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Fiorentina-Lazio, Simone Inzaghi farà turnover

Lazio-Inter

Fiorentina-Lazio, le scelte di Inzaghi

Domani ci aspetta una partita importante, per noi potrebbe valere il consolidamento del quarto posto, faremo di tutto per affrontarla nel migliore dei modi. Loro si giocano l’ultimo posto valido per la qualificazione in Europa League e vorremo fare una buona gara, penseremo alla Juventus dopo Fiorentina-Lazio, abbiamo l’obbligo di sfidare i Viola al meglio“. La Lazio è pronta ad onorare fino in fondo il campionato per migliorare ulteriormente la classifica, a ribadire la rotta è il tecnico biancoceleste, Simone Inzaghi, alla vigilia della trasferta del Franchi che anticipa la finale di Coppa Italia contro i bianconeri di mercoledì.

Qualcuno riposerà, ma a me non piace parlare di turnover e di giocatori di prima o seconda fascia, i miei ragazzi sono tutti di prima fascia e l’ho dimostrato -prosegue il mister in conferenza stampa da Formello-: tutti sono stati protagonisti di un’ottima stagione, aiutando noi dello staff affinché si raggiungesse la finale di Coppa Italia e la qualificazione di Europa League dalla porta principale. Ero fiducioso ad inizio anno, ma siamo andati oltre le aspettative della mia speranza. Siamo stati bravissimi meritando tutto sul campo“.

Se penso a certe partite, probabilmente avremmo dovuto avere più punti, ne abbiamo 70 a tre giornate dalla fine e abbiamo scritto record che testimoniano il valore della nostra stagione -evidenzia Inzaghi-. Ci mancava solo l’ingresso ai gironi di Europa League, ma siamo stati la squadra più continua tra le contendenti a questa competizione e ci siamo meritati l’accesso diretto“.

Il paragone con Maestrelli

Vogliamo arrivare alla finale con un buon risultato alle spalle. Non sarà facile perché la Fiorentina gioca bene e ha un buon allenatore: abbiamo 14 punti di differenza, ma ce li siamo meritati sul campo -prosegue il tecnico della Lazio-. La nostra forma fisica è al top, ho visto la squadra in crescita e sapevo che saremmo migliorati, il gruppo ha lavorato ed ha creduto sull’operato, ora siamo qui a parlare della qualificazione alla competizione europea e della finale di Tim Cup da disputare“.

Inzaghi parla poi dei singoli. “Djordjevic l’ho voluto trattenere perché ha la mia stima, quest’ultimo ha pagato la stagione strepitosa di Immobile. Sapevo che l’attaccante italiano avrebbe disputato un’ottima stagione, se Belotti vale 100 milioni dopo aver realizzato 25 gol in Serie A, Immobile ha fatto qualcosa di straordinario con 22 gol in Serie A e cinque in Coppa Italia. Djordjevic si è sempre messo a disposizione ed è stato sempre positivo, domani giocherà e avrà la sua opportunità. In porta invece giocherà Strakosha“.

Dopo il traguardo dei 70 punti raggiunto domenica scorsa, il migliore della Lazio nell’era Lotito e nei 18 campionati a 38 squadre (solo nel 1999/2000 i biancocelesti hanno totalizzato più punti, ben 72) Inzaghi è stato paragonato a Maestrelli. “Questo paragone mi fa un grandissimo piacere, so che uomo era e so quanto tenesse alla propria famiglia. Vedo spesso il figlio e ci siamo sentiti spesso durante quest’anno. Spero di poter ottenere gli stessi risultati che ha ottenuto Maestrelli alla Lazio“.

Milan, il futuro di Montella dipende dall’Europa League

Aubameyang

Atalanta – Milan: in palio c’è l’Europa

Domani all “Atleti azzurri d’Italia” alle 20:45 il Milan decide il suo futuro. I rossoneri devono tornare a vincere per ottenere il sesto posto e quindi l’Europa League. Certo l’impegno non è dei più semplice; ad ospitare il “Diavolo” infatti ci sarà la rivelazione di questa Serie A: l’Atalanta di Gasperini. I nerazzurri in casa sono stati capaci di fermare anche la Juventus e non regaleranno nulla ai milanesi. Per entrambe però le motivazioni saranno altissime: vincendo i bergamaschi ipotecherebbero il quinto posto, per Suso e soci invece c’è da blindare il sesto posto. Una partita decisiva per le sorti di entrambe le formazioni; si prevede spettacolo.

La società riflette su Montella

Il tecnico campano ha svolto un lavoro finora ottimo considerando i limitati mezzi a disposizioni; tuttavia la nuova società, forse colpita anche dalle parole di Berlusconi, starebbe valutando il futuro di Montella. I recenti risultati non testimoniano in favore del tecnico; la squadra è sembrata scarica e svogliata, complice anche un notevole calo fisico. I recenti impegni falliti contro Pescara Empoli e Crotone ne sono una valida testimonianza. I risultati devono arrivare al più presto; l’Europa manca nella Milano rossonera da troppo tempo, anche per una questione economica non si può più sbagliare.

Infatti la società rossonera deve restituire un prestito di 303mln + 50 di interessi al fondo americano Elliott; i soldi delle coppe darebbero di sicuro una grossa mano. Anche in ottica mercato diventerebbe tutto più semplice: una squadra che gioca l’Europa League ha un fascino e un appeal migliore.

Montella quindi, raggiungendo la rassegna europea, potrebbe dormire sogni tranquilli almeno fino alla naturale scadenza contrattuale. L’allenatore si è detto consapevole della situazione anche in conferenza stampa auspicando un incontro con la nuova società. Nonostante le parole di rito tuttavia l’ombra di Mancini incombe sulla panchina rossonera. Realtà o speculazioni? Staremo a vedere.

 

ESCLUSIVA – Anastasi: “Il DNA bianconero è quello di provare a vincere sempre, nell’Inter troppi stranieri”

Sportpaper ha intervistato in esclusiva l’ex attaccante di Juventue ed Inter,Anastasi. Una lunga chiacchierata con argomenti riguardanti Inter, Juventus ed il suo arrivo a Varese.

 

Che ricordi ha della sua esperienza di Varese e di immigrato dalla Sicilia al Nord?

Stiamo parlando di cinquanta anni fa, anno 1966, era tutto completamente diverso, non c’era la tecnologia di oggi, tra  Catania e Varese ci si sentiva  ancora più distanti, però mi sono trovato abbastaza bene. Mi sono ritrovato in una città che aveva un modo di pensare e di vivere completamente diverso dal mio. A Varese i ragazzi uscivano da soli la sera, a Catania era molto più dififcile che accadesse.

Quali sono secondo lei i meriti di Allegri per tutti questi successi?

I meriti di Allegri sono grandissimi, quando arrivò alla Juventus ricordiamo che i tifosi bianconeri non lo volevano per il suo passato al Milan, c’erano in lizza per la panchina Spalletti e Mancini, lui era l’ultimo della lista. Invece in punta di piedi è arrivato in bianconero, ha utilizzato all’nizio lo stesso modulo di Conte , poi piano pano ha fatto giocare la squadra come voleva lui. Ricordiamo che in tre anni ha fatto due finali di Champions, ha quasi vinto tre scudetti di fila, una vittoria in Coppa Italia e la finale di questo anno contro la Lazio. Io credo che questa sia la stagione buona per completare l’opera, ed arrivare a vincere tutto, diciamo che la Juventus ha un buon 80% di possibilità di fare il Triplete.

Se dovesse essere Triplete, Allegri potrebbe rimanere ancora alla Juventus?

Se questa domanda me l’avesse fatta tre mesi fa, le avre irisposto che Allegri se ne sarebbe andato, adesso secondo me le possibilità che resti alla Juventus sono moltissime. Rimanendo a Torino avrebbe il vantaggio di avere una squadra che conosce benissimo.

Non c’è il rischio da parte dei giocatori della Juventus vincendo tutto, di avere un senso di rilassatezza nella prossima stagione, la cosiddetta “pancia piena”?

Quando giochi nella Juventus, la “pancia piena” non c’è mai, è una squadra che gioca sempre per vincere, il DNA bianconero è quello di provare a vincere sempre.

La figura di Moratti manca all’Inter?

Moratti manca senza dubbio al club nerazzurro, era un emblema per l‘Inter, e mi riferisco sia al papà che a Massimo. Il fatto che siano arrivati  i cinesi e mi riferisco sia al Milan che all’Inter, mi fa pensare che i giocatori non si sentono tranquilli, i risultati li abbiamo visti, solo due punti negli ultimi due mesi non sono da grande squadra. Penso che ci siano problemi sia a livello di società che di spogliatoio, al contrario di quello che è la Juventus dove tutto viene programmato. Mi ricordo un episodio, quando ero alla Juventus, Boniperti disse queste parole: “Voi non dovete avere nessun problema, i problemi li abbiamo noi, se ne avete venite in società e li risolviamo. Voi dovete pensare solo a giocare”.

Secondo Lei, perchè Pioli ha fallito?

Pioli è arrivato in una società che era ancora sottosopra, nei primi tempi ha fatto degli ottimi risultati, secondo me ci sono troppi stranieri nell’Inter, ognuno ha il suo modo di pensare e non è facile metterli tutti d’accordo. Quando non ci sono risultati, la maggior parte delle volte è un problema di spogliatoio, evidentemente non c’è tranquillità.

Le voci in generale di complotti verso società o tecnici, secondo Lei sono vere?

Secondo me il problema è che non c’è più attaccamento alla maglia, si pensa più al lato economico.

E’ favorevole a questo giro di miliardi nel mondo del calcio?

Non sono favorevole ovvimante, ma i tempi sono cambiati, proprio oggi ho letto che Lavezzi guadagna 50 miloni di euro in Cina, uno schiaffo al lavoratore ed alla povertà. Tornando alla Juventus, è una delle poche società che ha dei limiti di ingaggio, cose che diverse altre squadre non hanno.

 

Atalanta-Milan, Montella: “la vivo come una finale”

Cagl

Atalanta-Milan, parla Vincenzo Montella

Atalanta-Milan sarà una partita difficilissima, stimolante, la vivo come una finale“. L’allenatore del Milan, Vincenzo Montella, è carico e pronto alla trasferta di Bergamo dove il Milan si gioca una fetta importante di stagione in ottica Europa League, a tre giornate dal termine i rossoneri sono infatti a caccia di un piazzamento con Inter e Fiorentina che inseguono a 3 punti di distanza. “L’Atalanta è una squadra che lavora con i giovani, è bello confrontarsi con loro, sono una formazione modello per come giocano, per lo spirito che ci mettono, per l’organizzazione che parte da lontano -prosegue il tecnico Rossonero nella conferenza della vigilia a Milanello-. Complimenti a Gasperini che sta facendo un lavoro straordinario. Hanno dimostrato di avere grandissimo spirito e organizzazione oltre a saper superare le difficoltà, penso al 7-1 con l’Inter, hanno avuto la forza di riprendere il cammino“.

Atalanta-Milan le scelte del tecnico Rossonero

Per la sfida allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia, Montella ritroverà capitan Montolivo reduce dal lungo sto. “Riccardo è un giocatore che ci è mancato per spessore, padronanza del ruolo ed esperienza. Adesso sta bene, lo vedo pronto, non so se per 90′ ma in questo caso conta di più la motivazione. C’è l’intenzione reale che possa cominciare la partita“.

Per il rush finale in vista del termine della stagione, Montella non prevede stravolgimenti del modulo. “Un sistema di gioco non è statico, diamo troppa importanza a questo, noi è tutto l’anno che giochiamo più o meno in questo modo. Abbiamo l’esterno, soprattutto quando c’era Bonaventura o Suso, che si accentra molto, un interno che si inserisce e un esterno basso che sale in costruzione. Non c’è un sistema statico, l’importante è che rimangano i principi di gioco che abbiamo usato tutto l’anno, sarei un pazzo a cambiare

Sfogliando la rosa il tecnico rossonero parla di Romagnoli. “Non è nelle condizioni ottimali, sta stringendo i denti per esserci, vedremo. Bacca e Lapadula? Sono due giocatori diversi. Lapadula ti permette di tenere più palla e di partecipare un po’ di più al gioco rispetto a Bacca che ti garantisce un po’ di più la finalizzazione -sottolinea Montella-. La squadra a livello fisico sta molto bene, i ragazzi sono vicini a un risultato e c’è qualche ansia in più da allontanare: dobbiamo giocare con un po’ più liberi mentalmente, ovviamente pensando alla vittoria”. Infine, guardando alla classifica, Montella parla delle squadre che lo precedono, l’Atalanta, a +4 dal Milan, e la Lazio. “Non lo so se sono più forti, ad oggi se hanno più punti significa che hanno dimostrato di sì“.

Inter: Conte priorità assoluta, Abramovich però non molla

Inter

Inter – Conte: prove di accordo

L’Inter ha deciso: per ripartire l’uomo ideale è Antonio Conte. L’allenatore salentino è considerato il profilo ideale da Zhang e soci. Il presidente dei nerazzurri, non è un mistero, stravede per il tecnico del Chelsea e farebbe follie per prenderlo. L’offerta proposta a Conte sarebbe infatti davvero irrinunciabile: 70mln in 5 anni; questa faraonica cifra renderebbe l’ex coach della Juventus l’allenatore più pagato al mondo. Il tecnico avrebbe dato il suo assenso e sarebbe disposto a rimettersi in gioco malgrado l’assenza dalle coppe europee. Tuttavia Roman Abramovich non sembra disposto a lasciarsi sfuggire il suo allenatore.

Ostacolo russo

Il presidente del Chelsea non vuole assolutamente privarsi dell’ex allenatore della nazionale. Dopo averlo fortemente voluto per ripartire ora il magnate russo vorrebbe dare continuità al progetto. Le armi per convincere Conte di certo non mancano al presidente dei londinesi.

Il primo passo sarebbe un cospicuo adeguamento dell’ingaggio che renderebbe Antonio Conte il tecnico più pagato in Premier League. Inoltre sarebbe lo stesso Abramovich che starebbe mediando tra il salentino e Marina Granovskai, ds del Chelsea. E’ risaputo che i rapporti tra l’italiano e la russa non siano idilliaci; tuttavia il presidente sarebbe contento dell’operato di entrambi e vorrebbe continuare su questa rotta per riportare i Blues ad altissimi livelli europei.

Abramovich sarebbe disposto ad accontentare Conte sul mercatoin ogni desiderio. Primi sulla lista sarebbero Vigirl Van Dijk, difensore del Southampton, e Romelu Lukaku, attaccante dell’Everton. L’imprenditore di Saratov è pronto a far follie è per trattenere il suo tecnico; l’Inter è avvisata. Conte nel frattempo si concentra sulla vittoria della Premier, dove manca solo una vittoria, e afferma di voler rimanere a Stamford Bridge. Staremo a vedere.

Si valutano le alternative

Ausilio e Sabatini, neo acquisto dirigenziale, iniziano a valutare quindi le alternative. Il nome di Simeone è sempre più lontano: Il PSG lo ha scelto per il post-Emery e il Cholo difficilmente lascerà l’Atletico per l’Inter che non gioca le coppe.

Tra i tanti nomi accostati ai nerazzurri anche quello di Jardim, autore del miracolo Monaco, e Spalletti, in uscita dalla Roma. Il toto-allenatore si arricchisce ogni giorno di un nome nuovo. Chi sarà il prossimo allenatore dell‘Inter per tornare grandi? Si accettano candidature.