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Chelsea: Hazard lascerà i Blues per andare al Real Madrid

Chelsea

Hazard sposo promesso del Real Madrid, a fine stagione lascerà il Chelsea

Il Chelsea di Conte dopo la vittoria di ieri sera, ha allungato il distacco sul Tottenham portandolo a sette lunghezze, il titolo è sempre più vicino, anche se ancora mancano 5 giornate al termine della stagione.

Ieri sera, come accade da inizio stagione, Eden Hazard ha deliziato gli spettatori giunti a Stamford Bridge, con giocate da urlo, il campionato in corso è la miglior stagione del belga da quando veste la maglia dei Blues. In questa stagione in 37 partite, 16 reti, e sette assist ai compagni, per un totale di 2890 minuti giocati.

La notizia che giunge da oltremanica non farà di certo piacere a Conte ed ai tifosi dei Blues, da quanto riporta la testata SportMagazine, Hazard a fine stagione dovrebbe lasciare il Chelsea, queste le parole riportate ad un suo amico:” Vincerò la Premier e lascerò il Chelsea. A Madrid voglio vincere il pallone d’oro”.

Insomma una dichiarazione che non lascia adito a dubbi, Zidane lo attende a braccia aperte, ma il Chelsea sta tentando l’ultima carta, quella di aumentargli l’ingaggio pur di trattenerlo a Londra.

Derby di Manchester: Mourinho deve rinunciare a Pogba

Calciomercato Inter Pogba

Il Derby di Manchester sarà orfano di Pogba infortunato

Brutta tegola per Mourinho, Pogba uscito zoppicante nell’ultimo match di campionat ocontro il Burnley, non ce la fa a recuperare, domani non sarà nella lista dei convocati per il match che vedrà opposto lo United a City.

Il match di domani sera è di fondamentale importanza per entrambe le squadre, il City in questo momento è quarto con 64 punti, lo United è quinto un punto sotto, chi vince avrà la probabile certezza di giocare in Champions senza passare dalle qualificazioni.

Le due squadre di Manchester hanno nel mirino il Liverpool terzo, hanno due partite da recuperare, ed in questo momento la squadra di Klopp sembra quella sfavorita.

Oltre a Pogba, Mourinho deve rinunciare a Rojo, Ibrahimovic, Mata, Smalling e Phil Jones, insomma piena emergenza per l’allenatore portoghese.

Queste le parole del tecnico portoghese rilasciate oggi:” Credo nei ragazzi, abbiamo dato tutto quello che avevamo, andiamo incontro alle ultime partite della stagione”.

Mourinho agginge in merito alla posizione di classifica: “Non importa niente , se finiamo quinti e loro sesti. Se loro finiscono terzi e noi quarti importa molto, questa non è una cosa personale tra me e Guardiola, l’obiettivo è che vogliamo giocare la Champions, ed in questo momento abbiamo due porte aperte”.

 

Inter, Coco esorta la sua ex squadra: “Simeone il profilo giusto”

Per l’ex difensore, l’Inter deve ripartire da un nuovo progetto

Intervenuto ai microfoni di TMW radio, l’ex calciatore dell’Inter ha analizzato il periodo buio che sta attraversando la squadra nerazzurra. Stefano Pioli sembrava essere l’uomo giusto per riportare in alto l’Inter, ma viste le ultime uscite deludenti, la nuova dirigenza sta pensando a un suo sostituto per la prossima stagione.

A Coco è stato chiesto chi, secondo lui, tra gli allenatori in circolazione possa essere quello giusto. “Quando si parla di progetto alla base è giusto che ci sia un allenatore –  ha dichiarato l’ex difensore. È anche giusto che adesso ci sia da parte della proprietà un’attenzione particolare per cercare di capire quale sia il nome giusto”.

Dunque, secondo Coco, l’Inter fa bene a guardare al futuro. Gli ultimi rumors di questi giorni vorrebbero Simeone come prossimo ct nerazzurro. Sull’attuale tecnico dell’Atletico Madrid, Coco si è espresso positivamente e lo consiglia all’entourage nerazzurro: “Simeone è un profilo ottimo anche per i suoi trascorsi interisti da calciatore. ha fatto cinque anni fantastici all’Atlético, portandolo anche a livelli inaspettati. È un po’ più fattibile: se dovesse vincere la Champions si chiuderebbe il ciclo e potrebbe cambiare aria. Ed è altrettanto possibile che cambi non vincendola: dopo due o addirittura tre finali perse ci sarebbe poco per il futuro. Forse sarebbe il momento giusto, sia per l’Inter che per Simeone”.

L’altro papabile nome è quello di Antonio Conte. Sull’ex ct della Juventus e della Nazionale, Coco ha qualche dubbio. “È un’ipotesi più suggestiva, è da meno di un anno al Chelsea e sta facendo qualcosa di straordinario. Però non è così facile che Abramovich lo lasci libero. Anche se le famiglie sono molto importanti. A livello professionale però avrebbe poco senso lasciare i Blues dopo così poco tempo“.

 

Esclusiva – Carlo Zampa snobba i biancocelesti: “Lazio? Il mio derby è con la Juve…”

Carlo Zampa, la ‘voce’ della Roma

Il noto giornalista di fede giallorossa, commentatore ‘fazioso’ dei giallorossi, parla della sua Roma a pochi giorni dal derby della capitale. Ai microfoni di sportpaper.it Carlo Zampa ha dichiarato quanto segue:

1 – Si è appena insediato il nuovo Ds Monchi, come le sembra, e come potrà aiutare la Roma a crescere in Italia ed in Europa?

E’ un ottimo dirigente e la sua storia parla per lui. E’ la dimostrazione che la Roma, dopo l’arrivo dell’AD Umberto Gandini, vuole darsi una struttura di livello europeo per cercare di ottenere visibilità e risultati in campo internazionale. Per fare questo è normale che debbano essere presi i giocatori giusti, ma la Roma non è una società che può permettersi il lusso di ingaggiare top players e quì entra l’abilità di un dirigente come Monchi. Per me il parametro di giocatore da dover prendere è Strootman.

2 – Spalletti lo terrebbe anche nella prossima stagione, o meglio virare su Emery o Paulo  Sousa?

Spero fino all’ultimo che resti Spalletti, ma dipende da lui. La cosa fondamentale è che sia una scelta condivisa e ponderata al 100%, senza alcuna titubanza o ripensamento. E questo vale anche per la società, altrimenti c’è il rischio di ripetere l’esperienza negativa dell’ultimo anno di Garcia.

3 – Cosa ne pensa della polemica Dzeko-Spalletti, la sostituzione a Pescara non è andata giù al bosniaco: è un sintomo di attriti nello spogliatoio?

Il tecnico ha tutto il diritto di fare le sue scelte senza condizionamenti e la sua spiegazione di avere solo Dzeko come punta in vista del prossimo trittico di partite che decideranno le sorti sul secondo posto in classifica, mi è sembrata logica. Forse è stato anche un modo per ribadire una delle cose di cui ha bisogno la Roma per crescere nella prossima stagione. Dal canto suo, Edin smania di battere il suo record e di vincere la classifica dei cannonieri, ma ci sono ancora cinque gare per ottenere questo risultato, a patto che non fallisca tutte le occasioni che avrà, come è successo a Pescara…..

4 – Totti un’istituzione della Roma e di Roma, il prossimo anno lo vorrebbe ancora vedere sui campi di calcio? Se non fosse così che ruolo gli ritaglierebbe?

Non sono mai sereno, nè obiettivo quando parlo di Totti per l’affetto e la stima che mi legano a lui.

Deve decidere lui sul suo futuro, ma se potessi dargli un consiglio gli direi di smettere al termine del campionato, perchè non è giusto che la fine della sua carriera sia caratterizzata dalla presenza di pochi minuti in qualche gara. Ci sto male io a vederlo in questa situazione, immagino lui. Speravo ardentemente di vedere la Roma vincere almeno un trofeo in questa stagione per dare l’opportunità a Francesco di alzare una Coppa da capitano prima di smettere, ma così non è stato. Il suo ruolo futuro in società deve essere attivo, di primaria importanza, non di immagine o rappresentanza. Scelga lui quale.

5 – La Roma, visto il calendario difficile, può conservare la seconda piazza?

Alla Roma bastano due pareggi e tre vittorie o quattro vittorie e una sconfitta. E’ padrona del suo destino e può farcela.

6 – Cosa invidia della Juventus, cosa manca ai giallorossi per primeggiare?

Lo stadio di proprietà e la facilità che hanno avuto nel realizzarlo….. Di certo non invidio le vittorie, visto come ne hanno ottenute alcune.

7 – Domenica c’è il Derby, qual è quello che ricorda con più piacere? Quale sarà la chiave tattica?  Totti oggi ha affermato “vogliamo distruggerli sul campo”, cosa ne pensa?

Il mio derby è la partita contro la Juventus, quella contro la Lazio è solo un fastidio. Ricordo tutti quelli in cui abbiamo vinto e sono tanti. Per vincere basterà non fare gli errori commessi nella semifinale di Coppa Italia. Se la Roma gioca come sa, non c’è partita.

A Maurizio Sarri il Premio “Us Acli-Enzo Bearzot” 2017

Rulli

Un nuovo riconoscimento per Maurizio Sarri

Maurizio Sarri ha vinto la settima edizione del premio Enzo Bearzot. Il tecnico del Napoli si aggiudica il riconoscimento attribuito al miglior allenatore italiano dell’anno, promosso dall’Unione sportiva Acli col patrocinio della Figc. Istituito nel 2011 per onorare la memoria del ct della Nazionale campione del mondo 1982, il riconoscimento è andato nelle precedenti edizioni a Cesare Prandelli (2011), Walter Mazzarri (2012) Vincenzo Montella (2013), Carlo Ancelotti (2014), Massimiliano Allegri (2015) e Claudio Ranieri (2016).

Dostoevskij ha scritto che la bellezza salverà il mondo. Chissà se Maurizio Sarri, uomo di buone letture oltre che grande allenatore, si è ispirato a questa frase nel corso di una carriera che dai capi di provincia fino alla Champions League ha avuto come comun denominatore il bel gioco sempre praticato dalle sue squadre“, si legge nelle motivazioni della giuria presieduta dal presidente federale Carlo Tavecchio, oltre che dal suo predecessore Giancarlo Abete e dall’ex numero uno dell’Us Acli Marco Galdiolo, e composta da rappresentanti delle testate sportive italiane.

Le motivazioni del Premio a Sarri

“Anche Enzo Bearzot, pur non essendo un esteta, mise in campo la Nazionale più spettacolare della storia azzurra, nei mondiali di Argentina del 1978. Quel progetto diventò vincente quattro anni dopo quando alla bellezza si unì anche la praticità e la concretezza che portarono al trionfo di Spagna ’82“, evidenzia la giuria del premio intitolato al ct campione del mondo, scomparso nel 2010.

“Con ‘il grande Vecio’, Maurizio Sarri ha in comune anche la capacità di creare una coesione straordinaria nel gruppo di giocatori che guida. Uomini che per lui hanno dimostrato di dare sempre il massimo, grati a un allenatore che con la sua cultura del lavoro ha sempre esaltato e migliorato le individualità, inserendole però nel superiore concetto di squadra. Un maestro capace di scrivere uno spartito originale e sempre riconoscibile da tutti quelli che amano la bellezza, anche nel calcio”. La cerimonia di consegna del premio si svolgerà al Salone d’Onore del Coni a Roma il prossimo martedì 30 maggio alle ore 15.