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Juve, parte il countdown scudetto

Iniesta

Pirlo

A cinque giornate dalla fine e un margine di otto punti da amministrare, in casa Juve è già partito il countdown verso lo scudetto. La facile vittoria di Udine per 0-2 ha messo ancora una volta in mostra lo strapotere dei bianconeri, capaci di sbrigare la pratica friulana in meno di mezzora. Di fronte un calendario tutt’altro che difficile (solo lo scontro diretto all’Olimpico della penultima giornata) per un tricolore sempre più vicino e che potrebbe essere ufficiale già il 25 aprile se i bianconeri vincessero col Bologna e la Roma non facesse più di un punto contro Fiorentina e Milan.

Intanto per quanto riguarda il futuro dei bianconeri, è solo una voce, almeno per il momento, l’interesse per l’attaccante del Barcellona Alexis Sanchez mentre è sempre più vicino il rinnovo di Martin Caceres, con la Juventus convinta dalle ultime prestazioni dell’uruguaiano che sarebbe intenzionata a prolungare il contratto in scadenza nel 2016.

 

Milan, un futuro ricco di nubi

Sul campo un’Europa da conquistare, ma in casa Milan fuori continua a tenere banco la questione legata a Clarence Seedorf. Nel post partita contro il Catania l’allenatore rossonero si è lamentato di qualche spiffero di troppo che sarebbe uscito dallo spogliatoio con Montolivo, inizialmente non titolare, che sarebbe poi stato scelto tra gli undici su precisa indicazione della società. Una voce non confermata, ma che fa pensare visto che tra le scelte del tecnico olandese c’era Birsa come prima scelta e non il capitano con cui il rapporto appare tutt’altro che idilliaco.

Stesso discorso anche per Ignazio Abate, che con l’arrivo di Seedorf in panchina ha perso mano a mano la proprietà della fascia destra. Il tecnico gli ha prima preferito De Sciglio, e poi Bonera, con il terzino ex Torino che si è trasformato da titolare inamovibile in semplice ricambio. Il tutto mentre fuori dal campo continua la caccia al direttore sportivo del futuro dopo l’addio di Ariedo Braida. Giovanni Galli sembra il nome più in voga, con Sogliano che sembra destinato al rinnovo col Verona, ma occhio a Bigon, il cui rapporto con Benitez appare veramente ai minimi storici.

La Juve vince a Udine, scudetto più vicino (0-2)

Tutto troppo facile per la Juve di Antonio Conte, che rimanda la Roma ad otto punti di distanza, grazie alla vittoria per 0-2 sul campo dell’Udinese. Alla vecchia signora basta appena mezzora per sbrigare la pratica friulana prima con un gran gol di Giovinco al 16′ e poi con una deviazione sottoporta di Llorente al 26′. Per il resto ordinaria amministrazione per la Juventus di fronte ad un Udinese davvero troppo sterile e capace di impensierire Buffon solo nel finale di gara.

Inizia subito con il pallino del gioco in mano la Juventus, che al 14′ si affaccia dalle parti di Scuffet con un’azione tutta di prima tra Llorente, Giovinco, Marchisio e Lichtsteiner, chiusa dallo svizzero con un cross impreciso. Due minuti e i bianconeri di Conte trovano il vantaggio con una perla di Sebastian Giovinco. La formica atomica si accentra dalla destra e col mancino lascia partire uno stupendo tiro a girare che si infila all’angolino non lasciando scampo a Scuffet. La rete del vantaggio galvanizza la Juventus, che tiene in mano il pallino del gioco non lasciando spazi all’Udinese. Al 25′ ancora uno scatenato Giovinco ci prova col destro, ma Scuffet devia in angolo. Sulla susseguente battuta dalla bandierina arriva puntuale il raddoppio dei torinesi. Cross di Pirlo con la palla che vaga pericolosamente in area friulana. Scuffet allontana di piede un pallone diretto a Pogba, ma per Llorente è un gioco da ragazzi infilare il pallone nella porta sguarnita. Il raddoppio della Juventus è in realtà l’ultima vera occasione del primo tempo, che scivola via senza altro da segnalare se non un veniale contatto in area tra Caceres e Di Natale.

La ripresa si apre su ritmi molto compassati e la Juventus che si limita ad amministrare i due gol di vantaggio. Bisogna aspettare il 69′ per trovare un’azione degna di nota con Giovinco, stasera in versione super, che riceve palla da Chiellini e da centro area colpisce in pieno il palo della porta di Scuffet. Al 70′ Guidolin prova a scuotere i suoi con l’entrata in campo di Muriel e il passaggio alle due punte, ma anche il cambio non produce gli effetti sperati con i friulani che non riescono quasi mai a farsi vedere dalle parti di Buffon. Nel finale comunque gli uomini di Guidolin hanno un moto d’orgoglio e vanno vicini al gol prima con Domizzi, che all’88’ chiama Buffon alla sua prima parata della serata, e poi con Muriel al 92′ con un sinistro sporco che si stampa sul palo.

 

Terremoto in casa Ferrari, si è dimesso Domenicali

Fulmine a ciel sereno in casa Ferrari, con le dimissioni di Stefano Domenicali dalla gestione sportiva. Una scelta presa in completa autonomia e dovuta alla situazione tecnica che sta attraversando la rossa; una decisione volta a scuotere l’ambiente per cercare di risollevare un campionato il cui inizio è stato assolutamente da dimenticare.

Domenicali, in Ferrari dal 1991 ha gestito l’intera epoca Schumacher dal 2002 al 2007 ed è stato anche gestore del team nell’anno del titolo conquistato da Kimi Raikkonen. Il sostituto scelto da Luca Cordero di Montezemolo è Marco Mattiacci, ex presidente di Ferrari Nord America.

Domenicali ha parlato così della sua decisione di lasciare la gestione sportiva della Ferrari: “Ci sono particolari momenti nella vita professionale di ognuno di noi in cui ci vuole il coraggio di prendere decisioni difficili e anche molto sofferte. E’ ora di attuare un cambiamento importante. Da capo, mi assumo la responsabilità – come ho sempre fatto – della situazione che stiamo vivendo. Si tratta di una scelta presa con la volontà di fare qualcosa per dare una scossa al nostro ambiente e per il bene di questo gruppo, a cui sono molto legato”.

 

Lazio, Tare prepara la rivoluzione

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Il posto cinquina contro il Napoli lascia pesanti strascichi in casa Lazio, legati soprattutto alla disastrosa prestazione del pacchetto difensivo. Secondo quanto riportato dal quotidiano il Tempo, il ds biancoceleste Igli Tare sta preparando un’autentica rivoluzione che potrebbe riguardare gran parte dell’attuale difesa di Reja. Diego Novaretti ha già le valigie pronte, anche per colpa di alcune prestazioni assolutamente sottotono mentre non sono sicuri di restare nemmeno Michael Ciani e Lorik Cana, probabilmente destinati al taglio per costruire una difesa più giovane.

André Dias appare destinato ad un ritorno in Brasile, mentre Giuseppe Biava sta ancora riflettendo se concludere la sua carriera alla Lazio oppure se tornare all’Atalanta. Il tutto includendo anche la situazione di Federico Marchetti, il cui futuro appare sempre più avvolto da nubi. Per tante possibili partenze, c’è una situazione che sta per sbloccarsi legata al futuro di Klose, destinato a restare ancora in maglia biancoceleste anche la prossima stagione.