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Mazzarri: “Colpa mia ma non è una tragedia”

Nagatomo

Il tecnico dell’Inter Walter Mazzarri commenta la clamorosa debacle dei nerazzurri, queste le parole riportate da gazzetta.it: “Probabilmente ho sbagliato io alcune valutazioni di turn-over – ammette Mazzarri dopo Inter-Cagliari 1-4 – la squadra era cotta, è stata una giornata nera. Quando siamo rimasti in 10 dovevamo comportarci diversamente: una squadra esperta si mette dietro, non prende 4 gol nel primo tempo, e prova a rimontare nella ripresa. Bisogna ripartire subito, parlare poco e rispondere sul campo. Alcuni giocatori erano troppo stanchi, non ho avuto il coraggio di dare un turno riposo: ci sono giocatori che non possono reggere tre partite in 8 giorni in questo periodo, e lo abbiamo visto in campo. Ci sono giocatori appannati: basta un mezzo metro per prendere gol, e magari non hai la forza di reagire. Sembravamo appannati, ma non era facile giocare in dieci, sotto di quattro gol. Per assurdo nel secondo tempo si è giocato un po’ meglio, ma era tardi”.

“L’espulsione di Nagatomo? Un allenatore che prende quattro gol non può dire certe cose, sembra che cerca alibi. Ma probabilmente non avremmo preso 4 gol se non avessimo giocato in 10. Nagatomo purtroppo aveva sbagliato il fuorigioco sullo 0-1, forse era un po’ nervoso, anche se mi dicono che la prima forse poteva essere evitata. Mentre ho visto falli anche belli robusti del Cagliari che non sono stati puniti. Ma non voglio parlare di arbitri, ho sbagliato io, e proviamo a girare pagina velocemente”

Inter ko, a San Siro il Cagliari cala il poker (1-4)

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MazzarriW

A San Siro l’Inter cade rovinosamente contro il Cagliari, con un netto 4-1 per i sardi i quali conquistano la prima vittoria stagionale. Per i nerazzurri, invece, un brutto stop nella giornata in cui i tifosi si aspettavano segnali di continuità dopo la vittoria di mercoledì contro l’Atalanta. Nella sconfitta dell’Inter c’è di tutto: un po’ di sfortuna, qualche decisione discussa dell’arbitro Banti, ma soprattutto una brillantezza che, a fronte di una grande partita della squadra di Zeman, è mancata soprattutto nel primo tempo. E’ un primo tempo shock per l’Inter, che entra male in campo e va sotto dopo soli 10 minuti. A portare in vantaggio il Cagliari è Marco Sau, che sfrutta un’indecisione difensiva dei nerazzurri e fulmina Handanovic con un gran destro nell’angolino. L’Inter, sotto di un gol, prova a reagire e trova il pareggio al minuto 18, quando Palacio batte velocemente e con astuzia una punizione che sorprende la difesa dei sardi e per Osvaldo insaccare è un gioco da ragazzi. Ma il Cagliari tiene bene il campo e tra il 25′ e il 27′ Nagatomo si vede sventolare due gialli dall’arbitro Banti, prima per una trattenuta e poi per un’entrata troppo vigorosa su Cossu. Il pubblico, ovviamente, non gradisce. L’Inter, in 10 contro 11, va completamente in bambola e il Cagliari ne approfitta: il mattatore è Ekdal, che segna al 29′ sugli sviluppi di una bella azione dei suoi e al 34′, mettendo in rete dopo una progressione impressionante sulla destra di Ibarbo. I nerazzurri non riescono a reagire e l’unico a dare segnali è Handanovic, che al 42′ parà un rigore a Cossu assegnato dal fiscalissimo Banti per un’entrata di Vidic in area. Potrebbe essere la svolta, ma l’Inter davvero non c’è e al 44′ ancor Ekdal va in rete, sugli sviluppi di un corner, per la tripletta personale e per il poker del Cagliari. Il fischio che decreta la fine della prima frazione di gioco assomiglia al gong che salva dal peggio un pugile suonato, ma nella ripresa c’è poco da fare per gli uomini di Mazzarri.

Entrano D’Ambrosio, Icardi per Palacio, e Guarin ma la musica non cambia: in inferiorità numerica i nerazzurri non riescono a dare forza alla propria manovra, mentre il Cagliari pare aver iniziato a fare suoi i precetti di Zeman e gioca bene, mettendo in mostra un ottimo collettivo e individualità interessanti. L’assalto disordinato dell’Inter non crea quasi mai seri problemi alla retroguardia del Cagliari, anzi sono gli ospiti a rendersi pericolosi in un paio di occasioni su azione di contropiede, ma il risultato non cambia e per l’Inter servirà un netto cambio di rotta già a partire dalla difficile trasferta di Firenz

Il Milan ringrazia Rami, a Cesena è 1 a 1

Rami

Cesena-Milan finisce 1-1. Pareggio per certi versi inaspettato, ma arrivato dopo una partita molto tattica e combattuta, giocata con agonismo da entrambe le squadre che alla fine si sono divise in parti uguali la posta in palio. Il primo tempo al Manuzzi inizia nel peggiore dei modi per i rossoneri. I padroni di casa entrano in campo per nulla intimoriti dagli avversari e dopo soli dieci minuti, passano in vantaggio. Marilungo prova dalla distanza con un destro centrale e lento, Abbiati però, nonostante la conclusione non impossibile, si fa sorprendere e non trattiene la palla, sulla ribattuta Succi beffa tutta la difesa ospite e realizza il vantaggio. Il Milan ha una reazione rabbiosa, gli uomini di Inzaghi si gettano in avanti alla ricerca del pari, ma i bianconeri si difendono con ordine e sventano ogni tentativo dei cesenati. Il pareggio però è nell’aria, il Milan detta i tempi del match, controlla sempre il pallone, e alla fine, al 19’ Rami, di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, salta più in alto di tutti e fa 1-1. Sembra l’inizio della fine per i padroni di casa, anche perché per i successivi dieci minuti in campo ci sono solo i rossoneri. Ci prova Menez, poi Torres e alla fine Bonaventura, ma Leali e la sua difesa resistono e il risultato non cambia. Con il passare inesorabile dei minuti i ragazzi di Bisoli prendono coraggio, ci credono e non commettono più errori.

Nella ripresa infatti, il Cesena rientra in campo con maggiore determinazione e consapevolezza, al 5’ Marilungo serve Coppola, gran sinistro dell’esterno e palla che sfiora il palo. Il Milan nei primi minuti della ripresa ci mette un po’ a riprendere in mano il pallino del gioco, gli avversari sono ben messi in campo, lottano e non lasciano spazio. Inzaghi al 70’ cerca di correre ai ripari e cambiare le cose, doppio cambio per lui, fuori Torres e Poli e dentro Pazzini ed Essien. Il Milan però non riesce a giocare come nella prima frazione, complice anche la stanchezza, e al 74’ rimane anche in dieci. Zapata commette fallo da ultimo uomo ai danni di Marilungo, per l’arbitro non ci sono dubbi, ed è rosso diretto. Nel finale il solito Bonaventura, tra i migliori in campo ci prova come può, all’81’ l’ex atalantino mette una gran palla al centro, colpo di testa di Pazzini ma la sfera termina alta di un soffio. Al 41’ Cascione, sugli sviluppi di un calcio d’angolo segna, ma , saltando, commette fallo su De Sciglio e la rete viene annullata.

Il Milan soffre l’inferiorità numerica, e appare lento e troppo prevedibile contro un avversario, almeno sulla carta, inferiore a lei. Nel finale, salvo una conclusione di Pazzini, e un tentativo di Marilungo in contropiede, sfumato con l’interventi di Abbiati, non succede praticamente niente, termina così, 1-1, un punto per parte che lascia sensazioni diametralmente opposte. Se Bisoli può sorridere per il suo Cesena, Inzaghi, dopo un ottimo inizio torna con i piedi per terra, dopo due pareggi consecutivi con Empoli e Cesena il suo Milan ha la consapevolezza che deve lavorare ancora e tanto, ma questo, senza dubbio superpippo lo sapeva già.

 

ph: Roselli/Komunicare

Callejon regala la vittoria al Napoli (0-1)

Napoli

Dopo i match che hanno visto vincitori Roma e Juventus negli anticipi del sabato, la quinta giornata di campionato riprende con la sfida tra il Sassuolo e il Napoli. Benitez, dopo il brutto avvio di campionato (4 punti in quattro partite con solo una vittoria) in settimana ha esortato i suoi uomini a dare un netto cambio di rotta già a partire dal match odierno; per far ciò il tecnico spagnolo cambia ben quattro elementi rispetto alle scorse partite con i rientri dal primo minuto di Zuniga, Lopez, Insigne e del Pipita Higuain. Dalla parte opposta, Di Francesco, schiera il tridente pesante formato da Zaza, Sansone e Floccari.

La trama del primo tempo la scrive interamente il Napoli potrebbe andare in vantaggio già nei primissimi minuti con Hamsik ma Consigli è bravo a respingere da distanza ravvicinata. La palla dell’1-0 arriva al 28’ con Callejòn servito in area da un ispiratissimo Higuain.
La seconda frazione di gioco non riserva particolari emozioni da entrambe le parti; nei minuti finali è il Sassuolo a cercare con più insistenza il pareggio che non arriva per una questione di centimetri quando il colpo di testa di Peluso si infrange contro la traversa difesa da Rafael (85’). Il match del Mapei Stadium non cambia risultato e termina con la vittoria sofferta ma molto importante del Napoli che allontana, per il momento, l’ombra della crisi.

 

ph: Sarpa/Komunicare

Allegri: “Buffon è un fenomeno”

Buffon

La Juve sembra ancora più forte di quella targata Antonio Conte, una vera corazzata vincente. I bianconeri possono contare sui vari Vidal, Pogba, Marchisio e su un super Tevez, sempre più protagonista. Oltre al centravanti argentino la Juve può contare su super Gigi Buffon, il capitano sembra un ventenne, grinta e parate da vero campione, un’arma in più per i campioni d’Italia.

Di Buffon e delle qualità del portierone azzurro ha parlato anche il tecnico della Juve Massimiliano Allegri, queste le parole del mister bianconero: “La differenza tra Gigi e gli altri portieri – ha detto dopo il successo di Bergamo contro l’Atalanta Max Allegri – è che lui fa una parata a partita e la fa da fenomeno”.