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Inter di rigore, contro la Sampdoria decide Icardi (1-0)

Icardi

Come a Cesena, l’Inter vince di rigore allo scadere contro una Sampdoria alla sua prima sconfitta stagionale, dopo una partita equilibrata in cui comunque i nerazzurri di Mazzarri hanno avuto tante occasioni da rete ma di lavoro ne ha avuto anche Samir Handanovic.

Torna Vidic dal primo minuto nell’Inter e i nerazzurri potrebbero passare in vantaggio già dopo un minuto ma Rodrigo Palacio a tu per tu con Romero invece di concludere a rete prova un improbabile assist e l’azione sfuma. L’Inter è più propositiva e ancora Palacio, ben servito da Hernanes, si trova sul destro l’occasione giusta ma il suo tiro è ben respinto da Romero. La Sampdoria da parte sua è ben schierata in campo e non lascia spazi all’Inter: sul finire del primo tempo, addirittura, i blucerchiati sfiorano il vantaggio con Duncan, che sugli sviluppi di un’azione avvolgente da destra spara a rete dal limite ma il suo tiro finisce sulla parte alta della traversa e successivamente sul fondo.

Nel secondo tempo la musica non cambia, con l’Inter che prova a fare la partita e dall’altra parte una Sampdoria che si difende on modo ordinato e quando riparte si rende sempre pericolosa. Hernanes esce per un problema fisico ed entra Kuzmanovic che non coglie un bell’assist dalla trequarti e spreca davanti a Romero, quindi ancora Palacio di sinistro non inquadra la porta da ottima posizione su ottimo assist di Kovacic,ma dall’altra parte la Samp sfiora la rete del vantaggio quando Osaka scappa a destra e mette al centro dove Eder anticipa tutti e tocca a rete costringendo Handanovic alla grandissima parata. Il colpo di scena arriva allo scadere quando in area blucerchiata Kuzmanovic controlla e viene agganciato da un ingenuo Romagnoli. L’arbitro assegna il calcio di rigore ai nerazzurri e sul dischetto si presenta Icardi che batte Romero con un bel destro a mezza altezza, regalando all’Inter la vittoria.

 

Solo 1-1 tra Cagliari e Milan. Bonaventura risponde a Ibarbo

Menez

Zeman perde il pelo ma non il vizio; il suo Cagliari mette alle corde anche il Milan di Pippo Inzaghi nel match del Sant’Elia. Il primo tempo conta un numero molto alto di tiri in porta sia da una parte che dall’altra, circa 12 conclusioni nello specchio della porta. Il primo gol della partita arriva al minuto 24 e porta la firma di Ibarbo servito ottimamente in area con un cross tagliato da Marco Sau. Dopo il vantaggio il Cagliari sfiora il raddoppio, al 32’, stavolta con Sau che servito da Ibarbo si trova a tu per tu con Abbiati che non si lascia sorprendere sul primo palo. Il Milan, trascinato dall’uomo più in forma Honda cerca di riportare il risultato in parità; dopo qualche tiro debole e senza convinzione di un Torres ancora troppo statico, arriva il colpo da fuoriclasse, il gol da copertina e da sigla televisiva: al 34’ Bonaventura si inventa una conclusione da circa venti metri da posizione angolata che si infila sotto l’incrocio dei pali, un tiro su cui Cragno non può fare nulla.

Stesso copione nella seconda frazione di gioco; sia il Milan che il Cagliari cercano l’azione giusta per il gol del raddoppio ma la sfortuna da una parte e un Abbiati in versione felino dall’altra blindano il risultato sull’1-1. Secondo pareggio consecutivo per i rossoneri che raggiungono la Sampdoria e l’Udinese a quota 16 in terza posizione. Il Cagliari si porta a nove punti, a meno due dal Torino in undicesima posizione.

Pallone d’Oro, questo sconosciuto

La Fifa ha reso noti i nomi dei 23 finalisti al Pallone d’Oro. Scorrendo l’ampia lista, oltre ai soliti nomi di rilievo come Messi, Ronaldo e Neuer, spicca la mancanza di giocatori italiani in lizza per l’ambito trofeo. L’unico giocatore “italiano” presente è Paul Pogba, il centrocampista della Juventus, che entra di diritto negli italiani solo per la sua presenza nel calcio nostrano. Una pochezza che testimonia le difficoltà del nostro pallone, sempre più lontano dal football inglese e tedesco. Gli unici ha tenere alto il valore italiano sono gli allenatori, che nonostante le difficoltà, riescono sempre ad essere presenti in queste classifiche.

Tra i dieci migliori allenatori al mondo spiccano infatti sia Antonio Conte che Carlo Ancelotti, uomini vincenti che in questi ultimi anni hanno riempito le cronache sportive con le loro vittorie. Uno capace di riportare la Juventus sulla vetta d’Italia per tre volte di fila, e l’altro in grado di portare a Madrid la tanto agoniata decima coppa dei campioni della storia blancos. Ma tornando ai grandi campioni del calcio, ripercorriamo in breve i più grandi campioni che non hanno mai portato a casa l’ambito trofeo.
Partiamo da una vecchia conoscenza del calcio italiano, quel Thierry Henry che ha fatto impazzire i tifosi dell’Arsenal e che non è riuscito nell’impresa sia nel 2003 (quando si è piazzato dietro Nedved) che nel 2006 (alle spalle di Cannavaro e Buffon).

Andando avanti troviamo due centrocampisti di assoluto livello, che non hanno mai potuto vincere per la scomoda presenza di Lionel Messi; Andres Iniesta e Xavi sono sempre arrivati sul podio nelle ultime edizioni, ma non sono mai riusciti a spodestare il trono della pulce prima e di Cristiano Ronaldo poi. Tra i big mai vincenti spicca anche David Beckham, il biondo centrocampista del Manchester United arrivato ad un soffio dal trofeo nel 1999 quando è arrivato secondo alle spalle di Rivaldo. Ma di nomi importanti ci sono anche Ryan Giggs, Raul e Zlatan Ibrahimovic, con lo svedesone che paga la mancanza di un trofeo europeo nel suo curriculum.

Tra le nostre mura spiccano altri nomi noti come i grandi capitani del Milan Franco Baresi e Paolo Maldini, con l’ex numero 3 milanista che per due volte si è piazzato terzo nel 1994 e nel 2003. A chiudere questa carrellata manca solo un nome; quello di Alessandro Del Piero, ex bandiera della Juventus che a causa di una serie interminabile di infortuni, non è mai riuscito a trovare la continuità giusta per vincere l’ambito pallone aureo.

Per la Roma esame Cesena

Garcia

La Roma di Garcia ospita all’Olimpico il Cesena di Bisoli, romagnoli in formazione rimaneggiata e giallorossi alla ricerca della vittoria prima di potersi concentrare sulle prossime sfide contro Napoli e Bayern Monaco. Garcia vuole una Roma tutta cuore e grinta, nessun calo di tensione e in mente solo il Cesena e i tre punti.

Le probabili formazioni:

Roma (4-3-3): De Sanctis; Torosidis, Manolas, Astori, Cole; Pjanic, De Rossi, Keita, Iturbe, Destro, Gervinho
A disp.: Skorupski, Lobont, Yanga-Mbiwa, Sanabria, Somma, Holebas, Nainggolan, Paredes, Uçan, Florenzi, Totti, Ljajic. All.: Garcia

Cesena (4-5-1): Agliardi; Capelli, Lucchini, Volta, Renzetti; Defrel, Giorgi, De Feudis, Coppola, Garritano; Marilungo
A disp.: Iglio, Bressan, Nica, Valzania, Mazzotta, Krajnc, Magnusson, Perico, Carbonero, Zé Eduardo, Succi, Djuric, Hugo Almeida. All.: Bisoli

L’Inter ospita la Sampdoria, Mazzarri si gioca il futuro

L’Inter sfida la Sampdoria, Mazzarri contro il passato e l’ex interista Mihajlovic, per molti tra i possibili nuovi tecnici dei nerazzurri. Una sfida che vale molto soprattutto in casa Inter, per i nerazzurri non sono ammessi nuovi passi falsi. Tifosi e soprattutto società vogliono risultati all’altezza, a Mazzarri e ai giocatori il compito di vincere e soprattutto convincere. In attacco spazio all’ex Icardi, con lui l’ex Genoa Palacio.

Le probabili formazioni:

Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Vidic, Juan Jesus; Obi, Hernanes, Medel, Kovacic, Dodò; Palacio, Icardi
A disp.: Carrizo, Berni, Andreolli, Campagnaro, Mbaye, Kuzmanovic, Donkor, Camara, Khrin, Puscas, Bonazzoli. All.: Mazzarri
Squalificati: nessuno

Sampdoria (4-3-3): Romero; De Silvestri, Gastaldello, Romagnoli, Cacciatore; Soriano, Palombo, Obiang; Gabbiadini, Okaka, Eder
A disp.: Da Costa, Massolo, Fornasier, Regini, Duncan, Marchionni, Mesbah, Sansone, Bergessio, Rizzo, Fedato, Wszolek. All.: Mihajlovic