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JUVENTUS-ROMA: diamo i voti. Higuain protagonista. Szczęsny salva la Roma

JUVENTUS-ROMA: TOP & FLOP

Ieri sera allo Juventus Stadium è andato in scena il big match tra Juventus e Roma. Una partita molto fisica, combattuta, che ha visto il trionfo della squadra di Max Allegri. La Juventus partita bene sin da subito, è riuscita a trovare il gol dopo appena 14 minuti. Assist di Sami Khedira per Gonzalo Higuaín che si libera prima di De Rossi e poi di Manolas e con il mancino batte Szczęsny. Con la vittoria sulla Roma, i bianconeri si portano a + 7 in classifica e sono già campioni d’inverno.

Analizziamo adesso la partita dei singoli.

TOP

Gonzalo Higuaín: il numero 9 della Juventus è stato uno dei protagonisti. L’argentino autore di un’ottima partita e di un signor gol. Al 14esimo del primo tempo riesce a prendere il tempo a De Rossi, finta, dribbla e tira un sinistro secco che spiazza il portiere della Roma. Dopo la doppietta al Toro, anche il match contro la Roma porta la sua firma. Higuaín, l’uomo dei gol importanti, anche ieri sera ha dimostrato la sua stoffa.

Stefano Sturaro: il centrocampista, fresco di rinnovo fino al 2021, è stato preferito a Mario Lemina. Scelta azzeccata da mister Allegri che è stato ripagato dall’ottima prestazione di Sturaro. Forte e aggressivo al punto giusto, Sturaro ci ha messo il fisico. Ha combattuto per tutti i 90 minuti e ha avuto anche due occasioni da gol. Un giocatore ritrovato tanto che Allegri nell’intervista post partita ha dichiarato: “questa sera Stefano mi ha ricordato Vidal”.

Daniele Rugani: classe 1994, 22 anni appena, questo ragazzo promette bene. Anche lui fresco di rinnovo, ha dimostrato quanto sia cresciuto nelle ultime partite. Con l’infortunio di Barzagli e Bonucci, Allegri lo ha buttato nella mischia ottenendo grandissimi risultati. Buona partita quella di Rugani che è riuscito a cancellare la presenza fisica di Džeko.

Wojciech Szczęsny: è lui il vero eroe della Roma. Autore di una grandissima partita, il portiere ha tenuto a galla la sua squadra. Chiude la porta a Sturaro per ben due volte. Ci ha messo il cuore e i guantoni per evitare il raddoppio della Juventus.

Radja Nainggolan: il centrocampista della Roma entra da subito in partita. Corre, lotta, ci prova in tutti i modi. Si arrabbia con De Rossi dopo il gol subito. Nel secondo tempo si fa male, ma stringe i denti e rimane in campo per tutti i 90 minuti. Continua a combattere per portare la sua squadra al pareggio. Un vero guerriero.

FLOP

Miralem Pjanić: per il bosniaco una partita importante contro la sua ex squadra. Parte bene, fa girare la palla per i suoi compagni, ma non incide come dovrebbe. Viene marcato stretto da De Rossi e Nainggolan. La sua però è una partita sfortunata. A inizio secondo tempo, dopo appena 6 minuti, è costretto ad abbandonare il campo per un dolore all’anca.

Juan Cuadrado: il colombiano entra in sostituzione di Pjanić ma non brilla. Non è la sua serata migliore. Perde qualche palla di troppo e si divora il possibile 2-0 negli ultimi minuti.

Daniele De Rossi: per il Capitano della Roma non una bellissima serata. Si fa ammonire al 12esimo per un fallo su Pjanić. Due minuti dopo non riesce a contrastare Higuaín che porta in vantaggio la Juve. Una partita sottotono per il centrocampista che nel secondo tempo chiede di essere sostituito per un risentimento muscolare.

Edin Džeko: l’uomo più atteso del match ha deluso le aspettative. Il bomber numero 9 della Roma ieri sera si è visto poco e niente. Anticipato da Rugani in più di un’occasione, il bosniaco non la prende bene. Il suo nervosismo gli costa una prestazione deludente sul piano tattico e anche un giallo.

Il 2016 del tennis: promossi e bocciati

Djokovic

 

Tiriamo le somme dell’anno che volge al termine con uno sguardo al 2017: Promossi e bocciati 2016

La stagione 2017 inizierà ufficialmente il 2 gennaio e il primo slam, l’Australian Open, ci sarà a partire dal 16. Con quale spirito ripartiranno i protagonisti del circuito? La fine dell’anno è tempo di bilanci, dunque vediamo i promossi e i bocciati di questo 2016.

PROMOSSI

Andy Murray non avrebbe potuto chiedere di più da quest’anno per lui fantastico. Il britannico ha vinto Wimbledon, oro olimpico in singolare a Rio, le Atp World Finals che gli hanno permesso di diventare il numero uno al mondo, è diventato padre ed è stato insignito del BBC Sports personality award. Lo scozzese ha poi riaccolto nel suo team l’ex campione Ivan Lendl come coach. Unico rammarico forse le finali perse agli Australian Open e al Roland Garros. Promosso con lode!

Lo scorso settembre Stan Wawrinka ha vinto il terzo slam in tre anni. Ha fatto meglio di Nadal e Federer, che nelle ultime 3 stagioni non hanno collezionato slam, aggiungendo lo Us Open alle vittorie dell’Australian Open nel 2014 e del Roland Garros nel 2015. Wawrinka ha battuto in finale a Flushing Meadows niente di meno che Novak Djokovic in quattro set. Lo svizzero, che in carriera ha sempre avuto problemi di continuità, è ora numero quattro del ranking mondiale. Manca alla sua bacheca degli slam soltanto Wimbledon. Che il 2017 sia l’anno giusto?

Novak Djokovic può comunque gioire del suo 2016. Il serbo è infatti riuscito a conquistare il career grande slam vincendo a giugno il Roland Garros, unico major che gli mancava. Nole, vincitore anche dell’Australian Open e dei tornei di Indian Wells, Miami, Madrid, dopo il French Open ha conquistato però soltanto il torneo di Toronto. Per lui si è parlato di una piccola crisi, forse dovuta alla mancanza di motivazioni, forse a problemi personali. Gli insuccessi come a Wimbledon o alle Olimpiadi di Rio, si possono spiegare anche con la necessità di riorganizzare i propri obiettivi, le proprie aspettative e il bisogno di ritrovare stimoli che un campione come lui, al vertice da tanti anni, può in parte aver saziato. Intanto Nole si è avvicinato alla filosofia “pace e amore” del guru spagnolo Pepe Imaz e ha concluso il rapporto con il mentore Boris Becker. La perdita della vetta del ranking, non lo fa comunque cadere tra i bocciati: per noi il bilancio è positivo, la promozione è assicurata.

Il 2016 è l’anno anche del grande ritorno di Juan Martin Del Potro. L’argentino, dopo due anni di assenza a causa di un brutto infortunio che lo ha messo di fronte anche alla possibilità dell’abbandono definitivo del tennis, è tornato in grande spolvero, e, a partire da luglio ha condotto una stagione pressochè perfetta. A Rio è stato in grado di conquistare l’argento olimpico, a settembre ha raggiunto i quarti di finale agli Us Open, a novembre ha ottenuto con la nazionale una vittoria storica in Coppa Davis contro la Croazia in rimonta. Attualmente è il numero 38 della classifica Atp. Sicuramente darà del filo da torcere ai big nel 2017. Bienvenido de vuelta, Delpo!

BOCCIATI

Sicuramente, Roger Federer ha voglia di voltare pagina velocemente e lasciarsi alle spalle il 2016. Quest’anno lo ha visto combattere con l’infortunio al ginocchio che gli ha impedito di dare continuità al suo tennis. Nessun torneo vinto e posizione numero 16 in classifica Atp per lui.

Il campione svizzero, in un’intervista di qualche mese fa per un giornale della sua terra ha comunque ammesso di aver visto in chiave positiva il lungo stop che lo ha tenuto lontano dai campi, affermando che la pausa può essere benevola per il suo corpo in ottica 2017. Roger sta preparando la prossima stagione a Dubai, dove è stato raggiunto da Ivan Ljubicic.

L’obiettivo infatti è quello di giocare al top più tornei, e magari aggiungere qualche trofeo alla sua già gremita bacheca.

Rafael Nadal anche non può dirsi troppo contento del suo 2016. Per il terzo anno consecutivo il maiorchino non ha raggiunto nessuna finale slam, e, se togliamo le due settimane d’oro in cui ha trionfato a Monaco (per la nona volta) e a Barcellona, la sua stagione è stata magra di successi. Complice anche un infortunio al polso che lo disturba da tempo, Rafa ha deciso di saltare a piè pari l’ultima parte dell’anno. Rientrerà a fine dicembre per il Mubadala World Tennis Championship, dove si affronteranno i migliori dieci tennisti al mondo. Lui è ancora tra questi, occupando la nona posizione in classifica. Note positive del suo 2016 sicuramente l’aver fatto da porta bandiera per la delegazione spagnola a Rio e l’aver conquistato l’oro olimpico nel doppio con Marc Lopez. La speranza è quella di essere in salute per la parte di stagione da giocarsi sulla terra battuta. Non è un mistero che Nadal andrà a caccia del quindicesimo slam al prossimo Roland Garros.

Fabio Fognini inizierà il 2017 nel torneo di Sydney a gennaio. Il ligure è attualmente n. 49 del mondo, una rapida discesa dal numero 13 che aveva raggiunto nel 2014. Prima parte dell’anno travagliata, causa infortunio agli addominali che lo ha tenuto lontano dal campo per tutta la primavera, poi i quarti raggiunti al torneo di Barcellona, ma per il resto prestazioni poco solide e numerosi tornei lasciati al primo turno. Punto più alto il successo nel trofeo di Umago in Croazia, gli ottavi di finale a Rio, dove ha perso da Murray e i quarti raggiunti in doppio con Seppi. Intanto a fine novembre ha annunciato il cambio di sponsor e di coach, l’argentino Franco Davin, con cui ha iniziato ad allenarsi in questi giorni a Miami. L’obiettivo è quello di rientrare tra i primi 30 del mondo nel 2017.

Sassuolo-Inter, probabili formazioni. Melo dal primo minuto, Sensi playmaker

Pioli utilizzerà la difesa a tre

 

Inter alla ricerca della terza vittoria consecutiva tra campionato e coppe, Sassuolo con moltissimi assenti ma che ha bisogno assolutamente di punti per una classifica deficitaria.

QUI SASSUOLO

Di Francesco,  deve far fronte a molte assenze tra cui spiccano quelle di Berardi, Politano, Duncan, Cannavaro e Magnanelli, oltre allo squalificato Peluso. In difesa dovremmo quindi vedere il quartetto composto da Lirola, Antei, Acerbi e Dell’Orco in vantaggio su Adjapong. In mezzo al campo Sensi playmaker, affiancato da Mazzitelli e Missiroli. Tridente offensivo quasi obbligato con Ricci e Ragusa a supporto di Defrel, in panchina Matri.

QUI INTER

Pioli deve far  fronte alle assenze di Medel, Gnoukouri e Jovetic, il tecnico neroazzurro potrebbe affidarsi al 3-4-2-1, con Handanovic tra i pali e davanti a lui difesa formata da D’Ambrosio, Miranda e Murillo. In mezzo al campo Brozovic e Felipe Melo, con Candreva e Ansaldi sulle corsie laterali. Il portoghese Joao Mario dovrebbe essere confermato con Perisic alle spalle dell’unica punta Mauro Icardi.

 

Probabili formazioni

Sassuolo (4-3-3): Consigli; Lirola, Antei, Acerbi, Dell’Orco; Mazzitelli, Sensi, Missiroli; Ricci, Defrel, Ragusa. Allenatore: Eusebio Di Francesco

Inter (3-4-2-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo; Candreva, Brozovic, Melo, Ansaldi; Perisic, Joao Mario; Icardi. Allenatore: Stefano Pioli

Juventus una prova di forza contro la Roma. E’ già campione d’inverno

Juventus a +7 sulla Roma

 

Roma abbattuta dalla Juve, per 75 minuti i bianconeri hanno annichilito la squadra di Spalletti, una forza fisica predominante solo nel finale i giallorossi hanno tentato qualcosa ma si sono incagliati nella difesa bianconera, con un Rugani in formato extra lusso, ormai è lui il futuro della juve e della nazionale, ed Higuain che si è vestito da Pipita come ai tempi di Napoli.

 

Le dichiarazioni di Allegri

Allegri ovviamente soddisfatto della prova dei suoi ragazzi, ecco le sue parole tratte da Sportmediaset:

“A fine partita ero arrabbiato con me stesso, perché non abbiamo gestito bene la palla, infatti abbiamo rischiato molto, soprattutto sulle palle inattive  Su queste situazioni bisogna migliorare”. Sul campionato: “Non parlerei di fuga, è ancora lunga”.

Pensieri sullo scudetto. “Abbiamo fatto un’altra vittoria e siamo a 42 punti, dobbiamo ancora fare un tot di vittorie, non parlerei di fuga: il campionato è ancora lungo. Dei record non mi interesso: mi interessa arrivare a fine maggio in cima. Al momento siamo in testa, ma dobbiamo vedere cosa succederà tra qualche mese, quando tra l’altro riprenderà la Champions che ci porterà via energie: bisogna sempre pensare a un impegno alla volta, con calma”.

Insomma la strada è ancora lunga, e adesso campo e pensieri vanno alla sfida di Supercoppa contro il Milan.

Il Real Madrid lancia l’assalto alla Coppa del Mondo per club Fifa

Juventus - Cristiano Ronaldo trattativa

IL REAL MADRID LANCIA L’ASSALTO ALLA COPPA DEL MONDO PER CLUB FIFA

Tra campionati nazionali e sorteggi per le qualificazioni a Champions ed Europa League, passa quasi sotto traccia l’edizione 2016 della Coppa del mondo per club FIFA che si sta disputando in Giappone. Complice anche una formula che di fatto ha snaturato quello che fino a qualche anno fa era un trofeo prestigioso e organizzato con una gara secca tra la vincitrice della Coppa Libertadors sudamericana e la Coppa campioni europea, chiamata Coppa Intercontinentale.

Con la trasformazione in torneo, con un primo turno, semifinali e finali, il calcio internazionale conosce realtà calcistiche ai più sconosciute, compagini australiane, neozelandesi, cinesi, giapponesi. Conosciamo il tabellone di questa edizione, partita qualche giorno fa. Il primo turno ha visto l’incontro tra i giapponesi del Kashima Antlers e l’Auckland City, battente bandiera della Nuova Zelanda. L’hanno spuntata i padroni di casa per 2-1. I successivi quarti di finali hanno visto quattro paesi rappresentati: i messicani del Club America, vittoriosi per 2-1 sul Jeonbuk Hyundai, provenienti dalla Corea del Sud, e i sudafricani del Mamelodi Sundowns, sconfitti dal Kashima con un rotondo 2-0. È solo dalle semifinali che incontriamo la rappresentante dell’Europa, che quest’anno è il Real Madrid, grande favorito a giudicare dalla quote scommesse sulla competizione. Detentore della Champions League dopo aver battuto i cugini dell’Atletico ai rigori nella cornice di San Siro, il Real di Zinedine Zidane si appresta a portare a casa un altro trofeo in questo 2016 che ha visto protagonista uno dei suoi simboli recenti, Cristiano Ronaldo.

L’attaccante portoghese può incorniciare e appendere in camera un anno meraviglioso, che ha visto, oltre ai successi con la maglia dei Blancos, anche il trionfo agli Europei della nazionale portoghese, appuntamento storico per i colori del Portogallo, e la vittoria del suo quarto Pallone d’Oro. Il che fa sorridere se si pensa che all’inizio della stagione scorsa, ma anche nel mentre, erano spuntati malumori e voci “strane” riguardo la sua permanenza nella capitale spagnola, dovuti in parte a un senso di inadeguatezza, in parte ai presunti rapporti non del tutto sereni con l’allenatore francese.

Ma la miglior risposta è il campo e CR7 l’ha fatto, ha dato modo ai risultati di parlare per lui e per una squadra che, nonostante il prestigio inconfutabile e la forza dell’organico, non ha sempre convinto a pieno negli ultimi anni. La stessa gestione di Zidane non è ancora del tutto chiara agli addetti ai lavori, reo di non aver ancora dato una vera identità al gruppo.

Identità o meno, il Real viaggia spedito in tutte le competizioni, Liga compresa, dove è primo con 6 punti di vantaggio sul Barcellona, secondo. Limpido anche il cammino in Champions League, dove ha vinto il girone e si appresta a prepararsi per gli ottavi che il sorteggio ha voluto fossero contro il Napoli di Maurizio Sarri. A febbraio la super sfida del dentro o fuori, per tentare di mantenere il titolo e provare ad arrivare ancora una volta fino in fondo. Il primo impegno nel mondiale per club è stato superato con estrema facilità grazie alle reti di Benzema e Cristiano Ronaldo, vittima i messicani del Club America. Si attende dunque la finale che gli spagnoli giocheranno contro i giapponesi del Kashima.