Giornata in chiaroscuro per la Juventus: ieri è finalmente arrivata la prima vittoria in campionato contro il Genoa, anche se Allegri ha ancora molto da lavorare sul piano del gioco. Bianconeri convincenti a tratti, compito facilitato dall’espulsione di Izzo.
Lazio, così non va
E’ una Lazio più distrutta che battuta quella che esce dal San Paolo di Napoli. Inspiegabili i crolli nelle due trasferte stagionali con 9 gol subiti tra Chievo e Napoli, che fanno ancora più rumore in una piazza tanto umorale come dimostrano le prime contestazioni in nottata a Formello con scritte contro giocatori e, tanto per cambiare, presidente.
Sotto accusa anche il tecnico Pioli che, al netto delle tante assenze importanti, appare effettivamente in confusione ma difficile puntare troppo il dito contro un allenatore che deve fare a meno del suo miglior difensore, del suo regista e dei migliori interpreti offensivi. L’assenza di Biglia è l’origine di tutti i problemi, l’attacco già spuntato senza Klose e Djordjevic ha perso prima della sfida col Napoli il suo miglior giocatore, Candreva, ed è ancora alla ricerca del Felipe Anderson della scorsa stagione, di cui finora si è visto solo la brutta copia di un lontano parente.
La miglior cosa dopo una batosta di questo tipo può essere la possibilità di riscattarsi subito senza vivere una settimana di assedio mediatico emotivo ed ecco che fra due giorni arriva il Genoa all’Olimpico, dove la Lazio ha sempre vinto finora. Gli infortunati sono i soliti ma il carattere dovrà essere diverso e tale da sopperire alle assenze e ai limiti tecnici della formazione in campo: con i tifosi già in trincea, un altro passo falso renderà tutto più difficile e potrebbe infilare la squadra di Pioli in un tunnel da cui uscire sarà complicato.
Quando lo straniero passa. Anche troppo…
Il tema, certamente a sproposito, viene tirato in ballo spesso anche dalla politica, nell’infinito dibattito sui pro e contro dell’immigrazione.
Gli stranieri, infatti, sono ormai parte integrante e fondante del calcio italiano, in un senso ovviamente diverso da quello che provoca i movimenti migratori di massa. Le statistiche, i numeri e le percentuali hanno dell’incredibile, specie se paragonate al pallone nostrano di una ventina di anni fa. Con alcuni paradossi significativi: vent’anni fa, infatti, nonostante il tetto di 3 stranieri per squadra, gi stranieri stessi erano quasi sempre di livello altissimo. Oggi, invece, si contano decine di stranieri che nel calcio italiano passano senza lasciare alcuna traccia.
Dopo la sentenza Bosman del ’96 è successo tutto molto velocemente: nella primavera del ’99 l’Inter fu sconfitta in casa della Salernitana schierando ben 10 stranieri – unico italiano Pagliuca in porta -, successivamente è capitato di vedere compagini italiane che di italiani in campo proprio non ne avevano. Pensiamo ai portieri brasiliani, un tempo concettualmente impossibili da immaginare. Quella italiana era tra i pali una delle scuole più importanti al mondo, poi Milan e Inter hanno vinto tutto con Dida e Julio Cesar. Stranezze di un calcio che cambia nelle tendenze ma anche nelle regole: le due cose vanno di pari passo.
E’ sufficiente fare due chiacchiere con un qualsiasi procuratore sportivo italiano per sentirsi dire sempre la stessa cosa: un giovane calciatore italiano, a parità di curriculum sportivo, costa il quadruplo rispetto ad un pari età straniero. Il motivo? Regola di mercato semplice semplice: di italiani, in giro, ce ne sono di meno. Ecco quindi che di solito si preferisce investire meno per uno stranieri: se fallirà, quantomeno l’investimento è stato piuttosto contenuto, se invece farà bene ecco che la scommessa vinta porterà ad una plusvalenza utilissima al club.
Il Milan, per esempio, quest’anno ha cercato di invertire la tendenza spendendo cifre altissime per Romagnoli e Bertolacci: si parla sempre della necessità di investire sugli italiani, ma i rossoneri sono stati criticati non poco per questi due acquisti, a fronte di un’Inter che invece ha puntato su un Murillo low cost dal Granada che per ora sta facendo molto bene. Ci sono Higuain, Pogba, Kondogbia, Dzeko, Bacca. Ci sono tanti stranieri bravi nel calcio italiano. Ma ce ne sono altrettanti inutili. Maradona, Matthaus, Van Basten, Gullit, Platini, Zico, Savicevic e via dicendo – chi più ne ha più ne metta – erano invece gli stranieri che calcavano i campi nostrani quando le squadre italiane potevano schierarne al massimo tre.
E contemporaneamente la nazionale italiana soltanto in attacco poteva contare su Roberto Baggio, Vialli, Signori, Del Piero. Mancini e Zola, tanto per capirci, in azzurro facevano fatica ad avere spazio. Con tutto il rispetto, basta pensare agli attaccanti che giocano oggi nella nazionale di Conte per comprendere appieno il problema. Arrigo Sacchi, grande conoscitore di calcio, lo ripete ogni volta che può: puntare sui giovani italiani è fondamentale per i club e per la nazionale. Gli esempi della Spagna che ha vinto Europei e Mondiale e della recente Germania sono lì a dimostrarlo nei fatti.
Lazio contestata a Formello
I cinque gol rimediati a Napoli non sono andati giù ai tifosi della Lazio. Molti supporters biancocelesti hanno atteso la squadra a Formello durante la notte, i calciatori biancocelesti hanno evitato il confronto con i tifosi presenti nei pressi del centro sportivo.
Contestazione, nel mirino la squadra e il patron Lotito. Aria pesante a Formello, servirà una pronta inversione di rotta.
Milan e il turnover di Mihajlovic
In vista della gara di domani sera contro l’Udinese, Sinisa Mihajlovic starebbe pensando di fare un po’ di turnover: secondo il Corriere della Sera, infatti, De Jong potrebbe sostituire Montolivo davanti alla difesa, mentre Poli, Calabria e Rodrigo Ely potrebbe prendere il posto rispettivamente di Kukca (ieri aveva la caviglia ancora gonfia), Abate (out per un problema muscolare) e Zapata.
In questo momento, la certezza del Milan di Mihajlovic è senza dubbio il colombiano Carlos Bacca, con le sue 3 reti in 4 partite di campionato. L’ex Siviglia sta dimostrando grande concretezza e di essere devastante in area di rigore. Ancora difficile capire chi sarà il suo partner d’attacco contro l’Udinese, in questo momento, Balotelli è in leggero vantaggio su Luiz Adriano. Vedremo se nelle prossime ore, il tecnico serbo, cambierà idea.










