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Milan dai due volti, da 0-2 a 2-2 col Torino

Calciomercato Milan

Il Milan va sotto 2 a 0 ma rimonta trovando il pari

Il Milan va all’inferno e poi si rialza. Inizio da dimenticare con il Torino. Il diavolo va sotto 2 a 0 con Belotti e Benassi, rischia di capitolare quanto Ljajic su rigore potrebbe trovare il tris. Nella ripresa riscossa rossonera, prima Bertolacci accorcia, poi Bacca su rigore trova il pari. Nel finale espulso Romagnoli.

TORINO-MILAN 2-2
Torino (4-3-3):
Hart; Zappacosta, Rossettini, Moretti, Barreca; Benassi (36′ st Baselli), Valdifiori (22′ st Lukic), Obi (16′ st Iturbe); Falque, Belotti, Ljajic A disp.: Padelli, Cucchietti, Carlao, Maxi Lopez, Gustafson, De Silvestri, Boyè, Ajeti. All.: Mihajlovic
Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate, Paletta, Romagnoli, Calabria (42′ st Vangioni); Pasalic, Locatelli, Bertolacci (28′ st Kucka); Suso, Bacca, Bonaventura (39′ st Niang). A disp.: Plizzari, Storari, Ely, Gomez, Zapata, Honda, Sosa, Cutrone, Lapadula. All.: Montella
Arbitro: Tagliavento
Marcatori: 21′ Belotti (T), 26′ Benassi (T), 10′ st Bertolacci (M), 15′ st rig. Bacca (M)
Ammoniti: Moretti, Belotti, Obi, Rossettini, Iago Falque (T); Locatelli (M)
Espulsi: 44′ st Romagnoli (M) per somma di ammonizioni
Note: 32′ Donnarumma (M) para un rigore a Ljajic (T)

Il Tianjin sogna Icardi: l’Inter respinge l’offerta

Nel weekend il tentativo del  Tianjin di Cannavaro per arrivare ad Icardi

 

Il campionato Cinese ha provato a scippare nel weekend scorso Icardi all’Inter, tentativo respinto dalla società nerazzurra che ha dichiarato il giocatore incedibile.

Dunque fine settimana bollente per l’entourage di Icardi che è stato contattato dagli emissari del club cinese di cui Cannavaro ne è l’allenatore, offerta respinta il capitano dell’Inter ha dichiarato che se ne parlerà a fine carriera.

La clausola presente sul contratto del numero nove interista del valore di 110 miliardi,  è valida solamente dal 30 giugno al 15 luglio e non in questa sessione di mercato, clausola che consentirebbe al club nerazzurro di organizzarsi in tempo per l’eventuale sostituzione del calciatore. L’indiscrezione giunge da Skysport.

Serie A, si infiamma la lotta per la Champions

Champions League Final Eight

A PARTE ROMA E NAPOLI, CHE AMBISCONO A MINARE IL DOMINIO DELLA JUVE, VI SONO ALTRE REALTA’ CHE AMBISCONO ALL’EUROPA DEI GRANDI.

 

 

Stasera al “Grande Torino”, il Milan di Montella è chiamato a dare una risposta alle altre pretendenti alla terza piazza. Fermo restando che la Roma, ma anche il Napoli, coltivano ambizioni addirittura più grandi (soprattutto i giallorossi), nell’alta borghesia del nostro calcio si affilano le lame per insidiare le tre grandi che, quantomeno sulla carta, vantano le credenziali migliori per approdare anche l’anno prossimo in Champions League.

La Lazio, ma anche le due milanesi, sono subito dietro, con i biancazzurri addirittura ad un punto dal paradiso. Ma occhio a sottovalutare le due compagini meneghine.

L’Inter, dal canto suo, col quinto successo di fila, è la squadra che sta facendo vedere i maggiori progressi. La rosa, seppur sopravvalutata alla vigilia, è comunque di qualità, pur risultando incompleta in alcuni reparti. Manca una prima punta da alternare a Icardi, sempre più capitano di questa squadra, oltre che re dei bomber del nostro campionato. Il settore terzini va rimpolpato con nuovi innesti, e Ausilio in questa sessione di mercato sta lavorando alacremente per portare a casa un paio di elementi validi. L’acquisto di Gagliardini ha convinto pienamente, al suo esordio, ma andrebbe valutato nel medio periodo, anche se si tratta di un giocatore sicuramente di livello, in proiezione futura. Il merito di Pioli, però, sta nell’aver lavorato mentalmente su un parco giocatori che, a livello caratteriale, spesso si è trovato a mal partito, durante la gestione De Boer. Nelle ultime uscite, i nerazzurri non hanno mostrato il loro lato migliore nei primi tempi, per poi esplodere nelle riprese e chiudere le pratiche addirittura nei finali di partita. Vuol dire che c’è fiducia. Fiducia nel tecnico, che sa comunicare con lo spogliatoio. Fiducia nei propri mezzi. E anche nella società, che inizia a capire cosa significhi dirigere un club di questa portata.

Il Milan, atteso stasera da un Toro col coltello fra i denti e da un Mihaijlovic piuttosto motivato (i motivi è facile intuirli…), pur avendo perso un po’ di smalto, è uscito rinfrancato dal successo in Supercoppa. In più ha ancora una gara da recuperare, quindi le carte da giocare in quest’ottica ci sono tutte. Purtroppo, il closing rimandato sta condizionando il mercato dei rossoneri in chiave negativa. L’aver perso un gioiellino come Orsolini e il nicchiare di Deulofeu non sono segnali positivi. La Sino Europe capisca che con i giovani si creano le basi per il futuro, come mostrato ampiamente in questa stagione, non soltanto con le figurine, attualmente fuori portata. Una maggiore intesa a livello societario sarebbe gradita, anche perchè il Milan per tenere il passo necessita di qualche ritocco in rosa. Senza strafare sia ben chiaro, perchè il materiale di cui dispone Montella è di prima qualità.

La Lazio, piegando l’Atalanta, si tiene incollata al Napoli, a un punto di distanza. La ritrovata verve realizzativa di Ciro Immobile potrebbe proiettare i biancazzurri davvero in alto, fermo restando che Inzaghi ha costruito una squadra capace di andare a segno con diversi elementi. Fatto sta che, quando il bomber campano non vedeva la porta, la Lazio era riuscita a vincere quattro partite su sei, prima del crollo di San Siro verso Natale. Logico che, per coltivare ambizioni di altissima classifica, non si possa prescindere da un attaccante da almeno 15 reti, che dia profondità al gioco e garantisca il gol anche in partite meno brillanti. La Lazio, come il Napoli, è quasi schiava del bel gioco espresso. Se la squadra gira, i risultati arrivano. In caso contrario, si perde. Il caro e vecchio pragmatismo all’italiana, se si vuole vincere, è fondamentale.

Top e Flop della ventesima giornata Serie A

NELLA JUVE CHE ESCE SCONFITTA DAL “FRANCHI”, PESANO GLI ERRORI DI DYBALA, MENTRE DECIDE KALINIC. DZEKO SPRECONE IN UNA ROMA CHE SI PORTA A UNA LUNGHEZZA DALLA CAPOLISTA. PUGGIONI, SOTTO LA SUA GRADINATA, SALVA LA SAMP.

 

I TOP

1. NIKOLA KALINIC – Nonostante le sirene cinesi continuino a suonare imperterrite, il “puntero” croato non si distrae e gioca una gran partita contro la Juve. Una gara molto sentita da tutto l’ambiente, che lui sa sempre riscaldare con i suoi gol e le sue giocate. Ci pensino bene i Della Valle a cederlo, ci pensi bene lui a lasciare una piazza che lo adora. Una rete che stende la Juve a Firenze è il lasciapassare per l’immortalità. Imprescindibile.

2. STEFANO PIOLI – L’Inter cala la sua cinquina, stendendo con la medesima dinamica delle ultime domeniche il Chievo di Maran. Squadra strana, quella nerazzurra, che dà il meglio di sè quando è in affanno. Ma riesce sempre a portare a casa la posta piena, ritornando prepotentemente nel giro Champions. Il merito principale è del suo “normalizzatore”. Anche se rendere Kondogbia un giocatore funzionale è un’impresa tutt’altro che normale. Ritrovato

3. CHRISTIAN PUGGIONI – Lui nella Gradinata Sud ci è cresciuto, alimentando la sua viscerale fede per la causa blucerchiata. Ha rifiutato, ai tempi del Chievo, addirittura un trasferimento al Genoa, pur di non tradire il club del suo cuore. Con Viviano fermo ai box, lui si è ritagliato uno spazio fondamentale nell’organico di Giampaolo, oltre che nel cuore dei tifosi, di cui lui è ambasciatore sul campo. La prodezza sul rigore di Mchedlidze, sotto la sua gradinata, è da urlo. Bandiera.

I FLOP

1. EDIN DZEKO – Il rigore sbagliato per fortuna non ha pesato nell’economia di una partita che la Roma, soprattutto nel primo tempo, ha dominato. Nelle ultime sei gare il bosniaco è andato in rete soltanto una volta, segno che le polveri da un mese a questa parte sono decisamente bagnate. Se la Roma vuole consolidare il suo ruolo di anti – Juve, deve ritrovare il suo bomber, e alla svelta. Disastroso.

2. PAULO DYBALA – A Firenze “la joya” non ha brillato, anzi ha voluto spesso strafare, cercando di pareggiare la partita da solo. Urge tiratina d’orecchi, non tanto per il gol clamoroso sbagliato nel finale, ma per quel suo affidarsi in maniera quasi arrogante al suo talento. Che rimane immenso, su scala mondiale. Però occorre metterlo al servizio della squadra, non solotanto delle prime pagine dei giornali. Fumoso.

3. IL PALERMO – Per quanto riguarda la lotta per la salvezza, sono già iniziati i titoli di coda. E siamo solo a Gennaio. Il Palermo, realtà ben più consolidata di altre avversarie dirette in questa categoria, ha commesso l’ennesimo suicidio. Dopo il vantaggio iniziale, una volta raggiunto, si è squagliato. Costante di tutta la stagione. Ha voglia Zamparini a trovare i colpevoli, se non ha il coraggio di fare autocritica. Improponibile.

Zaza: “Al West Ham non stavo bene con la testa, ero pessimista e giù di morale”

Simone Zaza è ufficialmente un nuovo giocatore del Valencia

 

Simone Zaza ha firmato il nuovo contratto che lo legherà al Valencia fino al termine della stagione, con la formula del prestito con obbligo di riscatto al raggiungimento delle 10  presenze o della salvezza della squadra spagnola. Ieri sera era presente in tribuna per assistere al match dei suoi nuovi compagni, che hanno vinto 2-1 contro l’Espanyol, allontanandosi dalla zona calda della classifica.

Oggi la presentazione del nuovo acquisto del Valencia, di seguito le parole di Zaza tratte dal sito Sportmediaset:

Sulla Premier. “Ero entusiasta di andare in Premier, pensavo fosse un calcio che si adattava bene alle mie caratteristiche, ma tutto è andato male fin dall’inizio con il West Ham. La colpa è stata soprattutto mia. Non stavo bene con la testa, ero pessimista e giù di morale. E’ stata un’esperienza che ho vissuto molto male, in un ambiente e una cultura diversa dalla mia. Ora sono qui anche se mi dispiace non essere riuscito a dimostrare in Inghilterra quanto valgo”.

Sul Valencia: “Ho scelto il Valencia perché è il club che mi ha cercato con maggior insistenza. Conosco la situazione, ma io voglio giocare e i dirigenti mi hanno dato tanta fiducia . Conosco la situazione che vive oggi il Valencia, la conoscevo prima di firmare, però ho fiducia nella squadra, in me stesso e nel club. Qui ci sono molti giocatori forti e credo che si possa far bene”

Su Prandelli: “Prandelli mi voleva, quando si è dimesso pensavo che il Valencia si sarebbe tirato indietro e invece non è stato così”.