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Monaco-Juventus si avvicina. Le formazioni nella mente di Jardim e Allegri

Monaco vs Juventus, spazio a voi due

Ormai ci siamo, ancora poche ore e sarà Monaco vs Juventus. In palio la finale di Champions League 2017, tutti i 22 in campo sognano Cardiff, davanti 180 minuti da giocare col coltello tra i denti. Jardim punta sulla velocità di Mbappè e sul ritrovato Falcao. Di fronte una Juventus affamata e con il gran desiderio di riportare finalmente a Torino la Coppa dalle grandi orecchie. Allegri punta forte sui gioielli, da Dybala a Higuain passando per una retroguardia solida che vede in Bonucci il simbolo dei bianconeri. Una grande sfida degna di una semifinale champions, da non perdere e da gustare.

Post derby Roma-Lazio, chiesta la prova tv per Strootman

Kevin Strootman

I giallorossi rischiano di perdere Strootman e De Rossi

Il derby non è mai una partita banale, in molti casi lascia il segno in molti sensi. Quello giocato ieri ha lasciato il sorriso sul volto dei biancocelesti e l’amarezza in casa giallorossa ma non solo. Il post derby rischia di diventare ancora più amaro per i ragazzi di Spalletti. Il capo della procura della Figc, Giuseppe Pecoraro, entro la tarda mattinata di domani invierà, infatti, al Giudice sportivo la segnalazione per la prova tv nei confronti di Kevin Strootman, che rischia di pagare con due turni di squalifica la simulazione in occasione del rigore concesso dall’arbitro Orsato.

A rischio anche la posizione di Deniele De Rossi, dopo il gol il centrocampista ha esultato portando la mano verso le parti basse, probabilmente rivolto alla panchina laziale. Un gesto punibile anche con un’ammenda.

Pazzo Derby a Verona: decide Romulo al 95′, Verona-Vicenza 3-2

Il Verona vince il derby veneto in rimonta, grazie a d una rete di Romulo al 95′

Incredibile al Bentegodi, il Vicenza in vantaggio fino al minuto 87, subisce la veemente rimonta del Verona che vince grazie ad una rete di Romulo al 95′, nel finale espulsi Pucino e Valoti.

LA PARTITA L’Hellas Verona si porta in vantaggio al 20′ grazie ad una rete di Siligardi che in percussione centrale calcia a giro e batte Vigorito. Al 33′ arriva dal nulla il pari del  Vicenza, Orlando si accentra e serve Bellomo che tutto solo non ha difficoltà a battere Nicolas. Nel finale prima viene annullata una rete a Pazzini colto in fuorigioco, poi Romulo in rovesciata spedisce di poco la palla a lato. Nella ripresa al 59′ arriva il vantaggio degli ospiti firmato da Esposito che di testa manda in rete. Il Verona si getta in avanti ed ottiene il pari al’88’ con Bessa su assit di Romulo. Quando il pari sembrava cosa fatta ecco che al 95′ Romulo grazie ad una prodezza di destro al volo ottiene la rete del match point. Il Verona con questa vittoria resta in scia al Frosinone, il Vicenza si gioca tutto nel prossimo incontro contro la Ternana.

 

Hellas Verona-Vicenza 3-2

Marcatori: 20′ Siligardi (Vr), 33′ Bellomo (Vi), 59′ Esposito (Vi), 88′ Bessa (Vr), 95′ Romulo (Vr)

Hellas Verona (4-3-3): Nicolas; Romulo, Ferrari, Caracciolo (86′ Troianiello), Souprayen; Fossati, B.Zuculini (76′ Ganz), Bessa; Siligardi, Pazzini, Luppi (59′ Valoti). All. Pecchia.

Vicenza (4-3-3): Vigorito; Pucino, Adejo, Esposito, D’Elia; Signori, Gucher, Bellomo (69′ Rizzo); Orlando (65′ Siega), De Luca (75′ Ebagua), Giacomelli. All. Torrente.

Arbitro: sig. Abbattista di Molfetta

Ammoniti: 41′ Bessa (Vr), 48′ Souprayen (Vr), 63′ B.Zuculini (Vr), 71′ De Luca (Vi)

Italiani da esportazione

Ancelotti

Cosa succede agli italiani di Premier, Ligue 1 e Bundesliga”

Mettiamo da parte sfoghi di pancia, comprensibili nella sostanza, come quello di Muntari dopo l’ennesimo episodio di razzismo. Censuriamo la reazione spropositata della Gradinata Nord nei confronti di un Genoa bisognoso più che mai di sostegno in un momento così delicato della stagione. Per non parlare di un Orsato – e del giudice di linea ovviamente – a dir poco rivedibile, ancora una volta in un mtach di cartello, pur essendo quotatissimo per la nomenklatura dei fischietti italiani.
Spostiamoci Oltralpe per renderci orgogliosi della nostra cultura pallonara, che esportiamo con protagonisti che ci fanno meno vergognare delle carenze di casa nostra.

Citiamo tre protagonisti dell’ultimo weekend, che stanno scandendo da Settembre i ritmi dei loro rispettivi campionati, ovvero Carlo Ancelotti, Antonio Conte e Mario Balotelli.

Sor Carletto da Reggiolo si è laureato anche in Germania, unico nella storia del Gioco ad aver conseguito il lauro in tutte le principali università pallonare europee, e il successo in Baviera rende consolatorie le ultime settimane, dove il Bayern è uscito malamente sia dalla Coppa dei Campioni che dalla Coppa di Germania. Il tennistico blitz di Wolfsburg rende vane le speranze del Lipsia, votata come la squadra più impopolare del Paese, ma comunque in grado di far venire un po’ di tremoni a Robben e compagni. Ancelotti ha di fatto portato avanti il Verbo, introdotto da Van Gaal, sviluppato da Heynckes e istituzionalizzato da Guardiola. La continuità filosofica intrapresa dai bavaresi simboleggia questa inversione di tendenza, che è anche teutonica oltretutto, dove alla solidità si è unita anche la grande qualità nello sviluppo della manovra.

Se Ancelotti ride, Conte è in estasi. Nella perfida Albione un altro cameriere ha prevalso in Premier, un anno dopo Claudio Ranieri con il Leicester dei miracoli. Il Chelsea, con un Kantè in più – prelevato proprio dalle Foxes – ha scandito l’andatura in campionato da Novembre in poi, ridimensionando l’arrogante City del Pep che era partito in tromba per poi gettare la maschera. E sì che la squadra è in sostanza, negli interpreti, la stessa dell’anno passato, che con Mourinho è stata a dir poco lacunosa. Inserendo il marchio di fabbrica della difesa a tre, ha reso David Luiz addirittura credibile nel ruolo di centrale, se affiancato da due pretoriani di livello che ne permettono gli slanci offensivi. Moses è stato reinventato ala destra, Hazard ha fatto un salto di qualità forse definitivo. Unico neo, la stagione con più ombre che luci di Fabregas, uno dei pochi a non seguirne i ritmi veritiginosi. Perchè Conte è un fiume in piena, e se ne sono accorti Zhang e tutto il suo entourage, che difatti vorrebbero corteggiarlo per poi blandirlo di nerazzurro.

Infine, Supermario, che viaggia in doppia cifra in Ligue 1 pur centellinandone l’impegno. Al netto delle solite baruffe comportamentali e dialettiche, Balotelli ha rivestito un ruolo importante per le fortune del Nizza. Logico che il lavoro di Favre, grande artigiano in panchina, e la qualità di alcuni giocatori come Eysseric e Pléa abbiano fatto la differenza. Se Balo si mette in testa, alla bella età di 27 anni, che può ancora essere un fattore, allora la percentuale dei rimpianti in rapporto alle soddisfazioni che ha saputo regalare tenderebbe a diminuire.

Sconcerti: “Il Napoli ha dominato, lezione di calcio all’Inter”

Geronimo Rulli

Il post Napoli-Inter sorride agli azzurri

Il Napoli vince e convince a San Siro. Nonostante il risultato reciti solo 1-0 per gli azzurri, la prestazione offerta è stata di livello assoluto. I partenopei hanno gestito la partita per ampi tratti lasciando solo le briciole ad una svogliata Inter. Ora il Napoli è a -1 dalla Roma e il secondo posto è un obiettivo concreto. Decisive saranno le prossime gare dove gli azzurri non potranno permettersi di sbagliare nulla; il calendario sorride ai campani che devono sfruttare le momentanee difficoltà dei giallorossi. Nulla ora è precluso agli uomini di Sarri che, con un pò di continuità in più, avrebbero potuto contendere lo scudetto alla Juventus.

“Il Napoli avrebbe meritato una stagione migliore”

Mario Sconcerti, dalle colonne del Corriere della Sera, parla dei campani e del loro momento. “Il Napoli avrebbe meritato una stagione migliore, con una corsa più vera a qualche titolo”, queste le parole del commentatore fiorentino. Poi il giornalista continua parlando di alcuni giocatori azzurri: “Insigne ha pochi uguali in Europa, Mertens, Callejon e Koulibaly anche“.

Sulla partita con l’Inter Sconcerti si esprime così:” Non c’è stata nemmeno la forza di un giudizio, il Napoli ha dominato, lo ha tenuto in superficie solo il sacrificio di Handanovic; “L’Inter li ha guardati in silenzio come fossero rugiada, non li ha mai toccati; è rimasta al freddo di un calcio estraneo. È stata una differenza così netta che per tutta la partita il pubblico non ha aperto bocca; sorpreso, rassegnato, ammirato”.

Parlando poi del mercato futuro del Napoli, queste le parole di Sconcerti: “Se il Napoli acquistasse due centrocampisti finali sarebbe da vertici europei”.

Le parole del noto opinionista risaltano quella che è stata la stagione della squadra di Sarri. Una squadra che, pur esprimendo probabilmente il miglior calcio d’Italia, chiuderà la stagione senza titoli. Di sicuro però qualcosa di buono c’è: dalla prossima stagione potrebbe essere tutta un’altra musica.