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Roma-Inter finisce in parità (0-0)

Mazzarri

Pareggio a reti bianche nella sfida dell’Olimpico tra Roma e Inter. Un tempo a testa: Inter superiore nella prima frazione, Roma meglio nella seconda ma le occasioni sono state poche a fronte di tanti frangenti della gara molto combattuti in mezzo al campo. Inizia bene l’Inter che non mostra riverenza sul campo della Roma. Tra i nerazzurri Hernanes parte dalla panchina mentre Icardi è titolare al posto di Milito. Ma è la Roma a rendersi pericolosa per prima, dopo soli 3′, quando Gervinho non riesce a dare forza ad una deviazione al volo su un bel lancio da centrocampo. Ma è l’Inter a giocare il calcio migliore: i nerazzurri fanno la partita e sfiorano il vantaggio con Palacio, che sotto porta non trasforma in rete un bell’assist di Ricky Alvarez.

Nella Roma si sente la mancanza di Totti e delle sue geometrie e Gervinho davanti è ben contrastato da Samuel e Rolando. Icardi reclama un calcio di rigore per un intervento di Benatia ai limiti e i replay mostrano un pugno a palla ferma di De Rossi sempre su Icardi, mentre la Roma reclama per un gol annullato a Destro per fuorigioco millimetrico. Nella ripresa cresce la Roma e cresce Radja Nainggolan, che con qualità e quantità domina il centrocampo. Gervinho viene anticipato provvidenzialmente da Rolando sotto porta, mentre il neoentrato Hernanes ci prova da fuori senza successo. La Roma peró sfiora il vantaggio al 75′, quando Nainggolan serve Pjanic sulla destra in area, ma Handanovic si supera e mette in angolo. Anche nell’area nerazzurra i giallorossi reclamano per un contatto tra Juan Jesus e Romagnoli, ma a chiudere in attacco è l’Inter e nei minuti di recupero Palacio non trova la deviazione vincente nel cuore dell’area giallorossa.

Pareggio a reti bianche nella sfida dell'Olimpico tra Roma e Inter. Un tempo a testa: Inter superiore nella prima frazione, Roma meglio nella seconda ma le occasioni sono state poche a fronte di tanti frangenti della gara molto combattuti in mezzo al campo. Inizia bene l'Inter che non mostra riverenza sul campo della Roma. Tra i nerazzurri Hernanes parte dalla panchina mentre Icardi è titolare al posto di Milito. Ma è la Roma a rendersi pericolosa per prima, dopo soli 3', quando Gervinho non riesce a dare forza ad una deviazione al volo su un bel lancio da centrocampo. Ma è l'Inter a giocare il calcio migliore: i nerazzurri fanno la partita e sfiorano il vantaggio con Palacio, che sotto porta non trasforma in rete un bell'assist di Ricky Alvarez. Nella Roma si sente la mancanza di Totti e delle sue geometrie e Gervinho davanti è ben contrastato da Samuel e Rolando. Icardi reclama un calcio di rigore per un intervento di Benatia ai limiti e i replay mostrano un pugno a palla ferma di De Rossi sempre su Icardi, mentre la Roma reclama per un gol annullato a Destro per fuorigioco millimetrico. Nella ripresa cresce la Roma e cresce Radja Nainggolan, che con qualità e quantità domina il centrocampo. Gervinho viene anticipato provvidenzialmente da Rolando sotto porta, mentre il neoentrato Hernanes ci prova da fuori senza successo. La Roma peró sfiora il vantaggio al 75', quando Nainggolan serve Pjanic sulla destra in area, ma Handanovic si supera e mette in angolo. Anche nell'area nerazzurra i giallorossi reclamano per un contatto tra Juan Jesus e Romagnoli, ma a chiudere in attacco è l'Inter e nei minuti di recupero Palacio non trova la deviazione vincente nel cuore dell'area giallorossa.

La Juve tra dubbi di formazione e il tabù San Siro

Juve più forte della cabala, della storia e dei miti calcistici Antonio Conte è riuscito là dove altri allenatori juventini avevano miseramente fallito: conquistare San Siro, la tana del Diavolo. Sole 18 le vittorie bianconere nella fossa dei leoni, eppure da quando siede Conte una sola è stata la sconfitta juventina contro il Milan. 112 reti subite a fronte di 92 segnate, nelle ultime 5 gare la Juve ha subito almeno un goal dai rossoneri. Gli uomini di Conte a loro volta vanno a segno con ritmi incredibili dalla prima giornata, quella di domenica sera si prospetta dunque una gara dalle tante reti e dalle forti emozioni. Astenersi deboli di cuore. La sfida nella sfida è data da Tevez contro Kakà, l’argentino ha segnato molto di più, 14 reti contro 5, ma il brasiliano è tra i primi centrocampisti per passaggi conclusi, viaggiando ad una media di 41 a partita.

Conte però non si preoccupa solo delle leggende del pallone ma anche della sua formazione. Asamoah infatti è in forte dubbio e ormai pare evidente un suo forfait. L’unico pronto a sostituire il ghanese è l’ex Atalanta Peluso, esterno tra luci e ombre nel recente passato. In difesa ancora ai box Chiellini con Ogbonna e Caceres a contendersi la maglia da titolare, con quest’ultimo favorito. Marchisio sembra essere tornato prima scelta per il centrocampo, la voglia di riscatto del piemontese è forte.

 

Seedorf: “La squadra è pronta, contro la Juve dobbiamo vincere”

Seedorf

Contro una squadra come quella guidata da Antonio Conte difendersi è inutile, devi attaccarla nella speranza di trovare un punto debole. Se ti chiudi sei spacciato, se contro-attacchi hai qualche chance, lo hanno dimostrato in parte Sampdoria, Fiorentina e Hellas in questa stagione. Per questo Clarence Seedorf non si tira indietro nel pre-partita contro i torinesi: “Noi siamo pronti, Conte è un tecnico innovativo che farà scuola. Noi dobbiamo portare molti uomini nella fase offensiva per metterli in difficoltà, se vincessimo svolteremmo la nostra stagione.”Seedorf in conferenza stampa oggi ha parlato anche dei problemi di formazione: “Balotelli? Non so ancora se ce la farà, ma Pazzini è degno sostituto.”

A proposito di formazione: nel trio di trequartisti con Kakà e Taarabt ci dovrebbe essere Poli, a sorpresa. Pazzini come detto prima scelta se Balotelli non dovesse recuperare. Al centro del campo Montolivo e l’olandese De Jong. Emanuelson parte in vantaggio su Abate.

 

Reja: “Trasformiamo la rabbia in energia positiva”

Una piccola costruzione di carte, bella e fragile; è bastato un gelido vento bulgaro per spazzare via il progetto di rinascita della Lazio targato Edy Reja. Il tecnico goriziano però non ci sta ad accettare le critiche senza ribattere e senza spronare i suoi alla celere ripresa: “Giovedì abbiamo fatto forse una delle nostre gare più belle, non siamo riusciti a mantenere il vantaggio anche se sul loro secondo goal sarebbe stata necessaria la moviola. Comunque la rabbia che proviamo ora dobbiamo trasformarla in energia per riguadagnare l’Europa già dall’anno prossimo. Io ci credo.”

Per quanto riguarda la formazione favorito Keita in avanti, soprattutto dopo la straordinaria prestazione di Sofia. Lo stesso Reja ha definito il giovane ex Barcellona come un titolare. La squadra ha difeso Marchetti dopo le frasi al veleno dedicate dalla stampa al numero 1 laziale. Anche se il ballottaggio con Berisha si ripresenta dopo il disastroso secondo tempo dell’ex Cagliari in coppa. Infine, Mauri potrebbe tornare dal 1’ contro la Fiorentina.

 

Nba: San Antonio va, Curry e Durant sugli scudi

Serie A2 Risultati Classifica

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Vittoria importante per San Antonio, che spinta da un grande Marco Belinelli (per la decima volta consecutiva in doppia cifra) si impone per 92-82 contro i Bobcats. L’azzurro chiude con 14 punti a referto, ma chi fa la differenza per gli Spurs è Tim Duncan, che chiude con 17 punti e 16 rimbalzi, oltre all’eterno Manu Ginobili (15 punti).

Seconda sconfitta consecutiva dei Knicks, che dopo il ko con gli Heat di James, cadono contro gli Warriors di Stephen Curry, autore di una prova magistrale condita da 27 punti, 11 rimbalzi e 11 assist. Sugli scudi anche, il solito, Kevin Durant, che trascina i Thunder al successo sui Grizzlies per 113-107 con 37 punti a referto.

Un grande Kirye Irving (21 punti, 12 assist e 10 rimbalzi) guida i Cavaliers alla vittoria per 99-79 contro i Jazz, mentre nelle altre gare della notte Nba, i Suns battono i Pelicans per 116-104 (career-high di Dragic con 40 punti) mentre i Lakers affondano Sacramento per 126-122 (30 punti di Farmar).