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Ciao Lorenzo!

Ci sono giorni in cui parlare di calcio diventa difficile e complicato. Sono quei giorni in cui il mondo del pallone fatto di gol, esultanze, arbitri e polemiche, lascia il posto al ricordo di una persona che a soli 20 anni è stata strappata a questo mondo. È la storia di Lorenzo Costantini, giovane talento del Lanciano, che dopo una tremenda battaglia si è arreso alla leucemia. Una sfida al male cominciata con una raccolta fondi per permettere a Lorenzo di andare in America per cercare di curarsi da questa malattia. Un sito “Lorenzo facci un gol” preso d’assalto da centinaia di persone che si sono affezionate alla storia del giovane e che non ci hanno pensato due volte a dare una mano alla sfida contro il male. 600 mila dollari raccolti per volare a Philadelphia e provare una cura sperimentale. Sembrava l’inizio della fine per Lorenzo, che cominciava piano piano a rispondere alle cure dei medici. Sembrava, almeno fino a ieri, quando Lorenzo si è arreso alla malattia e si è spento a soli 20 anni.

Un colpo al cuore per tutti i sostenitori del giovane, che si sono scatenati con centinaia di commenti sulla sua pagina Facebook. Un addio che fa male e che lascia spazio al rammarico per chi a soli 20 anni vede la sua vita perdersi in un soffio. Lui che sognava di giocare in Serie A, lui così innamorato del calcio e della vita da cercare in tutti i modi di raggiungere il suo obiettivo. Una fine improvvisa, inaspettata, ma che non sarà mai dimenticata. La vita di un ragazzo che ha mobilitato l’Italia, che ha unito un paese intero per un sogno, ma che purtroppo non ha avuto il suo lieto fine. Lorenzo non ha segnato il suo gol più importante, ma “l’assist” fatto dalle persone di tutta Italia è servito a dimostrare che tutti insieme si può lottare per raggiungere un sogno.

Gli sponsor condizionano le scelte degli allenatori?

Arrivano le convocazioni della Nazionale Italiana di Calcio in vista della gara di domenica 16 novembre a San Siro contro la Croazia e, puntuali, ecco le polemiche. Si sa, è ormai consuetudine trovare l’appiglio per creare qualche chiacchiera in più quando aprono le porte di Coverciano, ed anche in questa occasione la ‘tradizione’ è stata rispettata. Motivo? La convocazione di Mario Balotelli da parte del ct Antonio Conte. “Ma le convocazioni non arrivano per meriti sul campo?” E ancora: “Non veste la maglia azzurra chi è protagonista di grandi prestazioni?”. Sembrerebbero le classiche domande di ruotine, se non fosse che stavolta più di qualcuno ha storto il naso facendo notare come la Puma, sponsor tecnico degli Azzurri, sia anche sponsor di Super Mario, e che il momento che sta vivendo Balotelli al Liverpool non è dei migliori.

Apriti cielo: dagli addetti ai lavori, fino ad arrivare ai bar quotidianamente invasi da calciofili di tutti i tipi, in molti accusano il Mister di aver abdigato al volere della Puma, e cioè chiamare Balotelli nonostante il periodo negativo del calciatore. Il ragazzo bresciano, infatti, in Premier stenta a decollare, fa fatica, i tabloid inglesi lo pungolano ed ecco allora che si sollevano dubbi ed insinuazioni. Possibile che Conte faccia ‘convocare’ il giocatore dalla Puma? Conoscendo il suo carisma, sembra francamente difficile: “E’ sciocco pensare che Balotelli sia qui per lo sponsor. Non mi piace il sentito dire, è giusto testare e valutare un giocatore”, ha spiegato il Commissario Tecnico. Certo, non aiuta a dissipare tutti i dubbi il fatto che Puma abbia presentato le nuove scarpe da gioco tricolori a poche ore dalla diramazione dei convocati e che Balotelli le abbia già indossate, in occasione del match tra il Liverpool ed il Chelsea di Mourinho. Insomma, materiale più che buono per riempire le pagine dei giornali almeno fino alla fine della partita di Milano.

Davvero uno sponsor può spostare in questo modo gli equilibri ed entrare così prepotentemente nelle scelte che dovrebbero essere riservate soltanto agli allenatori? Le società, o come in questo caso le nazionali, trovano giovamento dalla presenza di ‘firme’ che fanno pervenire nelle loro casse somme importanti, e molti calciatori diventano testimonial a suon di milioni, ma fino a che punto uno sponsor possa determinare anche scelte tecniche in campo, non lo si sa. Certo, le grandi case di produzione gradirebbero vedere sempre e comunque il loro prodotto in campo, magari accostato ad una grande giocata o ad una vittoria importante.

Non è un caso oggi vedere i completi da gioco o le classiche tute di rappresentanza strapieni di loghi, frasi, immagini, senza arrivare alle piattaforme televisive che hanno addirittura scombussolato i vari calendari della stagione. Potrebbe essere che venga ‘richiesta’ la presenza di quello piuttosto che l’altro campione in campo? Il condizionale è d’obbligo, con le opposte fazioni a darsi battaglia: chi a pensare che le scelte possano essere condizionate e chi invece giura sulla assoluta discrezionalità dell’allenatore. Anche questo è il nostro calcio, in attesa di vedere rotolare la palla sul prato verde e le maglie azzurre correre e giocare, magari vincendo la difficile partita contro la Croazia con un gol, hai visto mai, di Balotelli con gli scarpini tricolore…

LegaPro, il punto sul campionato

Cambio al vertice nel Girone A dove il Bassano si riprende la vetta dopo la caduta del Como a Novara, Nel girone B l’Ascoli allunga sul Pisa, nel Girone C sempre Benevento al comando su salernitana e Juve Stabia

GIRONE A: Nel big match il Novara annienta il Como con un secco 4-0. Quinta vittoria consecutiva per i Piemontesi, a segno Freddi, autorete di Giosa, ancora Freddi nel secondo tempo e Gonzales. Nel frattempo i Bassano vince 3-1 sul Mantova; passano in vantaggio i Virgiliani con Zanetti su rigore, ma i padroni di casa non ci stanno e pareggiano con Pietribiasi; poi il 2-1 di Nole’, al 91 tris di Cattaneo.

Il Monza sale al terzo posto con la vittoria a Cremona grazie ad una rete di Zullo. Da segnalare il 2-1 del Real Vicenza contro l’Albinoleffe; le reti sono di Bruno e Piccinni per i Veneti, accorcia le distanze Momente’. L’ Alessandria e’ corsara a Sassari contro la Torres per 2-0, segnano al 13 taddei ed al 30 Mezavilla. Da segnalare, infine, gli esoneri per i tecnici di Albinoleffe e Sudtirol.

GIRONE B; Nel big match di Reggio Emilia l’Ascoli vince 2-0 contro la Reggiana ed ottiene la vetta solitaria. Prova di forza dei marchigiani che segnano al 30 con Pirrone ed al 72 chiude Addae.

Nel derby del foro pareggio a reti bianche tra Pisa e Lucchese. Poche emozioni all’Arena, l’unica la regalano i tifosi nerazzurri con la loro splendida coreografia. La lucchese si chiude a riccio nella propria meta’ campo, e complice una manovra del Pisa prevedibile, strappa cosi’ un prezioso pareggio. Da ricordare un colpo di testa di Lisuzzo nel primo tempo, e nel secondo tempo un miracolo di Di masi su Morrone ed una chiusura da campione di Sini su Strizzolo a tu per tu con pelagotti. Nel derby di Pontedera ne esce vincitrice il Tuttocuoio; reti di Colombo per i neroverdi, pareggio del solito Grassi su punizione; il match lo decide al 88 Colombo su punizione. Si segnalano infine le vittorie per 2—1 della Pistoiese sul Prato ed il 3-0 del Grosseto (con il nuovo allenatore) sul Savona.

GIRONE C; Il Benevento continua la sua marcia solitaria in vetta battendo per 1-0 la Casertana con una rete di Marotta al 26. Nonostante le molte assenze i Sanniti riescono a spuntarla. Il Lecce vince 1-0 ad Aversa con uno spettacolare gol in rovesciata al 52 di Moscardelli. La Salernitana batte 2-1 il Catanzaro. Vantaggio calabrese al 55 con Rigione, ma i locali non ci stanno ed una doppietta di Calil ribalta il risultato. Infine la Juve Stabia espugna Ischia con un 2-1; le reti di Ripa al 57 e Cancellotti al 65, gol della bandiera di Cruz al 81. Da segnalare l’esonero di Moriero allenatore del Catanzaro

Con questi quattro esoneri il numero totale dei cambi dall0inizio della stagione sale a 16; e’ proprio vero, dura la vita dell’allenatore.

MARCATORI

GIRONE A: 7 reti Bruno(Real Vicenza), Fischnaller (Sudtirol)

GIRONE B: 9 RETI Arma (Pisa)

GIRONE C: 6 reti Insigne (Reggina), Calil (Salernitana), Del sante (Vigor lamezia)

 

Inter, ecco l’Uomo Ragno. Zenga scalda i motori

Il momento in casa Inter non è certo dei migliori, risultati che non arrivano e un clima non certo positivo. Tutti contro Mazzarri, almeno i tifosi, e un Thohir costretto a valutare possibili alternative. Il patron interista continua a confermare il tecnico di San Vincenzo, ma la pressione dei tifosi si inizia a sentire.

Un esonero che Thohir e i nuovi dirigenti preferiscono non valutare, per tanti motivi, su tutti il fair play finanziario e l’ingaggio top percepito da Mazzarri. Ancora tre partite a disposizione di Mazzarri per invertire la rotta, Milan, Dnipro e Roma tre esami da non fallire. In caso di flop possibile l’esonero del tecnico ex Napoli. Il nome caldo per prendere il posto di Mazzarri in caso di esonero è quello di Walter Zenga. L’Uomo Ragno arriverebbe di corsa, pronto a riportare entusiasmo in un ambiente dove ormai manca il sorriso. Moratti spinge per Leonardo, ma il brasiliano non convince Thohir. Zenga attende, Mazzarri si gioca presente e futuro.

Allenatori vincenti si nasce…

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Le ultime settimane hanno consegnato alla cronaca italiana la città di Genova martoriata nuovamente dal violentissimo nubifragio e segnata in maniera profonda e dolorosa. L’intera comunità s’è dimostrata unita ed ha provveduto ad uscire dall’incubo con le proprie forze, evidenziando un attaccamento unico ed un forte voler aiutarsi reciprocamente. Il calcio, a modo suo e con le debite proporzioni, sta in un certo senso dimostrandosi un buon espediente per ricominciare, perché entrambe le squadre all’ombra della Lanterna sono lì, a ridosso degli squadroni, ed in pochi all’inizio della stagione avrebbero prefigurato questo scenario.

Più bella la Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, più concreto il Genoa di mister Gasperini. Fatto sta, che la Genova calcistica tira fuori il petto e sfida le grandi squadre del nostro campionato. Incredibile l’avvio dei Grifoni: basti pensare alle sfide interne contro Lazio e Juventus, in cui il Genoa è riuscito a limitare i danni per poi, allo scadere, punire gli avversari di turno. Se poi si somma, rimanendo alle ultime giornate, il colpaccio su un campo difficile come quello di Udine allora la classifica gialloblù si trasforma in qualcosa di straordinario. Solo fortuna? Gasperini elogia i suoi, parla di miglioramenti costanti ed il Presidente Enrico Preziosi gongola.

Sponda blucerchiata: senza dubbio il grande protagonista dell’ottima prima parte di stagione è mister Mihajlovic, grande motivatore e conoscitore profondo di calcio. I tifosi lo amano, lui risponde facendo giocare la sua squadra in maniera propositiva, brillante, attenta. Che il serbo fosse predestinato a stare in panchina lo si capiva già ai tempi in cui giocava, un vero leader, inventato difensore da Sven Goran Eriksson e grande goleador con le sue bordate su punizione. Prima la Roma, poi Sampdoria e ancora le vittorie nazionali ed internazionali con la maglia della Lazio, prima di finire la carriera a Milano, sponda nerazzurra. Sinisa tira fuori il massimo dai suoi: oltre alle capacità tecniche, i blucerchiati fanno dello spirito da big un’altra arma vincente, così come spirito battagliero dimostra il Presidente Ferrero, che sembra già essersi calato nella parte di uomo di riferimento per un club di Serie A.

Ma una sorpresa non deve essere per forza in cima alla classifica, lo sa bene l’Empoli che, con tutte le difficoltà che comporta giocare nella massima serie, dimostra agli osservatori di essere una bella realtà, fatta di giocatori di prospettiva o addirittura che stanno già dimostrando un valore indiscutibile. Nella vittoria contro la Lazio, la squadra di Maurizio Sarri ha capitalizzato al massimo le poche occasioni avute (due gol su calcio piazzato) ma ha fatto emergere qualità individuali interessanti, come quella del difensore Daniele Rugani, sul quale la Juventus ha già messo le mani.

In fondo le sorprese, meno male, fanno parte della storia di ogni campionato di calcio e rendono più avvincente e stimolante la stagione. Se prima eravamo il campionato più bello del mondo, oggi almeno è confermata la regola secondo la quale non è assolutamente facile giocare e vincere contro le squadre dette di provincia. Spesso e volentieri le novità più belle provengono dai nostri settori giovanili, dalla primavera, forse ancora oggi troppo trascurati al cospetto di nomi provenienti da Paesi stranieri, magari oltre oceano, che più di qualche volta si dimostrano solo meteore.

Il campionato è lungo, duro, si dice che alla fine i veri valori emergono, fatto sta che è piacevole notare sorprese, squadre e calciatori meno quotati che lasciano il segno. Bravi, dunque, a quei dirigenti chi dimostrano di credere nei nostri ragazzi, che allestiscono rose di giocatori che rappresentano le sorprese dei campionati e a quegli allenatori che fanno rendere le rispettive squadre al di sopra delle loro potenzialità.