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Juventus: i bianconeri sulle tracce di Lacazette, ma il Lione chiede 60 milioni di euro

Marotta

 

La Juve vorrebbe l’attaccante francese come vice Higuain

 

Con la fine del campionato ormai alle porte, anche la Juventus inizia a guardarsi attorno in vista della prossima stagione. I bianconeri sono alla ricerca di un profilo adatto che possa rinforzare il reparto offensivo. Tanti i nomi che rimbalzano in questi giorni, ma proprio stamattina è arrivata un’indiscrezione dalla Francia.

Secondo quanto riporta il quotidiano nazionale francese France Fotball, la Juventus avrebbe messo gli occhi su Alexandre Lacazette, attaccante dell’Olympique Lione. Il bomber francese, classe 1991, piace a mezza Europa. Su di lui non c’è solo la Juve. Atletico Madrid, Manchester United, Borussia Dortmund e Arsenal sono pronti a sfidarsi per assicurarsi Lacazette.

La Juventus avrebbe individuato in Lacazette l’alternativa di lusso a Gonzalo Higuain, ma l’attaccante francese non è disposto a trasferirsi per fare la riserva.

Inoltre, il Lione ha richiesto una cifra imponente. Ammonta a 60 milioni di euro il prezzo del cartellino del giocatore. Una cifra, che secondo i tabloid francesi è giustificata dai numeri dell’attaccante. 107 sono i gol segnati nelle ultime quattro stagioni, ma Lacazette non è mai risultato decisivo nelle partite importanti. Secondo altri, invece, la cifra richiesta dal Lione è troppo alta. I bianconeri dovranno decidere se avviare una trattativa con il club francese oppure virare su un giocatore che costa meno.

Biasin, l’Inter: “Certezze? Poche, anzi una: Oriali tornerà alla casa-madre”. E intanto si guarda agli obiettivi di mercato

Gabriele Oriali

 

Per l’Inter c’è un’ultima speranza per entrare in Europa League, ma nel frattempo si lavora per il prossimo anno

 

Fabrizio Biasin, noto giornalista del quotidiano Libero, nel suo editoriale per TUTTOMercatoWEB ha illustrato il periodo buio dell’Inter, analizzando il k.o con il Napoli. E sul prossimo ritorno di Oriali nella società nerazzurra ha fatto alcune considerazioni.

 

Qui di seguito le parole integrali riportate dal sito si TMW.

 

 

Partiamo da un paio di presupposti.

Il primo: le sconfitte non possono essere definite “buone”. Le sconfitte sono sconfitte e fanno male, in particolare se ti chiami Inter e hai scritto pagine gloriose nella storia del calcio.

Il secondo: non esistono bicchieri mezzi vuoti o mezzi pieni, esistono disastri o progetti vincenti.

L’Inter 2016/17 è un semi-disastro e la sconfitta di domenica fa male perché per una volta è parsa “normale”, quasi indolore, logica conseguenza delle cose.

Uniformarsi alla mediocrità non è accettabile, così come sarebbe sbagliato pensare che, in fondo, tutto è sopportabile perché “tanto i tempi migliori arriveranno”.

Signori, qui si scopre l’acqua calda: la mediocrità non è mai normale.

Ribadiamo: non ci sono “buone sconfitte”, al limite partite perse che offrono appigli per sperare in una rinascita. Quella con il Napoli ne regala davvero pochi, perché contro Sarri puoi perdere eccome, ci mancherebbe, ma non uscire con la faccia del cane bastonato. E tutti avevano la suddetta faccia.

 

SUL LAVORO DI PIOLI E SULL’ARRIVO DEL NUOVO ALLENATORE

  Pioli è il volto di questa Inter che ancora una volta viaggia sull’altalena: sequenze di vittorie, obiettivi che sembrano improvvisamente tornare alla portata, crolli. Nel post triplete il giro sulla giostra l’hanno fatto molti tecnici, poi puntualmente silurati. Lo stesso destino rischia di toccare all’allenatore emiliano, attaccato alla qualificazione all’Europa League come un elefante al filo di ragnatela. Non è il principale responsabile del “disastro di primavera” (quello arriva da lontano, da una stagione nata male e proseguita anche peggio), ma essendo nient’affatto scemo sa bene di essere molto più che in discussione.

 

Il 7-1 con l’Atalanta aveva portato con sé cori di ammirazione e complimenti, in quei giorni molti parlavano di “rinnovo giusto” per un tecnico “italiano, valido, capace”. Pioli ben sapeva che quel risultato e i precedenti sarebbero serviti a poco se non si fossero sposati con un finale di stagione all’altezza delle aspettative

 

INTER PUOI SPERARE ANCORA NELL’EUROPA LEAGUE 

E allora siamo qui, con una speranza di qualificazione all’Europa League che scalda il cuore a pochissimi, forse neppure a gran parte della rosa nerazzurra.

 

 CHI CI SARÀ IL PROSSIMO ANNO SULLA PANCHINA DELL’INTER

Si cerca di dare un senso a questa volata assai poco allettante e devastata da voci e balle galattiche che si rincorrono giorno dopo giorno: “Io so chi sarà il prossimo tecnico dell’Inter!”. Tutti “lo sanno” e in realtà tutti – compreso il sottoscritto – possono solo azzardare. Ci si attacca ai nomi: Conte, Simeone, Sarri, Spalletti e molti altri ancora, ché tanto prima o poi qualcuno arriverà.

 

COME SARÀ L’INTER DEL FUTURO? 

Certezze? Poche, anzi una: Oriali tornerà alla casa-madre. È forte la sua voglia di rendersi utile, fortissimo il suo entusiasmo, molto simile a quello di chi ha deciso di riportarlo all’Inter per ridare ordine a una “filiera dirigenziale” incompleta.

Il pranzo di Monza tra Ausilio e il mediano più famoso che c’è è confluito in un accordo di massima che solo Tavecchio potrebbe far saltare. Non accadrà, perché il presidente federale tiene alla sua Nazionale ma ancor di più capisce le situazioni: impedire ad Oriali di ricongiungersi col nerazzurro non avrebbe senso.

 

PROSSIMI OBIETTIVI DI MERCATO 

 E il mercato? La sequenza di obiettivi è nota: un centrale difensivo, un esterno basso, un attaccante che possa supportare Icardi, un centrocampista dai piedi buoni. L’offerta per Manolas è partita, l’interesse per Bernardeschi manifestato sottotraccia, quello per Schick anche (ma per il ceco c’è la folla). Anche in questo caso però siamo lontani dalle certezze, mentre è noto che prima di poter acquistare, i nerazzurri dovranno sistemare la “faccenda-Uefa”, ovvero rimediare 30 milioni il prima possibile. Le eventuali cessioni di Jovetic e Ranocchia potrebbero bastare, ma il condizionale in questo caso è d’obbligo.

Infine la seconda (e ultima) certezza. I “futuri nerazzurri” verranno ovviamente scelti e valutati per le qualità dei loro piedi, ma anche e soprattutto per quella delle loro teste: li chiamano “uomini” e vengono prima dei “calciatori”

 

Calciomercato Milan, il Marsiglia vuole soffiare Cesc Fabregas ai Rossoneri

Cesc Fabregas

Cesc Fabregas nel mirino del club di Rudy Garcia

Che Cesc Fabregas sia pronto a lasciare il Chelsea in estate, più che un ipotesi ormai è una certezza, che possa approdare, come viene scritto da molti giornali e siti esperti in calciomercato, al Milan sta diventando, invece, ogni giorno che passa sempre meno probabile. E’ di queste ore la notizia che l’Olympique Marseille, la squadra allenata dall’ex tecnico della Roma Rudy Garcia, sarebbe vicinissima ad un accordo con il centrocampista spagnolo. Vediamo con il supporto del sito esperto in vicende rossonere, PianetaMilan lo stato dell’arte della situazione.

Le parole del quotidiano catalano Sport

Secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo l’entourage di Cesc Fabregas avrebbe un accordo di massima con il Marsiglia. “Il centrocampista, partito inizialmente in fondo alle gerarchie di Antonio Conte durante il corso della stagione si è ritagliato uno spazio importante (33 presenze, 6 gol e 12 assist), potrebbe optare per la formazione transalpina -prosegue PianetaMilan – poiché a Marsiglia, nel ruolo di direttore sportivo, lavora Andoni Zubizarreta, ex, storico portiere del Barcellona nonché dirigente del club catalano all’epoca dell’operazione che riportò Fabregas in blaugrana dopo gli anni trascorsi all’Arsenal“. Dirigente a cui lo stesso Fabregas è molto legato da amicizia e stima professionale.

Le alternative a Cesc Fabregas

Le alternative sono due ed entrambe incrociano il calciomercato della Roma, la prima è il centrale dell’Atalanta Franck Kessie che i Giallorossi erano convinti di aver prelevato per 28 milioni di euro dagli orobici finché non è emerso che il suo procuratore stesse chiudendo un accordo proprio con Mirabelli e Fassone sparigliando le carte sulla tavola dell’affare. A questo punto sarà decisiva la volontà del calciatore attratto da un’interesse molto forte proprio del Chelsea dei Fabregas.

Le parole del procuratore di Pellegrini

La seconda alternativa è rappresentata da Lorenzo Pellegrini mediano del Sassuolo ma di proprietà della Roma che a giugno verserà al club emiliano gli 11 milioni di euro del “diritto di recompra”, in questo caso il procuratore del giovane romano, Giampiero Pocetta è stato molto netto parlando ai microfoni di Milannews: “Ho fatto una visita al direttore Mirabelli perché lo conosco, era già preventivata. Abbiamo parlato di calcio e del progetto del Milan, ci sono tutte le carte in regola per poter rivedere il Milan a livelli importanti. Mirabelli mi ha prospettato il progetto della società. Si è parlato anche di qualche giocatore che gestisco. Mi ha fatto il nome di Pellegrini, in questo momento ha l’attenzione di molte squadre in Italia e in Europa, ovvio che ci sia anche il Milan dentro. Quando parlo di grandi squadre parlo sicuramente anche dei rossoneri. Farò delle valutazioni con il ragazzo a fine anno e poi decideremo la strada migliore per la sua crescita. Sicuramente ci risentiremo“.

La protesta di Sulley Muntari arriva all’Onu

Sulley Muntari

La dichiarazione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani sulla protesta di Sulley Muntari

La protesta anti-razzismo di Sulley Muntari è “un’ispirazione per tutti noi all’ufficio dell’Onu per i diritti umani“. Lo ha affermato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad al-Hussein, in merito al caso che ha visto coinvolto il giocatore del Pescara durante la partita di domenica a Cagliari. Il centrocampista ghanese ha lasciato in campo dopo avere riferito all’arbitro Minelli di essere stato preso di mira dai tifosi sardi con insulti razzisti. Il direttore di gara ha prima punito le veementi proteste del giocatore con un cartellino giallo, poi alla sua uscita dal campo ha estratto il cartellino rosso.

Il razzismo negli Stadi

Secondo Zied Ra’ad al-Hussein la piaga del razzismo nel calcio richiede “l’approfondita attenzione della Fifa“. L’Alto Commissario per i diritti umani ha annunciato che nelle prossime settimane presenzierà a un incontro internazionale per diffondere il messaggio che “il razzismo e le altre espressioni di bigottismo non devono essere tollerati nei grandi eventi sportivi” e ha richiamato l’attenzione su un altro recente caso “estremamente allarmante” avvenuto in Ucraina, con i tifosi della Dinamo Kiev che hanno indossato abiti del Ku Klux Klan mostrando svastiche naziste.

In Spagna non hanno dubbi, il Napoli punta forte su Castillejo

Aurelio De Laurentiis

Colpo in Spagna per il Napoli

In attesa di capire se la squadra di Sarri si prenderà o meno l’accesso diretto alla Champions League 2017-2018 il patron Aurelio De Laurentiis è già in caccia di rinforzi, il nome di oggi sul taccuino dei partenopei è quello dell’esterno (sia destro che sinistro) del Villareal Samu Castillejo, classe 1995 valore nominale di mercato 7 milioni di euro ma considerata la giovane età e lo splendido campionato che sta disputando nella Liga, ad oggi 31 presenze 2 gol e 4 assist, il valore reale potrebbe essere addirittura quadruplicato. Vediamo con il supporto del sito esperto in vicende azzurre TuttoNapoli i dettagli dell’operazione.

Samu Castillejo nel mirino dei partenopei

“Dalla Spagna sono sicuri, Samu Castillejo resta un obiettivo del Napoli. Nonostante le smentite del giocare, come racconta oggi il portale spagnolo As, la società azzurra avrebbe individuato nel giocatore del Villarreal l’ideale sostituto di Callejon”.

Secondo il portale, il Napoli avrebbe pronta un’offerta da 20 milioni di euro per convincere il submarino amarillo a cedere il giocatore. Nelle prossime settimane ne sapremo di più