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Alle 21.00 in campo Roma e Milan, in palio il ruolo di anti Juve

Questa sera alle ore 21.00 in campo Roma e Milan

I giallorossi di Spalletti ospitano il sorprendente Milan targato Vincenzo Montella, un ex. Una sfida che vale doppio, in palio il ruolo di anti Juve. La Roma è stata costruita per vincere, le parole di Spalletti, il Milan però sorprende ed ha dimostrato di poter dire la sua su tutti i campi. Roma in campo con Dzeko punta centrale, dietro il bosniaco agiranno Nainggolan e Perotti. Il Milan si affida a Lapadula, a supporto dell’ex Pescara ci saranno Honda e Suso.

Le probabili formazioni:

Roma (4-2-3-1): Szczesny; Rudiger, Manolas, Fazio, Emerson; De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Nainggolan, Perotti; Dzeko.
A disp.: Alisson, Greco, Vermaelen, Bruno Peres, Juan Jesus, Mario Rui, Gerson, Spinozzi, Seck, Iturbe. All.: Spalletti

Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate, Paletta, Romagnoli, De Sciglio; Pasalic, Locatelli, Bertolacci; Suso, Lapadula, Honda.
A disp.: Gabriel, Plizzari, Zapata, Gomez, Antonelli, Vangioni, Sosa, Mati Fernandez, Niang, Poli, Luiz Adriano. All.: Montella

Inter: buoni i tre punti ma il gioco latita

Inter: tre punti sofferti contro il  Genoa

Pioli è soddisfatto dei tre punti, ma non della determinazione della squadra, troppa sofferenza per portare a casa una partita che nel primo tempo ha visto il Genoa sprecare il vantaggio, ma Brozovic in versione Babbo Natale ha deciso di regalare i tre punti alla sua squadra.

Queste le parole del tecnico neroazzurro rilasciate alla fine della partita (fonte Sportmediaset):

“Volevamo fare la partita, anche se abbiamo rischiato: ecco perché ho scelto uno schieramento offensivo. Ma avevamo bisogno di questa vittoria sofferta”.

Voglia di riprendersi: “È normale che ci sia pressione, siamo l’Inter, ma io vedo atteggiamenti positivi, vedo la voglia di riprenderci la posizione che meritiamo che non è l’11esimo posto in classifica. Abbiamo sbagliato la partita di Napoli, ma in altre occasioni forse meritavamo di più: i valori ci sono, ora tocca a noi”.

Sono arrivate due vittorie in tre giorni, manca l’ultimo scoglio Domenica prossima contro il Sassuolo, non sarà semplice perché la squadra di Di Francesco sembra essersi ripresa dopo il periodo nero.

 

 

Cento volte Pellissier

E’ sempre Pellissier

Il Chievo ieri pomeriggio ha espugnato il “Barbera” di Palermo con un perentorio 0 a 2: vantaggio di Birsa e gol della sicurezza da parte di Sergio Pellissier. I tre punti spingono al decimo posto i veronesi mentre la sconfitta condanna all’ultimo posto, con soli sei punti in sedici giornate, il Palermo.

Ma focalizziamoci sul minuto 49 della partita, ovvero al gol di Pellissier: il numero 31 di Maran ha approfittato di un “malinteso” in area tra Goldaniga ed Andelkovic per trafiggere Posevec. Quella contro i rosanero è la rete numero due in stagione del capitano clivense. Ma non è solo il gol dello 0 a 2 o la seconda marcatura in stagione dopo quella del momentaneo pareggio contro la Juventus al “Bentegodi”: è la centesima rete di Sergio Pellissier in Serie A. Nelle centoquindici stagioni dei gironi unici, solo ottanta calciatori ci sono riusciti ed il capitano dei gialloblu c’è riuscito alla quattordicesima stagione, la quindicesima da quando veste i colori dei “cugini” dell’Hellas Verona. Un record storico per un giocatore prossimo a 38 anni e che è un mito per il piccolo Chievo.

Pellissier ha segnato moltissimo in carriera, comprese la breve parentesi al Torino in Serie B e la stagioni positive con Varese e Spal in Serie C1. Per il resto, solo Chievo di cui è la bandiera, l’icona, il simbolo.

La particolarità di Pellissier è la provenienza: il capitano clivense è nato in Valle d’Aosta, regione dedita principalmente agli sport invernali. A oggi, solo quattro calciatori valdostani hanno giocato in Serie A: Lelio Antoniotti, Giorgio Dal Monte, Paolo de Ceglie e, appunto, Sergio Pellissier. Quindi Sergio Pellissier da Aosta è anche il primo valdostano a segnare 100 reti in Serie A. Nel mirino l’attaccante classe 1979 ha il record di reti in gialloblu di Bruno Vantini, che ne mise a segno complessivamente 159 ma tutte nei campionati dilettantistici. In pratica, ere calcistiche remote rispetto al Chievo di oggi che è una bella realtà del nostro calcio.

Ne ha fatta di strada Sergio Pellissier quando si affacciò al mondo della Serie A il 22 settembre 2002 contro il Brescia al “Bentegodi” e dal suo primo gol in massima serie contro il Parma al “Tardini” cinque partite dopo: una rete in pieno recupero che permise ai ragazzi allora allenati da Luigi Delneri di espugnare il campo parmense.

Da allora Pellissier non si è più fermato, segnando con continuità e diventando il vero leader della squadra. Ed il 6 giugno 2009 riuscì a debuttare in Nazionale: mezzora contro l’Irlanda del Nord a Pisa. Da allora, purtroppo, non ha più giocato in azzurro ma il vizio del gol non gli è mancato. E giustamente è arrivato a cento reti.

E pensare che Sergio Pellissier era dato per “vecchio” ed in procinto di appendere le scarpette al chiodo. Ed invece l’attaccante valdostano non smette mai si stupire e…di segnare.

Come dice un detto (modificato) calcistico: il gol viene segnando. E siamo sicuri che Pellissier ogni volta che verrà messo in campo da Maran darà il 101% e farà in modo di gonfiare più reti possibili.

Ecco a voi Sergio Pellissier, uno che non molla. E segna.

A proposito: ad Hamsik mancano quattordici reti per entrare tra i “centisti”. Coraggio Marek, Sergio Pellissier e soci ti stanno aspettando.

Cavani salva il PSG dalla sconfitta contro il Nizza

Edinson Cavani

Finisce 2-2 la partita tra PSG e Nizza

 

Cavani salva i parigini dal tracollo, dopo un primo tempo da incubo e sotto di due reti contro il Nizza, il Matador salva la squadra di Emery da una batosta casalinga, i punti di distacco in classifica tra le due squadre restano quattro.

Primo tempo con il Nizza in vantaggio di due reti grazie alle segnature di Chprien e Plea, squadra di Emery in balia dell’avversario, nella ripresa Cavani decide di dare la scossa segnando una doppietta d’autore e sfiorando la rete del clamoroso sorpasso. Balotelli all’inizio in panchina è entrato solamente nel finale, riuscendo a farsi pure ammonire.

Una vittoria sicuramente alla portata dei parigini, ma gli errori tattici hanno condizionato e non poco la partita del PSG, urge un’inversione di tendenza per non fare scappare Nizza e Monaco in classifica.

Juventus contro il Torino una prova di forza

Allegri

Carattere e orgoglio fondamentali nel Derby

Il 3-1 finale svilisce la prova dei granata, che avrebbero potuto tranquillamente portare a casa questo Derby, ma la sfortuna nelle conclusioni (vediLjajic) e forse le mosse di Mihajlovic hanno consentito alla squadra di Allegri di vincere una bella sfida, che si era però messa male nei primi venti minuti.

Sarà forse una caso, ma il vantaggio bianconero è arrivato dopo che il tecnico granata aveva mandato in campo altre due punte, un 4-2-4 spregiudicato, e forse il non volersi accontentare ha consegnato il match alla squadra di Allegri.

Higuain con una doppietta d’autore ha trascinato i suoi compagni, l’argentino dopo un mese di torpore si è risvegliato  all’improvviso, proprio come il coro dei suoi ex tifosi, il giorno all’improvviso scelta non casuale, per un Derby da ricordare.

Dybala appena entrato in campo ha regalato sprazzi di classe sopratutto in occasione della marcatura di Pjanic, dove ha dribblato tre avversari come birilli, consegnando al bosniaco il pallone della terza marcatura.

Allegri può ritenersi soddisfatto della prova di squadra, con unica pecca la difesa, Chiellini ha subito in gran parte la giornata straordinaria di Belotti, ma si è riscattato sul lancio alla Bonucci che ha imbeccato Higuain in occasione del raddoppio bianconero.