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Juve, è tornato il sereno

Allegri

Allegri

Un dolce risveglio quello della Vecchia Signora questa mattina con la consapevolezza che ciò che è accaduto ieri sera all’Etihad Stadium non è stato un sogno bensì una vera e propria impresa. Dimenticata la brutta partenza in campionato la Juventus ha affrontato a testa alta i Citizens, conscia dei propri limiti ma anche delle proprie capacità che, grazie anche ad un Buffon straordinario, hanno permesso ai bianconeri di trovarsi a tre punti nel girone dopo la gara sulla carta più difficile.

A pari punti con il Siviglia (3-0 al Mönchengladbach), la squadra di Allegri ha già fatto un passo importantissimo verso gli ottavi; ricordiamo che il City non aveva mai perso in questa stagione e addirittura non aveva mai subito gol sin ora.

All’euforia per la vittoria in terra inglese, però, si deve sostituire al più presto la volontà di recuperare il distacco dall’Inter capolista in Serie A; domenica pomeriggio a Marassi la Juventus ha la prima occasione di dimostrare che il passaggio a vuoto delle prime tre giornate non corrisponde alla realtà.

Altra nota positiva dalla serata di Manchester riguarda il modulo: il 4-3-3 schierato ieri ha dato equilibrio alla squadra senza però renderla prevedibile; il grande movimento di Cuadrado e Morata non ha dato punti di riferimento alla difesa avversaria creando spesso potenziali occasioni da gol.

La Juve, dunque, sembra aver trovato la giusta quadratura per affrontare quella che sta diventando una stagione sempre più avvincente.

De Laurentiis: “Maradona non può giudicare il Napoli”

Maradona Maradona operato

maradona

Il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis risponde a Maradona, il pibe de Oro nei giorni scorsi ha criticato la scelta di affidare la squadra a Sarri. Queste le parole di ADL: “Maradona è il più grande giocatore di sempre, ma vivendo a Dubai è troppo lontano per giudicare la realtà di Napoli”.

De Laurentiis poi aggiunge: “Non l’ho visto in tv ma so cosa ha detto. Si tratta di frasi sensazionalistiche e basta. Vorrei ricordargli che abbiamo avuto una crescita costante in questi anni, in una città come Napoli che invece è in declino”.

Speciale Champions League, obiettivo Milan2016

ronaldo

La Champions League è iniziata, tra conferme e sorprese. Tra le prime la goleada del Real con la tripletta del solito Ronaldo, ma anche la rinnovata dimensione internazionale del Siviglia e in generale lo strapotere delle spagnole al momento in contrapposizione al solito vizietto delle big inglesi di fallire gli appuntamenti europei degli ultimi anni, si vedano i flop delle due di Manchester contro una Juve in crisi e un decisamente modesto PSV; tra le sorprese appunto gli olandesi ma incuriosiscono anche i debuttanti kazaki dell’Astana che hanno tenuto botta sul campo del Benfica.

Immagini della prima serata di Champions 2015/2016 il tacco di Ibra contro il suo Malmo, ma anche le parate del portiere svedese Wiland che dal 5′ al 60′ ha blindato la Bastiglia dai numerosi attacchi dei fenomeni dello sceicco, le papere di Pyatov (non nuovo a questi svarioni), purtroppo il grave infortunio di Shaw (al quale auguriamo buona fortuna), e il sinistro a giro di Morata con l’esultanza sotto i tifosi bianconeri in visibilio, accorsi all’Etihad Stadium per assistere ad un’impresa che sembrava impossibile alla vigilia viste le premesse e l’opposta partenza in campionato delle due squadre. Paradossalmente però la sensazione è che il City di ieri fosse l’avversario ideale per la Juventus, che ha avuto la possibilità di attendere e ripartire con qualità e cinismo, senza l’obbligo di dover fare la partita né la pressione di vincere a ogni costo; l’assenza di Aguero ha fatto il resto ma la Juve ha meritato.

Unico rimpianto della serata? Quel Julian Draxler che ha consegnato al Wolfsburg la vittoria al debutto sulla CSKA Mosca. Mentre in casa City si rivedono i fantasmi delle ultime stagioni europee nonostante gli enormi investimenti di questa estate; stesse preoccupazioni per i dirimpettai cittadini della parte rossa di Manchester, che perdono terzino sinistro (fino alla prossima stagione verosimilmente) e partita contro il PSV di Cocu, discreto ma non irresistibile con l’ex-genoano Lestienne a prendere le redini del post-Depay in fascia sinistra d’attacco.

Attesa questa sera per la prova di forza in programma del Bayern, il riscatto del Chelsea, la conferma della supremazia spagnola per il Valencia e il big match Roma-Barcellona, partita fondamentale soprattutto per testare la maturità e la qualità degli uomini di Garcia, che quasi un anno fa si sciolsero di fronte al Bayern Monaco perdendo certezze essenziali anche in campionato.

Inter, obiettivo Chievo Verona

handanovic

A tre giorni dalla vittoria in casa contro il Milan, che ha portato l’Inter da sola (per ora) in testa alla classifica, dalle parti di Appiano Gentile si pensa già alla sfida di domenica nel lunch match contro la squadra rivelazione di questo avvio di campionato, il Chievo Verona, secondo a due punti dalla Beneamata.

In queste prime tre partite, in casa nerazzurra si può già iniziare a fare un (mini) bilancio: Samir Handanovic è sempre il Samir Handanovic di sempre… e domenica sera lo ha dimostrato in almeno cinque occasioni, parando i tiri di Bacca, Luiz Adriano e la punizione di Balotelli.

Buona anche la prestazione di Gary Medel, chiamato a sostituire l’infortunato Joao Miranda e contro i clivensi il cileno si propone per un’altra maglia da titolare. Il “pitbull” si sta dimostrando un giocatore completo e duttile, che farebbe comodo a tutti gli allenatori. Ma l’ex Atletico Madrid sta cercando di tornare disponibile per la partita di domenica.

Se Ivan Perisic e Mauro Icardi sembrano ancora lontani dalla forma migliore e Geoffrey Kondogbia deve mettere in campo più grinta e più continuità, Roberto Mancini si gode Felipe Melo.

Il centrocampista brasiliano ha impressionato tutti per forma e sostanza (chiedere nel dubbio a Mario Balotelli) ed è la bella sorpresa di questa Inter capolista, anche se l’ex Galatasaray ha giocato solo una partita delle tre di campionato. Attento, risoluto e preciso. Se il buongiorno si vede dal mattino, Mancini ha fatto bene a scommettere sul ragazzo di Volta Redonda.

In merito al match del “Bentegodi” del 20 settembre è prematuro ipotizzare una formazione, ma probabilmente Roberto Mancini schiererà la squadra mattatrice del Milan.

Milan, San Siro la casa del Diavolo?

Inter Milan

SanSiro

Milan, San Siro casa del Diavolo? Dal probabile addio al nuovo progetto di un Meazza tutto rossonero. Sembra abbandonata definitivamente l’idea Portello, in programma un nuovo incontro con il Comune di Milano per parlare del futuro di San Siro.

In rappresentanza del Milan ci sarà il direttore operatività stadio Alfonso Cefaliello che parlerà con l’interista Fassone e l’assessore allo sport del Comune Chiara Bisconti.

Quale futuro per San Siro? Tutto nerazzurro, tutto rossonero o si va avanti a braccetto? Staremo a vedere.