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Inter, sarà Gabriele Oriali il nuovo Amministratore Delegato?

Gabriele Oriali

Suning ridisegna l’organigramma dell’Inter

Il profilo di Gabriele Oriali piace molto a Zhang Jindong, atteso in Italia nei prossimi giorni. Il progetto di Suning per l’Inter è a lungo termine, ma il fallimento dell’obiettivo Champions questa stagione è il segnale che c’è ancora molto da fare. Dopo il rinnovo fino al 2020 del ds Ausilio, il quasi certo addio di Stefano Pioli, e quindi la ricerca del futuro allenatore, la dirigenza cerca anche un nuovo profilo nell’area tecnica.

Gabriele Oriali il nome forte

Il nome forte, che circola già da tempo, è quello di Gabriele Oriali, personalità legata all’ambiente Inter, mediano campione del mondo nel 1982, ex giocatore e dirigente nerazzurro.
Oriali ha, infatti, ricoperto il ruolo di responsabile dell’area tecnica interista dal 1999 al 2010. Ai tempi di Mourinho è stato anche dirigente accompagnatore. Ha lasciato la società nel 2010. Attualmente collabora con il ct della Nazionale Gian Piero Ventura come team manager.

Pare che a Zhang Jindong Oriali piaccia molto. Proprio da lui potrebbe ripartire la ristrutturazione della squadra. .

Tavecchio: “I calendari sono fatti in funzione dei diritti tv e dei fusi orari”

Carlo Tavecchio

Prima intervista di Carlo Tavecchio da Commissario della Lega A

L’introduzione della Var dalla prossima stagione in Serie A? Sono molto contento che Nicchi l’abbia annunciata, io chiesi nell’ottobre 2014 a Blatter l’uso della tecnologia“, torna così sull’introduzione della Video assistant referees il presidente della Figc e Commissario della Lega A, Carlo Tavecchio, ospite di ‘Radio anch’io Sport‘ su Rai Radio1. “Italia e Germania sono le due nazioni che avranno questo privilegio -prosegue il numero uno della Figc-, dobbiamo aver fiducia nella nostra classe arbitrale, la tecnologia è pronta e i nostri stadi sono attrezzati, credo nella buona riuscita, le polemiche diminuiranno certamente“.

Carlo Tavecchio parla dei calendari

Campionato di Serie A sempre più frazionato nell’arco del weekend con 3 gare la domenica pomeriggio, un tema su cui è intervenuto con chiarezza Tavecchio: “Tutto è in funzione dei diritti tv e dei fusi orari. Bisogna cercare di compendiare le due cose con un risultato accettabile. Ieri ho visto la Spagna dove sono 3 le partite della domenica pomeriggio -prosegue il numero uno della Federcalcio-. E‘ un problema di fusi orari e diritti, di mantenimento dei costi stellari delle grandi organizzazioni. Davanti a questi fatti bisogna prenderne atto”.

Il consiglio alla Juventus

Consiglio Andrea Agnelli di stare molto cauto, la partita non è semplice ma la Juventus ha la tensione, la capacità e la tecnica per superare il turno“. E’ il suggerimento, rivolto da Carlo Tavecchio, al numero uno della Juventus riguardo alla semifinale di Champions che vedrà i bianconeri opposti al Monaco. Il numero uno della Federcalcio si produce poi in un giudizio sul campionato: “Bene, ha messo in evidenza le 4-5 squadre che si prevedeva. L’importanza della Juve è fuori discussione ma Napoli e Roma stanno riducendo il gap, spero in futuro si possa arriva a più competitività. Vedete anche gli altri campionati europei, le squadre sono sempre le solite“.

La riforma dei Campionati

Il peso di questo incarico non è di poco conto – conclude Tavecchio -. Ho pregato fino all’ultimo che non avvenisse la nomina di un commissario straordinario, pensavo e speravo ci fossero le condizioni per fare un presidente“.  Nei prossimi 6 mesi dovrà traghettare la Lega di Serie A fino alle prossime elezioni del presidente e degli altri organi rappresentativi. Parlando delle priorità il presidente federale aggiunge: “La cosa più importante è vedere la riforma dello statuto, è questa la cosa principale. Il commissario ha carattere di ordinarietà per quanto riguarda la gestione, la riforma del campionato è un provvedimento straordinario. Il commissario ha poteri che devono esser ratificati dall’Assemblea. Serve una maggioranza qualificata per cambiare il format“.

Inter: ultimo tentativo per Conte o Simeone

Simeone

Casting Inter per il prossimo allenatore

Secondo la Gazzetta dello Sport, Suning non demorde nel tentativo di prendere uno tra Conte e Simeone per la prossima stagione

Il vortice negativo in cui l’Inter è sprofondata da circa un mese, ovvero dalla partita stravinta con l’Atalanta che aveva illuso un po’ tutti facendo credere nel possibile raggiungimento dell’obiettivo Champions, ha toccato il vertice sabato sera con la rocambolesca quanto inquietante sconfitta contro la Fiorentina.
Ad essere nell’occhio del ciclone, in questo momento, non può che essere Stefano Pioli, perchè in questi casi come sappiamo è sempre l’allenatore a pagare. Sembra proprio che il tecnico parmigiano non sarà riconfermato la prossima stagione, e la società sta prendendo tempo per definire la propria futura guida.

Conte o Simeone

Già in inverno erano circolate voci su contatti con Antonio Conte, e da tempo si parla di un futuro sulla panchina nerazzurra per l’ex Diego Simeone. Pare che Suning, prima di volgersi su altri nomi, voglia tentare il tutto per tutto con questi due allenatori. L’offerta sarebbe un contratto da circa 11 milioni e un ruolo plenipotenziario sulla squadra. La società si è data un margine per attendere il responso, dopo di che verterà sulle alternative, per non commettere l’errore dell’estate scorsa e programmare anticipatamente la stagione 2017/2018.

Pescara-Roma, le probabili formazioni. Zeman contro il suo passato

Zeman

La Roma a Pescara per staccare il Napoli

“Siamo tutti concentrati a tenere duro fino in fondo e poi ci incontreremo e trarremo le conclusioni finali”, è l’obiettivo della Roma per questa ultima parte della stagione, come conferma il tecnico Luciano Spalletti, concentrato su Pescara-Roma fondamentale per tenere a distanza il Napoli nella lotta per il secondo posto.

Zeman ha modificato qualcosa, la squadra è meno sbarazzina, fanno delle vampate forti in ripartenza però non lasciano campo agli avversari. Zeman ha mantenuto il meglio apportando modifiche lì dove aveva la squadra più difficoltà -questo il pensiero di Luciano Spalletti in conferenza stampa a Trigoria su Pescara-Roma di stasera -. All’andata abbiamo fatto una partita enorme e poi siamo stati bravi ad utilizzare la miglior qualità di alcuni nostri giocatori“.

Pescara-Roma, le probabili formazioni

Pescara (4-3-3): Fiorillo; Biraghi, Bovo, Coda, Zampano; Coulibaly, Muntari, Memushaj; Caprari, Bahebeck, Benali. Allenatore: Zeman
Roma (4-2-3-1): Szczesny; Rudiger, Manolas, Fazio, Juan Jesus; De Rossi, Strootman, Perotti, Nainggolan, Salah, Dzeko. Allenatore: Spalletti

 

Michele Scarponi e la solitudine del corridore

Michele Scarponi

Ciclismo, le incognite di una passione bella e terribile

La mattina, quando canta il gallo, l’aria è di quelle che temprano, sferzano, indipendentemente dalla stagione. Ci si veste, perchè quella del ciclista è una vera e propria ritualità fatta di piccoli gesti, fra cui la vestizione, prima di montare sul destriero a due ruote.

Davanti, la strada. Solo la strada. E la si affronta nudi, nudi di fronte alla fatica, al sudore, al caldo che aumenta e al freddo che stronca, alla pioggia e agli spruzzi di neve che mordono fin dalle caviglie.

Il corridore, che si tratti di un campione o di un semplice amatore, è parte integrante di una tribù. Quando i membri si incontrano per strada, si salutano, condividendo lo sforzo, ma anche la ricerca di un qualcosa che è al di là del bene e del male.

La perdita di Michele Scarponi

Michele Scarponi, marchigiano di Filottrano, paese di cui era “L’aquila”, si sarà svegliato con i medesimi pensieri. Reduce da una corsa come il Tour of the Alps, nella quale ha portato a casa una bella vittoria di tappa una settimana fa, si preparava ad una seduta di allenamento insolita per un atleta appena tornato a casa, ma che rendeva l’idea del tasso di attaccamento alla disciplina di un personaggio molto amato e stimato nel gruppo.

Già, il gruppo. Un’ entità che trascende Giri e Tours, Sanremo e Roubaix. Un qualcosa che non si sgretola mai, nemmeno davanti al Colle dell’Agnello o all’Izoard, perchè sono tutti lì, ai quattro angoli del pianeta, pronti a sfidare i loro demoni. Folco Terzani, figlio di Tiziano, parlava di Grande Organizzazione, ovvero di un pensiero, un istinto condiviso che ci accomuna, indipendentemente dai chilometri di distanza.

Michele Scarponi da Filottrano provava le medesime sensazioni di tutti coloro che abbracciano il ciclismo, quella tempra, quel fuoco che arde prima di mordere il manubrio e partire.

L’eredità di Michele Scarponi

Ha vinto un Giro d’Italia per squalifica di un avversario, quello stesso avversario che, alla notizia della sua scomparsa, è stato fra i primi a manifestare il proprio dolore. Vincenzo Nibali, il suo capitano, quest’anno proverà a vestirsi di rosa senza il suo fondamentale supporto, dopo che l’anno passato è riuscito nell’impresa proprio grazie al suo pretoriano. Scudiero che avrà sentito più sua quella vittoria rispetto a quella del 2011, perchè gli albi d’oro sono freddi, ma anche molto ingannevoli a volte.

Ma quello che ha lasciato in eredità , Michele Scarponi da Filottrano, è quel senso di allegria che lui comunicava alla gente che popolava le corse, al di là della fatica, delle intemperie, delle delusioni di chi occupa tutti i piazzamenti al di fuori del primo. Al ciclismo, che a Liegi gli ha reso omaggio, al nostro sport e alla sua gente mancherà tantissimo.