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Lazio ma che ti succede? Sconfitta anche dallo Steaua

Milinkovic Savic juventus

La squadra di Inzaghi fallisce la partita di andata dei Sedicesimi di Europa League

La Lazio ricorda più il sapore della vittoria. E’ dal ventiquattro di Gennaio che i laziali non vincono una partita, quando in campionato, Felipe Anderson e soci, ne rifilarono tre all’Udinese. Dopo quella partita solamente sconfitte e un pareggio nella gara di andata di Coppa Italia. Inzaghi si presenta in Romania senza schierare la formazione titolare completa. Caceido, Nani, Lukaku, Murgia e Luiz Felipe, nonostante la tecnica superiore agli avversari, non sono riusciti a fare la differenza. La partita per la squadra di Lotito si mette subito in salita, quando dopo ventinove minuti di gioco, Gnohere porta in vantaggio la squadra di casa. La Lazio prova subito a reagire, ma Nani si fa ipnotizzare dal portiere avversario; e la traversa, nega la rete a Milinkovic Savic. Il primo tempo termina sull’uno a zero per i padroni di casa.

Nella ripresa mister Inzaghi, dopo dieci minuti del secondo tempo cerca di dare la scossa; fuori Nani e Caceido e dentro Felipe Anderson e Ciro Immobile, che alzano ancora il ritmo di gioco e aumentano le azioni pericolose per i biancocelesti, ma la palla non ne vuole proprio sapere di entrare; e per la Lazio, arriva la quarta sconfitta consecutiva. Strakosha e compagni, non devono disperare, il risultato è risicato e hanno le capacità di poter ribaltare la situazione e andare avanti agli ottavi di finale; ma la cosa certa è che quello che hanno fatto vedere in campo oggi non basta.

IL TABELLINO

STEAUA BUCAREST (FCSB)-LAZIO 1-0
Steaua Bucarest (4-2-3-1): Vlad; Benzar, Gaman, Planic, Morais; Pintilii (1′ st Teixeira), Nedelcu; Man, Budescu, F.Tanase (13′ st Coman); Gnohere (36′ st C.Tanase).
A disp.: Stancioiu, Enache, Popescu, Momcilovic. All.: Dica.
Lazio (3-5-2): Strakosha; Bastos, Luiz Felipe, Caceres; Basta, Murgia, Leiva, Milinkovic, Lukaku (29′ st Lulic); Nani (10′ st Felipe Anderson), Caicedo (10′ st Immobile).
A disp.: Guerrieri, Wallace, Radu, Patric. All.: Inzaghi.
Arbitro: Deniz Aytekin (GER)
Marcatori: 29′ Gnohere (S)
Ammoniti: Pintilii, Vlad, Gaman (S); Milinkovic, Caceres, Lukaku, Luiz Felipe, Immobile (L)
Espulsi: –

L’Atalanta sfiora l’impresa, ma nel recupero arriva la doccia fredda

Atalanta

I bergamaschi hanno subito il gol beffa nei minuti di recupero

Una bella Atalanta esce immeritatamente sconfitta dal campo del Borussia Dortmund. Possesso palla e tiri di entrambe le squadre evidenziano come la partita sia stata ben giocata da entrambi i fronti ed evidenzia come, la squadra di Gasperini, stia vivendo una stagione da protagonista. Il primo tempo al Signal Iduna Park si chiude con i gialloneri in vantaggio per uno a zero, grazie alla rete di Schurrle al trentesimo del primo tempo. Nella ripresa, salgono in cattedra i bergamaschi, con l’acquisto migliore della stagione, Josip Ilicic; che nel giro di cinque minuti, pareggia e porta in vantaggio la Dea. La beffa non tarda però ad arrivare, quando un errore di Toloi, regala a Batshuayi la possibilità di ristabilire il pareggio tra le due squadre. Ma non è finita; quando ormai il pareggio sembrava il risultato finale, è ancora il belga a punire gli ospiti; e lo fa nei minuti di recupero. L’attaccante giallonero riesce a ribattere in rete su un salvataggio di Berisha e regala la vittoria ai tedeschi. L’Atalanta mai doma, ha dimostrato di meritare un posto tra le grandi; e siamo sicuri, che nella partita di ritorno, venderà cara la pelle, sperando possa fare il colpaccio.

IL TABELLINO

BORUSSIA DORTMUND-ATALANTA 3-2
Borussia Dortmund (4-2-3-1): Burki; Piszczek, Sokratis, Toprak, Toljan; Castro, Weigl (35′ st Dahoud); Pulisic (41′ st Isak), Reus (16′ st Gotze), Schurrle; Batshuayi. A disp.: Weidenfeller, Zagadou, Beste, Sahin. All.: Stoger
Atalanta (3-5-2): Berisha; Toloi, Caldara ( 40′ st Palomino), Masiello; Hateboer, Cristante, De Roon, Freuler, Spinazzola; Ilicic (43′ st Petagna), Gomez (31′ st Gosens). A disp.: Gollini, Castagne, Mancini, Cornelius. All.: Gasperini
Arbitro: Stefanski (Pol)
Marcatori: 30′ st Schurrle (B), 6′ st, 11′ st Ilicic (A), 20′ st, 46′ st Batshuayi (B)
Ammoniti: Weigl (B), Cristante (A), Piszczek (B), Schurrle (B), Hateboer (A)
Espulsi:
Note:

Milan, Cutrone, Rodriguez e Borini ipotecano il passaggio agli ottavi

Cutrone

I rossoneri vincono tre a zero in Bulgaria contro il Ludogorets

I tifosi rossoneri possono essere contenti. Il Milan torna da Razgrad con una bella vittoria e un piede già negli ottavi di finale. La prima parte della partita sembra essere abbastanza equilibrata; tanto che è solo al quarantacinquesimo, poco prima dello scadere del primo tempo, che Cutrone sblocca il risultato e porta in vantaggio i suoi. Nella ripresa è ancora Milan; i bulgari cercano di pareggiare i conti, ma al diciottesimo del secondo tempo, Cosmin Moti regala al Milan un tiro dagli undici metri, grazie ad un suo brutto intervento su Cutrone. I padroni di casa continuano nella loro caccia al gol, ma i rossoneri sono bravi a difendere e come dice il detto, “non c’è il due senza il tre”; e così in effetti è. Kessiè serve la palla al subentrato Borini e a partita praticamente finita, arriva il tre a zero per la squadra di Gattuso. In casa servirà solo gestire il vantaggio e i tifosi milanisti, possono continuare a sognare.

IL TABELLINO

LUDOGORETS-MILAN 0-3

Ludogorets (4-2-3-1): Renan; Cicinho, Plastun, Moti, Sasha; Anicet, Dyakov; Lukoki (36′ st Kovachev), Marcelinho (33′ st Campanharo), Vura; Swierczok (46′ Wanderson).
A disp.: Broun, Forster, Terziev, Goralski. All.: Dimitrov
Milan (4-3-3): G.Donnarumma; Abate (15′ st R. Rodriguez), Bonucci, Romagnoli, Calabria; Kessie, Biglia, Bonaventura; Suso, Cutrone (20′ st André Silva), Calhanoglu (30′ st Borini).
A disp.: A. Donnarumma, Zapata, Musacchio, Montolivo. All.: Gattuso
Arbitro: Mazic (Serbia)
Marcatori: 45′ Cutrone (M), 18′ st rig. R. Rodriguez (M), 47′ st Borini (M)
Ammoniti: 
Abate (M); Lukoki (L)
Espulsi: –

Il momento no dell’Inter e la crisi dello scommettitore

Spalletti
ph: KeyPress

Momento nero per lo scommettitore, complici i nerazzurri

L’Inter finalmente ritrova la vittoria contro il Bologna interrompendo così, pur non senza sofferenze e senza mostrare grossi progressi dal punto di vista del gioco, la serie negativa di ben 8 partite senza vittorie culminata con il pari interno contro il Crotone, che aveva eguagliato quanto fatto la scorsa stagione da Stefano Pioli, che a differenza di Spalletti pagò con l’esonero un così vertiginoso crollo di risultati. Protagonista del match è stato il giovane Karamoh, arrivato quest’estate tra l’indifferenza dei non addetti ai lavori, e rivelatosi ventata di aria fresca per la fascia destra, fin qui regno incontrastato di un Candreva al quale la concorrenza interna non potrà fare che bene.

Chiuso il mercato con i soli arrivi di Lopes e Rafinha che hanno creato parecchio malumore nei tifosi, non tanto per gli arrivi in quanto tali, ma per una serie di nomi dati per certi ed invece sfumati sostanzialmente per ragioni economiche, a fronte di cessioni di giocatori importanti nell’economia di questa rosa come Nagatomo ed in misura inferiore Joao Mario. A ciò si deve aggiungere un atteggiamento di squadra completamente cambiato rispetto a soli due mesi fa, caratterizzato da mancanza di mordente ed incapacità di reagire ai momenti di difficoltà e sofferenza che si presentano in una partita, che altro non ha fatto che acuire le critiche del sempre esigente pubblico di San Siro verso alcuni calciatori e culminate nella scorsa partita con la polemica di Brozovic al momento della sostituzione.

La situazione della squadra neroazzurra è per certi aspetti molto simile a quella di uno scommettitore professionista in crisi, e vado subito a spiegarvi il motivo. Diventare uno scommettitore professionista richiede l’approfondimento di due aspetti, uno tecnico, dato dalla applicazione costante di una o più tecniche dalla comprovata qualità, che in maniera lenta e costante portano all’incremento dei nostri guadagni. L’altro aspetto invece è strettamente mentale, e consiste da un lato nella obiettività e concentrazione al momento di effettuare le proprie giocate, e dall’altro nella lucida gestione delle perdite, per non cadere vittime dell’ansia da recupero, che altro non porta che a scelte precipitevoli, poco obiettive e nella maggior parte dei casi sbagliate.

Questo è un po’ quello che è successo all’Inter. Ad inizio stagione Spalletti ha valutato il materiale che aveva a disposizione cercando di cucire addosso alla rosa quello che secondo lui era l’abito più adatto dal punto di vista tattico. L’Inter non aveva una grande varietà, faceva poche cose ma le faceva bene : gioco devastante sulle fasce di Candreva e Perisic ad innescare un Mauro Icardi in versione “Re Mida” che trasformava in gol tutto quello che toccava, centrocampo di rottura e contenimento più che di fantasia, difesa più o meno solida con Skriniar muraglia quasi insuperabile e Handanovic pronto a mettere una pezza nel momento del bisogno. Salvo qualche sporadico episodio, la squadra non ha mai fatto sgranare gli occhi per il gioco espresso, ma grazie a grinta, applicazione ed aiuto reciproco tra i giocatori, i risultati erano dalla sua. Si è quindi ha perseverato su questo dettame, proprio come uno scommettitore che vedendo che la propria strategia porta a risultati soddisfacenti, ben se ne guarda dal discostarsi da essa.

Purtroppo per i neroazzurri però, qualcosa si è inceppato a partire dalla partita con la Juventus, terminata si con un discreto pareggio esterno, ma senza che la banda Spalletti desse mai l’impressione di poter portare a casa la partita con un atteggiamento eccessivamente remissivo da parte di tecnico e giocatori. Dalla gara al cardiopalma con il Pordenone di Coppa Italia e dalla seguente sconfitta interna con l’Udinese si è aperta poi ufficialmente la crisi attuale. E’ come se a causa di un paio di risultati a sorpresa la serie positiva del nostro scommettitore si sia interrotta inaspettatamente, e questi non sia stato in grado di reagire in maniera corretta alle perdite subite.

Il Mister di Certaldo ha tentato in qualche modo di porre subito rimedio alla situazione tentando qualche variazione tattica, per esempio forzando in maniera ancora più accentuata il possesso palla a partire dalla difesa, che altro non ha fatto che rendere ancora più lenta ed imprevedibile la manovra, oppure buttando nella mischia giocatori fin lì poco considerati come Cancelo o investendo di responsabilità maggiori gente come Brozovic, che quando non gioca si lamenta ma poi in campo ha lo stesso entusiasmo del marito che accompagna la moglie al centro commerciale il sabato pomeriggio. A ciò si aggiunga un drastico calo di forma da parte di alcuni giocatori chiave, eccessivo nervosismo da parte di qualche elemento, il calciomercato che in queste situazioni certo non aiuta, un po’ di sfortuna ed il gioco è fatto.

C’è da dire che al momento la classifica di serie A grazie agli inciampi altrui tiene l’Inter ancora pienamente in corsa per il quarto posto, obiettivo minimo stagionale, ma bisogna invertire immediatamente il ritmo ed uscire dalla crisi prima che sia davvero troppo tardi. Uno scommettitore per uscire da una situazione difficile ad un certo punto deve tirare una riga e ripartire dal basso, scegliere quella che secondo lui è la migliore tecnica ed iniziare a crederci, guadagnando pian piano fino a rientrare delle perdite subite. In un certo qual modo è quello che deve fare anche la squadra neroazzurra, ovvero ripartire da un’idea tattica ben precisa e che non è detto sia necessariamente la stessa di inizio campionato, ma soprattutto ritrovare compattezza e spirito di sacrificio. Che sia Rafinha la chiave di volta della stagione ? Il neo acquisto si è fin da subito rivelato giocatore dalle indiscusse qualità, in grado di mettere ordine ad una manovra ormai troppo compassata e di spaccare il gioco con accelerazioni, assist e giocate importanti a favore dei compagni. L’unico dubbio riguarda la tenuta fisica del ragazzo, che al momento non ha ancora sufficiente autonomia per reggere una partita intera.

Il tutto passerà dalle scelte di Mister Spalletti, che a dirla tutta in questa stagione spesso è sembrato troppo solo e lasciato al suo destino, senza il supporto incondizionato di una società forse troppo distante da Milano per poter far sentire la sua presenza concreta, senza che si riesca a capire bene tra chi fa e cosa fa, e chi parla e basta. Supporto che invece di certo non manca al nostro amico scommettitore, che può fortunatamente trovare un utile e prezioso supporto in numerosi siti specializzati sulle Scommesse Online, gestiti da personale appassionato e competente, e grazie ai quali si può sempre rimanere aggiornati su bonus e promozioni, sui migliori siti online e su tutte le ultime novità nel mondo del gambling.

Scritto da Furini Davide

Champions League, buona la prima per il Real. Battuto il PSG

Uruguay-Portogallo mondiale

Battuti per tre a uno i parigini dopo lo svantaggio iniziale

L’andata degli ottavi di finale tra Real Madrid e Paris Saint Germain si è appena conclusa con la vittoria dei padroni di casa. Una partita, come da pronostico, piena di emozioni, azioni e cambiamenti di fronte. Le statistiche confermano quanto visto in campo; una bella partita. La percentuale del possesso palla è equamente divisa, i tiri, sono leggermente a favore degli spagnoli; ma entrambe le squadre hanno dato spettacolo. Nel primo tempo, al trentatreesimo è Rabiot a sbloccare il risultato, che ringrazia la difesa madrilena per averlo lasciato da solo in area e scaglia la palla in rete per il vantaggio francese. A fine primo tempo arriva la beffa per gli ospiti; Lo Celso atterra il tedesco Kroos in area; viene assegnato un calcio di rigore e Cristiano Ronaldo non sbaglia, siglando la rete del pareggio.

Il secondo tempo riprende con vari assalti da parte del Paris Saint Germain, ma Navas è pronto e difende la propria porta. L’allenatore dei francesi Emery, opta per l’inserimento di Meunier al posto di Cavani; la squadra perde potenziale in attacco e gli spagnoli iniziano ad essere meno sotto pressione, come capitato fino a quel momento. Ed è proprio nei minuti finali, che i padroni di casa trovano più coraggio e trovano la rete del vantaggio con ancora una volta Cristiano Ronaldo. Il gol al trentottesimo del secondo tempo è un boccone difficile da mandare giù; e i giocatori rossoblu cercando in tutti i modi di pareggiare, lasciando qualche spazio in più; e le “merengues”, ne approfittano ancora una volta, segnando la terza rete con Marcelo. La partita finisce con un risultato forse troppo ingiusto nei confronti degli ospiti, che il sei marzo al Parco dei Principi, dovranno fare un miracolo per evitare una probabile eliminazione dalla Champions League.