identità di Lacazette e l’infortunio di Fekir, batte 2-0 il Bastia e va a -5 dalla vetta. Inizio in salita anche per il Monaco che, nel posticipo, dovrà battere il Montpellier fanalino di coda per guadagnare la parte sinistra della classifica.

GERMANIA Turno infrasettimanale anche in Bundesliga. Dopo 6 turni il Bayern guadagna la vetta solitaria, vincendo il big match contro il Wolfsburg, passato in vantaggio con l’italiano Caligiuri in Baviera prima di fare i conti con il ciclone Lewandowski. Con cinque gol in nove minuti, entrando dalla panchina, il bomber polacco frantuma ogni record e demolisce i lupi in maglia verde, ora distanziati di sette lunghezze dopo il secondo posto della scorsa stagione. L’antagonista ha tutta l’aria di essere il Borussia Dortmund quest’anno, ma si ferma in casa dell’Hoffenheim nonostante il solito Aubameyang. Terza piazza per lo Schalke che batte l’Eintracht nel quarto d’ora finale; vittoria scacciacrisi per il Bayer Leverkusen grazie al timbro del Chicharito Hernandez. Primi tre punti stagionali per il Borussia Monchengladbach rigenerato dal cambio allenatore: avanti 4-0 dopo 20 minuti, batte 4-2 un Augsburg che fatica a ripetere i risultati della scorsa stagione.

INGHILTERRA Unico campionato senza turno infrasettimanale tra i maggiori europei, le squadre sono infatti impegnate in Coppa di Lega. Ultimo turno di Premier League che ha visto le pretendenti accorciare sul City: i light blues incappano nella prima sconfitta in campionato, la seconda sconfitta casalinga consecutiva tra coppa e Premier, cedendo al West Ham ammazzagrandi di Bilic. Respira il Chelsea che vince il derby con l’Arsenal, agevolati dall’inferiorità numerica dei Gunners; gioca male lo United ma espugna Southampton, nonostante la doppietta di Pellè, e guadagna il secondo posto ancora grazie ad un grande Martial. Crisi Liverpool, che segna poco e vince meno: Rodgers sulla graticola dopo il pareggio interno col Norwich. Ancora senza vittorie Newcastle, Sunderland e Stoke City; senza sconfitte il Leicester di Ranieri, ancora una volta in rimonta a Stoke-on-Trent. Bene le neopromosse che prendono 7 punti in giornata e continuano a stupire.

SPAGNA Il turno infrasettimanale valevole per la quinta giornata ci consegna una Liga più equilibrata del previsto. Classifica cortissima in cui il Real esce indenne dal rovente incontro del San Mamés contro l’Athletic (2-1, doppietta Benzema) e guadagna la vetta della classifica insieme a Villarreal e Celta Vigo. E il Barça? Quarto in classifica, prima sconfitta stagionale con tonfo clamoroso in casa del Celta: l’ex della gara Luis Enrique ne prende quattro dai Celestes, trascinati dall’altro ex Nolito. A nulla vale il gol della bandiera di Neymar per il 4-1 finale. Quarta piazza che i blaugrana devono peraltro condividere con l’Atletico Madrid. Ancora a secco di vittorie il Siviglia, sconfitti dalla matricola Las Palmas: per gli uomini di Emery è ultimo posto in coabitazione col Malaga, che perde in casa da un sorprendente Villarreal.

Il Frosinone ferma la Juve (1-1)

Dybala

Clamoroso allo “Juventus Stadium”: il Frosinone conquista il primo punto della sua storia in Serie A niente meno che nella “casa” dei campioni d’Italia e dei vice-campioni d’Europa in carica. E’ Leonardo Blanchard a timbrare di testa e battere Neto. I ragazzi di mister Allegri devono così rinviare la prima vittoria stagionale in casa, dopo la sconfitta contro l’Udinese ed il pareggio (in rimonta) contro il ChievoVerona.

Un pareggio arrivato a ridosso del fischio finale che gela lo stadio torinese: bianconeri che si fermano a cinque punti in classifica, con l’Inter che vola a +10 e consolida il primato. Allegri schiera il collaudato 4-3-3 con due debutti in maglia bianconera: Neto al posto di Buffon in porta e Zaza che in attacco ha fatto la punta avanzata coadiuvato da Cuadrado e Pereyra. In mediana, ,maglia da titolare per Lemina. Stellone invece rimane fedele al 4-4-2 con Castillo dall’inizio.
Il tecnico livornese ha fatto partire dalla panchina i neo acquisti Hernanes e Dybala, mentre per infortunio non può contare su Mandzukic e Morata: il croato sarà fuori circa tre settimane, mentre lo spagnolo conta di tornare disponibile per il match di sera contro il Napoli a Fuorigrotta, preludio del match di Champions contro il Siviglia.
Stellone ed il Frosinone hanno fanno la partita della vita e alla fine si portano a casa un punto. Un punto che al sapore della vittoria per i ciociari e della beffa per la Juventus, visto che il gol di Blanchard è stato il primo tiro in porta degli avversari nel secondo tempo.

Juventus nel complesso sparagnina e che ha provato in tutti i modi di dilagare, ma un pronto Leali e tanti errori in area hanno impedito ai torinesi di conquistare i tre punti. E Bonucci e compagni che si arenano in un anonimo centro-classifica.

PRIMO TEMPO – Juventus padrona del campo per i primi quindici minuti di gioco: Cuadrado in due occasioni (al 4′ e al 6′) prova a rendersi pericoloso dalle parti di Leali, ma il suo destro è alto ed un tiro-cross filtra nell’area ciociara ma non trova nessun compagno pronto a calciare verso la porta frusinate. Salvo per la parata su Soddimo (10′), Juventus che non trova il gol prima con Lichsteiner (corner), poi ancora con Cuadrado (deviazione fortunata di Blanchard) e Pogba, il cui destro ad effetto esce alto sopra l’incrocio dei pali. Juventus che preme sull’acceleratore con i ragazzi di Stellone alle corde.

Il Frosinone si fa vedere dalle parti di Neto solo al 26′ con la punizione di Castillo, dalla lunga distanza, calciata malissimo dal cileno. Brivido per i padroni di casa al secondo quarto: Castillo devia la palla e la sfera impatta contro il palo. I giocatori laziali protestano contro Cervellera per un fallo di mano di Barzagli. Il fischietto tarantino lascia proseguire tra le protesta vibranti dei ciociari. Al 40′ cross di Pereyra che trova Pogba in elevazione: la fronte del numero 6 juventino scaglia di forza la palla verso Leali, ma la palla colpisce clamorosamente la traversa. La prima frazione di gioco ha visto uno Zaza mai pericoloso ed inconcludente, mentre la Juventus nel complesso ha creato molto senza trovare il gol del vantaggio. Il pubblico mormora anche perché pareggiare contro una squadra che fino a quel momento ha racimolato quattro sconfitte in altrettanti incontri, e per di più al debutto in massima serie, non è proprio una bella cosa. Ed il possesso palla del 65% per i padroni di casa è un dato che fa riflettere.

SECONDO TEMPO – La ripresa inizia con ben due cambi per la Juventus, con l’ingresso di Chiellini per Lichtsteiner e Dybala per Sturaro: Juventus che passa dal 4-3-3 al 3-4-1-2 E l’argentino inizia a farsi vedere con un gran tiro che Leali devia in angolo. E sempre Cuadrado il più pericoloso e al 49′ il suo assist per Zaza porta avanti la Juventus: destro dell’attaccante lucano che, complice il tocco di Blanchard, batte Leali per il vantaggio dei padroni di casa. La Juventus con la rete del suo numero 7 “spezza” le gambe all’avversario che può solo cercare di contenere le azioni dei campioni d’Italia. Leali viene letteralmente preso a pallate ma riesce a impedire il raddoppio della Juventus: i difensori del Frosinone possono solo vedere Cuadrado prendere palla e calciare in porta. La Juve amministra il vantaggio con gli avversari che non riescono a farsi pericolosi dalle parti di Neto. Al 77′ entra Hernanes per Zaza, con il brasiliano in mediana: dopo un primo tempo inconcludente, l’ex Sassuolo timbra con la rete il suo debutto in maglia bianconera ed esce tra gli applausi. E il calcio si dimostra sempre la scienza (non) esatta per antonomasia: al 92′, alla prima occasione, gli ospiti si gettano tutti in avanti e la tenacia premia i ragazzi di Stellone, che trovano prima un corner e, dallo stesso, Soddimo mette sulla testa di Blanchard la palla dello storicissimo pareggio ciociaro in Serie A.
Frosinone in paradiso, Juventus all’inferno con l’Inter capolista che inizia a prendere il largo. Sabato sera contro il Napoli (ironia della sorte fermato a Modena dal Carpi neopromosso ) potrebbe già essere una partita da dentro o fuori per la Juventus.

Juventus vs Frosinone 1-1
TABELLINO
JUVENTUS (4-3-3): Neto; Lichtsteiner (46′ Chiellini), Bonucci, Barzagli, Alex Sandro; Sturaro (46′ Dybala), Lemina, Pogba; Cuadrado, Zaza (77′ Hernanes), Pereyra
All: M. Allegri
FROSINONE (4-4-2): Leali; Ciofani M. (83′ Rosi), Blanchard, Diakitè, Crivello; Soddimo, Gori, Crisbah (71′ Tonev), Frara; Castillo (85′ Dionisi), Ciofani D.
All.: R. Stellone
Arbitro: A. Cervellera di Taranto
Marcatori: 49′ Zaza: 90’+2 Blanchard

Lazio ok contro il Genoa, Pioli può sorridere

Djordjevic

La Lazio torna a sorridere e sempre tra le mura amiche dell’Olimpico. Pur giocando un primo tempo incerto, la formazione di Pioli ha trovato il vantaggio con Djordjevic. Cross a giro di Lulic per Djordjevic che di testa da pochi metri insacca, con la difesa del Genoa completamente ferma. Nella ripresa la squadra scende in campo con sicurezza e sprazzi di bel gioco, e al 62’ arriva un super gol di Felipe Anderson, che mette in cassaforte i 3 punti. Il brasiliano estrae dal cilindro un destro a giro dal limite dell’area sotto il sette dove Lamanna non può arrivare! 2-0 Lazio. Nel finale i grifoni resteranno in 9, per doppia espulsione, prima per Cissokho e poi per Pandev.
Finisce così, la squadra di Pioli si impone per 2-0 grazie al gol di Djordjevic e la perla di Felipe Anderson.

LAZIO (4-2-3-1) – Marchetti 6,5; Basta 6, Mauricio 6,5, Gentiletti 6 Lulic 7; Cataldi 6,5, Parolo 6,5; Felipe Anderson 7,5 (82’ Mauri s.v.), Milinkovic-Savic 6,5 (83’ Morrison s.v.), Kishna 6; Djordjevic 7 (78’ Keita s.v.). All. Pioli 7.

GENOA (3-4-3): Lamanna 6; De Maio 5, Burdisso 4,5, Marchese 5; Cissokho 4, Rincon 6, Tachtsidis 6 (46′ Dzemaili 5), Laxalt 6; Ntcham 5,5 (46′ Capel 5), Pandev 4,5, Perotti 4,5 (58′ Figueiras 5). All. Gasperini 5.

Arbitro: Rizzoli;
Marcatori: 35′ Djordjevic (L), 62′ Felipe Anderson (L);
Ammoniti: 24′ Cataldi (L), 38′ Marchese (G), 42′ Mauricio (L), 53′ Cissokho (G), 64′ Gentiletti (L), 76′ Milinkovic-Savic (L), 78′ Figueiras (G);
Espulsi: 24′ Cataldi (L), 38′ Marchese (G), 42′ Mauricio (L), 53′ Cissokho (G), 64′ Gentiletti (L), 76′ Milinkovic-Savic (L), 78′ Figueiras (G)

ph: Sale/Komunicare

Inter, Felipe Melo stende il Verona (1-0)

FelipeMelo

L’Inter approfitta dei passi falsi delle dirette concorrenti e continua a vincere. Contro l’Hellas Verona, tra le mura amiche di San Siro, è Felipe Melo a decidere i tre punti con un preciso colpo di testa. Con quindici punti ed un primo posto sempre più solitario, i tifosi nerazzurri hanno il diritto di sognare in grande.