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F1, GP Ungheria 2017: pronta la reazione della Ferrari

Nel gran premio che precede la sosta estiva la Ferrari tenterà di ribaltare il risultato ottenuto dalla Mercedes a Silverstone. Vettel in conferenza stampa piloti si è detto fiducioso.

La doppietta Mercedes ottenuta a Silverstone è stata un duro colpo per la Ferrari (eccezion fatta per il podio di Raikkonen, giunto terzo nonostante i problemi).
In ottica mondiale costruttori la casa di Stoccarda ha aumentato i punti di vantaggio sulla casa di Maranello.
In ottica piloti, invece, la vittoria di Hamilton e il corrispondente settimo posto di Sebastian Vettel hanno permesso al britannico di azzerare le distanze (il distacco è di un solo punto dal tedesco) e a Bottas, partito nono e arrivato secondo, di rosicchiare punti importanti. Insomma, meglio di così alle frecce d’argento non poteva andare.

Ma voltando pagina la gara di domenica all’Hungaroring si presenta favorevole alla Ferrari. E in conferenza stampa piloti Sebastian Vettel non si è nascosto. “Questa pista dovrebbe essere favorevole a noi, e mi piace. Cercheremo di lavorare più duramente possibile per ben figurare.”
Il gran premio magiaro si preannuncia come la gara crocevia della stagione. Dato che il distacco tra lui e Lewis Hamilton è stato praticamente azzerato, la vittoria avrà un grande peso per la corsa finale al titolo. D’altronde siamo precisamente a metà stagione, ogni punto comincia a pesare.

Intanto Vettel qui ha vinto soltanto una volta, proprio con la Ferrari nel 2015. Una gara pazza quella, dove aveva bruciato in partenza la Mercedes di Rosberg e quella di Hamilton partito dalla pole position. L’inglese dal canto suo ha vinto ben cinque volte su questa pista, l’ultima lo scorso anno.
L’Hungaroring si presenta come circuito tortuoso e in cui diventa necessario seguire le giuste traiettorie. Trovandosi in un ambiente molto polveroso e correndosi in piena estate, infatti, la pista si presenta sempre piuttosto sporca e i sorpassi piuttosto difficili.

Domani, comunque, i piloti scenderanno in pista per le prime prove libere alle ore 10. Le qualifiche e la gara saranno visibili sia su SkySportF1 sia su Rai 1 domenica 30 alle 14.

Craiova – Milan, le formazioni ufficiali

Celta Vigo-Manchester United

Cutrone dal primo minutoin campo

Di seguito le formazioni ufficiali del preliminare di Europa League: Craiova – Milan.

CRAIOVA: Calancea; Dimitrov, Sphaija, Kelic, Briceag; Zlatinski; Vagenin, Mitrita, Rossi, Bancu; Baluta. A disp.: Mitrovic, Ferreira, Screciu, Mateiu, Roman, Barbut, Barthe. All.: Mangia

MILAN: G. Donnarumma; Abate, Zapata, Musacchio, Rodriguez; Kessie, Montolivo, Bonaventura; Borini, Cutrone, Niang. A disp.: Storari, Mauri, André Silva, Conti, Gomez, Antonelli, Locatelli. All.: Montella

Milan, il Bayern apre alla cessione di Sanches: “Ma solo in prestito annuale”

Aubameyang

Milan, speranza per Sanches

Ennesima importante apertura del Bayern Monaco per la cessione di Renato Sanches: il Milan resta più che vigile sul centrocampista portoghese e nei prossimi giorni potrebbe sferrare l’attacco decisivo per portare il classe 1997 a San Siro. La condizione posta dai bavaresi è una e potrebbe trovare il favore dei rossoneri: il giocatore, dice Rummenigge dalla dice, partirà ma solo il prestito annuale. Fassone e Mirabelli nei giorni scorsi avevano presentato un’offerta riguardante un prestito oneroso ma biennale, formula che evidentemente non aveva soddisfatto il Bayern. Le parole del diretto interessato di apertura all’ipotesi rossonera avevano fatto ben sperare, ora l’ennesima conferma della possibile partenza di uno dei vertici del club tedesco.

Rummenigge conferma la possibile partenza

“Siamo ancora convinti che possa diventare un buon giocatore e che possa fornire un contributo importante alla squadra” dice Rummenigge nella conferenza pre Bayern-Inter (vinta 2-0 dai neroazzurri, ndr). “Inoltre” continua, “Renato Sanches non vuole andare via ma vuole giocare. Dopotutto è giovane e ha bisogno di farlo con regolarità. Se partirà, dunque, lo farà soltanto in prestito annuale
Parole che fanno appunto seguito a quelle del giocatore che, alla Bild, si era detto insoddisfatto della sua prima stagione al Bayern passata più in panchina che in campo. Il Milan rimane un’ipotesi concreta, anzi ad ora l’ipotesi più fattibile per il giovane centrocampista portoghese.

Juventus: per Matuidi la strada è in discesa

Il francese del Psg Blaise Matuidi è molto vicino a vestire la maglia bianconera

La Juventus in pressing sul Psg e su Raiola, l’affare che dovrebbe portare Blaise Matuidi a vestire la maglia bianconera è molto più vicino di quello che sembra.

Marotta e Paratici hanno cambiato strategia, le strade che portavano ad Emre Can ed a N’zonzi sono state a quanto pare abbandonate, mentre è sempre più calda quella che porta a Parigi.

LA STRATEGIA

L’affare Matuidi sembra veramente ad un passo, la Juventus ha offerto una cifra intorno ai 10-12 milioni di euro mentre il club francese è fermo sulla richiesta di 20 milioni, la sensazione è che a 15 milioni l’affare si possa concludere magari inserendo dei bonus. Ricordiamo che il centrocampista francese è in scadenza di contratto, ed il Psg rischia di perderlo a parametro zero nella prossima stagione, un rischio che secondo noi non vuole e non può permettersi di correre.

Allegri a quanto pare avrebbe già parlato con Raiola spiegandogli l’eventuale impiego di Matuidi in campo, il tecnico bianconero vorrebbe passare ad un centrocampo a tre ed il centrocampista francese sarebbe titolare insieme a Pjanic e ad uno tra Marchisio e Khedira. Il perchè del centrocampo a tre è presto detto, Allegri vuole giocare con difesa alta, e con solo due centrocampisti non potrebbe adottare questa variante tattica, a questo aggiungiamo che il gioco causa assenza di Bonucci passerà maggiormente sulle fasce.

Insomma è una Juventus da lavori in corso, la caccia a quella maledetta Coppa è appena incominciata.

Scandone Avellino, la rivoluzione estiva della “basket-city” campana

Avellino

La rivoluzione estiva di Avellino

La Scandone Avellino è una delle realtà più solide del panorama cestistico italiano. La società irpina ha vissuto in crescendo le ultime stagioni; due semifinali scudetto raggiunte in due anni non sono un caso. Ora però è tempo di rivoluzione. Il mercato svolto finora va proprio in quest’ottica; bisogna cambiare per migliorare ed evitare pericolose fasi di stallo. Alberani e Sacripanti stanno gettando le basi affinché quella di Avellino non sia solo una fase transitoria di successo, bensì, usando un termine prettamente americano, una vera e propria “dinasty”. L’obiettivo della Scandone è di aprire un ciclo vincente che permetta al team campano di rimanere ai vertici nel corso del tempo; andiamo a scoprire i primi passi che sono stati mossi per realizzare questo ambizioso, e per nulla semplice, progetto.

Tempo di addii 

Ogni rivoluzione che si rispetti porta con sè delle dolorose, ma inevitabili, perdite. Il roster della passata stagione infatti è stato, salvo eccezioni di cui parleremo dopo, in buona parte smantellato. La partenza più pesante è stata di sicuro quella di Joe Ragland( finito al Lokomotiv Cuban); l’americano in due anni era diventato uno dei simboli della Scandone. Sempre usando un gergo statunitense si potrebbe dire che “Joe is on fire” (come gli cantavano i tifosi avellinesi) era il “go-to guy” della squadra che ora dovrà trovare nuovi equilibri facendo forza su un gruppo rinnovato.

Altra partenza di spessore è stata di sicuro quella di Logan. L’ex MVP la prossima stagione giocherà allo Strasburgo ma la sua cessione era un qualcosa che sembrava scritto; nonostante il giocatore avesse dichiarato di dare priorità ad Avellino, i margini per una sua conferma sono stati sempre molto esigui. Situazione simile per il capitano Marques Green che lascerà Avellino ancora una volta. Che sia l’ultima?

Tra gli altri partenti figurano: Obasohan ( il rookie belga non ha mai convinto del tutto pur lasciando intravedere sprazzi di talento); Levi Randolph e Shawn Jones ( i due americani finiti a Sassari); Adonis Thomas ( finito ai turchi del Banvit),Giovanni Severini ( che è sceso di categoria andando a Forlì) e Marco Cusin ( fresco di firma all’Olimpia Milano).

Le conferme 

Il DS Alberani nel suo “restyling” di Avellino ha confermato alcuni giocatori reputati fondamentali per il progetto Scandone. Tra questi figurano Salvatore Parlato, Andrea Zerini e Marteen Leunen. Il primo, avellinese doc, dopo esser tornato nel 2015 è ormai un simbolo e leader della Sidigas. Situazione diversa quella relativa a Zerini. il centro ex-Brindisi ha trovato poco spazio durante la stagione ma, quando impiegato, ha sempre fornito prestazioni positive tanto in attacco quanto in difesa. La sua conferma testimonia come la società e coach Sacripanti credano in lui. Il rinnovo di Leunen è solo una questione di ufficialità. La PF statunitense, dopo l’ennesima stagione positiva, resterà ad Avellino a guidare un gruppo ricco di volti nuovi.

I nuovi Lupi 

A proposito di volti nuovi, molte sono le facce nuove cui i tifosi dei “lupi” dovranno abituarsi. Il primo acquisto di questa sessione stiva di mercato è stato Bruno Fitipaldo. L’argentino, passato lo scorso anno dall’Orlandina al Galatasaray (con cui ha disputato l’Eurolega), è di sicuro un colpo molto importante. Il giocatore ha dimostrato di potersi ritagliare un suo spazio in una dimensione importante come quella europea e in Italia aveva già fatto molto bene. Altro acquisto di pari appeal è stato Jason Rich. L’atleta ex- Paris Levallois ha disputato una grande stagione in Francia viaggiando a oltre 17 ppg di media.

Gli ultimi arrivati in ordine di tempo sono stati Thomas Scrubb e Dezmine Wells. L’ala canadese, dopo un periodo di prova in cui è stato valutato il suo infortunio al piede, è stato firmato da Avellino con la soddisfazione di tutte le parti in causa. Wells invece è stato ufficializzato subito dopo l’addio di Ragland; Il giocatore americano, ultima stagione in D-League agli Oklahoma Blue, va quindi a rimpolpare il gruppo USA a disposizione di Sacripanti.

Per quanto riguarda il discorso relativo agli italiani, Avellino non si è fatta trovare impreparata. Oltre alla conferme di Zerini e Parlato, c’è stata la firma di Ariel Filloy. L’italoargentino, ora in ritiro con la nazionale a Folgaria, è stato una firma importante in quanto sottratto ad una diretta concorrente per lo Scudetto. Oltre a Filloy, altra firma imminente è quella di D’Ercole; il playmaker in uscita da Sassari ormai ha trovato l’accordo con la Scandone e si attende solo l’ufficialità del tutto. L’ultimo italiano sarà o un centro oppure un ragazzo delle floride giovanili avellinesi.

La situazione di Fesenko e le possibili alternative al ruolo di centro 

Il caso relativo al centro ucraino Fesenko è una delle ultime spinose situazioni che il DS Alberani dovrà risolvere. Le due parti sembravano destinate a dirsi addio a fine stagione viste le richieste esose di Fesenko; poi l’affetto della piazza e la riduzione delle pretese economiche hanno fatto riavvicinare il mastodontico pivot al team campano. L’accordo sembra vicino con l’ucraino che diventerebbe il “go-to guy” della nuova Scandone.

Tuttavia anche qui le alternative non mancano. Qualora, caso improbabile, non vi dovesse essere accordo tra Fesenko e Avellino, la Sidigas virerebbe su Karnowski, centro polacco in uscita da Gonzaga con cui ha raggiunto le Finals NCAA.

Qualora invece ci fosse accordo, Alberani si concentrerà sulla ricerca di un pivot atletico e capace di portare dinamismo alla squadra. Sfumato Mbakwe, che ha firmato a Torino, il sogno si chiama Mathias Lessort di proprietà dei 76ers. La rivoluzione della Scandone non è ancora terminata.