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Europei Under 21: azzurri in volo per Cracovia

I talenti azzurri in viaggio

La nazionale dell’Italia Under 21 è in volo per Cracovia. Dopo essere sbarcati dal pullman, giunto all’aeroporto di Fiumicino, riferisce Ansa.it, gli azzurrini capitanati da Di Biagio si sono radunati al terminal 1 dello scalo romano. Poco prima di recarsi ai varchi di controllo la consueta “sfilata” dei giocatori, vestiti in divisa ufficiale della Nazionale, davanti ai fan che li attendevano e ai viaggiatori in transito. Flash dei fotografi e dei telefonini puntati in particolare su Donnarumma, Berardi, Petagna e Pellegrini. Bocca cucita, invece, per il ct Di Biagio che, incalzato dai giornalisti presenti, si è limitato a replicare con un “Non posso rilasciare dichiarazioni”.
Qualificata in virtù del primo posto nel Gruppo 2 davanti alla Serbia, l’Italia farà il suo esordio nel torneo domenica prossima a Cracovia con la Danimarca; poi il 21 giugno affronterà a Tychy la Repubblica Ceca; infine il 24 giugno sarà impegnata a Cracovia nella terza e ultima gara del girone con la Germania.

Forza Under21, provaci!

Pinamonti

Domani iniziano i campionati europei Under 21, che chance ha l’Italia?

Da domani e fino al 30 giugno, la Polonia sarà il centro dell’Europa calcistica: prenderà il via l’edizione numero XXI del Campionato europeo per Nazionali Under 21, un torneo sempre ricco di fascino, storia e…campioncini. E visti i giocatori che prenderanno parte alla kermesse continentale, ci sarà da credere che anche questa edizione prometterà bene.

Vi prenderanno parte dodici Selezioni nazionali: oltre i padroni di casa, Portogallo, Danimarca, Inghilterra, Slovacchia, Germania, Repubblica ceca, Svezia, Macedonia, Spagna, Serbia e ovviamente ci sarà anche la nostra Selezione, guidata dal Ct Luigi di Biagio e in cerca di riscatto dopo il pessimo Europeo di due anni fa in Repubblica ceca ed il pass perso per Rio 2016. La nostra Under è la Nazionale ad aver vinto più volte il trofeo (cinque volte, oltre a due secondi posti), seguita dalla Spagna con quattro vittorie e due sconfitte in finale.

Luigi Di Biagio ha convocato per il torneo il meglio dei giovani di Serie A e Lega B e tutti sperano che possano spingersi il più avanti possibile. Oltre tutto per l’allenatore romano questa è la possibilità di riscattarsi dopo la brutta figura di due anni fa, quando l’Under non superò la fase a gironi e non partì per l’Olimpiade per la seconda edizione consecutiva.

La manifestazione – Le dodici Nazionali sono state divise in tre gironi da quattro squadre: girone A (Polonia, Slovacchia, Svezia. Inghilterra), girone B (Portogallo, Serbia, Spagna, Macedonia) e girone C (Germania, Repubblica ceca, Danimarca e Italia).

La manifestazione verrà giocata in sei stadi: Arena Lublin (Lublino), Kolporter Arena (Kielce), Stadion Miejski (Tychy), Stadion Cracovii (Cracovia), Stadion MOSiR (Gdynia) e Stadion Polonii Bydgoszcz (Bydgoszcz).

Benassi e compagni debutteranno il 18 contro la Danimarca allo Stadion Cracovii, il 21 allo Stadion Miejski e chiuderanno tre giorni dopo contro i tedeschi, ancora nella stadio di Cracovia. Passeranno il turno le vincitrici dei tre gironi e la migliore seconda classificata.

Le semifinali si giocheranno il 27 giugno e la finalissima si disputerà il 30 allo Stadion Cracovii

Le avversarie – Le Selezioni più temibili saranno Spagna, Germania e Portogallo. Con un occhio di riguardo all’Inghilterra, alla Serbia e ai campioni uscenti della Svezia.

I riflettori saranno senza dubbio puntati sui portoghesi Bruno Fernandes (Sampdoria), Renato Sanches (Bayern Monaco) e Diogo Jota (Porto); gli spagnoli Hector Bellerin (Arsenal), Marco Asensio (Real Madrid), Gerard Delofeu (Barcellona, ma gli ultimi sei mesi al Milan) e Saúl Ñíguez (Atletico Madrid); i cechi “italiani” Jakub Jankto (Udinese) e Patrick Schick (Sampdoria); i tedeschi Serge Gnabry (Bayern Monaco) e Davie Selke (RB Lipsia) e gli inglesi Nathaniel Chalobah e James Ward-Prowse del Chelsea e del Southampton

Prenderanno parte alla manifestazione tredici giocatori stranieri militanti nei nostri tornei: tredici giocatori, mentre i ventitre chiamati da di Biagio militano tutti in Italia.

A proposito, come si presenta la nostra Under 21?

All’assalto del titolo – Gli imperativi della nostra Nazionale sono due: fare meglio del disastroso Europeo di due anni fa e fare bene come hanno fatto i “fratellini” della Under 20, classificatesi terzi nel Mondiale Under 20 di Corea del Sud conclusosi pochi giorni fa. L’impresa sarà difficile, ma il talento dei nostri azzurrini è fuori discussione.

L’alloro continentale manca da Germania 2004, quando i ragazzi allenati allora da Claudio Gentile sconfissero in finale la Serbia-Montenegro. Ad Israele 2012, i ragazzi di Devis Mangia si arresero alla Spagna in finale.

Di Biagio ha chiamato venti giocatori militanti nella ultima Serie A e tre dalla serie cadetta . Il più vecchio della rosa è il cesenate Luca Garritano (11 febbraio 1994), mentre il più giovane è Gianluigi Donnarumma, 18 anni lo scorso 25 febbraio.

Gli occhi saranno tutti non solo per il “portierino” del Milan, ma anche per Daniele Rugani, Mattia Caldara e Andrea Conti in difesa; Roberto Gagliardini, Manuel Locatelli e lo stesso Bernardeschi a centrocampo; Domenico Berardi e Federico Chiesa in attacco.

L’Italia non parte con i favori del pronostico, ma sarà una delle avversarie più ostiche da affrontare, con la speranza di riportare nel nostro Paese quel titolo che manca da tredici anni e che ci potrebbe portare a quota sei titoli.

Dopo almeno due/tre anni di appannamento, possiamo annoverare un nouvelle vague di giovani che giocano in pianta stabile nelle big del nostro massimo campionato e altri che giocano con regolarità nelle altre. Quattro su tutti: Donnarumma, Caldara, Gagliardini e Berardi.

Forza azzurrini, dimostrate a tutti che per la vittoria ci sarete anche voi.

Ecco i giocatori convocati per Polonia 2019 da Luigi di Biagio

Portieri:

Alessio Cragno (Benevento); Gianluigi Donnarumma (Milan); Simone Scuffet (Udinese)

Difensori:

Antonio Barreca (Torino); Davide Biraschi (Genoa); Davide Calabria (Milan); Mattia Caldara (Atalanta); Andrea Conti (Atalanta); Alex Ferrari (Hellas Verona); Nicola Murru (Cagliari); Daniele Rugani (Juventus)

Centrocampisti:

Marco Benassi (Torino); Danilo Cataldi (Genoa); Roberto Gagliardini (Inter); Alberto Grassi (Atalanta); Manuel Locatelli (Milan); Lorenzo Pellegrini (Sassuolo)

Attaccanti:

Domenico Berardi (Sassuolo); Federico Bernardeschi (Fiorentina); Alberto Cerri (Pescara); Federico Chiesa (Fiorentina); Luca Garritano (Cesena); Andrea Petagna (Atalanta)

Totti, cosa farai da grande?

TIENE SEMPRE BANCO A ROMA LA QUESTIONE RELATIVA AL FUTURO DEL SUO CAPITANO. APPESE LE SCARPE AL CHIODO, QUALI SCENARI SI PROSPETTANO?

Innanzitutto è lecito nutrire una legittima speranza. Che Francesco Totti resti nel mondo del calcio, ma soprattutto che continui a gravitare nell’universo romanista come la più luminosa delle sue stelle.

L’arrivo degli americani, nel 2011, ha dato nuova linfa al progetto tecnico della Roma, ormai presenza fissa sul podio del nostro campionato, certificandone quindi l’alto livello di competitività.

Ma in queste sei stagioni il tifoso romanista ha dovuto far fronte al ridimensionamento di alcune figure che hanno rappresentato qualcosa di iconico, trascendendo il ruolo stesso del calciatore, della bandiera.

Dall’accantonamento contro lo Slovan Bratislava effettuato da Luis Enrique – che è costata ai giallorossi la prematura uscita dalle coppe – allo scarsissimo minutaggio durante la gestione di Luciano Spalletti, il ruolo di Francesco Totti in chiave puramente tecnica ha subìto un brusco ma fisiologico ridimensionamento.

Qui sta la noce del problema. Poteva la Roma affidarsi in toto alla classe ormai datata del suo fuoriclasse più illustre, senza subirne ripercussioni in negativo? Oggettivamente, se un club vuole portare avanti un processo di crescita che, a conti fatti, pare irreversibile, è fondamentale avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. Un Totti ben dosato sarebbe stato una lussuosa scelta in più da poter inserire in corso d’opera, contando sul suo intatto campionario di magie. mantenerlo al cenro di un progetto che vuole la Roma come anti-Juve (assieme al Napoli) e possibilmente più competitiva in Europa francamente sarebbe stato deleterio nel lungo periodo.

Non ci soffermiamo sul ruolo di chi ne ha gestito il talento negli ultimi tempi, ovvero il Lucianone fresco di investitura nerazzurra, poichè la chiarezza non ha regnato sovrana. Dapprima aziendalista a tutto tondo, poi filo-tottiano per elaborare una perfetta exit strategy con macchiavellici artifizi.

Rimane dunque lui, Totti. Ed è arrivato un suo vecchio compagno di battaglie, ovvero Eusebio Di Francesco, pronto ad accoglierne la romanità a braccia aperte. E qui gli scenari cambiano, in una gestione molto yankee – ma non ditelo a Pallotta per non farvelo nemico – ma ancora bisognosa di un vero tramite con l’anima della Roma, il suo ambiente tentacolare, i suoi umori e malumori, i suoi eccessi nel bene come nel male. Decriptare alcune situazioni non deve essere stato facile per la proprietà del club, sempre proiettata in avanti ma spesso incapace di tappare alcuni spifferi.

Francesco Totti, come ambasciatore del club, sarebbe la figura perfetta, una sorta di capitano – lui lo resterà sine die – in grado di aiutare il tecnico nella gestione emotiva degli eventi, vero punto debole di tutto l’ambiente. Dall’alto di un ruolo istituzionale potrebbe godere di poteri decisionali che come giocatore difficilmente gli sarebbero stati concessi.

Quali scenari si aprono a questo punto, per la Roma e per il nostro calcio? Quelli del prolungamento della carriera di alcune figure che sul campo tanto hanno dato e che, con altre vesti e più azzimati, possono ancora dare. Ripuliamo il dimenticatoio di personaggi che darebbero lustro all’italica sfera. E i medesimi, non si lascino schiavizzare dalla loro gloria ma imparino a mettersi in discussione, a ricominciare da zero. Il caso – Maldini di quest’inverno funga da insegnamento.

Calciomercato Napoli, arrivano i primi regali per Sarri

Calciomercato Napoli
Foto illustrativa di repertorio

Napoli, Berenguer sempre più vicino

Il Napoli si muove in silenzio. La squadra azzurra, dopo i tanti rinnovi, è pronta a sferrare i primi colpi per rinforzare la rosa. Il nome più caldo sulla lista di De Laurentiis e Giuntoli è quello di Alejandro Berenguer ( 1 gol e 6 assists in Liga). Il giovane esterno dell’Osasuna piace molto alla società azzurra e l’intenzione sarebbe quella di chiudere subito per evitare la concorrenza. I partenopei hanno proposto agli spagnoli 6,5mln più bonus; la clausola fissata dall’Osasuna è di 9mln.

Un accordo verrà trovato a breve; l’intesa tra Berenguer e il Napoli poi è già stata raggiunta con il giocatore entusiasta di vestire la maglia azzurra. Lo spagnolo, una volta sbarcato in Campania, verrà poi valutato in ritiro e da lì in poi si deciderà il suo futuro. L’intenzione è quella di tenerlo in rosa come alternativa sugli esterni. Giuntoli pronto a sferrare il primo colpo.

Rebus portiere: Meret, Skorupski Neto e Cragno

A tenere banco in casa azzurra è la situazione legata a Pepe Reina. Il futuro del portiere è ancora in bilico tra la permanenza a Napoli ed un futuro altrove. Il giocatore vorrebbe rimanere ma attende un atto di fiducia della società che per ora tarda ad arrivare. Il tempo però è alleato di Reina che, forte del suo contratto, non ha fretta di sapere come si evolverà la situazione.

I campani però non vogliono farsi trovare impreparati ad una eventuale partenza dello spagnolo; per questo motivo hanno avviato i colloqui con Meret e Skorupski. Il primo è un pallino dei partenopei; considerato tra i futuri portieri più forti in Italia, Giuntoli starebbe tentando di sbaragliare la forte concorrenza. I buoni rapporti che intercorrono con l’Udinese potrebbero aiutare. Il Napoli ha offerto 15mln, i bianconeri ne chiedono 22 sperando in un asta tra le varie pretendenti al ragazzo. La situazione per ora è in fase di stallo ma a breve potrebbero esserci nuove accelerate.

Qualora Meret dovesse saltare, il piano B si chiama Skorupski. Il portiere ex-Empoli piace moltissimo alla dirigenza e a Sarri e la valutazione della Roma è di circa 10mln. A breve potrebbero esserci contatti tra le due società per definire il passaggio del portierone in azzurro. Restano comunque sullo sfondo le piste relative a Neto della Juventus e Cragno del Cagliari. Il primo in uscita dalla Juve non convince fino in fondo, il secondo non vorrebbe giocare titolare e il Napoli non può garantirlo.

 

 

 

Inter: idea Borja Valero, accordo vicino

La prima scelta di Spalletti per il centrocampo sarebbe Borja Valero

L’Inter dopo aver ufficialmente presentato il nuovo tecnico Spalletti, inizia ufficialmente la campagna acquisti, e proprio su suggerimento dell’ex tecnico della Roma il primo acquisto potrebbe essere Borja Valero.

Secondo quanto riporta Skysport, l’Inter avrebbe avuto già dei contatti con l’agente del calciatore, data l’età del calciatore spagnolo (32 anni), il prezzo del cartellino non dovrebbe essere molto esoso, per cui la trattativa potrebbe essere in discesa, Spalletti già ai tempi della Roma aveva provato a portarlo a vestire il giallorosso.

Ricordiamo che Borja Valero è anche nei pensieri del Milan, Montella lo ha già allenato a Firenze per cui potrebbe esserci il primo Derby, anche se estivo della prossima stagione.

Borja Valero è un centrocampista centrale, ma all’occorrenza anche mediano o trequartista, nella scorsa stagione in 40 presenze ha messo a segno 2 reti e regalato 10 assist ai compagni per un totale di 3192 minuti giocati.

Ma non solo lo spagnolo è uno degli obiettivi di mercato, il sogno assoluto è rappresentato da Di Maria del PSG, il problema resta il costo del cartellino e l’alto stipendio, ma siamo sicuri che Suning il colpo estivo lo metterà a segno, anche per rispondere ai già 4 acquisti sulla sonda rossonera