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Inter, Mancini: “Dovevamo chiudere prima la gara”

Mancini

L’Inter si gode la vetta della classifica e si coccola Jovetic, subito protagonista in nerazzurro con tre gol in due partite. Il tecnico interista Mancini però striglia i suoi, l’allenatore vuole una squadra più cinica e cattiva in zona gol.

Queste le parole di Mancini in zona mista: “La fase difensiva? Il gol è venuto fuori da un tiro che è finito in mezzo all’area ed è diventato un cross, ma la difesa è andata bene. Qualche situazione puoi concedergliela, è normale e quindi ci sta. Siamo stati bravi a rivoler far gol, ma la prossima volta dobbiamo fare meglio per chiuderla prima”.

Sul mercato: “Eder? È un giocatore della Sampdoria: sono contento che abbia fatto bene per la Samp e per Zenga. Hernanes cedibile? Per noi è molto importante, in queste partite non stava benissimo, ma anche oggi, quando è entrato, ha fatto la differenza. È una favola quella che dice che mi faccio sempre comprare i giocatori che voglio. Medel? Io lo amo, per il cuore che mette: se fossero tutti così. 25 Medel? Facciamo 24 Medel e 1 Messi. Icardi? Penso che giocherà il derby”.

Juve, Hernanes o Lamela per ripartire

hernanes

La Juve si lecca le ferite, due sconfitte all’esordio in campionato non era mai successo, serve un pronto riscatto. I dirigenti bianconeri cercano rinforzi, ultime ore di calciomercato che si preannunciano frenetiche per Marotta e Paratici.

L’obiettivo è un trequartista in grado di garantire soluzioni differenti in attacco. Si punta Hernanes, trattativa ad oltranza con l’Inter, la Juve sembrerebbe pronta ad offrire una cifra vicina ai 12 milioni di euro ma punterebbe al prestito oneroso per il primo anno, soluzione poco gradita dal club nerazzurro. L’alternativa è Lamela, l’attaccante del Tottenham piace al club bianconero, sondaggi anche per Vazquez del Palermo.

Lazio contestata a Fiumicino

Lazio

Era una reazione più che prevedibile. Un centinaio di tifosi della Lazio hanno aspettato nella notte a Fiumicino la squadra di ritorno da Verona per manifestare tutto il loro dissenso dopo la pesante sconfitta contro il Chievo.

“Fuori le palle” è stato il coro che ha riecheggiato dentro il terminal dello scalo romano. I tifosi sono giustamente delusi e molto arrabbiati dopo l’ennesima priva incolore degli uomini di Pioli: il tecnico emiliano chiede scusa nel post partita, non riconosce più la squadra che l’anno scorso ha regalato il più bel calcio in Italia. Dicono che Lotito si sia infuriato per la sconfitta e negli spogliatoi abbia fatto una strigliata a tecnico e giocatori, anche se la stessa società dovrebbe interrogarsi sui perché di questo crollo, di una campagna acquisti sotto accusa, di problemi riemersi all’improvviso. Stasera si chiude la sessione estiva del calciomercato, la gente laziale spera che in extremis qualcosa possa muoversi al di là delle dichiarazioni ufficiali di circostanza.

Lasciare la squadra così incompleta rappresenterebbe giocare i mesi avvenire, almeno fino a gennaio, con una rosa strettissima in alcuni reparti. La Lazio ha già gettato alle ortiche milioni e prestigio per il non accesso in Champions, bisogna rimettersi subito in carreggiata e ricominciare a vincere e convincere in Italia ed in Europa.

Serie A: Il Napoli non va, bene Torino e Palermo

Quagliarella

Serie A, la seconda giornata di campionato dice che la Juventus è a sorpresa ultima in classifica con zero punti, non era mai successo nella storia della vecchia signora. A Roma è stata una partita sofferta, squadra spenta, Pogba irriconoscibile, si salva il solo Dybala peraltro autore del gol della bandiera. Allegri ha molto da lavorare per cercare di trovare la quadratura del cerchio, si attendono nuovi rinforzi. La Roma, invece, oggi ha dimostrato di essere una buona squadra, tanto pressing e trascinata nel primo tempo da Iago Falque che ha messo in grossa difficoltà Lichtsteiner. Guardia può essere soddisfatto. Il Milan vince ma fatica molto con l’Empoli; la sola nota positiva sono i due attaccanti Luiz Adriano e Bacca, centrocampo e difesa sono da rivedere, urgono rinforzi.

L’Inter trascinata da una doppietta di Jovetic vince a Carpi non senza difficoltà; la squadra sembra quasi giocare al piccolo trotto, ma i margini di miglioramento sono ampi. Carpi mai domo che aveva trovato il pari nel finale con Di Gaudio Ma che è stata punita da una disattenzione difensiva a due minuti dal termine.
Lazio sconcertante ed irriconoscibile, prende 4 gol dal Chievo, per Pioli si attendono giornate dure; c’è stata un’involuzione della squadra dopo la sconfitta a Leverkusen, che sembra abbia lasciato molti strascichi. Un ottimo Torino sconfigge per tre a uno una altrettano ottima Fiorentina, che cede nel quarto d’ora finale. Squadra granata trascinata da Quagliarella e Baselli; le reti sono di Marcos Alonso per il vantaggio viola, poi nel secondo tempo segnano Moretti, Quagliarella e Baselli.
L’Atalanta batte nettamente il Frosinone per due a zero trascinata dal Papu Gomez, fra l’altro autore di una rete straordinaria. Il vantaggio Orobico era stato segnato da Stendardo. Nel Frosinone si salva il solo portiere Leali, autore di alcune parate eccezionali.
Giusto pari tra Napoli e Sampdoria, che si aggiudicano un tempo per uno. Doppietta di Higuain nel primo tempo e doppietta di Eder nel secondo; Napoli rivedibile, Samp che si conferma. Il Genoa batte per due a zero il Verona, con reti nel secondo tempo di Pavoletti e Gapke; Verona sotto tono, da segnalare una traversa colpita da Pazzini.
Il Palermo infine è corsaro ad Udine, decide la gara ad inizio partita un colpo di testa di Rigoni. Udinese sfortunata, che peraltro ha giocato in superiorità numerica gli ultimi venti minuti causa espulsione per doppia ammonizione di Struna.

ph: Inserra/Komunicare

Inter nel segno di Jovetic, contro il Carpi finisce 2 a 1

Jovetic

Al Braglia di Modena va in scena CarpiInter per il secondo turno di Serie A. Voglia di rivincita per la matricola, al debutto in “casa”, dopo la doccia fredda di Genova, bisogno di confermarsi per l’Inter dopo la risicata vittoria interna con l’Atalanta. Castori sceglie la difesa a 3 per bloccare i nerazzurri, lancia in attacco il capocannoniere polacco Wilczek e sulla fascia destra si rivede Wallace (oggetto misterioso nell’Inter di Mazzarri); opta per la continuità rispetto alla prima uscita invece Mancini, con Icardi ancora assente.

Prima mezzora come prevedibile con i padroni di casa attendisti che difendono senza troppi patemi sugli attacchi molli dell’Inter. Prova a rendersi pericoloso il Carpi cercando sistematicamente Matos che ha buoni spunti ma piuttosto sterili, anche se all’8′ protesta per un’entrata rischiosissima di Murillo in area di rigore. Sblocca l’impasse un’uscita sconsiderata di Brkic alla mezzora che lascia la porta vuota a Jovetic dopo una carambola fortunosa. E’ il secondo gol di JoJo in nerazzurro e la partita sembra mettersi in discesa per gli uomini del Mancio, che però nel finale di primo tempo devono ringraziare la scarsa vena di Wilczek e la prontezza di Handanovic al 42′ e il brutto destro da posizione favorevolissima del volenteroso svizzero Fedele al 47′.

Nella ripresa l’Inter spinge poco, male e non punge, il Carpi continua ad essere ordinato ma con poca qualità e meno idee, mostrando poche alternative al gioco deliziosamente speculativo sfoggiato l’anno scorso in B. Mentre Mancini si infuria in panchina per la scarsa cattiveria dei suoi, Castori cambia la partita giocandosi la carta Di Gaudio (subentrato per un pessimo Wallace, che dopo stasera gli interisti decisamente non rimpiangeranno). 26 anni, nato a Palermo, sesta stagione a Carpi e zero presenze da titolare in A, è Antonio Di Gaudio a rischiare di essere l’eroe della partita: dopo aver messo in difficoltà la retroguardia interista con un paio di accelerazioni, segna all’81’ l’1-1 al termine di un’azione abbastanza confusa. L’Inter è alle corde e reagisce con carattere ma poca qualità, all’89’ è Guarin che si prende un rigore di prepotenza, dal dischetto si presenta Jovetic che con invidiabile freddezza trasforma il gol-vittoria per la seconda settimana di fila timbrando il cartellino per la terza volta. Una brutta Inter esce da Modena a punteggio pieno ed è forse l’unica buona notizia per Mancini, ma non è certo poco visti i tanti cambi da assimilare e una rosa ancora incompleta. A testa alta invece il Carpi rimane a zero punti, ma mostra segnali più che incoraggianti rispetto al debutto traumatico di Genova.

ph: Papini/Komunicare.it