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Pogba, un gol da scudetto. La Juve vola a +11

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La Juve vede lo scudetto, contro il Sassuolo arriva una vittoria in extremis firmata Pogba, un gol che vale più di tre punti dal sapore tricolore. Una vittoria, quella della Juve, che fa volare i bianconeri di Allegri. Il vantaggio sulla Roma ora è pari a 11 lunghezze, un margine che permette ai bianconeri di sognare lo scudetto, ormai ad un passo.

Gara non facile contro il Sassuolo, prima frazione opaca per i bianconeri. A sbloccare la gara ci pensa nella ripresa Pogba, un gran gol dal limite che regala vittoria e tre punti alla Juve. Lo scudetto è più vicino, i tifosi bianconeri gongolano.

La Lazio demolisce la Fiorentina, 4-0 e terzo posto

Una Lazio devastante annichilisce la Fiorentina nel primo Monday night della 26° giornata di Serie A, al termine di un match dominato in lungo e in largo sin dai primi istanti dagli uomini di Pioli. Biancocelesti avanti già al 6’ con un gran gol di Lucas Biglia: l’argentino raccoglie una corta respinta della difesa viola sugli sviluppi di un corner e scarica un destro al volo imparabile per Neto, nell’angolino basso alla sinistra del portiere brasiliano. L’1-0 galvanizza i padroni di casa, che sprecano una serie di occasioni a raffica per raddoppiare: clamorosi gli errori di Klose e Felipe Anderson, complice anche un Neto in versione limita-danni, incredibile il palo interno colpito da Biglia con un destro al volo fotocopia di quello che aveva portato al vantaggio (ancora decisivo l’estremo difensore viola, che spinge la palla sul legno). Fiorentina non pervenuta, se non per un calcio piazzato di Mati Fernandez che termina di un metro abbondante sul fondo alla destra di Marchetti.

In avvio di ripresa la Fiorentina sembra dare segnali di risveglio e schiaccia la Lazio nella sua metà campo nel primo quarto d’ora. L’occasionissima per i viola (l’unica in tutto il match) capita sul destro di Badelj, che servito da Salah calcia fuori da posizione interessantissima. Ma è solo un fuoco di paglia per i viola, che poco dopo l’ora di gioco dicono addio a ogni velleità di rimonta: Felipe Anderson brucia Tomovic in area e costringe il serbo al fallo, Tagliavento non può esimersi dal fischiare la massima punizione. Dagli 11 metri Candreva spiazza Neto (65’) ed esulta gettando via la maglia: diffidato, salterà la trasferta di lunedì prossimo a Torino. La Lazio maramaldeggia sulle ali dell’entusiasmo e, spinta da un Olimpico in visibilio, al 75’ trova il tris con Klose, abile a ribadire in rete la respinta di Neto sul destro a incrociare di Candreva. Dieci minuti dopo arriva anche il poker e la doppietta per il tedesco, il quale sfrutta un agevole tap-in all’interno dell’area piccola con la collaborazione del neoentrato Keita. Finisce con un roboante 4-0 che proietta la Lazio a quota 46 in classifica (agganciato il Napoli al terzo posto), a +4 sulla stessa Fiorentina. Per i viola striscia positiva interrotta e preoccupante campanello d’allarme, alla vigilia della sfida di Europa League contro la Roma.

Garcia e una Roma da ritrovare

Quando un allenatore ammette che la propria squadra è stata inquietante c’è da preoccuparsi sul serio. “È la prima volta che non riconosco i miei. Dobbiamo difendere il secondo posto. Perdiamo tempo al video se in campi non troviamo soluzioni. Avremmo potuto giocare per tre ore senza segnare. Abbiamo sbagliato tutti, io per primo”. Parole di Rudi Garcia, passato dalla sicurezza di vincere lo scudetto alla difficoltà di difendere il secondo posto. E i tifosi ringraziano il Napoli, che invece di approfittare di una Roma in crisi spreca tutte le occasioni utili per avvicinare in maniera concreta i giallorossi.

La squadra di Garcia è in crisi: non perde, è vero, ma se la Juve stasera batte il Sassuolo scivolerebbe a -11, allungando una differenza punti che ha chiuso già il discorso scudetto. E allora meglio guardarsi dietro e difendere il posto che assicura l’ingresso diretto in Champions, oltre ad una cospicua entrata economica. I tifosi sono delusi ed avvelenati, la squadra mostra lacune. Ora bisogna salvare il salvabile che tradotto significa Europa League contro la Fiorentina.

Inzaghi, fiducia a tempo

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Continua senza sosta anche la crisi del Milan, un incubo dal quale i tifosi non riescono a svegliarsi ed al quale non sono assolutamente abituati. La posizione di Inzaghi, dopo il pareggio interno contro l’Hellas, è sempre più in bilico, appesa ad un filo pronto a strapparsi da un momento all’altro. Le voci si rincorrono, si parla di una guida provvisoria di Tassotti e Brocchi, la giornata di oggi può essere sotto questo punto di vista molto importante. Non entrare in Europa per il Milan sarebbe gravissimo perché, oltre al blasone ed alla tradizione, verrebbero a mancare introiti economici importanti da reinvestire sul mercato o con cui saldare il mercato passato, vedi Destro ed Antonelli.

E mentre si rincorrono voci su forze fresche economiche asiatiche, l’attuale dirigenza pensa a come risolvere i problemi attuali, se tenere o no Filippo Inzaghi, domandandosi magari se alcune strategie di mercato, negli ultimi anni, possano aver contribuito a portare il Milan a livelli troppo bassi, irriconoscibili, nel nostro campionato.

Juve, contro il Sassuolo c’è aria di scudetto

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La Juve vuol chiudere la pratica scudetto, oggi contro il Sassuolo l’occasione giusta per la fuga decisiva. La Roma si è smarrita, la Juve nonostante non stia attraversando un momento di forma esaltante può allungare e chiudere virtualmente la pratica tricolore. Allegri punta sui titolarissimi, non vuol passi falsi, il tecnico bianconero sa benissimo che in caso di vittoria il quarto titolo sarebbe ad un passo. Spazio alla coppia offensiva Morata-Tevez, in mediana Pereyra con Pogba, Marchisio e Vidal.

Le formazioni:

Juventus (4-3-1-2): Storari; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Vidal, Marchisio, Pogba; Pereyra; Morata, Tevez
Sassuolo (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Peluso, Acerbi, Longhi; Biondini, Magnanelli, Missiroli; Berardi, Zaza, Sansone