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Inter: Perisic diventa un caso, settimana di fuoco per gli acquisti

Inter Torino

Inter, Perisic è ad un bivio

Il futuro di Ivan Perisic è sempre più un mistero in casa Inter. L’esterno croato piace moltissimo a Spalletti che non lo vorrebbe cedere; tuttavia l’ex Wolsfburg è il giocatore con più mercato tra le fila nerazzurre. Il Manchester United e il PSG hanno già formulato le prime offerte tutte però respinte da Ausilio e soci. La valutazione che i meneghini fanno del proprio giocatore infatti è d circa 60mln; lo United si è fermato a 50 e ora gioca al ribasso forte della volontà del calciatore che avrebbe già un accordo con Mourinho. Nelle ultime ore però potrebbero aprirsi nuovi, clamorosi, scenari. Al croato infatti Zhang vorrebbe offrire il rinnovo fino al 2021 con un contratto da ben 4mln l’anno. L’agente del ragazzo, Ramadani, è stato contattato dall’Inter e nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro. Decisiva sarà la volontà dell’esterno.

Borja Valero e Skriniar primi acquisti, poi un grande nome

Questa settimana sarà la prima decisiva per il mercato ed il futuro dell’Inter. Infatti nei prossimi giorni dovrebbero essere ufficiali i primi acquisti; prima però domani il CDA si riunirà per approvare il bilancio, solo dopo si penserà al mercato. Il primo colpo in ordine di tempo che dovrebbe sbarcare a Milano è Borja Valero. Con lo spagnolo della Fiorentina l’accordo è totale; restano da limare alcuni dettagli con la società Viola ma Ausilio conta di chiudere nelle prossime 48-72 ore. Ai toscani dovrebbe andare una cifra tra i 6 e gli 8 mln.

Per quanto riguarda Skriniar si attende il rientro del giocatore in Italia per poter chiudere la trattativa. Il giocatore è reduce dalla scottante eliminazione dagli Europei under 21 con la sua Slovacchia; nei prossimi giorni tornerà nel Belpaese e insieme al suo agente incontreranno Inter e Sampdoria. L’offerta dei nerazzurri è di 17mln più Caprari, la Doria ne vuole almeno 20 e ormai si tratta ad oltranza. Probabile un blitz di Ausilio per chiudere a breve la trattativa.

Dopo aver ufficializzato i due atleti sopracitati, la dirigenza nerazzurra punterà ad un grande nome. I profili che maggiormente piacciono in questo momento sono quelli di Inaki Williams dell’Atletico Bilbao e Di Maria del PSG. Sul primo i baschi fanno muro ad una possibile partenza e chiedono il pagamento della clausola di 50mln. Trattare con l’Atletico non è mai semplice ma l’Inter ha già preso contatti con l’agente di Williams e dopo l’europeo under21 potrebbe esserci un nuovo assalto. Di Maria è il sogno di mercato del duo Ausilio-Sabatini. Il giocatore sembra essere scontento al PSG e potrebbe essere inserito nell’affare che porterebbe Perisic a Parigi. Zhang è pronto ad offrire fino ad 11 mln al giocatore e 50 al PSG. Attese novità nei prossimi giorni.

 

Milan, Gigio Donnarumma l’illusionista

Quando tutto ebbe inizio

È stata una giornata molto intensa quella vissuta nella giornata di ieri da Gigio Donnarumma. Nel pomeriggio di ieri, su Twitter, Gigio aveva postato un messaggio che lasciava trapelare una rottura totale e definitiva tra lui e il Milan: “#Donnarumma #Raiola, Ieri, Oggi e Domani”. In serata, invece, Donnarumma cambia idea e sul suo profilo Instagram scrive:

“Oggi con un mio tweet ho scatenato un vero putiferio, che non volevo generare, e di questo mi scuso. Desidero ribadire il mio amore assoluto per il Milan e i suoi tifosi. Ora ho in mente la Nazionale, con la quale spero di fare un regalo a tutti i tifosi. La mia promessa è che, non appena sarà finito l’Europeo, incontrerò la società insieme alla mia famiglia e al mio agente per discutere il mio rinnovo”.

Entra in campo Mino Raiola

Non finisce qui, la telenovela prosegue. Poco meno di trenta minuti dopo il post su Instagram del portiere rossonero, ecco che arriva la risposta di un altro protagonista: Mino Raiola. L’ agente del numero #99 rossonero tramite il proprio account Twitter manda un messaggio che ha fatto imbestialire i tifosi del Milan: “Donnaraiola-Haters 1-0. What’s next?”.

E vissero felici e confusi

A circa un’ora di distanza dal messaggio di avvicinamento al Milan e al rinnovo, ancora Gigio su Instagram annuncia la chiusura del proprio account. Motivo ufficiale? “Hackeraggio sul mio account”, come spiega lo stesso portiere rossonero. Adesso non resta altro che capire la validità del post di riavvicinamento al Milan. Come andrà a finire questa vicenda?

 

WithRefugees, grande evento allo Stadio Tre Fontane

Evento da 10 e lode con i Champions With Refugees

a cura di Luca Rallo

Una domenica diversa dalle altre. E’ stato un pomeriggio emozionante sotto tutti i punti di vista. Il 18 giugno, sul verde dello storico Stadio delle Tre Fontane di Roma, è andata in scena più di una semplice partita di calcio. A scendere in campo sono stati i Champions With Refugees, selezione creata dall’Associazione Calciatori Italiani insieme ad attori, cantanti e uomini di sport, uniti da un’unica passione: fare del bene. Avversari, i Liberi Nantes, squadra partecipante al campionato di seconda categoria con una particolarità: è composta solo da rifugiati arrivati in Italia per trovare una casa e un lavoro.

Raccontare questa storia è, ancora adesso, toccante perché per riuscirci non abbiamo solo ascoltato parole, ma soprattutto raccolto sensazioni. Abbiamo incontrato e ascoltato molti protagonisti di questa festa di sport e solidarietà. L’aspetto che più mi ha colpito, è stato vedere una tribuna piena di tifosi, con le bandiere italiane, che cercavano di caricare al massimo la loro squadra del cuore: i Liberi Nantes! Questi tifosi sugli spalti erano rifugiati come loro, persone la cui vita precedente è terminata con una corsa, l’ultima corsa verso la libertà. Il tifo era per i propri connazionali, persone che hanno avuto lo stesso destino e che hanno smesso di correre per scappare, e iniziato a correre dietro un pallone per cercare un gol. Un concetto espresso a fine partita anche da Carlotta Sami, portavoce regionale per il Sud Europa dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

“Abbiamo respirato un clima di festa, circondati da persone che, adesso, sono tutte a casa propria. Sono dovute scappare dal loro paese, non hanno deciso di andarsene. Ora non hanno più niente alle spalle, ma fortunatamente sono nel posto giusto dove hanno trovato l’accoglienza di volontari che lavorano per l’integrazione, lo fanno in mille modi. Questo gruppo alla periferia di Roma ha capito quello che stava accadendo a livello mondiale e ha deciso di fare la propria parte in modo semplice, costituendo una piccola squadra di calcio, che poi è cresciuta ed effettivamente gioca un campionato. Corrono felici, si allenano, si impegnano e non solo, fanno corsi di italiano, fanno un percorso lavorativo preciso ed efficace”.

Una serie di eventi sono stati organizzati in tutta Italia e l’obiettivo primario era uno: sensibilizzare l’opinione pubblica per firmare una importante petizione.

“Abbiamo lanciato #WithRefugees in tutto il mondo – conferma Carlotta Sami – questa petizione ha l’obiettivo di portare nel 2018 alle Nazioni Unite a New York, milioni e milioni di firme di persone che vogliono che tutti i paesi del mondo si impegnino insieme per dare una soluzione globale a questo problema sorto negli ultimi anni, ovvero trovare una nuova casa ai 65 milioni di persone costretti a fuggire dal proprio paese”.

Soddisfazione anche negli occhi di Alessandra Morelli, Special Advisor di UNHCR per le attività sportive, che è addirittura scesa in campo per gli ultimi minuti della gara: “E’ stato molto gratificante vivere concretamente l’inclusione sul campo mettendoci la fatica. Fare integrazione non è una cosa facile, ci vuole predisposizione, comprendere e abbracciare la parola accoglienza anche con sacrificio. Lo abbiamo dimostrato: sul campo gli altri non sono più altri ma sono parte di noi, è l’immigrazione vissuta senza paura, vissuta con la solidarietà, con la curiosità senza essere imprigionati da pregiudizi e paure”.

Vedere quegli atleti, quelli uomini, correre e sudare sul campo, dietro un pallone, è stato molto toccante. Cosa è significato ce lo spiega sempre Alessandra Morelli, con una frase davvero intensa: “Per i ragazzi è significato riappropriarsi della propria umanità. Eravamo tutti uguali sugli spalti a fare il tifo.”

Lo sport sa essere un volano fantastico per queste attività social davvero importanti e ancora una volta lo ha dimostrato, grazie alla collaborazione di tutti quelli che ci hanno messo la faccia senza paura, grazie a tutti quelli che oggi, come non mai, stanno dalla parte dei rifugiati.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale:
https://withrefugees.unhcr.it/

Fabio Aru vince il campionato italiano con la maglia di Scarponi

Fabio Aru

Fabio Aru è il nuovo campione italiano di ciclismo

Fabio Aru conquista il campionato italiano di ciclismo, vincendo la prova in linea andata in scena quest’oggi, domenica 25 giugno in Piemonte. Nel percorso da Asti a Ivrea, Aru domina gli avversari e si porta a casa la maglia tricolore. Tricolore che indosserà per la durata di un anno e soprattutto con quella indosso correrà il Tour de France in programma a partire dal 1° luglio.

Dopo l’importante vittoria, Aru si è lasciato andare ai microfoni Rai, con parole commoventi in onore di Michele Scarponi: Sto correndo con la maglia di Michele Scarponi, me l’aveva data a Sierra Nevada e ora la restituirò alla famiglia. La vita è fatta di momenti belli e brutti, l’importante è rialzarsi, ma sto ritrovando la luce”. Oggi è stata veramente dura, sono andato a tutta e ho deciso di attaccare in salita perché volevo fare la differenza, e ci sono riuscito”. Per Aru quindi sarà senza dubbio una giornata storica che darà morale allo stesso corridore per affrontare il Tour de France. La Sardegna ormai ne è certa: il Cavaliere dei quattro mori è tornato e non resta dunque che attendere la sua performance nella corsa alla maglia gialla.

F1, Gp Azerbaijan: succede di tutto e vince Ricciardo

Gp Austria

Gara frammentata ma emozionante a Baku, bagarre tra Hamilton e Vettel. Vince Ricciardo, Bottas da doppiato arriva secondo, primo podio in carriera per Stroll

Daniel Ricciardo vince il gran premio di Azerbaijan. Sul circuito cittadino di Baku il pilota australiano ha tagliato il traguardo davanti a tutti dopo una gara lunga e frammentata, ma molto emozionante.

Pronti via e Hamilton, che partiva dalla pole position, mette la sua Mercedes davanti a tutti, dietro si scatena la lotta: subito contatto tra Bottas e Raikkonen che danneggiano le proprie vetture e sono costretti a una sosta anticipata.
Sosta al primo giro anche per Daniel Ricciardo, costretto a fermarsi per un detrito incastratosi nei freni.
Al giro 11 il primo punto di svolta: Kvyat pianta la sua Toro Rosso in mezzo al rettilineo: safety car in pista per permettere ai commissari e alla gru di spostare la macchina.

La Safety è la protagonista della prima parte della gara: ne approfittano Hamilton e Vettel che si fermano al giro 13.
Poi l’episodio di cui si parlerà per giorni. Poco prima del rientro della SC, al giro 21, Hamilton rallenta vistosamente per prendere spazio per la ripartenza, Vettel lo tampona danneggiandogli lievemente il fondo e danneggiando la sua ala. Poi il gesto di reazione del pilota Ferrari: il tedesco affianca Hamilton facendogli un gestaccio e gli da “una sportellata”.
Nel frattempo la gara viene sospesa, red flag per permettere ai commissari di ripulire la pista dai molti detriti lasciati dalle Force India e dalla Ferrari di Kimi Raikkonen coinvolte in un contatto multiplo. Ritiro per Raikkonen e Perez.

Grandissimo lavoro dei meccanici Force India e della Ferrari che durante la sospensione riescono a rimettere in pista sia Perez che Raikkonen. Alla ripartenza però i due vengono investigati per operazioni sulla macchina nella fast lane.
Nel frattempo la sfortuna si abbatte su Lewis Hamilton: la protezione per la testa che si trova sull’abitacolo, evidentemente mal fissata, comincia a staccarsi e a vibrare vistosamente soprattutto nel rettilineo. Particolare l’immagine del tre volte campione del mondo che guida con una mano sola tendendola ferma.
Hamilton è così costretto a fermarsi di nuovo, cedendo la testa della corsa. Arriva la penalità per Vettel: Stop and go e 10 secondi di penalità per la bagarre con Hamilton.

Hamilton riesce in pista dietro Bottas, che da doppiato, era risalito in ottava posizione. Vettel, nonostante la penalità, gli esce davanti.
Si ritirano Massa, poi Perez e Raikkonen, entrambi già penalizzati con drive trough.

Lontano dai guai, Ricciardo si porta in prima posizione. Dietro di lui si ritrova il diciottenne Lance Stroll, Valtteri Bottas terzo.
Gli ultimi giri vedono Ricciardo davanti a tutti e dietro un trenino formato dal giovane pilota della Williams, Bottas, Vettel e Hamilton.

L’arrivo al fotofinish vede l’australiano vincere la gara, Bottas strappare il secondo posto a Stroll, con il canadese che guadagna comunque la terza piazza, primo podio in carriera. Quarto Vettel e quinto Hamilton. Grande risultato per Ocon, alla fine sesto, e per Magnussen, settimo su Haas. Ottavo Sainz, nono Alonso e decimo Wehrlein.