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Irene Tagliente, dal Kiteboarding all’elite nel management

La campionessa di Kiteboarding Irene Tagliente tra i leader mondiali nel management per la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari

L’ingegnere biomedico Irene Tagliente campionessa di Kiteboarding,
Atleta, Istruttrice di I Livello FIV (Federazione Italiana Vela) nonché Maestro Csen (Centro Sportivo Educativo Nazionale) e Presidente ASD La Casa dei giovani Kiters, ha partecipato a varie competizioni nazionali e internazionali classificandosi ottava al Mondiale di Kiteboarding disciplina Freestyle 2016. Ultimamente impegnata nella preparazione atletica di un team internazionale di 10 ragazzi juniores impegnati nella qualificazioni alle olimpiadi giovanili YOG2018.

L’ing. Tagliente e’ stata invitata a Dubai a ha presentare l’esito dei suoi studi di Dottorato che le hanno consentito di identificare un nuovo algoritmo per l’analisi del consumo calorico e il monitoraggio dell’attività fisica dei malati cronici trattati in Telemedicina o Atleti a cui vengono richiesti alti livelli di performance.

Focus della conferenza- International Healthcare and Patient Safety 2017 tenutasi a Dubai il 6-7 Novembre-  è stata l’analisi delle miglior metodiche di gestione dei diversi sistemi che incidono sulla qualità dei servizi ospedalieri a beneficio della sicurezza dei pazienti.

Le nuove forme di assistenza a distanza sono in forte espansione -ha aggiunto – grazie allo sviluppo delle tecnologie, della qualità della connessione internet e del livello di digitalizzazione della popolazione mondiale.
I benefici per la sicurezza dei pazienti e l’efficacia dei trattamenti – ha proseguito- sono ampiamente dimostrati in letteratura, tuttavia il limite è dato dal mancato riconoscimento della prestazione ospedaliera da parte delle Autorità Nazionali, lasciando spazio al solo sviluppo di tali sistemi da parte delle poche realtà private. Resta indietro il collegamento tra l’introduzione dell’innovazione tecnologia e le realtà Ospedaliere.
Nonostante la costante fuga di cervelli, gli Italiani continuano a far parlare di se in termini di qualità ed innovazione.

FantaConfronti: Higuain vs Immobile?

Il fantacalcio è fatto di numeri capaci di indicare quali giocatori siano in grado di portare bonus. E’ una scienza quasi esatta, dove il quasi è un combinato di fortuna, forma fisica e infortuni. In questo editoriale, cercheremo di confrontare i numeri di due attaccanti per capire chi sia in grado di portare più bonus da qui alla fine della stagione.

Attualmente la classifica cannonieri è impietosa: Immobile è già a quota 14 reti dopo 11 partite, mentre Higuain, in leggera ripresa, è a quota 7 dopo 12 presenze.

L’analisi non può non tener conto di come girano Juventus e Lazio. Ad una prima e superficiale analisi potrebbe imputarsi tutto allo stato di forma della Lazio e dello stesso attaccante partenopeo. In realtà, guardando i numeri, si evince come la Juventus abbia segnato 35 reti (di cui 11 di Dybala) contro le 31 della Lazio. Non solo: i bianconeri battono la Lazio anche nei tiri in porta, 16.5 a partita contro i 13.5 dei biancocelesti.

E’ evidente che la ragione della maggiore vena realizzativa di Immobile sia da ricercare in altri dati. Innanzitutto la lancetta pende verso l’attaccante della Lazio che da quest’anno è rigorista: sono infatti ben 5 i rigori segnati dal dischetto e, con l’introduzione del Var, è inevitabile che questo dato tracci un solco rispetto ad Higuain che rigorista non è.

Questo però non è l’unico dato discriminante. Guardando ancora una volta i numeri, si nota come l’attaccante della Juventus abbia tirato in porta solo 19 volte. Immobile, che guida in solitaria questa speciale classifica, è a quota 33 tiri in porta. Ancora una volta pare chiaro come l’attaccante biancoceleste sia più propenso a finalizzare l’azione. E non è un problema di squadra. Infatti, se guardiamo alla Juventus, Dybala ha tirato in porta ben 29 volte, non è un caso che abbia segnato più del suo compagno di squadra.

Nel calcio, però,  non conta solo tirare di più in porta, ma anche gonfiare la rete, ed a livello finalizzativo su 19 tiri i gol dell’argentino sono stati 7, mentre su 33 tiri Immobile ne ha segnati 14. Anche qui 0,37 gol ogni tiro (poco più di uno ogni tre) contro 0,45 di Immobile (quasi 1 ogni 2).

Ma al fantacalcio non esistono solo i gol. Ci sono anche gli assist.

L’attaccante biancoceleste anche in questa classifica fa il solco. Ben 6 assist di Immobile contro i 3 di Higuain. Evidente che non si tratta solo di tirare in porta, ma anche di essere coinvolto nell’azione offensiva della squadra.

Quindi Higuain è da buttare? Beh i numeri danno l’attaccante italiano nettamente in vantaggio. Il dato dei tiri in porta individuali evidenzia una possibilità di gol più bassa dell’argentino, al quale si aggiunge l’incidenza dei rigori di Immobile. Inoltre anche gli assist sono determinanti. L’asticella è ampiamente verso Immobile, ma Higuain potrebbe migliorare i suoi numeri da qui a fine stagione.

Juve a Vinovo per preparare la gara con la Samp: preoccupa Cuadrado

Calciomercato Juventus

Juventus al lavoro per preparare la trasferta di Marassi

Nel pomeriggio di oggi la Juventus è tornata a Vinovo per preparare il prossimo match di campionato in programma domenica alle ore 15. La Vecchia Signora sarà infatti protagonista a Genova contro la Sampdoria, vera e propria rivelazione di questa Serie A.
Ancora out i nazionali italiani e i sudamericani, mentre sono già sbarcati a Torino, a disposizione di mister Allegri, i vari Mandzukic, Lichsteiner e Benatia.

Preoccupano le condizioni di Cuadrado

Dopo essere stato costretto al forfait nella gara contro la Cina, il colombiano Cuadrado, con il via libera del commissario tecnico Pekeman, è tornato anticipatamente in Italia per sottoporsi ad esami strumentali che hanno evidenziato un affaticamento all’adduttore sinistro.
E’ stato così imposto al 7 bianconero un lavoro personalizzato con cui si spera di recuperarlo in vista della trasferta di Marassi.

Nazionale, Berlino 2006 l’inizio della fine

Buffon

Da Berlino a Milano, l’inesorabile discesa degli azzurri

Con l’amara eliminazione di ieri sera ad opera della Svezia, l’Italia riesce nell’ ‘impresa’ di non partecipare ad un Mondiale dopo ben 60 anni. Incapaci, un pò per sfortuna, un pò per impotenza, di segnare almeno un gol in 180 minuti ad un avversario di gran lunga inferiore, gli azzurri salutano in anticipo la rassegna iridata. La mancata qualificazione a Russia 2018 segna la fine di un ciclo, anche se a dire il vero questo ciclo è finito già da un pezzo ed il movimento calcistico italiano ha avuto la grossa colpa di non aver provveduto al rinnovamento. La partita di ieri, pur giocata in campo a senso unico e culminata con un risultato assolutamente bugiardo, è stata soltanto la punta di un iceberg ben radicato nel tempo.

Italia, la lenta caduta degli dei

Berlino, 9 luglio 2006. Mentre tutta Italia gioiva per il sucesso degli azzurri di Lippi al Mondiale tedesco, inconsapevolmente si stava avviando un processo di declino che ci avrebbe portato fino alle sconfitte odierne. Quella squadra era composta in parte da grandi campioni al culmine (se non addirittura al termine) della loro carriera, in parte da onesti ‘lavoratori del pallone’ che dalla stagione successiva sarebbero caduti nell’oblìo. Soltanto Buffon, De Rossi, Pirlo e Barzagli avrebbero poi composto l’ossatura della Nazionale anche negli anni a seguire, mentre i vari Totti, Del Piero, Gattuso, Inzaghi e Toni avrebbero mano a mano abbandonato in modo glorioso la maglia azzurra. Quella vittoria rappresentò un pò la scia finale e il compimento della splendida generazione di fenomeni degli anni ’90, di cui soltanto per questioni anagrafiche e scelte personali talenti come Maldini, Baggio o Vieri non riuscirono a farne parte.

Nazionale, dal 2006 nessun ricambio generazionale

Da quel momento cominciò una lunga e agonizzante discesa, sia a livello di risultati in campo che di difficoltà nel reperire calciatori italiani di ottimo livello. Se escludiamo la sfortunata eliminazione ai rigori contro la Spagna agli Europei del 2008 (la squadra titolare era composta quasi interamente da quella Campione del Mondo due anni prima) e la Finale raggiunta nel 2012 in Ucraina (quasi per caso, con ‘meteore’ come Balotelli e Cassano), la Nazionale ha fatto sempre figuracce ai successivi Mondiali. Nel 2010 l’Italia del Lippi-bis riuscì a farsi eliminare in un girone composto da Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia, non riuscendo a vincere nemmeno una partita. Nel 2014 Prandelli tradì le aspettative di un’Italia vice-campione d’Europa in carica perdendo malamente contro Costa Rica ed Uruguay. Ieri in campo a San Siro c’erano molti di quella fallimentare spedizione brasiliana di tre anni fa, segno evidente che il ricambio generazionale è stato totalmente assente. Ora che tre pezzi di storia azzurra come Buffon, Barzagli e De Rossi (con l’incognita Chiellini) hanno lasciato, il futuro deve essere ricostruito da zero, visto che in una potenziale squadra titolare per il prossimo ciclo pochissimi calciatori figurano tra i titolari nelle proprie squadre di club.

“Verso Roma-Lazio”, inizia il conto alla rovescia per il derby di Sabato

Lazio Roma

Roma vs Lazio, il derby

Nonostante ci sia ancora la delusione post Italia-Svezia da assimilare, è già testa al derby nella capitale. Sabato pomeriggio alle ore 18 sarà infatti di scena una delle sfide più importanti della stagione; la miglior difesa del campionato contro uno dei migliori attacchi; i giallorossi contro i biancocelesti.

Entrambe le squadre hanno fino ad ora marciato ad alti livelli, sia in Campionato che in Coppa, dando grossa fiducia ai propri tifosi e regalandogli grandi emozioni; come la vittoria dei lupacchiotti ai danni del Chelsea di Antonio Conte e la vittoria degli aquilotti contro la Juventus di Massimiliano Allegri.

Se una parte dei tifosi è molto carica, un’altra parte è preoccupata. Da una parte c’è ansia per le sorti del pilastro di centrocampo Radja Nainggolan; dall’altra sponda c’è preoccupazione per le indiscrezioni trapelate dall’AIA e riportate da ” iltempo.it” sull’assegnazione della partita a Paolo Tagliavento.La Lazio è la squadra ad aver perso più partite sotto la sua direzione e nel suo ultimo derby assegnò un rigore poi rivelatosi inesistente, poichè il fallo era stato commesso al limite dell’area. Quest’anno ci sarà la VAR è vero, ma la scelta non piace comunque.

Stando alle ultime indiscrezioni, queste dovrebbero essere le probabili formazioni:

ROMA ( 4-3-3) : Alisson, Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov, Pellegrini, De Rossi, Strootman, Perotti, Dzeko, El Shaarawy .

Ballottaggio tra Pellegrini / Nainggolan e Perotti/ Gerson.

LAZIO ( 3-5-1-1) : Strakosha, Bastos, De Vrij, Radu, Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic, Luis Alberto, Immobile.

Ballottaggio tra Marusic / Basta

Sabato potremo assistere a duelli di grosso calibro. A tenere banco sarà la sfida tra il capocannoniere della scorsa stagione Edin Dzeko contro l’attuale capocannoniere Ciro Immobile. Altra sfida molto importante sarà quella tra El Shaarawy e Luis Alberto, due tra i giocatori più in forma del nostro campionato.