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Genoa-Inter, le probabili formazioni

Karamoh

Pioli parla alla vigilia di Genoa-Inter

Spero sia arrivato il momento di tornare a vincere. Non vinciamo da troppo tempo e l’obiettivo è ben chiaro“, così Stefano Pioli, alla vigilia di Genoa-Inter, senza sbilanciarsi sulla possibilità di schierare titolare Gabriel Barbosa, provato questa mattina al fianco di Icardi. “Le scelte le farò domenica mattina. Posso solo dire che è cresciuto tanto. Schiererò – dice – la formazione migliore. Anche se siamo un po’ in emergenza in difesa, senza Murillo, Miranda e Ansaldi“. L’Inter, a Genova, deve tornare alla vittoria dopo sei partite: “Abbiamo avuto un calo, i risultati lo testimoniano. Non è un calo fisico, perché dai dati siamo stati la squadra con le migliori prestazioni fisiche nelle ultime quattro partite. Dobbiamo solo pensare a fare il massimo, non dobbiamo guardarci indietro. Abbiamo perso troppo tempo facendolo“.

Genoa-Inter, le probabili formazioni

Genoa (3-4-3): Lamanna; Gentiletti, Burdisso, Munoz; Lazovic, Veloso, Rigoni,  Ntcham; Pandev, Simeone, Palladino Allenatore: Juric.

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Medel, Andreolli,Nagatomo; Gagliardini, Kondogbia; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi. Allenatore: Pioli

Diffidati: Burdisso, Orban, Handanovic, Medel.

Arbitro: Damato di Barletta

Juventus-Torino 1-1, Higuain agguanta il Toro nel recupero – I Video dei gol

Calciomercato Juventus Higuain

Juventus-Torino, il Pipita salva i Bianconeri

Festa rinviata, ma solo di sette giorni, Juventus-Torino finisce 1-1 e i ragazzi di Allegri non possono ancora festeggiare aritmeticamente il sesto scudetto consecutivo, ma possono, con soddisfazione, esultare per aver conservato l’imbattibilità dello Stadium. E’ stata necessaria, però, una prodezza di Gonzalo Higuain che in pieno recupero piazza la zampata vincente utile a pareggiare lo splendido gol su punizione di Adem Ljajic. Unico neo della serata l’espulsione di Acquah. Il giocatore del Torino al 52′ interviene in scivolata ed essendo già ammonito viene espulso. Furioso Mihajlovic per il cartellino entra in campo fino a raggiungere faccia a faccia Doveri che è costretto ad allontanarlo dal rettangolo di gioco. Vista l’azione al replay il centrocampista granata prende la palla piena. La gara gira in gran parte su questo episodio episodio. per il resto è il solito grande Derby della Mole con il Torino che accarezza il sogno di espugnare lo Stadio degli eterni rivali e i Bianconeri che come dice il loro slogan “fino alla fine” non mollano mai. Martedì la Juventus è attesa della Semifinale di ritorno di Champions League con la ragionevole certezza di agguantare il pass per Cardiff mentre domenica all’Olimpico di Roma possono chiudere la pratica Scudetto. Le feste sono solo rinviate

Le parole di Cairo su Belotti

Vorremmo mantenere la squadra forte: con Belotti c’è una clausola per l’estero e, se questa non venisse pagata, in Italia non vorremmo venderlo. Io gli consiglierei di rimanere almeno un anno, per lui e per la Nazionale“. Lo ha detto il presidente del Torino, Urbano Cairo, parlando ai microfoni di Premium Sport del futuro dell’attaccante a margine del derby contro la Juventus. “Se c’è stata qualche telefonata per lui? Io ai numeri sconosciuti non rispondo“, ha risposto ridendo Cairo.

Juventus-Torino 1-1, il tabellino

Juventus (4-2-3-1): Neto; Lichtsteiner, Bonucci, Benatia, Asamoah; Khedira, Rincon (69′ Pijanic); Cuadrado, Dybala (80’Alex Sandro), Sturaro (56′ Sturaro); Mandzukic. Allenatore: Allegri.

Torino (4-2-3-1): Hart; Zappacosta, Rossettini, Moretti, Molinaro; Acquah, Baselli (75’Obi); Iago Falque (83’Iturbe), Ljajic, Boyè (63’Benassi); Belotti. Allenatore: Mihajlovic.

Reti: 52′ Ljajic; 91′ Higuain

Juventus-Torino 1-1, i video dei gol

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Napoli-Cagliari 3-1, Mertens stende la squadra di Rastelli – I video dei gol

Serie A

Napoli-Cagliari, Mertens protagonista

Napoli-Cagliari finisce 3-1 con i partenopei che sorpassano la Roma al secondo posto per una notte. Il risulato è griffato da Mertens, che nel giorno del suo trentesimo compleanno si regala una doppietta e un assist per Insigne. Trenta come i gol segnati in questa stagione dal fuoriclasse belga, che con 24 centri solo in campionato mette nel mirino il primo posto della classifica marcatori occupato da Dzeko e Belotti a quota 25. Il Napoli intanto mette la freccia sulla Roma e almeno fino a domani si gode il secondo posto a +2 sui giallorossi, impegnati nel difficile posticipo di San Siro contro il Milan. Il Napoli domina nel primo tempo e crea una quantità incredibile di occasioni, ma arriva all’intervallo avanti di un solo gol. Ed è forse questo l’unico cruccio per Sarri in un pomeriggio in cui la sua squadra sfiora la perfezione. Lo show degli azzurri accende il San Paolo fin dal fischio d’inizio e al secondo giro di orologio Mertens può già festeggiare con il gol: sul cross perfetto di Ghoulam dalla sinistra, il belga anticipa Salamon e infila Rafael. Messo in discesa il risultato, il Napoli può sfoggiare il suo miglior repertorio e alle soglie della mezz’ora cambia decisamente marcia mettendo agli atti altre tre nitide palle-gol. Al 29′ Insigne, servito in profondità da Hamsik, scavalca Rafael con un morbido ‘lob’ ma il pallone termina alto di un soffio. Al 30′ Mertens sfiora l’incrocio dei pali con un destro a giro dal limite. Al 31′ Hamsik ci prova addirittura dalla lunetta del centrocampo con un tiro di poco oltre la traversa a Rafael battuto.

Napoli Secondo per una notte

L’assedio del Napoli continua fino al riposo e prima dell’intervallo Mertens spreca una clamorosa chance per la doppietta calciando troppo debolmente da ottima posizione dopo avere strappato il pallone a Salamon. Ma l’appuntamento è solo rimandato a inizio ripresa quando il belga, trovato ancora da Ghoulam, fa centro dal limite dell’area con una rasoiata di destro che lascia immobile Rafael. E’ tutto troppo facile per il Napoli, che già al 65′ va vicinissimo al terzo gol con un colpo di testa su corner di Albiol. La traversa salva il Cagliari, ma il 3-0 si materializza poco sull’asse Mertens-Insigne: il belga stavolta estrae dal cilindro uno splendido assist per il compagno di reparto, che da due passi non sbaglia. La standing ovation del San Paolo per Mertens, sostituito nel finale da Milik, è più che mai meritata. E pazienza se nel recupero il Cagliari rende meno pesante il passivo con il gol di Farias facendo arrabbiare Sarri in panchina: il Napoli è secondo almeno per una notte.

Napoli-Cagliari 3-1, il tabellino

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Chiriches, Ghoulam; Zielinski, Jorginho, Hamsik (69′ Rog); Callejon, Mertens (77′ Milik), Insigne (79′ Giaccherini). Allenatore: Sarri.
Cagliari (4-4-2): Rafael; Pisacane, Salamon, Bruno Alves, Murru (71′ Faragò); Isla, Ionita (67′ Joao Pedro), Barella, Padoin; Sau (77′ Farias), Borriello. Allenatore: Rastelli.

Reti: 2′, 49′ Mertens, 67′ Insigne, 92 Farias

Napoli-Cagliari 3-1 i video dei gol

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Moto Gp: a Jerez uno spettacolare Pedrosa conquista la pole. Secondo Marquez, terzo Crutchlow

Jerez

Jerez tripletta Honda, le Yamaha invece hanno qualche difficoltà

Uno strepitoso Dani Pedrosa ha conquistato la pole position sul circuito di Jerez. Camomillo è andato forte sin dal venerdì, dominando le Fp1, Fp2, e le Fp3. Lo spagnolo ha quasi battuto il record della pista, che appartiene a Jorge Lorenzo. Dietro Pedrosa scatta il suo compagno di squadra, Marq Marquez. Cabroncito ha provato a rubare la pole all’altro pilota Honda, ma non ci è riuscito. L’ultima curva veloce gli ha fatto perdere qualcosa e ha dovuto accontentarsi della seconda casella. I due piloti Honda sono molto vicino, con Marquez in ritardo di soli 49 millesimi.

Terza posizione per uno straordinario Cal Crutchlow. Il pilota del team di Lucio Cecchinello ha trovato un buon feeling con la pista e ha approfittato delle difficoltà riscontrate dalle Yamaha.

I due piloti Yamaha hanno avuto dei problemi con la pista di Jerez, soprattutto nel T3. Vinales parte dalla quarta casella, Rossi addirittura settimo. Il dottore già in difficoltà dal venerdì non è riuscito a stare davanti. Seconda fila anche per Andrea Iannone. Il pilota della Suzuki, che è dovuto passare per il Q1 scatterà in quinta posizione. Un po’ attardate le Ducati. Jorge Lorenzo dopo aver chiuso le FP3 in seconda posizione dietro a Pedrosa, non è riuscito a tenere il passo dei primi chiudendo in ottava posizione. Andrea Dovizioso, che ha dimostrato ancora una volta di non amare molto il circuito di Jerez, partirà dalle retrovie.

 

Jerez, la griglia di partenza

 

1 26 DANI PEDROSA 1’38.249
2 93 MARC MARQUEZ 1’38.298 0.049 / 0.049
3 35 CAL CRUTCHLOW 1’38.453 0.204 / 0.155
4 25 MAVERICK VIÑALES 1’38.677 0.428 / 0.224
5 29 ANDREA IANNONE 1’38.744 0.495 / 0.067
6 5 JOHANN ZARCO 1’38.861 0.612 / 0.117
7 46 VALENTINO ROSSI 1’38.908 0.659 / 0.047
8 99 JORGE LORENZO 1’38.910 0.661 / 0.002
9 94 JONAS FOLGER 1’39.108 0.859 / 0.198
10 43 JACK MILLER 1’39.125 0.876 / 0.017
11 45 SCOTT REDDING 1’39.152 0.903 / 0.027
12 41 ALEIX ESPARGARO 1’39.400 1.151 / 0.248

Spalletti: “Arrivare secondi è come vincere lo Scudetto, terzi non è un fallimento”

Roma-Genoa

Luciano Spalletti parla alla vigilia di Milan-Roma

Se arriviamo secondi è come aver vinto lo scudetto. E il terzo posto vuol dire comunque essere dentro le posizioni nobili, non un fallimento” è il pensiero del tecnico della Roma, Luciano Spalletti, che alla vigilia della sfida di campionato contro il Milan dà già per chiusa la rincorsa alla Juventus per il titolo. “La Juve in questo campionato ha detto che nessuno può mettere mano al primo posto. Rimane il secondo posto che vale l’accesso diretto alla Champions e ce lo giochiamo col Napoli, che è tra le squadre più forti d’Europa. Vuol dire che tanto male non abbiamo fatto“, evidenzia Spalletti, secondo il quale il Napoliè la squadra che tutti vorrebbero avere in questo momento“. Nemmeno chiudere la stagione al terzo posto per il tecnico giallorosso sarebbe sinonimo di un flop: “Andatelo a chiedere ad altre squadre che hanno iniziato la stagione con lo stesso obiettivo se per loro sarebbe un fallimento“, sottolinea Spalletti.

Non ritirate la Numero 10 di Totti

E’ insopportabile sentire dire che la maglia numero 10 di Totti va ritirata. Sono valutazioni che non stanno né in cielo né in terra. Se io fossi chi gestisce la società direi che la maglia rimane viva, non muore”. Prosegue Luciano Spalletti, aprendo un lungo capitolo sul capitano giallorosso alla vigilia della sfida di campionato contro il Milan. “Ritirare la maglia è mortificazione, non esaltazione -ha evidenziato Spalletti-. E il bambino che ambisce a giocare con la maglia di Totti? Gli vogliamo togliere quella soddisfazione? E’ un modo di ragionare vecchio, ribaltiamo la cosa. Se si vuole ricordare Totti scriviamo il suo nome in piccolo su tutte le maglie. Deve continuare a vivere il numero 10 con cui Totti ha fatto giocate formidabili. Questo è il mio pensiero. Poi se non la vedo più, vado al cimitero e cerco la maglia di Totti per rivederla.

Il futuro di Totti

Riguardo l’annuncio del nuovo ds Monchi sul futuro di Totti non più da calciatore ma da dirigente al termine della stagione, Spalletti ha puntualizzato che “ha solo riportato ciò che ha trovato venendo qui“. “Io ho sempre detto che la gestione del calciatore mi riguarda, mentre la gestione del campione e della storia di Totti spetta al presidente. E mi sembra che Pallotta pensi di averlo già fatto“. Il numero 10 della Roma non ha ancora parlato del suo futuro: “Essendo nel momento più importante della sua carriera ed essendo così attaccato alla Roma, vuole aspettare la fine del campionato e preferisce fare silenzio per dare tutta l’attenzione a questo finale di stagione“, è la convinzione di Spalletti, che ha poi aggiunto: “Certo, sarebbe più facile se lui dicesse il suo pensiero il prima possibile“.

L’episodio dei manichini – infine – non appartiene né ai tifosi della Roma, né a quelli della Lazio e né a chi in generale ama questo sport. Sono persone deviate che hanno dei problemi“.