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Inter, si lavora per tornare vincenti

Ezequiel Garay

Inter tra mercato e… Simeone

Giornate di dichiarazioni in casa Inter: il presidente Stevan Zhang ha parlato ai suoi dipendenti dichiarando che l’inter presto tornerà competitiva sia in Italia che nel mondo. Dalla Cina arrivano novità importanti sugli sponsor: nelle casse nerazzurre arriveranno soldi sia dallo stesso Suning che da Alibaba, una delle società più importanti nel mondo con a capo Jack Ma, uomo più ricco della Cina. In serata ha parlato anche il procuratore di Banega che è stato accostato all’Everton. Il trequartista non lascerà Milano e si sta impegnando molto per inserirsi presto negli schemi di Pioli.

Dalla Spagna è giunta voce di un possibile divorzo, a giugno, di Simeone con l’Atletico Madrid: la squadra non sta andando bene in campionato e i giocatori non sembrano più accontentare il Cholo. Nonostante le smentite del caso, l’Inter potrebbe essere la sua prossima squadra anche perchè Suning avrà tanti soldi da spendere e accontentare il nuovo allenatore

Champions League: Mission to Cardiff

Champions League Final Eight

IL PROSSIMO 14 FEBBRAIO, SCATTA LA SECONDA FASE DELLA CHAMPIONS 2017, QUELLA PIU’ ATTESA. E’ UN DENTRO/FUORI FRA I SOLITI TOP TEAM , CHE MIRANO AL “MILLENIUM” DI CARDIFF PER GIOCARSI IL TRONO D’EUROPA

Scatterà la notte di San Valentino, a Lisbona e Parigi, la fase clou del trofeo che decreterà chi succederà al Real Madrid sullo scranno più alto del calcio europeo. Anche se dubitiamo che le “merengues” molleranno la presa, alla luce di quanto fatto vedere in questa prima parte di stagione. Mentre si giocano il titolo mondiale per club, sono andati in scena i sorteggi, lunedì scorso, nella solita ovattata sede di Nyon. E c’è da dire che, nomi alla mano, da lì non si scappa, perchè saranno le solite protagoniste a dare la caccia alla coppa dalle grandi orecchie.

Analizziamo in dettaglio le otto sfide che compongono il tabellone degli ottavi di finale:
1. BENFICA – BORUSSIA DORTMUND – Le “aquile” di Rui Vitoria le abbiamo già visionate contro il Napoli, soccombendo ai partenopei in entrambe le occasioni. Nella gara di ritorno mancavano elementi come Horta, Jonas e Grimaldo, ma la sostanza non cambia. Tecnicamente non vale il miglior Borussia, che con Thomas Tuchel sta proseguendo il meraviglioso lavoro svolto da Jurgen Klopp, con il “Gegenpressing” che valorizza alla grande le qualità dei suoi interpreti. Il pieno recupero di Reus, strepitoso nelle ultime uscite, rappresenta sicuramente un fattore chiave nell’ interpretazione della partita da parte dei gialloneri. Il calcio dei borussiani lo conosce a menadito, e si sta riscoprendo trascinatore, nettamente più convincente di quel Mario Gotze che pare essersi arenato nella notte di Rio, due anni fa. Le recenti dichiarazioni di Aubameyang su un suo interesse per il Real potrebbero fungere da detonatore per una piazza che ci mette niente a infuocarsi.

2. PSG – BARCELLONA – Sulla carta, il Barça parte favorito, poche storie. Il PSG si trova nella Ligue 1 insolitamente a ricoprire il ruolo di inseguitore di un Nizza assolutamente sorprendente. Lo spogliatoio digerisce a malapena i metodi di Emery, troppo attaccato alla lavagna rispetto al “liberista” Blanc. Cavani si è deciso però a recitare il ruolo di bomber illegale che aveva a Napoli, e pare inarrestabile. Ma il Barcellona difficilmente fallisce il bersaglio per due volte di fila. Messi, più numero 10 autentico che “falso nueve”, continua a dispensare giocate da leggenda, anche se le incognite su un gruppo che comincia a essere davvero logoro restano. Il PSG deve giocarsela sul ritmo e sull’atletismo superiore dei suoi elementi.

3. REAL MADRID – NAPOLI – L’aveva promesso De Laurentiis, all’inizio della sua avventura come presidente, che un giorno avrebbe portato il Real al San Paolo. Poche chiacchiere, i “blancos” continuano a rappresentare il top del calcio mondiale, il massimo raggiungibile, la chimera fatta squadra. Ovvio che i ragazzi di Zidane partano favoriti, con un Cristiano Ronaldo fresco di Pallone d’Oro per la quarta volta e galvanizzato a mille, dopo un inizio sofferto. Arrivare al ritorno con qualche prospettiva di giocarsela sarebbe già un risultato strepitoso, l’importante è non farsi cogliere dal “miedo escenico”, Sarri in primis.

4. BAYERN – ARSENAL – E’ la sfida più intrigante, quella che probabilmente potrebbe garantire maggior spettacolo. Il Bayern, stuzzicato dall’RB Lipsia in Bundesliga, è apparso fortemente irritato per lesa maestà. In Europa ha dovuto cedere il primato del girone all’Atletico, e non succedeva da parecchio che i bavaresi approdassero agli ottavi come secondi. Ancelotti pare avere ripreso la rotta dopo qualche patema, si spera che anche alcuni elementi facciano altrettanto, Muller in testa. L’abitudine a dominare sviluppa una forma di arroganza da cui è difficile disintossicarsi. L’Arsenal, col suo calcio glamour, potrebbe seriamente metterlo in difficoltà. Con un Sanchez così devastante sognare non è proibito. Battere i bavaresi potrebbe fungere da candidatura ufficiale per la vittoria finale. L’importante è non montarsi la testa, la sconfitta di Goodison Park contro l’Everton insegni.

5. MAN CITY – MONACO – Sulla carta, sorteggio favorevole per i Citizens del Pep. Che, nelle ultime giornate di campionato, ha visto il suo verbo rigettato sul campo. I problemi di una rosa incompleta sono emersi alla grande, dopo l’inizio shock di 9 vittorie in altrettanti impegni, fra Premier e Champions. La vittoria col Barcellona è stata illusoria, da quella gara sono venute fuori le magagne difensive di un reparto oggettivamente inadeguato a questi livelli. In più il calcio del Pep necessita, una volta inglobato, di accurata digestione. Il rischio è il crash per eccesso di informazioni. Con Chelsea e Leicester lo si è visto alla grande. Il Monaco di Jardim costituisce un’insidia, a patto che esca con un buon risultato dall’Etihad.

6. LEVERKUSEN – ATLETICO – La batosta del “Madrigal” contro il Villareal ha messo la parola fine al progetto campionato. Con la Champions però, il “Cholo” ha un conto in sospeso, anzi due. Canalizzando la propria “garra” in questa competizione, i “colchoneros” potrebbero mantenere il loro status di top team, ampiamente meritato dopo i risultati straordinari degli ultimi anni. Sarebbe un regalo d’addio da consegnare agli annali per un tecnico che ha riscritto la storia del club a suon di vittorie, ottenute senza lavagne e trame suadenti. Ma con fredda sostanza e personalità. Il Bayer, che ha fatto fuori il Tottenham, tecnicamente non gli è inferiore, e in Europa ha dimostrato di offrire al pubblico il suo lato migliore.

7. PORTO – JUVENTUS – Tutti a tirare un sospiro di sollievo nei dintorni di Vinovo. Ma, attenzione, perchè le insidie sono dietro l’angolo. I bianconeri lo sanno bene, prendendo esempio dalla scellerata conduzione di gara della Roma contro i “dragoes”, nel preliminare di agosto. Se la Juve scende in campo concentrata, oggettivamente non c’è partita.

8. SIVIGLIA – LEICESTER – Le “Foxes”, primattrici nel girone tecnicamente più scadente della prima fase, hanno mostrato il meglio di loro proprio in Champions, dove le motivazioni sono a mille. Il problema però di presentarsi all’appuntamento di Febbraio con una classifica in Premier deficitaria preoccupa non poco Ranieri. Giocarsela in Europa e sia quel che sia, oppure risparmiare preziose energie per il campionato? Dubbio amletico. Intanto il Siviglia, terzo incomodo nella Liga, gongola, sapendo che dopo i successi in Euroleague, anche in Champions potrebbero recitare un ruolo di primo livello. Sampaoli è un mostro di tattica, ma con Ranieri dovrà dare il meglio di sè. E i tecnici italiani ha già dimostrato di digerirli poco.

Provaci ancora, Federico

Macheda ci riprova

Il calcio è (spesso) come la vita: se qualcosa va storto, c’è sempre una seconda possibilità per rimediare. Venticinque anni per un calciatore sono un’età di mezzo, a metà tra la consacrazione e l’addio ai sogni di gloria.

Federico Macheda di anni ne ha proprio venticinque e di professione fa il calciatore professionista. Dopo sei mesi senza squadra, con allenamenti solitari e la lontananza dagli stadi gremiti, l’attaccante romano tornerà finalmente a giocare e per farlo ha scelto il Novara per ricominciare da zero la sua carriera di calciatore.

“Kiko” Macheda da inizio dicembre è a Novarello, il centro sportivo del club, dove prima si è allenato con la Primavera, poi ha iniziato a fare sul serio con da Costa e compagni e da oggi è ufficialmente agli ordini di mister Roberto Boscaglia. I tifosi azzurri sperano che il suo arrivo serva a dare dinamismo all’attacco della loro squadra, che segna con il contagocce (solo otto gol sui venti finora realizzati dagli azzurri sono ad opera dei punteros).

Prima punta classica, può fare anche la seconda punta vista la sua duttilità in avanti. Fatto sta che dovrà giocare le sue carte con i vari Galabinov, Sansone, Bajde, Lukanovic, di Mariano e Corazza (quando tornerà dall’infortunio) per convincere il tecnico azzurro a dargli una maglia da titolare.

Il lettore più attento, qualche riga prima, si sarà fermato e avrà pensato: “Ma Macheda, quel Federico Macheda?”. Si proprio quel Macheda che il 5 aprile 2009 segnò il gol-vittoria ad Old Trafford con la maglia del Manchester United all’Aston Villa al 93′: entrato al novantesimo minuto al posto di Nani, dopo alcuni movimenti interessanti, quasi allo scadere del tempo di recupero, Giggs gli servì un assist al bacio e lui prima fermò la palla di tacco destro e poi, sempre di destro, calciò ad effetto, impedendo all’allora portiere dei Villans, Brian Friedel, di poter fare qualcosa se non vedere la palla insaccarsi. Giocatore abbracciato dai compagni e poi di corsa commosso ad abbracciare il padre sugli spalti. Vittoria importante per il Manchester e Macheda che finì su tutti i quotidiani sportivi d’Oltremanica e non.

Si iniziarono a scrivere fiumi di inchiostro su di lui: 17 anni e qualche mese, dalle giovanili della Lazio sedicenne alla volta dello United, le presenze ed i gol nella Primavera ed infine il debutto in prima squadra con rete da tre punti allo scadere. La partita successiva contro il Southampton, Macheda entrò un po’ prima (75′) e segnò un altro gol vittoria su assist, questa volta, di Carrick.

L’Inghilterra si coccolava quel ragazzino che il Manchester United aveva strappato ai capitolini per un “vuoto” contrattuale (i ragazzi under 16 da noi non possono essere tesserati come professionisti, mentre in Inghilterra ciò è possibile), facendolo diventare il quarto italiano di sempre a vestire la gloriosa maglia dei Red Devils (dopo Sartori, Taibi e “Pepito” Rossi).

Federico Macheda era stata una felice intuizione di Alex Ferguson che aveva creduto in lui fin da subito (e si sa che il manager scozzese non è uno sprovveduto). Nelle prime due stagioni e mezzo a Manchester, l’attaccante romano collezionò 27 presenze e quattro reti tra campionato e coppe, con il debutto in Champions League contro il CSKA Mosca il 21 ottobre 2009. In quel periodo fu anche convocato dall’Under 21 di Pierluigi Casiraghi e anche lì “timbrò il cartellino”.

Ma come detto, quello era un grande Manchester United con fior fior di campioni in rosa (da Van der Sar ad Evra, da Giggs a Rooney, da Owen a Carrick, da Rio Ferdinand al “Chicarito” Hernandez) e per Macheda ci sarebbe stata molta panchina. Ferguson gli consigliò di farsi sei mesi di prestito in un’altra squadra, giusto il tempo per trovare più spazio, crescere e tornare poi alla base: nel gennaio 2011 Macheda tornò in Italia e si accasò alla Sampdoria in prestito secco. Ma i sei mesi “italiani” dell’attaccante classe 1991 furono molto negativi, con quattordici presenze e nessuna rete (se non una in Coppa Italia). A fine stagione la Samp, partita ad agosto con l’eliminazione nei preliminari di Champions League, retrocesse mestamente in cadetteria e Macheda tornò a Manchester. Stagione sfortunata, si pensò.

Quella successiva fu identica alla precedente e gli spazi con i Red devils divennero ancora minori (sei presenze, una rete in Coppa di Lega) e a gennaio fu ancora una volta dato in prestito. Questa volta la meta fu Londra sponda Queens Park Rangers. Anche li fece male, giocando ancora meno ed il ritorno ad Old Trafford fu ancora più mesto.

Macheda aveva 21 anni e da allora iniziò un altro giro di prestiti e cambiamenti di maglia: ancora sei mesi con il Manchester, altri sei mesi con lo Stoccarda (Bundesliga) e poi le esperienze in Championship (la cadetteria inglese) con le maglie di Doncaster Rovers, Birmingham City, Cardiff City e Nottingham Forrest, ultimo loan in ordine di tempo sotto contratto con i gallesi.

A parte i sei mesi di Birmingham e i primi sei mesi a Cardiff (diciotto reti totali), furono tutte esperienze negative con qualche infortunio di troppo. Il giugno scorso, Macheda ed il Cardiff decisero di risolvere il contratto triennale in essere.

Se prima del giovane Macheda si scrissero fiumi di inchiostro, da tempo quei “fiumi” si sono prosciugati fino alla firma con il Novara, club ora a metà classifica in Lega B e lo scorso anno a giocarsi la promozione in Serie A con play off.

L’ex prodigio del calcio italiano è stato lontano dal calcio giocato sei mesi in cui ha cercato di ritornare in pista per dimostrare che a 25 anni si è a tutti gli effetti ancora un giovane calciatore e non un “bollito”.

E Macheda ha voluto ripartire dalla Lega B, dalla provincia, e proprio da Novara ricomincerà ad essere un calciatore: contratto fino al 30 giugno 2018 con il compito di condurre la squadra verso la salvezza e mostrare ai suoi compagni (e ai suoi nuovi tifosi) quei colpi con cui ha ammaliato Alex Ferguson. Il Novara ha voluto scommettere in pieno su di lui e non è la prima volta che il sodalizio azzurro ingaggia giocatori che provano a risollevare la loro carriera, anche se gli esiti non sono stati del tutto positivi (da Nicola Ventola a Giōrgos Katidīs, da Daniel Jensen a Leandro Rinaudo fino Jorge Martinez). A Macheda il compito di invertire il trend negativo.

I dubbi sul giocatore sono tanti tra i tifosi: è giusto investire a dicembre su un giocatore senza contratto? Giusto investire su un giocatore che non vede il campo da sei mesi? Giusto investire su un ragazzo che ha deluso le aspettative? Il Novara investirà su un giocatore arrivato a parametro zero cui dovrà solo pagare l’ingaggio ma che è già ready-set-go e potrebbe trovare spazio nelle ultime tre partite di campionato dei piemontesi nel girone di andata (Cesena e Carpi in casa, Virtus Entella in trasferta) e godere poi della lunga sosta invernale del torneo cadetto per apprendere al meglio i dettami tecnici di Boscaglia e trovare il giusto feeling con da Costa e compagni. C’è una carriera da recuperare e una rete avversaria da gonfiare.

Buona fortuna, “Kiko”. E bentornato a giocare a calcio, la cosa più importante

Lazio: arriva Torreira dalla Sampdoria

Steven

Il giocatore della Sampdoria arrriverebbe a titolo definitivo

 

Gli occhi di mezza serie A sono puntati sul centrocampista uruguaiano della Sampdoria Lucas Torreira.

Il 20 enne si sta mettendo in mostra a Firenze rata di ottime prestazioni a Genova, già si intravedevano a Pescara le sue doti, in questo anno ha compiuti il definitivo salto di qualità.

La Lazio sembra essere in vantaggio sulla concorrenza, queste le parole dell’agente Bentancurt rilasciate al portale La Lazio siamo Noi:

“La Lazio? Non posso dire molto su queste voci ma credo siano fondate. Ci siamo già incontrati – aggiunge -, e penso che in futuro possa trasferirsi altrove, ma non prima dell’adeguamento dell’accordo con la Samp. Lucas vuole crescere e il suo obiettivo è migliorare la sua carriera. La Lazio? Vediamo di buon occhio questa destinazione, visto che parliamo di un club di livello. Ma il giocatore in questo momento – conclude – piace a tante squadre”.

Juventus: Rugani rinnova fino al 2021

Il sito della Juventus ufficializza il rinnovo fino al 2021

E’ufficiale Daniele Rugani vestirà la maglia bianconera fino al giugno del 2021, questo è quanto apparso stamane sul sito ufficiale della Juventus.

Ormai era nell’aria da qualche settimana, Marotta e la dirigenza non hanno mai avuto dubbi sulle qualità del giovane difensore, che in questa stagione sembra essere migliorato, i suoi tre gol e le prestazioni convincenti ne sono a testimonianza.

Rugani futuro della Juventus

Prestanza fisica, visione di gioco e controllo dell’avversario sono le sue caratteristiche, il futuro della difesa bianconera ormai è nelle sue mani, Barzagli e Bonucci possono dormire sonni tranquilli in questa stagione e recuperare dai propri infortuni senza forzare i tempi.