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Emerson Palmieri: “Sono sulla strada giusta”

Emerson Palmieri

Parla Emerson Palmieri a due mesi dall’intervento

Sto bene, tra dieci giorni sono due mesi dall’intervento. Sono sulla strada giusta per tornare il più presto possibile“, rassicura i tifosi sul suo recupero dall’infortunio al ginocchio il difensore della Roma Emerson Palmieri.

Sto andando benissimo, in linea con i tempi previsti. Adesso poi comincia la parte più bella perché tra poco torno a correre -prosegue il brasiliano naturalizzato italiano ai microfoni di Roma TV da Boston e sul neo acquisto Kolarov aggiunge-. E’ un giocatore di altissimo livello, arriva per aiutarci. Anche io posso aiutare lui: dobbiamo pensare che noi insieme possiamo aiutare la squadra. Sono contento di giocare con un giocatore così importante“.

Per quanto riguarda il nuovo corso, con l’approdo in panchina di Eusebio D Francesco, Emerson Palmieri precisa: “Quando possiamo scambiamo due o tre parole o guardiamo i video. Per me è importante, così sembra che continuo ad allenarmi con loro, con la linea difensiva. Lui mi suggerisce sempre qualcosa, dove posso e devo migliorare: mi piace questo perché in questo modo già mi sento proiettato nel futuro. Quello del mister è un calcio che mi piace tantissimo, al mister piace giocare sugli esterni. Anche contro il Sassuolo era difficile marcare i loro terzini e i loro esterni. A me piace giocare così

I consigli di Florenzi

Reduce da un infortunio simile, molto vicino al difensore c’è Alessandro Florenzi.Parliamo ogni giorno, anche con Strootman: loro mi aiutano a stare più tranquillo nel fare le cose. E’ normale che si sente un po’ di dolore e un po’ di fastidio però quando mi confronto con loro mi sento più sicuro nel fare gli esercizi e questo mi fa bene“.

E sulla voglia di rientrare Emerson Palmieri spiega. “Ho una voglia immensa di tornare dentro il campo all’Olimpico con la Sud. Quest anno poi abbiamo anche la Champions League: ho una voglia immensa, spero che sarà un anno bellissimo. Cosa mi manca di più? Stare in campo. A volte vedo allenamenti e le partite e quello mi manca, Non mi aspettavo di sentire questa nostalgia del campo già dopo 2 mesi, anche nelle cose più semplici come palleggiare e stare insieme ai miei compagni“.

E sugli obiettivi stagionali Emerson Palmieri conclude. “Voglio tornare a giocare come prima, senza paura. Quando poi tornerò al 100% e con la giusta fiducia spero di giocare, si stare sempre in campo e fare di tutto per aiutare la squadra. Il Mondiale un obiettivo? Certo, lo è. Se non mi fossi fatto male sarei andato in nazionale a giugno. Lavoro quindi per essere convocato per il Mondiale di giugno 2018. Come Roma possiamo avere grandi prospettive, siamo forti, stiamo lottando da due anni per vincere il campionato. Anche quest anno sarà importantissimo. La passata stagione siamo arrivati a 4 punti dalla Juve e ora dobbiamo continuare a lavorare per colmare il gap dai bianconeri“.

Inter, Ancelotti blinda Vidal. Zhang promette una grande squadra

Inter, niente Vidal: rimane al Bayern

E’ destinato a rimanere un sogno di mezza estare Arturo Vidal per i tifosi interisti. Nelle ultime settimane si è fatto molte volte il nome del cileno per il centrocampo neroazzurro, voci e rumors che però non si sono mai tradotti in una vera e propria trattativa (onestamente difficile), tanto che l’ex Juve non pare destinato a tornare in Serie A. Se infatti non fossero bastate le dichiarazioni del giocatore a smentire l’ipotesi Inter ci ha pensato oggi anche carlo Ancelotti che, in conferenza stampa pre amichevole in Cina, ha assicurato che Vidal non si muoverà dalla Baviera: “Non c’è alcuna possibilità che vada via. Lui è un nostro giocatore e io ho molta fiducia in lui. So che ci sono delle voci e ci siamo abituati, ma ho fiducia sul fatto che rimarrà qui al 100%”.

La promessa di Zhang: “Sarà grande Inter”

Mentre molti tifosi neroazzurri iniziano a maturare dello scetticismo attorno alla campagna acquisti del club Steven Zhang ha voluto rassicurare tutti. Nonostante il mercato del club non sia ancora decollato (con il solo Borja Valero come innesto di qualità, in attesa di Vecino), il rappresentante della proprietà cinese ha ammesso: “Attraverso gli sforzi di tutti, questa squadra tornerà di nuovo sul tetto d’Europa”.
Il mercato dell’Inter però continua ad essere balbettante; ieri Spalletti ha chiesto un extra budget a Sabatini e alla proprietà cinese: possibile che vengano stanziati circa 150 milioni, di cui 70 derivanti dalle cessioni.

Federico Bernardeschi, un Brunelleschi alla corte juventina. Ma in che ruolo?

Federico Bernardeschi

Federico Bernardeschi in Bianconero

Finalmente la telenovela è terminata: da oggi, Federico Bernardeschi è un giocatore della Juventus. L’attaccante di Carrara ha posto la sua firma su un contratto quinquennale da 4 milioni a stagione, mentre alla Fiorentina andranno 40 milioni più bonus, con l’aggiunta di un ulteriore 10% in caso di rivendita del giocatore in futuro. Bernardeschi è il quinto innesto della Vecchia Signora in questa finestra di mercato, diventando il decimo giocatore (tra svincolati, cessioni e prestiti ) che saluta Firenze nello stesso periodo.

Con l’arrivo di Bernardeschi, salvo grossi clamori e altre bombe di mercato (leggasi Dybala), il parco attacco bianconero è al completo. Con la cessione di Bernardeschi, la Viola perde un altro giocatore di talento, incassando molti milioni di euro in tutto. La Fiorentina ha perso un altro simbolo, sintomo che qualcosa in riva all’Arno non sta funzionando. L’esodo sembra non terminare e poi sarà difficile comprare giocatori all’altezza, visto che senza un vero progetto molti obiettivi potrebbero accettare altre piazze.

In casa Fiorentina si stanno vivendo tempi molto duri, anche perché Bernardeschi veniva considerato (come detto) un simbolo, un giocatore che sarebbe diventato un tassello della Fiorentina del futuro, il ragazzo arrivato in prima squadra proveniente dal vivaio e pronto a trascinare la squadra toscana per diversi anni. E invece il talento di Carrara ha lasciato la Viola per approdare alla nemica Juventus, come fece Boberto Baggio.

Federico Bernardeschi come Roberto Baggio

Un giocatore della Fiorentina che passa in bianconero e subito la memoria torna indietro all’estate 1990, quella delle “Notti magiche” ma anche della rivolta di piazza dei tifosi gigliati che non volevano che l’allora idolo Roberto Baggio passasse alla Juventus, facendo capire all’allora presidente Pontello di non lasciarlo parlare.

La Fiorentina ha ceduto altri giocatori alla Juventus, ma la cessione del futuro “Raffaello” spaccò la città. E ora, a distanza di ventisette anni, i tifosi sono arrabbiati contro la società e (soprattutto) con Bernardeschi per questa altra cessione eccellente. Una beffa all’ennesima potenza per i fiorentini: il talentino cresciuto in casa, diventato in breve tempo pupillo della tifoseria, sarà uomo copertina dei “gobbi” e il bagno di folla di questa mattina all’arrivo del giocatore al centro medico juventino è stato enorme.. Un’estrema soddisfazione per gli juventini: ancora una volta hanno sottratto il giocatore più rappresentativo al popolo viola.

Partiamo da alcuni presupposti: Baggio e Bernardeschi sono passati alla Juventus alla stessa età (23 anni), con la Viola avevano lo stesso numero di maglia (il #10), ma sono andati via per motivi diversi. Sono, ovviamente, necessari dei distinguo: Baggio allora era già un giocatore di talento, con 136 presenze e cinquantacinque reti in cinque stagioni di massima serie (anche se la prima non giocò mai per infortunio), oltre ad aver trascinato la squadra in una storica finale di Coppa Uefa, nel primo derby italiano in una finale europea (contro la Juventus);

Bernardeschi a 23 anni ha fatto la comparsa in un reality show su dei giovani calciatori, è stato mandato a farsi (bene) le ossa in Serie B con il Crotone (crocevia di tanti giovani giocatori) e oggi conta tre anni in Serie A, con ventitré reti totali in poco meno di cento partite ufficiali e non ha trascinato la Fiorentina lontano in Europa, se non con due reti il primo anno coinciso con la semifinale di Europa League poi persa contro il Siviglia campione. C’è da dire che la A degli anni del primissimo Baggio era qualche spanna sopra questa, mentre Bernardeschi non è totalmente esploso, anche perché in campo ha una collocazione difficile.

Eppure Federico Bernardeschi detto “Brunelleschi”, in tempi non sospetti, aveva giurato amore incondizionato alla maglia gigliata, una sorta di devozione verso una squadra che lo aveva fatto debuttare in prima squadra e che gli ha dato anche la maglia numero 10. Maglia che da quelle parti è stata indossata anche da giocatori di un certo calibro (da Miguel Montuori a Giancarlo de Sisti, da Giancarlo Antonioni a Manuel Rui Costa fino a Adrian Mutu e Alberto Aquilani).

Federico Bernardeschi jolly di attacco

Gli occhi ora sono tutti puntati sull’attaccante classe 1994, un vero jolly d’attacco perché può fare il trequartista, la seconda punta o la mezzala. Insomma, uno e trino. Almeno in campo.

L’approdo di Bernardeschi alla corte juventina è arrivato dopo uno estenuante tira-e-molla, con il giocatore che ha sempre giurato fedeltà alla causa viola, tanto da rifiutare, allo scorso Torneo di Viareggio, anche solo per scherzo, di indossare la sciarpa della Juventus che il sindaco della perla del Tirreno aveva tirato fuori per l’occasione (“mi arrestano” aveva detto), salvo poi lasciarsi andare a qualche commento, pochi giorni fa, che faceva presagire che forse il suo percorso alla corte della squadra del capoluogo toscano era giunto al termine: “Chi non vorrebbe giocare nella Juventus” è stato l’ultimo commento del giocatore, “chi non vorrebbe sp… in faccia” è stato l’ultimo (dei tanti) striscioni apparsi a Moena, sede del ritiro di Astori e compagni. In pratica, i tifosi hanno già da tempo scaricato il loro numero ex numero 10.

E tanti hanno mugugnato sul certificato medico con il quale Bernardeschi aveva lasciato il ritiro per curare una gastroenterite acuta. In pochi erano certi che l’indisposizione fosse veritiera (poi risultata tale), mentre in tanti avevano detto che il fantasista carrarino si era assentato dal ritiro per accordarsi definitivamente con Marotta e Paratici.

Ora Federico Bernardeschi da Carrara ha la possibilità di affermarsi come uno dei calciatori più forti della sua generazione in una squadra che lotterà per altri obiettivi rispetto alla Fiorentina. Come ad esempio puntare a vincere la Champions League..

Dove giocherà Federico Bernardeschi

Bernardeschi innanzitutto non partirà titolare nella Juventus. Il motivo? Nel 4-2-3-1 usato fino a Cardiff da Allegri, per lui non ci sarebbe spazio: un fantasista del suo tipo non è previsto in quel modulo e in più non è una prima punta ma potrebbe giocare esterno alto a destra come a sinistra. “Se si deve “adattare”, perché lo hanno preso investendo così tanti milioni?”, direbbe il tifoso che ora ripone qualche dubbio sul forte investimento effettuato? Semplice: Bernardeschi ha corsa, Bernardeschi può giocare a destra come a sinistra, Bernardeschi si adegua alle situazioni.

Ma soprattutto, Bernardeschi calcia bene le punizioni e ha un gran bel tiro. Poi, a quanto visto finora, è uno che può fare tutto, solo che in molti casi il “sapere fare tutto” significa essere un ibrido. E questa Juventus che vuole vincere in Europa non ha bisogno di “giocatori a metà”, ma ha bisogno di top player all’altezza di vincere la coppa più importante di tutte. Per carità, il potenziale di Bernardeschi è ancora tutto da sgrezzare e il talento non si discute, ma molti tifosi hanno dei dubbi.

Allegri fino a due stagioni fa cercava disperatamente il trequartista, ma a oggi di questa “figura” non ne ha bisogno. E quindi? Ecco i dubbi: che ruolo far fare a Bernardeschi? Ovunque giochi ha fatto bene e ha segnato gol. Che fare quindi? Le cose sono tre: nel 4-2-3-1, chi sacrificare? Douglas Costa? Assolutamente no. Dybala? Assolutamente no (salvo che arrivino vagonate di euro da Barcellona). Higuain? Prego cambiare domanda. Mandzukic? Probabile, il che potrebbe significare però l’addio del “tuttofare” croato.
“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, diceva zio Ben al nipote Peter Parker/Spiderman. Bernardeschi ha ora una grande possibilità: diventare un Giocatore con la g maiuscola e diventare ancora più forte.

Il numero di maglia

E nel caso indossasse la maglia numero 10 indossata in passato da Baggio-Raffaello e da del Piero-Pinturicchio, Bernardeschi andrebbe ad aumentare il valore degli “artisti” della storia bianconera, avendo come soprannome Brunelleschi.

Le carte in regola per fare bene e migliorarsi ce le ha, ma sarà difficile che al suo ritorno al “Franchi” qualche tifoso della Fiorentina gli lancerà la sciarpa come era stato fatto con Baggio. Il tifoso, si sa, ha la memoria lunga.

Mauro Tassotti: “Ecco come farei giocare il Milan”

“Utilizzerei il 3-5-2”

Mauro Tassotti, giocatore ex Milan, a margine di un torneo di golf tra ex calciatori di Italia e Francia, ha parlato così del Milan ai microfoni de la Gazzetta dello Sport:

“Guardando le molte novità nel reparto arretrato mi viene naturale pensare a una virata sul 3-5-2 come sistema di base. Questo per non rinunciare a uno tra Bonucci, Musacchio e Romagnoli e per sfruttare la capacità di spinta dei laterali Conti e Rodriguez. Possibili esclusioni importanti in avanti? Sì, Suso e Bonaventura vengono da un’ottima stagione. Però Biglia e Kessie sono rinforzi importanti, giocheranno molto, penso. Calhanoglu, per dire, avrà le sue aspettative… Non sarà una gestione semplicissima. Io ripongo molta fiducia in André Silva, un giovane di qualità al quale occorre dare i giusti tempi di ambientamento. Lo considero un potenziale titolare al quale va affiancato, sempre nel 3-5-2, una punta già affermata che possa guidarlo. Aubameyang? Kalinic? Gente collaudata, appunto. Caso Donnarumma? La parabola di Donnarumma dice che il Milan è attento ai giovani: ora va seguito Cutrone. Quanto a Donnarumma, di fenomeni così ne nasce uno ogni trent’anni. Ha vissuto una fase critica con la Under, ma il Milan è in ottime mani”.

Lazio, se parte Keita ipotesi Sansone. Difficile Bacca

Lazio, idea Sansone per il dopo Keita

In attesa che si sblocchi la situazione legata a Keita Balde in casa Lazio già si pensa a come sostituire l’attaccante senegalese. Inter e Juventus continuano a seguire il giocatore ma ancora nessuno ha dato l’affondo decisivo con la giusta offerta per Lotito. Anche all’estero West Ham ed Everton sono interessate a Keita ma, almeno per ora, i 30 milioni richiesti da Lotito sono giudicati troppi. Rimane una remota possibilità che Keita rinnovi il suo contratto in scadenza nella prossima stagione ma ormai il destino del giocatore sembra segnato. Una situazione, quella dell’ex Barcellona, che presumibilmente si sbloccherà solo ad agosto.
Intanto Tare avrebbe già individuato chi andrà a sostituire il senegalese: è Sansone, attaccante esterno ex Sassuolo e protagonista nell’ultima stagione al Villarreal. 20 milioni per convincere gli spagnoli, far leva sul Mondiale alle porte per convincere il giocatore che, a Roma, avrebbe un posto da titolare fisso. Un’idea quella dei biancocelesti che per concretizzarsi deve però attendere la soluzione del caso Keita.

Difficile Bacca, ingaggio fuori standard

Più complicata invece l’ipotesi legata a Bacca: l’attaccante del Milan lascerà quasi sicuramente i rossoneri in estate ed è in cerca di una sistemazione. Negli ultimi giorni era spuntata anche l’ipotesi Lazio. Opportunità difficilmente percorribile, considerando soprattutto l’ingaggio di quasi 4 milioni che il colombiano percepisce a Milano. Per lui più probabile il trasferimento in Ligue 1, destinazione Marsiglia.