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Milan, un derby da dimenticare

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La sconfitta nel derby brucia ma l’archivio va aggiornato e il Milan è pronto a ripartire contro il Palermo, paradossalmente con qualche certezza in più: Montolivo in cabina di regia, la trequarti che si addice più a Bonaventura che a Honda e un Balotelli che dà segnali positivi.

Nel frattempo, fuori dal campo, e mentre Montolivo e Abate si fanno portavoce della rinascita rossonera sui social network, l’attesa è ancora spasmodica per il closing tra Berlusconi e Mr.Bee. “Siamo ai dettagli” rassicura l’attuale patron, che approfitta dell’occasione per elogiare la squadra e soprattutto il capitano Montolivo, lusingato dal paragone con Albertini. Sullo sfondo l’ormai acclarato abbandono dell’ipotesi di stadio al Portello; per il momento San Siro resta l’unica casa del Milan, ma non è un segreto che sia ormai diventata un po’ stretta.

In settimana il nodo da sciogliere per Miha sarà l’impiego di De Jong o di Montolivo davanti alla difesa, una scelta cruciale che dirà molto sulla stagione di due dei principali volti del Milan. Curiosità anche per le scelte sulla trequarti o al centro della difesa (Ely o un convincente Zapata?).

La Lazio si affida a Matri

Matri

Matri

Battere subito il Dnipro per partire con il piede giusto in un girone (il G) non complicato. Ergo, vincere in Ucraina e portare a casa i tre punti: questo è il mantra della Lazio.

La squadra di Stefano Pioli, vincitrice domenica in casa contro l’Udinese, è pronta per il debutto in Europa League. E pazienza se i capitolini avrebbero voluto giocare stasera o domani in Champions League. Il tecnico emiliano però deve fare con un’infermeria piena e la squalifica di Mauricio, espulso a Leverkusen nel ritorno del match contro le “aspirine” nello sfortunato preliminare di Champions.

Non saranno della partita tre giocatori importanti come Stefan de Vrij (infortunatosi in Nazionale contro la Turchia nelle qualificazione europee e che ha fatto infuriare la società), Lucas Biglia (infortunatosi contro il Bologna alla prima di campionato), Miroslaw Klose (già assente nel secondo tempo della partita di andata contro il Bayern Leverkusen per uno strappo muscolare) e Filip Djorđjević, che si pensava si fosse ripreso ed invece non è ancora disponibile.

Con i top players indisponibili, la Lazio conta per la partita contro i finalisti perdenti della scorsa Europa League in un rinato Alessandro Matri. L’ex attaccante di Milan e Juve al debutto domenica ha battuto da solo l’Udinese con due reti nel giro di nove minuti ad appena otto minuto dal suo ingresso in campo. Pioli conta su di lui di scardinare la difesa della squadra allenata da Myron Markevyč.

Il tecnico laziale sembra intenzionato a non modificare il modulo che ha permesso ai suoi di battere i friulani (4-2-3-1) con Parolo ed Onazi davanti alla difesa e con l’attaccante di Sant’Angelo Lodigiano unica punta aiutato da Felipe Anderson, Ricardo Kishna e Sergej Milinković-Savić. Possibile debutto europeo per Abdoulay Konko a destra con Stefan Radu a sinistra. Ma tutto è ancora work in progress dalle parti di Formello.

Roma, Garcia: “Affronteremo il Barcellona con umiltà”

Garcia

Poco più di tre mesi dopo la finalissima di Berlino questa sera e domani le gare di Champions League torneranno a far sognare i tifosi di tutta Europa. Le italiane in competizione sono Juventus e Roma dopo l’eliminazione durante la fase preliminare della Lazio. La squadra capitolina inizierà contro la detentrice del titolo, il Barcellona dell’ex Luis Enrique, all’Olimpico domani sera e, come da tradizione UEFA, quest’oggi si è tenuta la conferenza stampa dell’allenatore Garcia affiancato dal leader in campo Daniele De Rossi.

Garcia ha innanzitutto risposto alle domande sull’avversario e sulle proprie scelte: “Il Barcellona è una squadra immensa, giocheremo con umiltà e ambizione. I giocatori sono pronti a livello mentale, abbiamo una rosa di qualità e sono in grado di affrontare un cambio di modulo. Loro sono una squadra con un grande possesso palla e una notevole velocità in attacco. Dovremo essere bravi non solo a difendere bassi, ma anche a venir fuori quando potremo farlo. L’obiettivo sarà fare risultato e lo faremo con la qualità dei nostri giocatori e l’atteggiamento di squadra, sia difensivo che offensivo”.
I giornalisti presenti al Centro Fulvio Bernardini si sono poi soffermati sui singoli giocatori: “Salah? Mohamed è un ottimo giocatore. Non è con noi da tanto, ma continua a imparare il gioco della squadra e viceversa. Per quanto riguarda l’assenza di Pjanic è inutile parlare dei giocatori indisponibili, con loro chiacchiero in settimana e gli sto vicino, ma quando non possono giocare non c’è da lamentarsi. Bisogna prendere il meglio dai giocatori a disposizione”.
Le parole di De Rossi hanno riguardato il valore della gara (“domani ci giocheremo una parte della qualificazione, sarà una partita importante ma non decisiva”) e naturalmente la stella del Barça Lionel Messi (“il Barcellona è più forte di tutti come organico e ha il calciatore più forte di tutti. Dovremo fare una gara di sacrificio, da squadra. Messi salta quasi sempre l’uomo, servirà aiuto reciproco e compattezza”).
Impossibile non parlare dell’ex Luis Enrique: “Si è dimesso lui, per cui non si può dare colpe a società o all’ambiente. Fu una stagione particolare, ci fu poca sponsorizzazione da parte vostra, evidentemente non avevate interesse a farlo. Mi fa piacere rivederlo, sono contento, lui e il suo staff sono brave persone a prescindere”. Dopo la scelta tattica di Garcia contro la Juventus di schierarlo in difesa è parsa ovvia l’analogia con Mascherano:”Ha fatto un percorso che in futuro potrebbe appartenermi. Grazie alla grinta e alla tecnica riesce a dominare sia a centrocampo che in difesa. Sarebbe fantastico fare qualcosa di simile, è un discorso tattico e di opportunità. Quando riesco a giocare come con la Juventus sono contento”.
Un’ultima battuta sulla situazione in Curva Sud:” Mi sto documentando per capire bene le cose. Sto cercando di capire il perché di questa protesta. Certe cose sembrano assurde, non faccio appelli, ci sarà una ragione ma se una protesta è civile deve continuare. A noi fa piacere avere lo stadio pieno, ma contro la Juventus abbiamo vinto nonostante il silenzio. Le proteste vanno fatte silenziosamente, questa è una maniera composta e bisogna rispettare le persone che tengono il punto con civiltà”.

Inter sola in vetta alla classifica…

Inter

Cinque anni dopo l’ultima volta, l’Inter torna a vantare il primato solitario in Serie A: nove punti in tre partite, vittorie contro Atalanta, Carpi e soprattutto Milan con prestazioni in crescendo. Un primato che porta la firma di Roberto Mancini, unico vero artefice di questa squadra: un fattore, questo, su cui ad Appiano Gentile non si poteva contare da anni. Stavolta, però, l’organico nerazzurro è fisico, generoso ma non per questo poco attrezzato qualitativamente: il Mancio è stato accontentato al 100% ed il primo riscontro è senz’altro positivo.

Se per molte concorrenti è iniziato un tour de force che porterà queste a disputare due match a settimana da qui ad un mese, l’Inter – in assenza di coppe – può lavorare con più calma già in vista del Chievo, sorpresa di questo inizio di stagione. Tornerà agli ordini del tecnico jesino Joao Miranda, perno della difesa interista, mentre ci sarà tempo per far ambientare al meglio i nuovi acquisti e collocarli nello scacchiere tattico. L’ambiente nerazzurro torna a sussurrare la parola scudetto, continuare così il diktat per crederci ancor di più.

ph: Komunicare.it

MotoGp, Rossi c’è

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Mancano ormai 5 Gran Premi alla conclusione di questa esaltante stagione di MotoGp e già è tempo di mini-conclusioni. Valentino Rossi è finalmente tornato a dettare legge. Mentre negli scorsi campionati il Dottore regalava di tanto in tanto gioie ai suoi fan con podi e vittorie sporadiche, in questo 2015, salvo rare eccezioni, Vale ha dato spettacolo portando a scuola i rivali spagnoli.

Marquez, capace di dominare i passati 2 campionati, si è tirato fuori dalla lotta per il titolo a causa di 4 scivoloni, ultimo quello sul bagnato britannico. Jorge Lorenzo ha rimediato ad un avvio singhiozzante con uno straordinario poker consecutivo di vittorie, prima di commettere un sanguinoso errore a Misano, che lo ha portato a meno 23 punti da un piu’ che mai costante Valentino Rossi.

Il centauro di Tavullia, dopo 12 podi di fila, si è accontentato di un quinto posto nel caotico GP di San Marino, ed in questo rush finale di campionato dovrà amministrare il cospicuo bottino di vantaggio su Lorenzo. Il margine è davvero importante, e siamo sicuri che con la sua classe ed esperienza Vale saprà valorizzarlo al meglio, portando a casa il decimo mondiale, anche considerando che 2 dei 5 GP restanti sono storicamente un suo terreno di caccia (Australia e Malesia). Guardiamo ora anche al futuro dell’ ormai quasi 37enne campione della Yamaha. Rossi ha ancora un anno di contratto con la casa costruttrice giapponese. Gli interrogativi sono tanti, e gli addetti ai lavori si divertono a cercare di capire i possibili sviluppi del finale di carriera del numero 46.

Continuerà con la Moto GP o si trasferirà di paddock, rilanciando la Yamaha nel mondiale Superbike? Si ritirerà, restando comunque nel settore, oppure farà una scelta completamente diversa, ad effetto, provando emozioni nuove magari a 4 ruote? Di sicuro Vale già avrà deciso qualcosa di importante. La cosa certa è che, come nel caso di Roger Federer nel tennis, Rossi continuerà a correre fin quando saprà di essere competitivo, e fin quando si divertirà tra pieghe, gas, sorpassi e sportellate.

I fan italiani ed internazionali si augurano non solo che Vale onori il contratto, ma che lo prolunghi. Manca poco e conosceremo ogni sviluppo, per adesso godiamoci lo spettacolo che il Dottore ci offre a domeniche alterne (soltanto perché si corre ogni due settimane).