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Niente Inter per Imbula. Juve, pazza idea Kovacic

MILANO, ITALIA 28 AGOSTO 2014 - UEFA EUROPA LEAGUE 2014/2015 - INTER VS STJARNAN. -  NELLA FOTO: KOVACIC IN AZIONE

Sembrava tutto fatto per il passaggio di Imbula all’Inter, il calciatore dell’Olympique Marsiglia cambia idea e dice no ai nerazzurri. Come confermato dall’agente del calciatore, Imbula ha scelto il Porto, niente Inter e nerazzurri costretti a virare su un altro obiettivo, Felipe Melo?

Intanto pazza idea della Juve, i bianconeri fanno un sondaggio con l’Inter per Kovacic. Come conferma sportmediaset Marotta e soci vedono in Kovavic il sostituto ideale di Pirlo, difficile immaginare il passaggio del croato in bianconero, ma nel calcio mai dire mai.

Pirlo al New York, in dubbio il futuro di Bonucci e Vidal

Vidal

Ormai ci siamo, ancora pochi giorni e Pirlo sarà un nuovo giocatore del New York City. Il centrocampista bresciano lascerà la Juventus per volare negli states, una scelta di vita e il giusto modo per chiudere al meglio una carriera ricca di successi, con la ciliegina del mondiale vinto a Berlino.

Dubbi sul futuro di Bonucci e Vidal. Il difensore è da tempo nel mirino del Real Madrid, il club spagnolo non molla la presa e sarebbe pronto a versare alla Juve ben 30 milioni di euro per assicurarsi il difensore. In caso di addio, al momento in ogni caso ipotesi lontana, la Juve si tufferebbe sull’ex romanista Benatia.

Vidal piace all’Arsenal, l’agente del centrocampista cileno gradirebbe il passaggio del suo assistito in Premier. Le ultime polemiche che hanno visto protagonista il giocatore, e una giusta offerta economica da parte del club inglese, potrebbero convincere la Juve a cedere il mediano. L’Arsenal sarebbe pronto a versare al club torinese 21 milioni di sterline, una cifra importante per le casse della vecchia signora.

ph: Komunicare.it

Juventus, quattro club su Llorente

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Un’estate sul mercato per Fernando Llorente. Mentre l’ariete basco si gode la luna di miele in Giappone con la bella Maria, la Juventus e il suo agente sono al lavoro per cercare una soluzione che soddisfi entrambe le parti.

Con gli arrivi di Zaza, Mandzukic e Dybala, infatti, gli spazi per Llorente diminuirebbero drasticamente e di conseguenza la cessione appare inevitabile. Sul Navarro c’è il forte interesse di ben quattro club: Valencia, Tottenham, Fenerbache e Galatasaray. Si è, invece, tirato indietro il Monaco, che dopo un primo ammiccamento nelle settimane scorse, ha deciso di virare su Mattia Destro.

Il Tottenham è da sempre un grande estimatore di Llorente, tanto che nel 2013 l’attaccante dovette scegliere proprio tra la Juve e gli Spurs. Ora gli inglesi si rifanno sotto, ma c’è da battere la concorrenza del Valencia; Llorente, infatti, gradirebbe un ritorno in patria. Più defilate le piste turche.

Dalla sua cessione, la Juve conta di incassare poco meno di 10 milioni, una notevole plusvalenza considerando l’arrivo a parametro zero di due stagioni fa.

Roma, continua la caccia all’attaccante: Dzeko e Lukaku tra i papabili

Andreas Christensen

Walter Sabatini

La Roma continua a cercare il grande bomber da 20/25 gol a stagione, che da anni ormai non si vede in maglia giallorossa. Sfumato Carlos Bacca, diretto verso il Milan, Walter Sabatini spinge su altri profili altrettanto validi.

Stiamo parlando di Edin Dzeko e Romelu Lukaku, due attaccanti di assoluto valore, con una buona esperienza e una grande fama da bomber di razza. Tuttavia, i due attaccanti non arriveranno di certo a prezzo di saldo; Lukaku, dei due è il più giovane, è un classe ’93 e l’Everton non lo lascerà partire per meno di 30 milioni, stessa cifra che i giallorossi si sono rifiutati di pagare per il 29enne Bacca.

Dzeko, invece, dopo un’ultima stagione di alti e bassi, sarebbe anche disposto a far le valigie e lasciare il Manchester City, squadra in cui gioca da cinque anni. L’ostacolo maggiore è, però, rappresentato dal pesante ingaggio da 6 milioni l’anno.

Milano risponde presente

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La Milano del pallone torna a sorridere, e poco importa se lo fa solo attraverso i titoli dei giornali. Inter e Milan hanno fatto “all-in” sul mercato per garantire a Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic (avversari in campo, amicissimi fuori) due rose su cui poter lavorare proficuamente il prima possibile, da buoni proseliti della teoria calcistica – sempre più in voga – che richiede squadre pronte per il ritiro di inizio stagione. Geoffrey Kondogbia, Joao Miranda e Martin Montoya da una parte (l’assenza di Giannelli Imbula in questa lista non è una dimenticanza, colpa del pressing che il Porto sta facendo per inserirsi in una trattativa praticamente chiusa tra Marsiglia e Inter), Andrea Bertolacci e Carlos Bacca dall’altra. Nuove facce costate più di 100 milioni alle due meneghine e arrivate in un mercato che, ufficialmente, prenderà il via solo il prossimo primo luglio. Mica monetine.

Vere e proprie rivoluzioni, in linea con le richieste di un pubblico abituato troppo bene per accontentarsi dei magri bottini raccolti da Inter e Milan nelle ultime stagioni. Risultati, fra l’altro, raggiunti con strategie opposte: i nerazzurri hanno fatto affidamento sugli investimenti del tycoon Erick Thohir (Hernanes, Shaqiri, Dodò, Brozovic, Santon e Medel sono solo i principali), i rossoneri hanno invece tentato la strada del rigore economico e delle “occasioni” last-minute. Un paio di queste, vedi Menez e Diego Lopez, hanno sortito l’effetto sperato; altre come Essien, Alex, Armero o Torres, tanto per citarne alcune, meno. Un’abbondanza di atleti quasi casuali per due società che navigavano nell’incertezza.
Ora, però, in casa Milan le cose sono cambiate: il capitale straniero teso a risollevare le finanze rossonere è finalmente arrivato con l’approdo in società di Mr. Bee Teechaubol e Galliani, in sede di mercato, è tornato a disporre di fondi in grado di fare la differenza nello scenario calcistico europeo. In questo senso, l’appoggio del colosso Doyen Sports può essere decisivo: checché se ne dica, il fondo di private equity ha tutte le carte in regola per colonizzare anche il calcio italiano e rilanciare il brand Milan (per ulteriori informazioni chiedere ad Atletico Madrid e Siviglia, che proprio grazie a Doyen hanno raggiunto le vette del football.

E l’Inter? Mancini non ha più scuse. Quella del prossimo anno sarà una squadra sua, non ereditata cioè da gestioni precedenti e libera da qualsiasi impegno europeo. Il tecnico jesino potrà quindi lavorare di più e meglio, consapevole di dover raggiungere necessariamente un posto tra le prime tre in Serie A per riabbracciare la Champions League e ripagare – almeno in parte – le spese di una società già osservata speciale per via del Fair Play Finanziario.
Sono già stati spesi troppi commenti sulle cifre sborsate da Inter e Milan per assicurarsi i giocatori sopracitati: il prezzo lo fa il mercato, non gli opinionisti, e le due milanesi dispongono senza dubbio di dirigenze tanto accorte da poter valutare meglio di chiunque altro il peso economico che comporta ogni spesa. Ciò che conta più di tutto il resto, oggi, è sapere di poter rivedere in tempi brevi luci speciali a San Siro: quelle del grande calcio.