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Tour de France, primo caso di doping. Ecco di chi si tratta

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Tour de France, squalificato Cardoso per doping

Il Tour de France prenderà il via sabato 1° luglio dalla Germania. La corsa a tappe per la conquista della maglia gialla si preannuncia entusiasmante e fa già parlare di sé. Infatti, c’è già un primo caso di doping. Si tratta di André Cardoso che è risultato positivo all’Epo.

Il corridore portoghese della Trek-Segafredo è stato sottoposto ad un controllo a sorpresa lo scorso 18 giugno, risultando positivo dunque all’eritropoietina (EPO). Cardoso è stato dunque sospeso dall’UCI e squalificato dalla squadra, per cui non potrà partecipare al prossimo Tour de France. Il suo team, tramite un comunicato ufficiale, ha già provveduto alla sua sostituzione, sarà infatti Haimar Zubeldia a prendere il suo posto. Il portoghese, però dal canto suo potrà fare appello e richiedere le contro-analisi, ma fino a quel momento continuerà a permanere la sua sospensione e la radiazione dal Tour.

 

 

Italia, i temi di un europeo incompiuto

Pinamonti

LA TRIPLETTA DI SAUL CI SBATTE IN FACCIA LA CRUDA REALTA’. L’ITALIA HA POTENZIALE, MA A LIVELLO DI MATURITA’ PAGA ANCORA DAZIO

Si può tranquillamente dire che l’espulsione di Gagliardini abbia cambiato l’inerzia del match. Fino a quel momento gli Azzurrini avevano tenuto testa ai più quotati spagnoli, giocando come meglio sapevano fare, con semplicità e incisività nell’attaccare gli spazi. Il possesso di palla dei ragazzi di Celades era figlio di ottime proprietà di palleggio ma non era supportato dalla necessaria concretezza, grazie al pressing asfissiante delle nostre linee.

Poi, in dieci contro undici, la Spagna ha preso comprensibilmente campo, allargando il gioco e improvvisamente la partita ha cambiato faccia. Asensio e Deulofeu, per un tempo ombre di sè stessi, hanno iniziato a lavorare ai fianchi la nostra retroguardia, mentre Saul l’ha affondata con una tripletta che ne certifica ulteriormente il talento.

Usciamo a testa alta perchè non abbiamo mai rinunciato a giocare, nemmeno in inferiorità numerica, illudendoci addirittura dopo il pari di Bernardeschi, uno dei migliori dei nostri.

Quello che deve far riflettere però è la conduzione del nostro Europeo, nel quale abbiamo mostrato diverse facce, e non tutte belle da vedere. Squadra talentuosa, ricca di ottimi prospetti sia ben chiaro, ma il processo che deve portare alla maturità di questi ragazzi è ancora lontano dal concludersi. L’Europeo di quest’anno, con una semifinale arpionata per i capelli, rappresenta una tappa che per alcuni potrebbe rivelarsi istruttiva.

Prendiamo Donnarumma, il miglior portiere Under 20 a livello mondiale; le camarille di mercato ben orchestrate da Raiola non gli hanno giovato, e le sperticate ammissioni di una presunta serenità da parte del giocatore sono apparse poco credibili. Attesissimo al primo esame di una carriera che si prospetta luminosa, il giovanissimo estremo difensore del Milan ha steccato clamorosamente, e questo non può che fungere da monito, sia per lui che per il suo solerte procuratore.

Ma anche Bernardeschi, fra la tensione dell’evento e le distrazioni di mercato che lo vedono protagonista da mesi, ha faticato in questo torneo, imprimendone il marchio nella seconda parte, a conferma che le qualità ci sono e sono indiscutibilmente di livello.

Gagliardini ha chiuso la sua kermesse polacca con un’espulsione evitabile, così come Berardi che ha saltato la semifinale per squalifica. Il loro torneo ha mostrato ancora crepe nel loro indubbio potenziale, ma andiamoci cauti con le etichette. La parola fuoriclasse, soprattutto se usata a sproposito, potrebbe rivelarsi deleteria.

Ergo, lasciamoli crescere, lasciamoli sbagliare, ma soprattutto non distraiamoli troppo con giochetti ormai figli di un calcio che a livello manageriale si gioca 365 giorni all’anno, senza soluzioni continuità. Regolamentiamo anche questo aspetto del gioco, perchè se la figura dell’agente è il prodotto di questo calcio 2.0, almeno restringiamone il campo secondo dettami legati al buon senso e alla decenza.

Questa Nazionale poteva fare di più? Probabilmente, partendo comunque dal presupposto che una semifinale è di base un ottimo risultato, ma se analizziamo il nostro Europeo notiamo che le contraddizioni si sprecano. Prestazioni discontinue, fiammate di accecante talento unite a pause incomprensibili. La Spagna, composta da gente che ha alle spalle delle finali di Champions dove hanno recitato anche da protagonisti, ha evidenziato quanto ancora debbano crescere i nostri giovani talenti. E soprattutto quanto talvolta con le lodi e le etichette eccessive si vada poco lontano.

Il campo rivela sempre la dura verità. Abbiamo perso dai più forti. Ora sotto a far legna e lavorare, per non disperdere comunque il buon lavoro svolto fin qui.

Juventus: Dani Alves saluta e se ne va: “Non l’ho fatto per soldi”

Matteo Darmian

Dani Alves saluta tutti sul suo profilo Instagram

Oggi a sorpresa Dani Alves sul suo profilo twitter ha salutato squadra e tifosi, dopo appena una stagione si interrompe così il rapporto professionale tra l’esterno brasiliano e la Juventus.

Ecco il testo del messaggio:

“Vorrei ringraziare tutti, dai tifosi ai compagni, per l’anno vissuto in bianconero . Mi hanno accolto per i professionisti che sono ed è per merito loro se siamo arrivati in finale di Champions e abbiamo vinto quello che abbiamo vinto”. Le sue scuse alla Juventus: “Chiedo scusa ai tifosi della Juve se qualcuno si è sentito offeso, non volevo. Ho un modo di vivere le cose molto spontaneo che in pochi capiscono, il mio cuore però è sempre puro. Credo che il mio rispetto per questo club e il suo pubblico l’ho mostrato con la mia dedizione, la mia passione e tutti i miei sforzi”.

Poi l’addio: “Oggi si interrompe il nostro rapporto professionale, ma porterò nel cuore la Juventus. Mi sento di dover dire grazie a Marotta per l’opportunità che mi ha dato. Non gioco a calcio per soldi, ma perché amo questa professione più di ogni altra cosa. Amo il calcio e i soldi non potranno mai trattenermi in un posto”.

Ad attenderlo c’è il Manchester City e Guardiola, l’annuncio ufficiale verrà dato durante il tour della squadra inglese negli USA.

Tris di Saul Niguez, le furie rosse volano in finale. Spagna-Italia 3-1

La Spagna raggiunge in finale la Germania, l’Italia regge 11 contro 11, poi l’espulsione di Gagliardini complica tutto

Peccato per l’Italia che in parità numerica aveva tenuto botta ai pari età spagnoli, l’espulsione di Gagliardini per doppia ammonizione da complicato maledettamente i piani della squadra di Di Biagio, Saul Niguez ci castiga con una tripletta

LA CRONACA Nel primo tempo la partita è equilibrata, l’italia si fa preferire ala Spagna, Bernardeschi e Pellegrini creano pericoli alla porta spagnola, con il secondo che si vede il tiro parato da Kepa. Anche Deulofeu si crea un’occasione ma solo davanti a Donnarumma seppur da posizione defilata spara a lato. Nella ripresa stesso copione della prima frazione, al 52′ arriva la prima rete di Saul , Ceballos serve il giocatore dell’Atletico Madrid e da posizione centrale batte Donnarumma. il match cambia al 58′ quando Gagliardini si fa espellere per doppia ammonizione, anche se l’Italia al 62′ trova una reazione d’orgoglio, Bernardeschi dribbla un paio di uomini e dal limite batte Kepa. Al 65′ arriva la doppietta di Saul che dai venti metri batte Donnarumma non esente da colpe, al 74′ arriva il tris sempre con Saul. Da qui alla fine la Spagna controlla il match senza problemi.

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Il tabellino

SPAGNA-ITALIA  3-1

Marcatori: 52′ Saúl Ñíguez (S), 62′ Berardeschi (I), 65′ Saúl Ñíguez (S), 74′ Saúl Ñíguez (S)

Spagna (4-3-3): Kepa 6; Bellerín 6, Meré 6, Vallejo 6, Jonny 6; Saúl Ñíguez 8, Llorente 6.5, Ceballos 7.5 (88′ Oyarzabal sv); Deulofeu (82′ Suárez sv), Sandro 6.5 (77′ Williams sv), Asensio 6.5. A disp.: Blanco, Pau; Gayà, Mayoral, Merino, Odriozola, Soler, Hernández, González. All.: Celades 6.5.
Italia (4-3-3): Donnarumma 5.5; Calabria 6, Rugani 5.5, Caldara 6, Barreca 6; Benassi (87′ Garritano sv), Gagliardini 4.5, Pellegrini 5; Bernardeschi 6.5, Petagna (72′ Cerri 5.5La ), Chiesa 5.5 (61′ Locatelli 5.5). A disp.: Cragno, Scuffet; Cataldi, Grassi, Biraschi, Ferrari, Pezzella. All.: Di Biagio 5.5.
Arbitro: Slavko Vinčić (Slovenia)

Note – Ammoniti: Benassi, Gagliardini, Calabria, Cerri (I). Espulso: Gagliardini (I) al 58′ per doppia ammonizione

Milan, Paolo Maldini: “Oggi è stato un grande giorno per me”

Maldini

Paolo Maldini in versione tennista

Paolo Maldini, ex capitano del Milan e della nazionale italiana di calcio, al termine della sua partita di esordio all’Harbour Club Milan, ha parlato ai microfoni di MilanNews.it. 

“La grossa differenza è la gestione individuale del punto e dell’allenamento. In uno sport di squadra fai gruppo. Nello sport singolo sei te stesso contro gli altri. Stefano mi ha chiesto di giocare la qualificazione e l’ho fatto. Abbiamo vinto la wild card e ci siamo presentati nelle migliori condizioni, anche se abbiamo 100 anni in 2. Contro dei professionisti era praticamente impossibile vincere. I miei idoli sono Djokovic, Nadal e Federer. È stato bello giocare qui, nel mio club. Ho affrontato difficoltà importanti. Ho avuto la possibilità di fare lo sport che mi piaceva. Ho giocato a calcio per 25 anni con successo. La vita mi ha sorriso. Io amo lo sport in generale e lo uso per stare bene di testa, più che al fisico. Seedorf? Mi ha salutato. Il ragazzo che giocava contro di me era olandese e lo voleva salutare. Mi piacerebbe giocare contro Federer. Con Nole ci siamo conosciuti, abbiamo visto una partita insieme. È un grande milanista”.