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Milan, finalmente arriva Deulofeu

Il Milan si regala Deulofeu a prezzo di saldo

 

Dopo essersi cercati tanto, finalmente il matrimonio tra il Milan e Deulofeu, ieri sera si è celebrato a colpi di fax di conferma, l’Everton ha accettato la proposta rossonera del prestito secco fino a Giugno 2017.

La trattativa durata praticamente da inizio Gennaio, ieri pomeriggio ha avuto successo pieno, il Milan ha annunciato la buona riuscita della trattative, cosa che però all’ Everton non è andata giù, l’annuncio del club rossonero è stato considerato intempestivo.

Il giocatore spagnolo raggiungerà nelle prossime ore Milano da Liverpool, lunedì probabile la  sua presentazione nella sede rossonera. Il 23 enne ex giocatore del Barcellona, ruolo esterno d’attacco, è ciò che mancava a Montella considerata la netta discesa delle azioni di Niang, apparso nell’ultimo mese involuto.

Deulofeu garantirà alla squadra di Montella quella velocità ed imprevedibilità che alla squadra rossonera sono mancate nelle ultime giornate.

 

Milan-Napoli: probabili formazioni, Sosa e Diawara titolari

Nel Napoli mancheranno Ghoulam, Koulibaly e Chiriches, Milan senza Romagnoli e Locatelli

 

 

Anticipo di lusso questa sera a San Siro, va in scena Milan-Napoli, sfida in chiave Champions League, e perchè no, anche con un pensiero allo scudetto viste le difficoltà che sta incontrando la Juventus.

QUI MILAN

Queste le parole di Montella nella conferenza stampa di ieri: E’ una gara d’alta classifica, per noi è motivo d’orgoglio e responsabilità, non dobbiamo accontentarci. Affrontiamo una squadra fortissima, costruita per giocare la Champions League e cercheremo di giocarci contro nel modo migliore. E’ una squadra costruita con un fatturato per giocare tre competizioni, non so cosa penserà il mio amico Sarri di questo. Non ci accontenteremo di giocarla, non fa parte della storia del Milan”.

Milan che dovrà fare a meno di Romagnoli e Locatelli squalificati, al loro posto ci saranno Gomez in difesa e Sosa a centrocampo.

QUI NAPOLI

Sarri in conferenza stampa ammette le difficoltà di questo incontro, di seguito le sue parole: “Ci può dire a che punto siamo, è un banco di prova importante per entrambe, loro hanno fatto passi in avanti importanti grazie al loro allenatore, hanno ricompattato l’ambiente e non era facile, quindi tutte componenti positive. Per noi sarà difficile, è un campionato strano, per rimanere in alto non puoi sbagliare con le medio piccole e per altri discorsi devi vincere gli scontri diretti. 5-6 squadre hanno media punti impressionante”.

NelNapoli mancheranno Ghoulam e Koulibaly impegnati in Coppa d’Africa, mentre Chiriches è l’infortunato dell’ultima ora, spazio quindi a Tonelli in difesa e Diawara a centrocampo, Pavoletti inizierà dalla panchina.

Probabili formazioni

Milan (4-3-3) – Donnarumma, Abate, Gomez, Paletta, Calabria; Sosa, Bertolacci, Kucka; Bonaventura, Suso, Bacca. All.: Vincenzo Montella.

Napoli (4-3-3) – Reina, Hysaj, Tonelli, Albiol, Strinic; Diawara, Zielinski, Hamsik; Callejon, Insigne, Mertens. All.: Maurizio Sarri.

ESCLUSIVA – Gigi Simoni: “Ronaldo fenomenale. Pioli? Uno di noi…”

Gigi Simoni

IL CALCIO MODERNO, I CINESI, L’INTER DEI SUOI TEMPI E QUELLA DI PIOLI… PER POI PARLARE DI LUI, DI QUEL GIOCATORE MERAVIGLIOSO CHE TANTO GLI HA DATO SIA DENTRO CHE FUORI DAL CAMPO…

Nel calcio moderno, dove impera spesso una certa arroganza e mancanza di cultura sportiva, dove la vittoria è l’unico fine da perseguire, manca una figura così umana ma al tempo stesso così affezionata al Gioco, come Gigi Simoni. Gli anni di Cremona, la vittoria a Wembley, Napoli e infine l’Inter, sono state le tappe che hanno caratterizzato maggiormente il suo percorso professionale da allenatore. Parlare con lui di calcio è un po’ come riaprire un album di ricordi, magari impolverati, ma pregni di significato ed emozioni.
MISTER, VEDENDOLO DA FUORI, IL CALCIO MODERNO NON STA PRENDENDO UNA STRANA CURVA? FRA CINESI, INGAGGI FARAONICI E PROCURATORI….

(Ride) Diciamo che con questi parametri era meglio se avessi continuato a fare l’allenatore. A parte gli scherzi, di sicuro per chi lo vive da protagonista il calcio attuale è sicuramente ricco di aspetti positivi. Ma ciò non toglie che, sentendo parlare di certe cifre, stiamo sicuramente esagerando, tant’è che si fa fatica a capirne le dinamiche e la presenza di certi valori. Il fatto che la Cina stessa voglia regolamentarsi sotto questo aspetto credo che sia normale, per porre decisamente un freno a certe speculazioni.
PARLANDO DI CINA, NON SI PUO’ CHE ALLACCIARSI NEL DISCORSO ALL’INTER ATTUALE. COSA NE PENSA DEL LAVORO CHE STA SVOLGENDO PIOLI?

L’Inter per me ha rappresentato il periodo più bello della mia carriera. Vedere Pioli ottenere questi risultati e riconoscimenti non può che farmi piacere. E’ un tecnico preparato, è davvero uno di noi. Per come capisce le esigenze dei tifosi, dei giocatori, per come comunica la sua concezione del calcio. Poi, in questo sport si fa presto a passare dall’altare alla polvere. Però non credo che possa essere una soluzione di passaggio, anche perchè ha tutte le capacità per fare bene. Poi, per carità, nel calcio può succedere di tutto. Simeone, in passato, si è lasciato andare a certe dichiarazioni in merito ad un suo futuro nell’Inter. Ci può stare, dato che è rimasto molto legato a questa società. Ma io credo che Pioli si stia guadagnando un grosso credito, attraverso i risultati e il gioco.
CHE DIFFERENZE CI SONO FRA L’INTER ATTUALE E QUELLA IN CUI ALLENAVA LEI?

In primis, vi era un presidente che viveva in simbiosi con l’Inter e con tutto ciò che rappresentava per lui e la sua famiglia. Moratti era un presidente che incarnava l’ideale sia per un giocatore che per un tifoso, perchè seguiva molto le vicende della squadra. Io speravo sinceramente che restasse in carica come presidente, perchè l’Inter ha bisogno di una figura come la sua. Io, lavorando con lui, ho potuto valutare quanto fosse importante sentirlo vicino, sia nei momenti belli che in quelli brutti. I cinesi, difettano di cultura calcistica, quantomeno a grandi livelli. Dopo gli errori iniziali, che sono umanamente anche comprensibili, pare che stiano pian piano imparando cosa vuol dire essere i proprietari di un club come l’Inter. Il dare maggior peso a figure come Zanetti e Ausilio è stato un passo in avanti inportante in tal senso.
PARLIAMO DI RONALDO, MISTER…

C’è poco da dire… E’ stato un giocatore semplicemente fenomenale, ma al tempo stesso era un ragazzo fantastico. Fantastico perchè sapeva farsi benvolere da tutti, perchè aveva un bel rapporto con i compagni, perchè era un professionista esemplare. Io sono nel mondo del calcio dal ’55, e posso dire che non ho mai visto un giocatore come lui, per tecnica abbinata alla velocità stratosferica che sapeva sprigionare ogni partita. Proprio questa sua capacità di giocare la palla in quella maniera, e facendolo a mille all’ora, beh… ha rappresentato qualcosa di incredibile che non si è mai più visto, nemmeno adesso.

C’E’ UN RICORDO PARTICOLARE LEGATO A LUI?

Guarda, stavamo preparando la finale di Coppa UEFA di Parigi contro la Lazio. Io mi arrabbiai, durante una seduta, perchè i giocatori mi sembravano un po’ troppo rilassati. A un certo punto arriva Ronaldo e mi disse “Mister, stia tranquillo, che vinciamo facile. Scommettiamo?” io gli risposi che se avessimo vinto lui avrebbe potuto fare quello che voleva. Lui allora mi propose come pegno di venire rapato a zero come lui, in caso di vittoria. Il giorno dopo si presentò con la macchinetta. Fu un periodo indimenticabile per me. Era davvero una grande squadra, composta da professionisti esemplari. Ronaldo, in quella squadra, era davvero un fenomeno.
MA DOPO IL MONDIALE DI FRANCIA, NON LE E’ SEMBRATO PIU’ TRISTE E MALINCONICO? COME SE AVESSE PERSO QUELLA GIOIA CONTAGIOSA CHE E’ STATA IL SUO MARCHIO DI FABBRICA.

L’immagine di Ronaldo che scende dall’aereo zoppicando, è stata sicuramente forte e dolorosa. Ma io posso dire che con noi era il Ronaldo di sempre, con la stessa voglia, la stessa rabbia. Poi, relativamente a quello che successe in Francia prima della finale, se ne sono dette di ogni. Capita d’altronde nel percorso di un calciatore il dover affrontare dei periodi brutti. Peccato però per quegli infortuni, perchè ha perso i quattro anni forse più belli della carriera di un calciatore. Chissà cosa avrebbe potuto fare con altre ginocchia! Ma lui è stato bravo, perchè nonostante due interventi molto delicati, è ritornato a esser il più grande.

Van Basten – Il “cigno” s’è ammattito?

Il “cigno” s’è ammattito?

L’essere abitudinari nella vita è una cosa che a molti non piace: ogni giorno, per tutti i giorni gli stessi gesti, le stesse azioni. “Che barba, che noia” diceva Sandra Mondaini, scalciando a letto le coperte mentre il marito Raimondo Vianello si apprestava a leggere il solito quotidiano sportivo. Quante coppie si lasciano per la metodicità e l’abitudine di fare sempre le solite cose: o si è entrambi abitudinari o la vita do coppia è dura.

Da tempo si parla di riformare il gioco del calcio e negli ultimi anni qualcosa si è mosso. Qualcosa di “eccentrico”, ma anche qualcosa di epocale: l’arbitro che delimita con dello spray la barriera e la palla prima di un calcio piazzato; il Mondiale di calcio a 48 squadre a partire dall’edizione 2026; l’introduzione della gol-line tecnology (GoalRef, Hawk-eye, Goalcontrol 4D); l’utilizzo della VAR (Video Assistant Referee) per analizzare i fuorigioco; l’introduzione del time out tecnico di due minuti alla mezzora di ogni tempo.

E’ giusto mettere un po’ di pepe allo sport più bello del Mondo, ma Marco van Basten,mercoledì scorso, ha deciso di cospargere di sale il mondo del calcio. L’ex attaccante del Milan e della Nazionale olandese, dal 23 settembre scorso delegato per le riforme tecnologica su nomina del Presidente della FIFA, Gianni Infantino. E l’ex “cigno di Utrecht” ha preso troppo alla lettera l’incarico presentatogli dal Presidente della Federcalcio mondiale. Cosa ha detto l’ex numero 9 di Utrecht di così tanto particolare? Ha lanciato otto-proposte-otto su come riformerebbe il mondo del calcio. Otto idee rivoluzionarie che, secondo il suo pensiero, serviranno a rendere più interessante quello che è lo sport più seguito (e amato) del Mondo. Se alcune idee sono condivisibili (o comunque se ne può discutere), altre sono a metà tra il fuori luogo e l’ambito di altri sport. Come dire: una summa di idee che se pronunciate da un qualsiasi avventore di un bar sport potrebbero avere un senso ma non da uno che è stato uno dei più grandi calciatori degli anni Ottanta e ora è diventato un “addetto ai lavori”. Per carità, ogni proposta deve essere esposta ma da uno come van Basten non ci si aspettavano proposte così assurde.

Vediamo quali sono queste otto proposte di Marco van Basten:

  1. abolizione del fuorigioco;

  2. penalità a tempo al posto del cartellino giallo;

  3. shoot out in sostituzione dei calci di rigore dopo i tempi supplementari;

  4. tempo effettivo solo negli ultimi dieci minuti di gioco;

  5. solo il capitano di una squadra può protestare contro l’arbitro;

  6. numero massimo di falli per partita prima di incappare in un’espulsione;

  7. meno partite da giocare durante il corso di un anno solare;

  8. più sostituzioni durante il corso di una partita

Analizziamo (anche scherzandoci sopra) queste otto proposte.

Il fuorigioco è il fulcro di un partita: secondo il regolamento dell’AIA, si fischia il fuorigioco ad un giocatore se “una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è nella metà avversaria del terreno di gioco (esclusa la linea mediana) e una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è più vicina alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone, sia al penultimo avversario“. In base all’idea di van Basten, una partita di calcio diventerebbe una partita di calcetto dove, viste anche le ridotte dimensioni del campo, l’arbitro non fischia quel tipo di infrazione. Quanti gol sono stati annullati per presunto fuorigioco? Quanti gol sono stati convalidati in netta posizione di fuorigioco dell’attaccante di turno? Abolendolo significherebbe che per novanta minuti ci sarebbe costantemente uno-due attaccanti nell’area avversaria ad attendere il rilancio lungo dei compagni. Van Basten sostiene che togliere l’off side significherebbe alzare il livello dello spettacolo e, di conseguenza, di gol segnati in una partita. Secondo lui, oggigiorno, il calcio sembra la pallamano: Marco, questa idea sembra invece una cosa insensata e fuori…luogo, più che in fuorigioco.

Ogni qualvolta che un giocatore commette fallo su un avversario, l’arbitro in base alla sua decisione (e alla gravità del fallo) decide di punire o meno l’autore del fallo o con una ramanzina o con un cartellino giallo/rosso. In caso di doppio giallo nei novanta minuti c’è espulsione, mentre più cartellini gialli presi in più partite portano alla diffida e alla squalifica per una giornata. Il punto 2 della “Van Basten agenda” consiste nell’introduzione delle ammonizioni a tempo, con l’idea di favorire lo spettacolo (‘a ridaje) anche quando in campo ci sono anche meno diciannove giocatori (o anche meno). L’idea di van Basten prevede sì di utilizzare il cartellino giallo, ma ad ogni “giallo” preso il giocatore dovrebbe uscire per un tempo che varia dai cinque ai dieci minuti per poi ritornare in campo, lasciando la squadra in inferiorità numerica per quel lasso di tempo

Peccato che non abbia pensato a come giocherebbe la squadra con il giocatore in meno, visto che farebbe il conto alla rovescia nell’aspettare il ritorno in campo del giocatore ed impoverendo la qualità dell’incontro. Calcio come basket e rugby, quindi. Ricordiamo a Marco van Basten che il calcio non è il basket o il rugby, sono sport diversi ed incompatibili. E pazienza se alcuni tifosi (o giornalisti) sostengono che un fallo non da rosso o da giallo sia da “arancio”. Ma un conto siamo noi a dire queste cose, un conto uno che ha l’incarico dell’olandese.

Come sappiamo se in una doppia sfida o in una secca il risultato è in parità, dopo i supplementari, si tirano i calci di rigore: ogni squadra ha a disposizione cinque tiri a testa e vince chi ne sbaglia meno. Marco van Basten propone di eliminare la “lotteria” e di introdurre gli shoot out. Questo tipo di rigore è particolare: un giocatore parte da 25 metri palla al piede e si dirige verso la porta con il portiere che gli potrebbe andare incontro, con il primo che scartare l’estremo difensore avversario e segnare. Van Basten propone sempre cinque tiri per squadre ma il tempo a disposizione sarà di otto secondi, dopodiché sarà annullato. Lo shoot out è una vecchia conoscenza del calcio, visto che erano stati già utilizzati in alcune partite del campionato americano anni fa e nei tornei estivi italiani. Persino nella Major League Soccer, l’erede della NASL che li aveva introdotti, hanno capito ben sedici anni fa che sono una cosa inutile. Nonostante ci abbiamo impiegato quattro anni a capirlo.

Se verranno introdotti, lo spettacolo ne potrebbe giovare ma in questo modo ne verrebbe meno la suspence e la tecnica. Al contrario, avrebbe un senso abolire i supplementari e passare subito ai calci di rigore come nell’idea di Infantino per i Mondiali del 2026, ma Un conto è un torneo estivo dove devi dare spettacolo, un conto è una finale di Champions League (o di qualsiasi altra manifestazione calcistica) dove ci si gioca la storia e la carriera.

Sul punto numero 4 si può parlare: tempo netto negli ultimi dieci minuti di gioco. Ovvero dal minuto 80 al minuto 90, ogni volta che ci sarà un’interruzione di gioco (fallo, ammonizione/espulsione, soccorso di un giocatore infortunato etc.) il tempo si fermerà al momento del fischio dell’arbitro e riprenderà quando la palla tornerà in gioco. Questa idea permetterebbe la fine delle perdite di tempo da parte delle squadra in vantaggio a scapito dell’avversaria, oltre a togliere i minuti di recupero, l’extra-time. Così facendo, lo spettacolo potrebbe giovarne evitando quella “melina” che non va già agli avversari di turno e ai tifosi.

Gli ultimi dieci minuti di gioco diventeranno come una partita di basket. Peccato che gli ultimi 600 secondi di gioco possano diventare lunghissimi. Idea apprezzabile, ma perché non applicarlo a tutto il corso della partita? Forse perché sennò invece di novanta i minuti passerebbero ad almeno il doppio, se non il triplo?

Il quinto punto è una regola che sarebbe attiva da tempo: solo il capitano può protestare ed interagire con l’arbitro in campo. Ciò significherebbe che l’arbitro non verrà più accerchiato dai giocatori ma solo da colui che li rappresenta. Questo implicherebbe che i portieri non potranno più essere i capitani di una squadra: pensate ad un estremo difensore che va dall’arbitro a protestare per un rigore non fischiato…cento metri più avanti di lui, dovrebbe farsi cento metri e confrontarsi con lui senza aver visto bene l’azione contestata. Questa proposta potrebbe comunque un senso.

Il punto 6 è macchinoso, ma anche questo avrebbe un senso: dopo cinque falli commessi, un giocatore verrebbe espulso. In pratica, la continuazione del punto 2.

Anche il settimo punto è condivisibile: ridurre le partite di un calciatore durante il corso di una stagione. In media, un calciatore di alto livello gioca sulle ottanta partite all’anno, mentre van Basten vorrebbe che arrivassero a 50. Assistiamo a partite tutto l’anno, ad ogni latitudine ed i tifosi si lamentano se i propri giocatori si infortunano e stanno fuori tanto tempo. Il che significherebbe meno squadre per campionato. Verrebbe realizzato il sogno di vedere ad esempio una Serie A a diciotto se non a sedici squadre anziché venti o ventidue come come la Lega B. Più qualità e spettacolo in luogo di stanchezza ed infortuni. Anche questa è un’idea condivisibile.

L’ottavo, ed ultimo, punto sarebbe una manna per gli allenatori di ogni squadra: sei cambi per squadra invece degli attuali tre. Van Basten vorrebbe che i cambi siano, come dire, “volanti” cioè senza interruzione di azioni (vedere punto 4) ma ciò sarà difficile da attuarsi. A dire il vero una grande novità è stata effettuata durante la finale tra Real Madrid e Kashima Antlers dello scorso Mondiale per club FIFA, quando gli spagnoli sono stati i primi a compiere il quarto cambio, gettando nella mischia Morata al posto di Cristiano Ronaldo al minuto 112. Questo però solo ed esclusivamente nei supplementari. Un cambio potrebbe andare, ma di più sarebbero veramente troppi e ciò intaccherebbe il livello qualitativo della partita.

Un altro punto riguarda i giovani e gli over 45: le partite di queste categoria di calciatori non si dovranno più svolgere sui campi regolamentari 110×75 ma su campi ridotti e non 11vs11 ma 8vs8 come avviene tra le formazioni dei piccoli. Questa proposta non ha suscitato molte polemiche, anche perché il calcio che conta (che fa business, per intenderci) non riguarda queste tipologie di partite.

Il mondo del calcio è spaccato sulle proposte dell’ex bomber del Milan. E gli epiteti scurrili nei suoi riguardi non sono stati pochi.

I cambiamenti in ogni cosa devono esserci, ma devono avere un senso altrimenti diventano solo boutade, con annesse derisioni da parte di tutti.

Come visto, alcune proposte sono applicabili o comunque ci si può mettere a un tavolo e parlarne, mentre altre veramente sono inconcepibili. E fa specie che a proferirle sia stato uno con un passato calcistico come pochi.

I posteri ci diranno se un domani queste proposte verranno prese in considerazione dal massimo organo calcistico mondiale. Un (grande) conto è un Mondiale a 48 squadre, un conto è togliere il fuorigioco. Che cercassero di non stravolgere lo sport più bello del Mondo. Grazie.

Kalinic ha scelto la Fiorentina

Kalinic a sorpresa resta a Firenze, e rifiuta i milioni del Tianjin

 

Della serie quando i soldi non sono tutto, Kalinic quando sembrava ad un passo dal passaggio  al Tianjin di Fabio Cannavaro, ha fatto una scelta di cuore dichiarando di voler restare in Viola.

Queste le sue parole rilasciate al giornale Sportske.jutarnij.hr:” Voglio giocare in Italia, il club dove sono stato per due anni, qui sto davvero bene. Voglio andare avanti con questo allenatore e questa squadra”.

 

Questa dichiarazione mette a quanto pare una pietra tombale sulla tratttiva con il club cinese, ma forse da quanto riporta TMW c’è ancora uno spiraglio, la porta con il Tianjin non sembra del tutto chiusa. L’agente del giocatore è a Milano dove si incontrerà con Fali Ramadani che è l’intermediario viola per la trattativa con i cinesi, i due si sposteranno in serata a Firenze per incontrare il giocatore.