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Napoli: Gabbiadini e Tonelli in partenza


Gabbiadini verso il Wolfsburg

 

 

Non solo mercato in entrata, ma anche in uscita per il Napoli: lascerà sicuramente la città campana Gabbiadini che è cercato da squadre tedesche e inglesi.De Maggio, procuratore del centravanti,  ha affermato che l’attaccante andrà al 75% al Wolfsburg che sta insistendo per assicurarsi le sue prestazioni, ma ci sono stati anche contatti con lo Schalke.
Un altro giocatore che potrebbe andare via è Tonelli: il difensore, arrivato a giugno e pupillo di Sarri ad Empoli, non ha praticamente mai giocato per problemi fisici. La società partenopea, per strapparlo alla concorrenza, spese una cifra vicino ai 10 milioni e non vorrebbe fare una grande minusvalenza. Sul giocatore ci sono tutte le squadre di medio livello del nostro campionato e, per decidere la destinazione, avrebbe l’imbarazzo della scelta

Calciomercato in fermento per Juventus, Inter e Milan

Inter

Il Campionato e la finale di Supercoppa chiuderanno il 2016 pallonate. Ma il mercato tiene banco con i primi, suggestivi nomi.

 

Il campionato ha appena finito di celebrare la Juventus quale sua regina d’inverno, che a Torino si sta già programmando l’immediato futuro. L’obbiettivo Champions League – per non parlare del sesto scudetto di fila – tiene banco nei pensieri di Agnelli e di tutto l’entourage bianconero, e oggettivamente il coltivare un sogno di tale portata va di pari passo con il livello elevato di consapevolezza di sè che la squadra ha raggiunto.

L’emergenza difesa, con gli infortuni dei vari Chiellini, Bonucci e Barzagli, che hanno smembrato la leggendaria BBC, è stata affrontata da Allegri valorizzando il grande lavoro di crescita fatto su un giovane di belle speranze come Rugani, premiato con un rinnovo contrattuale che sa di investitura ufficiale. Aggiungendosi ai vari Sturaro, lo stesso Bonucci e a breve anche Dybala. La Juve i suoi gioielli se li vuole tenere, anzi, gli occhi sono bene aperti per rendere la rosa bianconera sempre più competitiva, valorizzando soprattutto gli ultimi gioielli del fertile vivaio del nostro calcio.
L’acquisto ormai imminente di Caldara, che verrà ufficializzato a Gennaio, dà l’idea del tipo di programmazione che Marotta e Paratici stanno attuando. Il dubbio è se verrà subito, coltivando il suo talento con pazienza e imparando dai vecchi draghi, o se rimarrà a disposizione di Gasperini ancora un anno. Resta un difensore di prospettiva, e i 15 milioni di valutazione rendono l’idea sulla caratura tecnica di questo potenziale campione.
I nomi di Gagliardini e Kessiè figurano da tempo sul taccuino di Marotta, come confermato da lui stesso, segno che anche a centrocampo la linea da seguire è quella di operare per irrobustirne l’assetto. Si è fatto, a tal proposito, il nome di N’Zonzi, che non ha rinnovato col Siviglia, e che potrebbe lasciare le rive del Nerviòn già a Gennaio. Bastano 30 milioni, e la Juve pare interessata, come del resto il City di Guardiola, orfano di Gundogan fino al termine della stagione.

Spostandoci a Milano, questa sera tiene banco la sfida fra Inter e Lazio. In biancoazzurro scenderà in campo Lucas Biglia, oggetto del desiderio di Pioli che vuole prendersi il suo vecchio capitano già a Gennaio. La quotazione si aggira intorno ai 20 milioni, ma è difficile che Lotito se ne priverà. In primis, perchè priverebbe Inzaghi della sua principale fonte di gioco, e di elementi di pari livello da poter prendere in alternativa senza svenarsi non ve ne sono. In secondo luogo, pesa in casa Inter la questione relativa al Fair Play finanziario, nonostante il centro sportivo di Appiano – con relativi kit di allenamento – siano freschi di sponsorizzazione del gruppo Suning.
Per Gennaio occorre sfoltire la rosa, e di elementi ormai disfunzionali ve ne sono parecchi. Da Kondogbia a Biabiany, passando per Jovetic e Gabriel Barbosa. Gli ultimi due meritano un discorso a parte, con Jovetic che potrebbe ritornare a Firenze in cambio di Badelj, soluzione assai gradita da Pioli, rispetto ai vari Mikel e Diarra, che non convincono a pieno; Gabigol potrebbe approdare in prestito in qualche altro club (si parla di Genoa, Bologna o addirittura Las Palmas), al fine di valorizzare i 30 milioni spesi la scorsa estate per strapparlo al Santos (che, per inciso lo vorrebbe riprendere con sè…). Su Banega il discorso è complesso, perchè il giocatore a tratti molto sporadici ha confermato il suo enorme valore, ma per Pioli costiuisce un rebus tattico. Da regista non quaglia, da trequartista non corre, e questo ha spinto il tecnico a tenerlo fisso in panca. Il Valencia si è fatto avanti, come per Kondogbia e Jovetic, vedremo che si deciderà a Gennaio. Sul fronte difensori, Criscito e Darmian sono i due nomi che tengono banco, per rinforzare il reparto terzini che ha costituito un bel tallone d’Achille in qeusto girone d’andata.

In casa Milan invece, col closing rinviato a Marzo, difficile attendersi colpi ad effetto. Bacca potrebbe rimanere, dopo le avances di Siviglia e Barcellona (in cambio di Alcacer), e per l’attacco si punta ad un giovane interessante come Riccardo Ottolini, classe ’97, in forza all’Ascoli. In pratica una bella copia di Suso, mancino quindi che predilige giostrare a destra. Testa sulle spalle e tanto talento, dicono dalle parti del “Del Duca”. Potrebbe arrivare subito, a conferma che a Milanello si ragiona in prospettiva sia per necessità che per convinzione.

Inter-Lazio, le probabili formazioni

Inter in campo contro la Lazio

Ancora poche ore e a San Siro sarà Inter-Lazio. I nerazzurri di Pioli sfidano i biancocelesti di Inzaghi. Una gara con tre punti pesanti in palio per la corsa al terzo posto. Inter con il 4-2-3-1, in mediana si rivedono dal 1′ Kondogbia e Banega. Lazio che si affida in attacco al bomber Ciro Immobile supportato da Felipe Anderson e Lulic.
Le formazioni:
Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Ansaldi; Brozovic, Kondogbia; Candreva, Banega, Perisic; Icardi.
A disp.: Carrizo, Berni, Ranocchia, Andreolli, Yao, Santon, Nagatomo, Gnoukouri, Eder, Biabiany, Gabigol, Palacio. All.: Pioli

Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, de Vrij, Wallace, Patric; Parolo, Biglia, Milinkovic; Felipe Anderson, Immobile, Lulic.
A disp.: Strakosha, Vargic, Bastos, Lukaku, Radu, Hoedt, Cataldi, Murgia, Kishna, Lombardi, Luis Alberto, Keita, Djordjevic.. All.: Inzaghi

Lazio: per Depay è Derby con la Roma

Steven

L’olandese è in uscita dal Manchester United

 

 

Sarà derby capitolino per Depay: anche la società biancoceleste vuole l’esterno olandese che non sta avendo spazio al Manchester Utd. Sul giocatore c’è anche la Roma che vorrebbe sostituire Salah (l’egiziano parteciperà alla Coppa d’Africa a gennaio). Il prezzo del cartellino si aggira intorno ai 15 milioni,  si potrebbe prendere in prestito secco o con riscatto magari dilazionando  il pagamento del cartellino. Anche i biancocelesti dovranno trovare il sostituto di Keità perchè anche lui prenderà parte alla  competizione africana e Lotito non vuole farsi trovare impreparato.

Dries re di Napoli

Dries Mertens

Mertens eroe dei tifosi del Napoli

Fare quattro gol in una partita di Serie A non è una cosa da tutti: ci sono riusciti solo diciotto giocatori finora. Dries Mertens domenica contro il Torino è stato l’ultimo a compiere un gesto così sensazionale che nella nostra massima serie mancava da Sassuolo-Milan del 12 gennaio 2014 che costò la panchina a Max Allegri: Domenico Berardi è stato l’ultimo giocatore a segnare quattro reti in novanta minuti (anzi, in quarantasette). In casa Napoli c’è da riavvolgere il nastro fino al 18 dicembre 1977 quando Beppe Savoldi segnò quattro delle cinque reti che schiantarono il malcapitato Foggia.

Come Mertens anche Mauro Icardi, “el principe” Milito, Alexis Sanchez, Cristiano Lucarelli e Alberto Gilardino nella stessa partita, Roberto Boninsegna, Christian Vieri, Marco van Basten (contro il Napoli). Ma anche Vincenzo Montella in un derby, Marco di Vaio, Marcelo Otero, il “genio” Savicevic, Gigi Casiraghi ed il “divin codino” Baggio. Ma anche “spillo” Altobelli, Pierino Prati, Gianni Rivera, Angelo Sormani, Nicola Pozzi e Silvano Mencacci fino al primo in assoluto, Kurt Hamrin.

Ma fa ancora di più notizia il fatto che il poker di Mertens è arrivato dopo il tris della partita precedente contro il Cagliari, trovandosi ora con dieci reti nella classifica marcatori. Come Higuain nella Juventus, suo ex compagno per tre stagioni. E le reti in campionato per l’attaccante di Louvain vanno ad aggiungersi a quelle messe a segno in Champions League, il che diventano quattordici, con sette assist vincenti serviti ai compagni. Quattordici reti in 1.300 minuti giocati, un gol ogni 61 minuti. Cose che neanche, in proporzione, l’Higuain scatenato della scorsa stagione era riuscito a fare, giocando più minuti dell’ex compagno di reparto.

Ora dire che Mertens sia più forte del “pipita” ne passa, fatto sta che il belga è un giocatore preciso, con un buon fiuto del gol e che si adatta a come viene messo in campo dal suo mister.

E pensare che troppo spesso l’ex PSV era poco considerato e giocava poco, sia con Benitez che con Sarri. Eppure ogni qualvolta veniva messo in campo, dal 1′ o come subentrato, non ha mai fatto rimpiangere il suo utilizzo, anche se 81 partite da titolare su centocinquantanove totali sono poche, ma i numeri sono tutti dalla sua: 48 reti segnate (un gol ogni tre partite) e trentotto assist in tre stagioni e mezzo che veste i colori dei partenopei.

Il suo ruolo è di esterno sinistro nell’attacco a tre di Sarri, insieme a Lorenzo Insigne, mentre la prima punta è un affare tra Arkadiusz Milik e Manolo Gabbiadini (al netto del ruolo, non di infortuni o di occasioni sprecate) e a destra ci pensa José Maria Calléjon. L’infortunio del polacco e la scarsa vena del bergamasco hanno reso Mertens una vera novità: il falso nueve. Le caratteristiche da real nueve non le ha, ma fa i fatti e i fatti nel calcio contano molto.

Diciamo che Mertens è uno che ci crede e si impegna come un matto: ogni volta che l’attaccante classe 1987 viene messo in campo dal 1′, fa vedere al tecnico di turno che può contare su di lui. Ed è anche grazie a lui se il Napoli sta risalendo in classifica, è pronto al sorpasso sulla Roma in classifica. Per non parlare della Nazionale belga, dove anche lì, troppo spesso (ma la concorrenza è più agguerrita), fa panchina.

Il numero 14 napoletano sta diventando indispensabile, Sarri gli sta dando fiducia e lui ripaga tecnico, squadra e tifosi con giocate sensazionali. Basta pensare al suo quarto gol contro il Torino: pallonetto preciso di destro da posizione defilata e Hart che può solo girarsi e vedere la palla entrare in rete.

Mertens è la rivincita di colui che non vede spesso campo ma di cui non si può fare a meno: dall’AGOVV all’Utrech, dal Psv al Napoli fino alla Nazionale belga. E anche con i Diavoli rossi fa panchina ma quanto entra…beh, ci siamo capiti.

Mertens fa rima con duttilità, perseveranza ed impegno costante. Ed il fatto che un ragazzo di quasi trent’anni (li compirà il prossimo 6 maggio), dalle dimensioni di un folletto stia facendo bene da prima punta (scusate, da falso nueve) non può che far fare sogni tranquilli a Sarri. Un po’ meno al presidente de Laurentiis: con un Mertens così, unito ad un Insigne che sembra aver trovato la verve e un Callejon indispensabile come un documento, Leonardo Pavoletti e Luis Muriel sono così necessari? Ovviamente l’arrivo del “Pavo” metterebbe chili e centimetri all’attacco azzurro dando ad una prima punta il ruolo di prima punta effettiva.

Il Napoli delle ultime settimane è un qualcosa di clamoroso: dalla sconfitta contro la Juventus (29 ottobre), i partenopei hanno totalizzato quattro vittorie, due pareggi con diciassette reti segnate e sei incassate. Senza contare che il Napoli ha chiuso, per la prima volta nella sua storia, al primo posto il girone di Champions grazie alla vittoria esterna sul Benfica. Ovviamente contro i portoghesi c’è stato lo zampino di Dries Mertens: assist per Callejon e sua la rete del momentaneo 0 a 2. E con questi numeri la sfida contro il Real Madrid “CR7centrico” diventa ancora più affascinante. E, perché no?, non così tanto a senso unico.

Per questo adesso il presidente De Laurentiis si trova a un bivio: a gennaio, con l’apertura del mercato, serve davvero intervenire? Ovviamente non si sa quando MIlik sarà al top e, vista la certa cessione di Gabbiadini, l’arrivo di Pavoletti potrebbe “cozzare” con la posizione di Mertens. Sicuramente spingerà il polacco in panchina, nonostante i 32 milioni di euro investiti in estate.

Ne vale la pena? Ne vale la pena smontare questo Napoli che segna intensamente (ma che incassa un po’ troppo) e che ha le carte in regola per arrivare secondo? Per rispondere a quest’ultima

Vale la pena nel caso, rimandare in panchina un Dries Mertens in questa condizione? Assolutamente no.

E quindi: finché ce n’è, w il falso nueve. Magari con un aggiustamento, meritato, dello stipendio.