Home Blog Pagina 11021

Milan, ottimismo per De Jong. Abate in dubbio

Meno cinque al derby di Milano e in casa Milan si cominciano a sciogliere i dubbi in vista della stracittadina. Arrivano buone notizie per Filippo Inzaghi, che oltre i recuperi certi di Alex e Muntari, potrebbe avere a disposizione anche De Jong e Abate. Il centrocampista olandese è alle prese con un problema al bicipite femorale ma sta facendo di tutto per recuperare ed essere a disposizione. Da Milanello filtra ottimismo, anche se pare ancora presto per sapere se il numero 34 sarà della partita. Meno certezze invece per quanto riguarda il terzino campano, che si sta curando da una tendinopatia achillea. Una sua presenza contro l’Inter non è certa, con Inzaghi che in caso di assenza di Abate sarà in piena emergenza.

Chi ci sarà contri i nerazzurri, sarà invece quasi sicuramente Stephan El Shaarawy. La nazionale ha regalato al mister rossonero un giocatore rivitalizzato dall’ottima prestazione contro la Croazia. Il gol contro la Sampdoria sembra aver riacceso la verve del Faraone, che ha tutta l’intenzione di trascinare i suoi compagni verso la vittoria. Con El Sha sicuro di un posto rimangono a giocarsi una maglia i vari Honda, Torres e Bonaventura con l’ex numero 9 del Chelsea che ha voglia di togliersi di dosso l’etichetta di attaccante bollito.

Inter, Pellegrini con Thohir? Pronta una cordata per aiutare il tycoon

Continua la marcia di avvicinamento dell’Inter di Roberto Mancini al derby della madonnina. I nerazzurri sotto la guida dell’ex tecnico del Galatasaray stanno lavorando alla Pinetina per preparare al meglio la delicata sfida contro i cugini del Milan. Ritrovati i nazionali, che stanno tornando dalle rispettive convocazioni, gli unici assenti sicuri contro i rossoneri saranno Medel e Jonathan mentre si sono rivisti in gruppo i vari Guarin, M’Vila e D’Ambrosio. Contro il Milan tra i titolari ci sarà quasi sicuramente Zdravko Kuzmanovic, con Kovacic che agirà da trequartista alle spalle delle due punte. Secondo indiscrezioni pare che i candidati ad una maglia da titolare saranno Icardi e Palacio, con il Treza alla ricerca della forma migliore dopo l’avvio di stagione tutt’altro che esaltante.

Intanto sul fronte societario occhio al possibile ritorno dell’ex presidente Ernesto Pellegrini, che pare intenzionato a scendere nuovamente in campo per aiutare economicamente Erick Thohir. Presidente nerazzurro dal 1984 al 1995, prima dell’avvento di Moratti, ora sembrerebbe pronto a dire nuovamente sì ai nerazzurri, grazie anche alla solida amicizia che lo lega al tycoon indonesiano. Pellegrini sta organizzando una cordata di imprenditori italiani per rilevare parte delle azioni di Massimo Moratti.

A Marassi si gioca Italia-Albania

conte_12

Questa sera a Marassi si gioca per la solidarietà, un match pro-alluvionati, per cercare di aiutare il popolo ligure messo in ginocchio dal maltempo. Gli azzurri di Conte sfidano l’Albania di De Biasi, una gara utile per testare chi ha giocato meno e qualche volto nuovo. Italia che si affida a Perin tra i pali, difesa che potrebbe essere a quattro composta da De Silvestri, Bonucci, Moretti e Antonelli. A centrocampo Cerci, Parolo, Sturaro e Bonaventura con Giovinco e Destro reparto offensivo.

ITALIA: 1 Perin; 2 De Silvestri, 19 Bonucci, 3 Moretti, 13 Antonelli; 11 Cerci, 18 Parolo, 23 Sturaro, 8 Bonaventura; 10 Giovinco, 22 Destro. A disp.: 12 Sirigu, 5 Rugani, 15 Acerbi, 6 Rossettini, 4 Criscito, 14 Aquilani, 7 Bertolacci, 16 Poli, 20 Gabbiadini, 9 Okaka, 21 Matri. All.: Conte.

ALBANIA: Berisha 1; Hysaj 4, Cana 5, Mavraj 15, Agolli 7; Lila 2, Abrashi 22, Kukeli 13, Memushaj 20, Leniani 3; Cikalleshi 16. A disp.: 23 Frasheri, 12 Shei, 6 Curri, 8 Bulku, 9 Kapllani, 21 Rama, 11 Vila, 10 Shala, 18 Salihi, 19 Balaj, 20 Vajushi, 17 Ajeti. All.: Di Biase. Arbitro: Harkham

C’erano una volta i Presidenti tifosi…

C’erano una volta i Presidenti tifosi. Quei Presidenti tosti, appassionati, che in più di qualche caso hanno dovuto lasciare la proprietà delle squadre proprio per un indebitamento frutto della voglia di portare quei colori e quella bandiera più in alto possibile. Oggi, lo sappiamo bene, il calcio non è più quello di una volta: cambia la tecnica, cambia la tattica, ma soprattutto cambia la gestione delle società, ormai diventate un vero e proprio business. I magnati del calcio, dopo aver fatto tappa in vari Paesi del vecchio continente, pian piano si affacciano anche in Italia, rilevando società importanti e che spesso provengono da realtà completamente distanti da noi, sia geograficamente che sportivamente.

In pochi, solo fino a qualche anno fa, avrebbero soltanto potuto lontanamente immaginare che la Roma sarebbe finita in mani americane, con James Pallotta Presidente, e che l’Inter avrebbe portato il marchio Indonesiano, frutto della presenza sulla poltrona più importante di Erick Thohir. Già, la Roma e l’Inter. I giallorossi registrano due gestioni fatte di passione e di amore, come quella di Dino Viola negli anni ’80 e di quella di Franco Sensi negli anni ’90. L’Inter, addirittura, è stata come ‘una di famiglia’ per la dinastia Moratti, passata dai successi del papà Angelo, sotto la cui guida nacque la grande Inter, al triplete del figlio Massimo. Più di un business, quindi, per molti dei Presidenti che hanno fatto la storia del calcio tricolore, per i quali la squadra di calcio ha rappresentato una vera e propria passione irrefrenabile, primi tifosi, primi a gioire in caso di vittoria e primi a soffrire quando le cose non andavano nel verso giusto.

Un altro personaggio che ha sempre dichiarato la propria passione e fede calcistica e che ha fatto divenire il calcio questione di famiglia è Silvio Berlusconi. Le polemiche in questo senso non sono mai mancate, c’è chi lo ha attaccato definendolo tifoso interista, ma l’ex Cavaliere ha difeso con le unghie e con i denti la propria fede rossonera, testimoniata dal fatto di non aver mai abbandonato, al di là delle formule ufficiali, la Società, facendole vincere tutto nel mondo e creando tuttavia la strada alla figlia Barbara come naturale successione alla guida del Diavolo. Anche Sergio Cragnotti, patron della Lazio che nei primi anni 2000 vinceva tutto o quasi, all’inizio della sua presidenza non si definì grandissimo tifoso biancoceleste, ma ammise che la decisione di rilevare la Società nata il 9 gennaio del 1900 fu fortemente condizionata in positivo dal fratello Giovanni, grande tifoso laziale.

Zdenek Zeman, uno che di panchine ne ha passate e di Presidenti conosciuti, in merito a questo argomento ebbe a dire: “Sono convinto che prima di tutto un Presidente debba essere tifoso della squadra”. Fin qui i casi più eclatanti, la passione nelle grandi città pallonare italiane. Tuttavia non vanno dimenticate altre grandi figure, se non come veri e propri tifosi ma per la loro simpatia, schiettezza e fama popolare, come i ‘Presidentissimi’ Costantino Rozzi e Romeo Anconetani, che fecero rispettivamente le fortune dell’Ascoli e del Pisa. Immagini sbiadite di un calcio lontano, forse più vero, sicuramente più appassionante.

Pantani, è giallo. Non c’è pace per il pirata

Pantani

Non c’è pace per Marco Pantani, l’uomo che ha fatto riavvicinare con le sue imprese molti sportivi al ciclismo, lo sportivo che con le sue scalate e le sue vittorie ha fatto parlare dell’Italia in tutto il mondo. Sono lontani, lontanissimi i tempi in cui il Pirata correva e vinceva, esaltando uno sport troppo spesso andato al tappeto e che ha dovuto rialzarsi nei confronti dell’opinione pubblica, proprio come il campione di Cesena. A 10 anni dalla morte, non si placano le notizie ed i colpi di scena su un fatto che, oggi come allora, tiene ancora accesi i riflettori della cronaca.

Secondo quanto riportato da SportMediaset, infatti, due infermieri giunti nel residence di Rimini dove è morto il campione del ciclismo italiano raccontano dell’assenza della mollica di pane e cocaina al fianco del corpo di Pantani, elemento che invece risultava essere presente nella prima indagine: un dettaglio che risulta essere non di poca importanza. Questa testimonianza degli infermieri, giunti sul luogo prima dell’arrivo della polizia e che, sempre secondo SportMediaset, guardarono il corpo del Pirata per oltre quaranta minuti, è già stata depositata dall’avvocato della famiglia Pantani, Antonio De Rensis.

Questo ulteriore colpo di scena sa del clamoroso, e viene riscontrato anche dal parere del perito della famiglia, il professor Avato, che da sempre ha affermato che quella pallina chiara non poteva essere uscita dalla bocca del Pirata. Nuove ombre, quindi su una morte che ancora oggi risulta piena di dubbi e di mistero. Come faccia una mollica di pane – si chiede ancora SportMediaset, che ha presentato anche un documento fotografico – gettata in mezzo ad una pozza di sangue, rimanere perfettamente candida e bianca ha dell’impossibile così come i segni del trascinamento del corpo, in evidenza tra le macchie ematiche sul pavimento, rendono incompatibile la posizione della pallina con quella del corpo di Pantani.

Insomma, ancora pagine da scrivere su una storia che ha scosso tutti gli sportivi italiani, appassionati di ciclismo e non, che sperano che prima possibile possa essere messa la parola fine a tutto ciò per tenere vivo il ricordo di Marco Pantani, il Pirata.