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Milan, rimonta da tre punti (3-2)

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Tijjani Reijnders ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

San Siro fa da sfondo alla sfida tra Milan e ParmaIl Milan affronta questa partita dopo la vittoria europea per 1-0 contro il Girona, un risultato che ha permesso alla squadra di Conceição di rientrare tra le prime otto della Champions League, con buone probabilità di qualificazione diretta agli ottavi. Tuttavia, in Serie A, i rossoneri hanno ottenuto solo una vittoria nelle ultime tre: il 2-1 inflitto al Como. A questi risultati si aggiungono un pareggio per 1-1 contro il Cagliari e la pesante sconfitta per 2-0 contro la Juventus della scorsa settimana.

Il Milan vince in rimonta

Il Parma, invece, dopo una serie di sconfitte, ha ripreso a fare punti. Ha raccolto pareggi contro Torino e Venezia, ma l’ultima vittoria risale al 28 dicembre, giorno del successo casalingo per 2-1 ai danni del Monza.

Il Milan ha iniziato a spingere troppo tardi, concedendo al Parma oltre 20 minuti di predominio e lasciando agli ospiti la possibilità di passare meritatamente in vantaggio dopo 24′: pallone profondo verso Cancelleri che sfrutta lo scivolone di Theo Hernandez e dopo essere rientrato sul sinistro batte Maignan con un preciso rasoterra sul secondo palo. Una fiammata dei rossoneri ha portato Morata a segnare, ma il gol è stato annullato per fuorigioco. Al 35′ il diavolo conquista un calcio di rigore: sugli sviluppi da corner Suzuki carambola su Pavlovic e Abisso indica subito il dischetto. Dagli undici metri va Pulisic che non sbaglia e fa 1-1. Nel finale di primo tempo il nervosismo è salito alle stelle, culminato nell’ ammonizione di Fofana che, diffidato, sarà assente in occasione del derby,  I rossoneri faticano a superare il solido muro difensivo centrale del Parma, con Morata fin troppo isolato. Dal canto suo, il Parma è stato poco efficace sotto porta: nonostante le numerose occasioni create nei pressi dell’area avversaria, è mancata la concretezza nelle combinazioni offensive. Si va a riposo sul parziale di 1-1.

Milan-Parma, il tabellino

Milan-Parma 3-2
Milan (4-3-3): Maignan 6,5; Calabria 5,5 (33′ st Jovic 5,5), Gabbia 6, Pavlovic 7, Hernandez 4,5 (1′ st Bartesaghi 6,5); Musah 5,5, Fofana 6 (12′ st Chukwueze 6), Reijnders 6,5; Pulisic 6,5, Morata 5 (12′ st Abraham 5,5), Leao 5 (1′ st Bennacer 5).
Allenatore: Conceiçao 6
Parma (4-2-3-1): Suzuki 6; Delprato 6,5, Vogliacco 5,5, Valenti 5,5, Valeri 6; Hernani 6,5 (24′ st Haj Mohamed 6), Sohm 6; Man 6 (24′ st Almqvist 6), Cancellieri 7 (38′ st Hainaut 5,5), Mihaila 6 (33′ st Lovrik 5,5); Djuric 5,5 (24′ st Camara 6,5).
Allenatore: Pecchia 6
Arbitro: Abisso
Marcatori: 24′ Cancellieri (P), 38′ rig. Pulisic (M), 35′ st Del Prato (P), 45’+2 st Reijnders (M), 45’+5 st Chukwueze (M)
Ammoniti: Pavlovic (M), Vogliacco (P), Sohm (P), Fofana (M), Del Prato (P), Haj Mohamed (P), Hainaut (P)
Espulsi:

Conceiçao: “Theo e Leao giocheranno a Zagabria. Calabria? L’adrenalina crea certe circostanze”

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RAFAEL LEAO E THEO HERNANDEZ PERPLESSI PRIMA DELLA PARTITA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Sergio Conceiçao ha commentato ai microfoni di Dazn la vittoria contro il Parma.

Le parole di Conceiçao

“Delle volte con l’adrenalina della partita si creano certe circostanze. Io sono sempre così diretto e frontale: io proteggo sempre i miei giocatori. Oggi abbiamo vinto con lo spiritoRimonte? Io volevo vincere prima con più tranquillità! Dobbiamo migliorare sul gioco: le scelte che ho preso all’intervallo sono state per migliorare la squadra. Theo e Leao ci hanno dato tantissimo e a Zagabria entrambi giocheranno. Mi pagano per prendere queste scelte. A questa squadra manca equilibrio tra la fase difensiva e offensivaFofana era molto dispiaciuto: sono stato io a mandarlo in campo. Questi tre punti erano troppo importanti”.

Sinner nuovo capolavoro: fa il bis all’Autralian Open

Tennis

Fenomeno Sinner, ancora lui

Jannik Sinner finalmente sorride nell’abbraccio con la sua squadra, dando l’idea di uno che voleva chiudere in fretta la finale dell’Australian Open. Mancano pochi minuti alle 12:30 (ora italiana) e il mingherlino dai capelli rossi ha appena vinto il suo secondo titolo australiano consecutivo. Del resto a quell’ora sta iniziando la partita di calcio del suo amato Milan contro il Parma. Probabilmente l’idea era di vedere la partita con il trofeo dei canguri in mano.

Più che vincere stra-vincere

Vincere l’Australioan Open in tre set, è un lusso concesso a pochissimi predecessori. Il nostro Campione lo ha fatto senza nemmeno concedere una palla break a Sascha Zverev bissando così il titolo dello scorso anno. Per lui la pressione non esiste anzi lo gasa, e la vittoria sta diventando consuetudine. Vince con uno scambio finale magistrale tra palla corta e chiusura a incrocio con Zverev a rete. Il tedesco metaforicamente è caduto proprio nella rete tessuta del nostro Campione. Il tedesco non ha nulla da rimproverarsi, perché oggi nessuno può battere Jannik Sinner.

L’incipit

In principio abbiamo goduto di un match equilibrato e il punto di rottura è stato il quinto game del primo set in cui il tennista italiano ha potuto avere ragione dell’avversario con dieci sudatissimi punti. Da qui nasce il primo break dell’incontro. Guardate le facce. La sicurezza granitica di chi non tradisce emozioni, il nervosismo di chi subisce l’irruenza dell’avversario. Gli errori gratuiti si sprecano da parte di Sascha (ben dodici già a metà del secondo set), ma in questa seconda sequenza filmica del match il tedesco reagisce trasformando il nervosismo in rabbia agonistica. Annulla due palle break e gioca colpo su colpo alternando bordate da fondo campo a palle corte insidiose. L’analisi psicologica dalle espressioni del viso si legge ora bene affidandosi all’udito. Andate a riascoltare gli sforzi emessi da Zverev e metteteli a confronto del silenzio dell’altoatesino in ogni colpo del secondo set (servizi compresi). Una analisi spettrometrica arricchita dalla curiosa colonna sonora dei gabbiani che hanno goduto della finale senza pagare il biglietto.

Secondo atto cruciale

Nel secondo set Zverev cresce, ma Sinner tiene testa colpo su colpo. Le palline viaggiano a velocità supersonica e non solo al servizio. Un dritto vincente di Sinner raggiunge i 160 km orari e Zverev non è da meno. Ogni prima a segno per Sinner è sinonimo di punto (14 già nella prima metà del secondo set). Proprio in un memento delicato sul 5-4 per il tedesco, Sinner si affida alle prime palle per riportare l’equilibrio al 5-5. I servizi vincenti di Zverev sono egualmente determinanti (10 gli ace fino a quel momento): equilibrio è la parola d’ordine di questo secondo set crocevia della finale. E infatti lo scambio della patita è proprio qui, sul 6-5 per Zverev Sinner consegue il punteggio di 40-30 in maniera sensazionale: da far vedere nelle scuole di tennis. Su questo punto il tennista italiano si guadagna il tie-break, e Sinner ci arriva forte di 15 vittorie negli ultimi 17 tie-break in tutti i tornei disputati. E guarda caso, da questo punto in poi sentiamo anche l’urletto di Sinner nei colpi decisivi. Il tennista altoatesino vince il secondo set 7 punti a 4 affidandosi al miglior servizio di tutto l’incontro e baciando la riga con il punto vincente, una sventagliata di dritto che piega in due l’avversario.

La stretta finale

Al terzo set è evidente a che tipologia di partita stiamo assistendo: la potenza di Golia contro la scaltrezza di Davide. La muscolarità di Zverev è annientata dall’intelligenza tattica ineguagliabile del nostro Campione. Non che Jannik difetti di energia, anzi, ma la sua “fionda” risolutrice consiste nella capacità di gestirla. Sinner “uccide” l’avversario mentalmente ancor prima che fisicamente. A onor del vero a Zverev bisogna riconoscere l’onore delle armi. Nel terzo set non getta la spugna, lotta nonostante il traguardo sia ormai più distante, così come la silhouette dell’esile Jannik che lo sopravanza con tanto di nuvola di polvere. Ma ciò è vero solo fino alla prima metà dell’ultimo set. Il break che porta il nostro al 4-2 è l’inizio della fine per Zverev; la stretta finale di una sinfonia fatta di colpi di pallina di cui Sinner è il vero direttore d’orchestra.

Davide ha battuto Golia

Jannik vince la partita tatticamente perché sfianca l’avversario puntando sempre sul suo dritto, in una giornata in cui questo colpo di Zverev funziona in maniera troppo altalenante. Sinner vince perché punta spesso al centro spiazzando l’avversario. Vince perché la vittoria parte dalla testa, e la sua è un computer.

Roma, Hermoso verso la cessione: c’è il Bayer Leverkusen

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MANU KONE E MARIO HERMOSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Roma, Hermoso in direzione Germania

L’avventura di Hermoso con la maglia giallorosso potrebbe giungere al termine già in questa sessione di mercato. Interesse per l’ex colchonero da parte dei campioni di Germania del Bayer Leverkusen. Stando a quanto riferisce calciomercato.com, la Roma potrebbe cederlo anche in prestito con diritto

Australian Sinner: l’azzurro batte Zverev e conquista il suo terzo Slam della carriera

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Sinner si conferma agli Australian Open

Infinito Sinner! Battuto Zverev per 6-3, 7-6, 6-3, e vince per la seconda volta consecutiva gli Australian Open, terzo Slam della sua carriera. Parte fortissimo l’azzurro, che vince in nove game, in quarantasei minuti, e supera agevolmente il tedesco. Zverev prova a risponde e costringe Sinner al tie break. Nessun problema per l’altotetesino, che chiude per 7-6 il secondo set. Non c’è storia nel set conclusivo: vince Sinner per 6-3 e difende il titolo in Australia.