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Calciomercato Juventus, assalto finale a Emre Can

Calciomercato Inter

I colpi di mercato della Juventus

La sessione estiva di calciomercato sta per concludersi. Questa sera alle 23 si chiuderanno i battenti. Restano poche ore alla Juventus per tentare il colpaccio last-minute. I bianconeri quest’anno hanno fatto un lavoro mirato a rafforzare la rosa, per dare a Mister Allegri una squadra di “riserva”. Si, perché la cosa che forse ha un po’ penalizzato i bianconeri nella corsa stagione è stata la rosa corta.

Ecco perché la dirigenza è corsa ai ripari. L’addio improvviso di Bonucci ha un po’ spiazzato l’ambiente, ma l’entourage della Juventus non si è lasciato scoraggiare e ha acquistato un altro difensore d’esperienza. Ieri è sbarcato a Torino Benedikt Howedes, campione del mondo con la Germania. Il tedesco può fare sia il centrale, che il terzino ed è quindi un’ottima pedina per gli undici di Max. Oltre alla difesa, la Juventus ha rinforzato un attacco già di per sé stellare. Gli arrivi di Bernardeschi, giovane talento made in Italy e Douglas Costa, giocatore di gran qualità hanno completato il reparto avanzato. Quantità, ma soprattutto qualità che il tecnico avrà a disposizione e dovrà gestire nelle tre competizioni.

Emre Can ora o nel 2018?

Dopo le illustri cessioni degli anni scorsi, da Pirlo a Pogba e Vidal, per molti il centrocampo della Juventus si è indebolito. Lo scorso anno i bianconeri hanno comprato Miralem Pjanic, ma ancora oggi i tifosi chiedono un top player.

Tanti i nomi fatti in questa sessione, ma al 31 agosto non è ancora arrivato nessun grande nome. Nonostante ciò però, la Juventus ha rinforzato il suo centrocampo con gli acquisti di Bentancur e Matuidi. L’uruguayano è giovane, e nonostante la sua età, nei pochi minuti giocati ha dimostrato di avere delle ottime qualità. Questo non è sfuggito ad Allegri, che ha più volte dichiarato di riporre grande fiducia in questo ragazzino e che a lungo andare potrà rivelarsi lui il gran colpo di questo mercato. Dal Psg è arrivato anche Matuidi. Il francese, da un po’ di anni obiettivo dei bianconeri, è finalmente sbarcato a Torino. Non sarà il top player che tutti speravano, ma è un giocatore duttile, con grandi qualità tecniche  e con un’esperienza europea che aiuterà certamente la Juventus.

Ieri, Beppe Marotta ha dichiarato chiuso il mercato dei bianconeri, ma non è ancora detta l’ultima. Secondo quanto si apprende, la Juventus sta tentando il colpaccio last-minute. Sono ufficialmente sfumati due obiettivi, Renato Sanches e André Gomes. Il portoghese andrà in prestito allo Swansea, mentre il Barcellona ha rifiutato l’offerta della Juventus.

I bianconeri, dunque, sono pronti a tentare l’affondo per Emre Can. Il centrocampista non ha rinnovato con il Liverpool e il suo contratto andrà in scadenza nel 2018. Il club inglese ha già acquistato il suo sostituto, Naby Keita. Mossa che avvicina sempre più il turco ai bianconeri, che possono prendere il giocatore a parametro zero la prossima estate. La Juventus vorrebbe averlo già subito, ma i Reds chiedono 35 milioni. Al momento non c’è l’accordo tra i due club, ma queste ultime ore potrebbero regalare grandi soprese al popolo bianconero.

Palermo: la cessione a Frank Cascio si avvicina

Il Presidente del Palermo Zamparini in trattativa con Cascio, club rosanero vicino alla cessione

Zamparini sta trattando la cessione del Palermo a Frank Cascio, a Milano presso lo studio Withers c’è il centro della trattativa.

Ecco il comunicato ufficiale apparso questa mattina sul sito del Palermo.

“Nella giornata di ieri l’avvocato Sergio Anania dello Studio Withers di Milano, lo studio legale internazionale incaricato da Maurizio Zamparini per la cessione della Società, ha incontrato Frank Cascio.

A margine dell’incontro, presente anche lo stesso Maurizio Zamparini per salutare il manager italo-americano.

La trattativa, pertanto, prosegue in maniera positiva e nella massima riservatezza”

Calciomercato Lazio, Nani a Roma per le visite mediche

Nani

Nani a Roma per visite mediche e firma

L’ala portoghese Luis Nani, candidato ad indossare la maglia della Lazio, è a Roma. Il trentunenne ex United e reduce dalla stagione con il Valencia, camicia jeans, occhiali da sole, accolto dal team manager della Lazio Stefan Derkum e dall’agente Federico Pastorello, è arrivato intorno alle 8.30, con un volo privato, all’aeroporto di Ciampino.

Una decina i tifosi ad attendere il nazionale portoghese, con indosso la sciarpa biancoceleste, e con i quali ha posato per dei selfie. E’ ora atteso dalle visite mediche in Paideia.

Chi è Nani

Luís Carlos Almeida da Cunha, meglio noto come Nani è nato a Praia il 17 novembre 1986, è un calciatore portoghese, di origini capoverdiane, centrocampista o ala del Valencia e della nazionale portoghese, con la quale si è laureato campione d’Europa nel 2016.

Ricopre il ruolo di centrocampista esterno. Può giocare su entrambe le fasce ed è dotato di una buona tecnica individuale.

Inoltre possiede un dribbling efficace e una velocità fulminante; è capace di saltare l’uomo con grande facilità per andare sul fondo e piazzare il cross per i compagni in area.

Nella sua carriera ha vestito le maglie dello Sporting Lisbona, 58 presenze e 9 reti, Manchester United, 147 presenze e 25 reti, ancora Sporting Lisbona 27 presenze e 7 reti, Fenerbache, 28 presenze e 8 reti e lo scorso anno il Valencia dove è sceso in campo 25 volte realizzando 5 reti. In Nazionale conta 112 presenze e 4 reti. Nel suo palmares ci sono 4 vittorie in Premier League e una Champions League.

Calciomercato Serie C: Pisa fatta per De Vitis, Trapani Palumbo ed Evacuo, Juve Stabia su Simeri

Calciomercato

Il Pisa chiude il mercato in entrata con il centrocampista De Vitis, il Trapani sta per piazzare il colpo Evacuo, Simeri del Novara verso la Juve Stabia

Il Derby Pisa-Livorno è già iniziato, ieri a Pisa è arrivata l’ufficialità di De Vitis dalla Sampdoria in prestito, mentre il Livorno ha chiuso per Maiorino dalla Cremonese ed oggi potrebbe ufficializzare il difensore Sosa dall’Alessandria.

L’Alessandria a sorpresa sembra interessata a Luca Cattaneo in uscita dal Brescia, ed attende Sarno che se non troverà collocazione in Serie B ha buone chance di andare in Piemonte.

Il Trapani ha definito l’arrivo di Palumbo dalla Ternana, mentre oggi potrebbe chiudere per la punta Evacuo in uscita dal Parma, la Juve Stabia sembra dover piazzare il colpo Simeri dal Novara. Luca Belinghieri passa dalla Cremonese al Modena, l’attaccante Zecca del Sassuolo andrà al Piacenza, Modena e Livorno lavorano per lo scambio Nolè-Giandonato.

Il Catania cede l’attaccante Pozzebon alla Triestina, il Catania acquista Blondett dal Livorno, infine il Siena sta per piazzare il colpo Guberti dal Perugia.

Bruno Conti: “Ho avuto la possibilità di vederlo lavorare qualche anno fa”

“Spagna-Italia è come una finale”

IL MESSAGGERO (U. TRANI) – «È come una finale». Chi parla, se ne intende. Bruno Conti fu tra i protagonisti della notte dell’11 luglio 1982 al Bernabeu. E l’Italia, sabato sera, ha bisogno proprio di un’impresa come quella di 35 anni fa a Madrid. Lo stadio è lo stesso, ma cambia l’avversario. Se la Germania diventò l’ultimo ostacolo da superare per prendersi il terzo titolo mondiale, adesso c’è da battere laSpagna per andare direttamente in Russia. «Ecco perché la sfida contro la nazionale di Lopetegui vale tantissimo. Vincendo, hai la certezza di partecipare al prossimo mondiale».

Quali similitudini esistono tra le due sfide dell’Italia al Bernabeu, quella del trionfo e la prossima?
«Innanzitutto la scarsa considerazione che accompagna l’Italia in questo viaggio. La Nazionale di Bearzot arrivò in Spagna criticata e sminuita, come se dovesse tornare subito a casa. E, invece, eravamo più forti di quanto ci considerassero anche i nostri avversari. E anche l’attuale gruppo azzurro è migliore di quanto si possa pensare. Ne sono convinto e lo vedrete sabato. Ventura sta lavorando proprio bene».

Si fida, insomma, del ct?
«Vi racconto perché. Ho avuto la possibilità di vederlo lavorare, qualche anno fa, a Trigoria, quando ero direttore tecnico e Spalletti allenava la Roma per la prima volta. Gian Piero era senza squadra e Luciano, essendo suo amico, lo invitò per qualche giorno e gli chiese di lavorare con i ragazzi della primavera. Nelle esercitazioni mi resi conto che i suoi schemi offensivi erano moderni e soprattutto efficaci. Non mi sorprende che sia arrivato sulla panchina dell’Italia. È davvero preparato. E non ha paura».

C’è altro dell’Italia di oggi che le fa venire in mente la sua dell’82?
«Sì. Perché, come trentacinque anni fa, la Nazionale punta sul blocco Juve. Sono meno i titolari rispetto alla finale contro la Germania, allora addirittura sei, ma basta guardare la difesa, più o meno sono tutti bianconeri, con Ventura come con Bearzot. Accanto a loro adesso ci sono De Rossi, Candreva, Belotti e Insigne, prima eravamo Antognoni, Graziani, Oriali e io. Il percorso è simile, compresi anche i giovani. Io li conosco bene tutti, in particolare Pellegrini: è maturo e sono felice che partecipi a questa avventura».

Ha chiamato in causa i giocatori bianconeri e anche altri. C’è qualcuno tra gli azzurri che, però, può ricordarle proprio Bruno Conti?
«Insigne. Anche se lui segna di più. Come caratteristiche ci siamo. Fisicamente e tecnicamente. Anche a lui piace il dribbling, ma rimane altruista. Basta vedere la semplicità con cui prepara l’assist. Ha fantasia e velocità. E’un giocatore completo: anche per merito di Sarri, dà sempre una bella mano ai compagni anche in fase di non possesso palla. Non pensa, insomma, solo ad attaccare. Come facevo anch’io».

Conti padrone della fascia?
«Non mi sono mai risparmiato. Bearzot, proprio nella finale, mi chiese di stare a sinistra per controllare Kaltz che si sganciava. Quando per cinque minuti mi spostai dal lato di Briegel e lo misi in difficoltà, allora il ct mi lasciò a destra per andare ad attaccare l’ altro terzino. Fu una delle mosse decisive».

Torniamo a sabato: perché la Nazionale ci deve credere?
«Io sono ottimista perché conosco quello stadio. Ti trasmette qualcosa di grande. E quindi ti spinge a dare il massimo. Ci sono appena tornato, a giugno, per un incontro tra vecchie glorie. Ho subito pensato a quella notte di trentacinque anni fa. Quest’Italia è la sintesi tra un gruppo di giocatori esperti e qualche giovane interessante. Gli azzurri devono sentirsi forti entrando al Bernabeu. In testa devono avere il mondiale. La voglia può fare la differenza. La Nazionale può fare un altro passo verso il futuro. Io so bene che i nostri vivai sono all’altezza dei migliori d’Europa. Noi pensiamo sempre che gli avversari siano extraterrestri. Lo dovevano essere anche il Brasile e l’Argentina nel mondiale spagnolo. Loro sono stati presuntuosi, noi no. Le nostre finali sono state quelle… Poi, la terza».