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Roma fermata sul pari dal Sassuolo (2-2)

Totti

Brusca frenata della Roma di Garcia, contro il Sassuolo di Di Francesco, non va oltre il pari allo stadio Olimpico. Nel primo tempo, parte subito forte la formazione emiliana che al 22’ passa in vantaggio con il francese Defrel, pescato tutto solo sulla destra ubriaca Manolas e infila De Sanctis. La reazione e il pareggio della Roma arriva al 36’, un rinvio scellerato di Consigli finisce sui piedi di Pjanic che innesca immediatamente il capitano gialloroso. Totti in netto fuorigioco colpisce male la palla ma beffa l’estremo difensore del Sassuolo, 1-1. Sullo scadere del primo tempo, al 45’, il Sassuolo si riporta in vantaggio. Illuminante Floro Flores per Politano che in diagonale infila De Sanctis, 1-2.
Brutto secondo tempo all’Olimpico, ritmi bassi e molti errori da entrambe le parti. La Roma trova subito il pari al 49’, con l’egiziano Salah, splendido sinistro al volo dell’ex viola, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Non ci sono poi più grandi emozioni, nonostante l’ingresso in campo di Edin Dzeko, finisce 2-2.

Magra consolazione per la Roma è il record del capitano. Francesco Totti ha trovato finalmente il gol numero 300 con la maglia della Roma. Il capitano giallorosso, partito titolare per la seconda gara consecutiva in Serie A, infatti ha firmato il gol del pareggio (1-1) contro il Sassuolo all’Olimpico. Un gol storico per Totti e la Roma, che si coccola ancora una volta il suo capitano.

Roma (4-3-3): De Sanctis 6; Maicon 5 (64′ Florenzi 6), Manolas 5,5, Ruediger 5,5, Torosidis 5; Pjanic 5,5, De Rossi 6, Nainggolan 5,5; Salah 6,5 (51′ Iago Falque 6), Totti 6 (72′ Dzeko 5,5), Iturbe 4,5.
A disp: Lobont, Castan, Gyomber, Digne, Keita, Vainqueur, Uçan, Gervinho, Ponce. All: Garcia

Sassuolo (4-3-3): Consigli 7; Gazzola 6, Cannavaro 6, Acerbi 6, Peluso 5,5; Missiroli 6,5, Magnanelli 6,5, Duncan 6 (59′ Biondini 6); Politano 7 (81′ Berardi s.v.), Defrel 6,5, Floro Flores 6 (64′ Sansone 5,5).
A disp: Pomini, Pegolo, Ariaudo, Falcinelli, Laribi, Pellegrini, Fontanesi, Terranova, Floccari. All: Di Francesco
Arbitro: Davide Massa.
Marcatori: 21′ Defrel (S), 36′ Totti (R), 44′ Politano (S), 48′ Salah (R)
Ammoniti: Politano, Sansone, Peluso (S), Maicon, De Rossi (R)

ph: Komunicare

Trionfo Ferrari, vince Vettel. Terzo Raikkonen

Gp Austria

Vettel

La Ferrari torna a brillare. Sebastian Vettel si aggiudica il Gran Premio di Singapore, che si disputa in notturna su di un circuito cittadino, regalando cosi’ una nuova gioia ai tifosi del cavallino. 42esimo successo in carriera per Seb, che supera cosi’ il grande Senna (41). Secondo posto per Daniel Ricciardo su Red Bull, terzo l’ altro pilota di Maranello, Kimi Raikkonen, autore di una gara ordinata. Niente rimonta per le Mercedes di Hamilton e Rosberg, che comunque porta a casa punti pesanti (12) in vista del rush finale con il quarto posto. Disastro invece per l’ inglese, danneggiato da problemi tecnici a metà gara.

Il GP di Singapore conferma la sua recente storia motoristica. Gara lunga, estenuante, e con la Safety car dietro l’ angolo. In 8 edizioni la macchina della giuria è scesa sempre in pista per permettere agli addetti di liberare la carreggiata da detriti e vetture danneggiate. Andiamo con ordine. In partenza non succede nulla. Le posizioni vengono rispettate nonostante una prima curva insidiosa. Nei primi giri Vettel scava un importante solco tra se e Ricciardo, circa 6 secondi, con Hamilton che arranca oltre i 10 secondi. Seb dal sesto giro inizia a gestire con esperienza i pneumatici. Il primo dei big a rientrare ai box è Kvyat (quarto) al 12esimo giro. Nella tornata successiva Massa, uscendo dai box, viene al contatto con Hulkenberg, che termina qui la sua gara. I detriti della sua Force India causano dapprima l’ avvento del regime di “Virtual safety car”, poi della macchina reale.

Tutti approfittano della virtual per effettuare il cambio gomme, le Mercedes recuperano una posizione su Kvyat, e con l’ ingresso della safety car si azzerano i vantaggi. Al 19esimo giro si riparte con Ricciardo che tallona Vettel. Quasi allo scoccare della metà gara (26esimo giro) accade un colpo di scena. Problemi tecnici per l’ auto di Hamilton, che viene sorpassato dapprima da Rosberg e Kvyat, poi sfilato man mano via da tutti gli altri. Il britannico scivola in undicesima posizione, mentre Vettel piazza un paio di giri veloci, mettendo tra se e Ricciardo oltre 3 secondi di margine. La Mercedes non riesce a risolvere i problemi dell’ iridato, che si ritira al 34esimo giro. Stessa sorte poco dopo per Fernando Alonso. Nel corso del 38esimo giro altro colpo di scena, che stavolta ha dell’ incredibile. Una persona, forse del pubblico, passeggia allegramente in pista. Altra safety car, altra girandola di pit stop, nuovamente il cospicuo vantaggio di Vettel azzerato. Si riparte al 41esimo giro, con il tedesco bravo a crearsi un importante gap su Ricciardo.

I distacchi si stabilizzano con il ferrarista che ha 3 secondi di margine e l’ alfiere della Red Bull circa 2 secondi e mezzo su Raikkonen. Rosberg è staccatissimo dal podio e praticamente la bagarre finisce qui. A causa dei due ingressi della safety car il ritmo di gara è per forza di cose crollato, motivo per il quale la gara termina di poco prima del limite temporale ( ricordiamo che il limite massimo di tempo consentito per una gara è di 2 ore). Fa Festa la Ferrari, fanno festa i meccanici della scuderia di Maranello ed i tanti tifosi del cavallino. Bravo Ricciardo, bravissimo Verstappen, non ancora 18enne, che dall’ ultima posizione (causata da problemi alla partenza) chiude addirittura all’ ottavo posto. Tanti interrogativi per la Mercedes, che deve trovare il feeling con il nuovo motore. Primo 0 per Lewis Hamilton, che dichiara: “Dobbiamo ancora capire cosa è successo. Mi sentivo bene in pista ma siamo stati sfortunati. Non ho paura della Ferrari perché in questo week-end siamo noi ad essere stati lenti. Sono fiducioso per la prossima gara”.

ph: Scali/Komunicare

Lazio, contro il Napoli per dimenticare subito il Dnipro

Pioli

Lazio pronta al match clou di questa quarta giornata: i biancocelesti saranno di scena alle 20:45, al “San Paolo” contro il Napoli.

Nello scorso campionato la partita di disputò all’ultima giornata e vide la Lazio imporsi 4 a 2. Con quella vittoria Klose e compagni volarono in Champions League (preliminari, però), mentre Rafa Benitez salutò il Golfo con un’amara Europa League. E Higuain si mette ancora adesso le mani nei capelli ripensando all’errore clamoroso dal dischetto…

I biancocelesti, attualmente noni in classifica con 6 punti, arrivano dalla batosta (psicologica) del pareggio di Dnipropetrovs’k: i padroni di casa ucraini hanno pareggiato la rete di Milinkovic-Savic allo scadere del tempo di recupero, vanificando il gol iniziale di. I partenopei, invece, hanno demolito 5 a 0 a Fuorigrotta i belgi del Bruges.

Stefano Pioli, mister laziale, deve fare i conti con l’assenza di Antonio Candreva, che non sarà della partita a causa di un infortunio alla caviglia subito in allenamento: il tecnico laziale dovrebbe schierare un 4-3-1-2.
Torna titolare Mauricio e al suo fianco opererà l’olandese Wesley Hoedt. Stefano Mauri giocherà dietro le due punte Alessandro Matri e Keità: l’ex capitano sembra essere tornato in forma e aiuterà le due punte di sfondare la retroguardia partenopea. I due punteros di Pioli stanno vivendo momenti differenti: l’attaccante lodigiano è reduce dalla doppietta di domenica scorsa contro l’Udinese e sembra muoversi a suo agio con la sua nuova squadra, mentre lo spagnolo sta cercando la prima rete stagionale in campionato. Si accomoderà ai bordi del campo anche Felipe Anderson: recuperato dell’infortunio, l’attaccante brasiliano potrebbe trovare spazio nella ripresa.
A centrocampo spazio ad Onazi in mediana di regia, mentre Danilo Cataldi si siederà in panchina. Come sarà panchina per Sergej Milinković-Savić.

Indisponibili Miroslaw Klose, Lucas Biglia, Filip Djordjevic, Stefan de Vriy e Ravel Morrison, fuori causa per un infortunio al tallone, ma che dopo l’ottimo pre-campionato sembra essere uscito dalla “visuale” di Pioli.

Inter, un gol di Icardi stende il Chievo (0-1)

Icardi

Nell’anticipo delle 12.30 della quarta giornata di Serie A, l’Inter batte il Chievo allo stadio Bentegodi grazie al gol di Mauro Icardi, abile a mettere in porta un pallone vagante nell’area avversaria.

Genoa vs Juventus, i bianconeri cercano i tre punti

Mandzukic
Oggi alle 15 a Marassi si gioca Genoa vs Juventus, partita importante per entrambe, soprattutto per i bianconeri che devono ritrovare la vittoria in campionato.

Le statistiche a Genova vedono la Juve in vantaggio con 20 vittorie, 17 vittorie rossoblu e 11 pareggi. L’anno scorso fini 1-0 per il Grifone con la rete al 94 di Antonini, e fu la prima delle tre sconfitte bianconere in campionato. L’ultima vittoria dei bianconeri è stata nel campionato 2013/2014 con lo splendido goal di Pirlo su punizione. Ma veniamo agli schieramenti probabili di oggi: Genoa con diverse defezioni e solo18 giocatori convocati da mister Gasperini. Giocheranno titolari Dzemaili,Rincon e Nickam con uno schieramento che dovrebbe essere il seguente: 3-4-3. Lamanna, Izzo, Burdisso, De Maio, Cissokho, Dzemaili, Rincon, Laxalt, Nickam, Pandev, Perotti. Inizia il tour de force juventino che vedrà la squadra disputare 5 partite in 15 giorni, quindi si prevede un inizio di turn over con possibili avvicendamenti nella formazione.

Bianconeri che hanno assenti Marchisio, Asamoah, Khedira e Caceres, modulo che sarà confermato e probabili titolari saranno Barzagli in difesa, Lemina a centrocampo, la conferma di Cuadrado in attacco, ed Hernanes confermatissimo come regista arretrato. Ma Allegri potrebbe rimescolare le carte facendo esordire dal primo Zaza con accanto Dybala.
Ma vediamo il probabile schieramento: 4-3-3: Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Evra, Lemina, Hernanes, Pogba, Cuadrado, Mandzukic.