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Seedorf, buona la prima. Il Milan supera il Verona grazie a Balotelli (1-0)

Mario Balotelli

Inizia l’avventura di Seedorf sulla panchina del Milan, l’olandese punta su un Milan votato all’attacco, spazio a Balotelli punta centrale supportato da Kakà, Robinho e Honda.

Inizia bene la carriera da allenatore per l’olandese, nel posticipo della 20.ma giornata i rossoneri superano infatti il Verona di Mandorlini grazie ad un calcio di rigore realizzato da SuperMario Balotelli nel finale di gara. Partita equilibrata con gli ospiti bravi a chiudere gli spazi alla formazione di Seedorf. Nel finale di match ecco il rigore che permette al Milan di sbloccare la gara e di conquistare tre punti preziosi che permettono ai rossoneri di salire a quota 25.

 

Serie A: bene la Fiorentina, il Parma espugna Verona

La prima giornata di ritorno è stata all’insegna dell’intensità e della pioggia, che per certi versi ha condizionato il normale svolgimento dei match. Il Napoli e l’Inter vengono fermate rispettivamente sui campo di Bologna (2-2) e Genoa (1-0), mentre si rifà sotto la Fiorentina di Vincenzo Montella con il suo nuovo acquisto Matri. I viola, impegnati sul temibilissimo campo del Catania, liquidano gli avversari già nel primo tempo. 0-3 il finale con doppietta proprio dell’ex attaccante del Milan, capace fin da subito di entrare nelle geometrie del calcio di Montella. A segno a che Fernandez.

Sul fronte salvezza vittoria importantissima al foto finisch del Parma al Bentegodi di Verona contro il Chievo. Tra le due squadre gialloblu era stato per quasi tutta la durata del match un pareggio annunciato, Cassano aveva risposta al momentaneo vantaggio di Paloschi e tutto faceva intendere ad una divisione equa della posta in palio. Al 93’ però Lucarelli, complice un intervento infelice di Puggioni, regala i tre punti ai parmensi. Nell’altro scontro salvezza, l’Atalanta batte il Cagliari, grazie ad una rete nella ripresa di Bonaventura. Sorride anche il Torino, sempre più sorprendente in campionato, che va centrare un importante vittoria a Reggio Emilia contro il Sassuolo. 0-2 al triplice fischio con reti di Brighi e Immobile.

Australian Open: Pennetta ai quarti. Djokovic elimina Seppi

Flavia Pennetta è l’ultima speranza del tennis azzurro agli Australian Open. La tennista brindisina, è approdata ai quarti di finale del torneo grazie ad una splendida vittoria in tre set contro la tedesca Angelique Kerber. La numero 9 del circuito Wta si è inchinata allo strapotere della Pennetta, che per la prima volta in carriera, conquista i quarti di finale degli Australian Open.

Il primo set è dominato dalla 31enne brindisina, che schiaccia la Kerber per 6-1. Nel secondo set la tedesca torna sotto vincendo per 4-6 ma nel terzo, è ancora la Pennetta ha prevalere con un 7-5 finale che gli regala i primi quarti di finale della sua storia agli Australian Open.

Ora sulla strada della Pennetta ci sarà la cinese Na Li, testa di serie numero 4 del torneo, che negli ottavi di finale ha sconfitto nettamente la russa Makarova (6-0, 6-2).

Tra le donne intanto, clamorosa eliminazione di Serena Williams, che negli ottavi è stata sconfitta in tre set dalla serba Ana Ivanovic (4-6, 6-3, 6-3).

Finisce agli ottavi invece la corsa australiana di Fabio Fognini, che si è inchinato allo strapotere di Novak Djokovic. Solo 5 i game vinti dal tennista azzurro, che non ha potuto nulla contro il numero due del mondo. 6-3, 6-0, 6-2 il punteggio finale in favore di Djokovic, che ora ai quarti di finale affronterà lo svizzero Wavrinka. Approda ai quarti di finale anche lo spagnolo David Ferrer, che ha sconfitto in quattro set il tedesco Mayer.

 

Inter k.o. col Genoa (1-0), decide Antonelli

Palacio

Un gol su palla inattiva di Antonelli decide la gara tra Genoa e Inter, una partita condizionata dalla pioggia ma ricca di emozioni, con l’Inter che ha avuto tante occasioni da rete ma si ritrova con una amara sconfitta. La pioggia battente rende il terreno di gioco di Marassi molto complicato. Mazzarri punta sulla coppia d’attacco Milito-Palacio supportata da Ricky Alvarez, mentre il Genoa ha in Alberto Gilardino la propria boa d’attaco. Parte meglio l’Inter, che fa buon pressing sulla trequarti rossoblù e va più volte vicina al vantaggio nella prima mezzora. E’ Jonathan da destra a rendersi pericoloso con due inserimenti, ma prima prima Perin si oppone con un gran colpo di reni al suo tiro, quindi la conclusione dell’esterno brasiliano viene deviata in corner dall’intervento di Antonelli. Ma l’occasione forse più limpida capita sui piedi di Palacio: el Trenza ruba palla nella metà campo del Genoa, si invola verso la porta ma il suo tiro mancino scoccato da sinistra lambisce soltanto il palo. Poco dopo entra Kovacic al posto di Alvarez, costretto alla doccia anticipata da una botta al ginocchio, ma il Genoa nella seconda parte del primo tempo prende campo. Prima i rossoblù ci provano con un paio di conclusioni da fuori, quindi è Marchese ad avere la grande opportunità da due passi sugli sviluppi di un corner, ma Handanovic è molto bravo a chiudere lo specchio e a respingere il suo colpo di testa ravvicinato.

Dopo pochi secondi dall’inizio della ripresa un’altra grande occasione capita sui piedi di Palacio, ma l’argentino spara alto dal vertice sinistro dell’area piccola, mentre il Genoa si rende pericoloso con il solito Gilardino, il quale si invola bene verso Handanovic ma viene fermato dal terreno denso di acqua. L’Inter ci crede e continua a spingere: il neoentrato Guarin calcia bene da destra sugli sviluppi di un corner ma Perin salva e Milito non riesce a ribadire a rete, quindi lo stesso Milito da sinistra mette in mezzo un bel pallone che prima Cambiasso e poi Palacio non sfruttano a dovere. Dall’altra parte, invece, si mette in luce un ottimo Fetfatzidis, che fa gran movimento e impegna Handanovic, poi Juan Jesus è decisivo nella chiusura difensiva ancora su Gilardino. Ma all’83’ il Genoa passa in vantaggio: è Bertolacci a battere il corner da sinistra, sul quale Antonelli stacca al centro dell’area, solo, e insacca alle spalle di Handanovic. Mazzarri, a questo punto, getta nella mischia Ruben Botta al posto di Juan Jesus per tentare il tutto per tutto e allo scadere proprio il numero 20 uruguagio incorna bene su cross di Kovacic ma Perin si supera un’altra volta. E il triplice fischio finale di Rizzoli decreta la vittoria del Grifone, che non batteva l’Inter da ben vent’anni.

Al Friuli è spettacolo, Hernanes salva la Lazio. 2-3 all’Udinese in 10 uomini

hernanes

Si affontano Udinese e Lazio, partita che entra subito nel vivo, al 6’ minuto Maicousel entra in area di rigore venendo atterrato dal biancoceleste Cavanda. L’arbitro Rocchi non ha dubbi, e concede giustamente il calcio di rigore che sarà trasformato senza problemi da Totò Di Natale al 7’. La Lazio ora, costretta ad inseguire. Il primo quarto d’ora vede una Lazio con poche idee offensive, mentre i friulani gestiscono con buon equilibrio il centrocampo. La Lazio trova il coraggio con il passare dei minuti e pianifica l’attacco prima con Lulic, poi con Onazi ed infine con Floccari, ma la difesa dei friulani respinge gli attacchi. Sempre Floccari, trascinatore della Lazio, al 31’ sfiora il pareggio mancando l’appuntamento con il pallone, su cross effettuato da Candreva. Sul finire del primo tempo la partita entra nuovamente nel vivo: al 41’ da un calcio d’angolo battuto dai biancocelesti, scaturisce il contropiede dell’Udinese che con Maicousel tutto solo davanti a Berisha cerca il secondo palo, mancando il raddoppio di un soffio. Il primo tempo si chiude sul risultato di 1-0 per i padroni di casa, grazie al penalty realizzato da “capitan” Di Natale.

Il secondo tempo si apre all’insegna di una pericolosa azione dell’Udinese condotta da Di Natale, sventata prontamente dalla diagonale di Lulic. Al 53’ tegola in casa Lazio. La squadra di Reja rimane in dieci; Onazi dopo essere stato ammonito pochi minuti prima, colleziona il secondo cartellino giallo, venendo così espulso per aver commesso un fallo da dietro ai danni di Pereyra. A partire dai minuti successivi, il match si rende elettrizzante. Al 61’ la storia si ripete, ma al contrario. Klose viene atterrato in area di rigore da Brkic; l’arbitro Rocchi assegna il penalty, contestato dai bianconeri, realizzato da Candreva al 63’. La Lazio no si ferma più. Dopo tre minuti dal pareggio, sfiora il vantaggio. Autore dell’azione Ederson, il quale scocca un tiro a giro dal limite dell’area di rigore, che si spegne fuori per pochi centimetri. Preludio alla tempesta. L’azione successiva da parte dei padroni di casa però sarà fatale, infatti al 67’ su sponda di testa di Muriel, Badu stoppa elegantemente e batte a rete, trafiggendo Berisha. Friulani che passano nuovamente in vantaggio dopo un momentaneo black-out. La Lazio non si dà per vinta e cerca di reagire; al 73’ Ederson trova in area di rigore Klose lasciato completamente solo, ma il tedesco sbaglia al mira senza nemmeno prendere la porta e al 76’ con Hernanes che lascia partire un bolide che impensierisce Brkic che si salva in qualche modo. Al 81’ arriva il tanto atteso pareggio: dal cross del provvidenziale Ederson, l’estremo difensore bianconero esce per sventare il pericolo, ma il pallone respinto colpisce sfortunatamente Lazzari e va ad infilarsi in rete. Lo spettacolo non è finito, perché al 89’ quando la gara era destinata a concludersi verso il pareggio raggiunto, ecco che il fantasista Hernanes sfodera dal cilindro il jolly della vittoria: un tiro incredibile che va a trovare l’angolo alto della porta difesa da Brkic. Dopo il vantaggio, i quattro minuti concessi da Rocchi per il recupero, non servono a nulla. Finisce 2-3 per la squadra di Reja.