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Coppa Italia: agli ottavi Genoa e Bologna

Il Genoa fatica contro il Perugia, Bologna facile contro il Verona

 

Genoa-Perugia 4-3

Il Genoa a fatica approda agli ottavi, ma il Perugia ha lottato fino alla fine, riuscendo a portare il match ai supplementari dopo che i tempi regolamentari si eranoconclusi sul 2-2.

Le reti nei tempi regolamentari sono state segnate da Simeone al 3′, Pandev al 37′, nella ripresa Bianchi al 53′ e Drole al 63′ portano il risultato in parità , nei supplementari Pandev e Nonkovic portano avanti il Grifone, ancora Di Nolfo allo scadere  porta il risultato sul 4-3. La squadra di Juric agli ottavi incontrerà la Lazio.

 

Bologna-Verona 4-0

Tutro facile per il Bologna, contro un Hellas  he nulla ha potuto contro i felsinei. 4-0 il risultato finale, le reti sono state segnate da Di Francesco, doppietta di Mounier e Krafth, negli ottavi la squadra di Donadoni incontrerà l’Inter.

Juventus: Witsel, Tolisso e Lindelof per la Champions

Juve-Real
juve scudetto

A Gennaio arriveranno tre rinforzi

Dirigenza bianconera scatenata, l’obiettivo è rinforzare la squadra in modo da renderla ancora più competitiva, con obiettivo finale la Champions che ormai sfugge da venti anni.

Mancano tre pedine per Allegri una in difesa e due a centrocampo, gli obiettivi dichiarati sono Witsel, Tolisso, Tolisso ed Ivanovic, ma solo tre di questi arriveranno con Kessie che sembra ormai ad un passo dal trasferimento, ma non arriverà prima giugno.

Il belga cercato e voluto fortemente dalla dirigenza bianconera arriverà a Gennaio, Il matrimonio finalmente  sarà celebrato ed il promesso sposo vestirà la tanto agognata e sognata casacca bianconera, prezzo dell’acquisto intorno ai 10 milioni di euro.

Il francese Tolisso è un sogno, i 35 milioni richiesti da Aulas forse sono troppi, ma usando Lemina come parziale contropartita il prezzo potrebbe scendere di molto, la trattativa procede con il Lione ma al momento è presto per avere certezze.

In difesa due sono gli obiettivi, Lindelof  del Benfica ed Ivanovic del Chelsea, con il secondo che non dovrebbe muoversi da Londra, Conte anche se non lo fa giocare titolare conta su di lui.

Lo svedese del Benfica è obiettivo possibile, valore di mercato di circa 12 milioni di euro, il difensore piace ad Allegri ed a meno di clamorose sorprese a Gennaio atterrerà a Torino.

 

Con Conte al timone, la rinascita del Chelsea

Calciomercato Inter Kumbulla

DAL BARATRO ALLA VETTA, UN ANNO DOPO

Dicembre 2015: il Chelsea Football Club esonera José Mourinho dopo un inizio di stagione disastroso contrassegnato da una serie di pareggi e di sconfitte. Per risollevare le sorti della squadra viene scelto Guus Hiddink, un ritorno per l’olandese, che ha già allenato il club nel 2009. Hiddink si ritrova alla guida di un Chelsea precipitato in fondo alla classifica, con soli 15 punti, a un passo dalla retrocessione. Malgrado i vari sforzi dell’allenatore, la stagione del Chelsea si rivela del tutto deludente e inaspettata, in quanto assai lontana dal livello abituale del club. Conclude la Premier al decimo posto, a quota 50 punti e fuori dalle competizioni europee per il successivo anno; stessa sorte in Champions League, sconfitto agli ottavi dal Psg. L’ultima giornata di campionato si conclude con il pareggio contro il Leicester, rivelazione e campione della Premier. A un anno dall’inizio della catastrofe siamo qui a parlare della rinascita del Chelsea, grazie al suo nuovo condottiero, Antonio Conte.

CHELSEA MADE IN CONTE
Dopo la stagione inappagante, il presidente del Chelsea Roman Abramovič è corso ai ripari. Seguendo l’onda del Leicester, che, guidato da Claudio Ranieri, è stato protagonista di un ottimo campionato, anche il Chelsea sceglie la via del “made in Italy” per riportare la squadra ai massimi livelli. Il prescelto è Antonio Conte, ex Ct della Juventus e della nazionale italiana. Per i Blues non è la prima panchina italiana: Ranieri, Vialli, Ancelotti e Di Matteo, tutti ex allenatori del club londinese.

15 agosto 2016: nuova stagione, prima giornata di Premier. L’esordio di Antonio Conte alla guida del Chelsea è positivo, grazie alla vittoria nel derby contro il West Ham. Il condottiero è pronto per la riscossa, ma sarà una dura battaglia. Quest’anno la Premier spicca per le grandi personalità delle sue squadre migliori. Conte e il suo Chelsea dovranno vedersela con il Manchester City di Guardiola e Agüero, con il Leicester di Claudio Ranieri e Jamie Vardy, con il Manchester United di José Mourinho e Paul Pogba e con il Liverpool di Jürgen Klopp. I Blues, nonostante non abbiano fatto una campagna acquisti di altissimo livello, hanno comunque rafforzato le loro fila. Dopo una parentesi di due anni al Psg, ha fatto il suo ritorno il difensore David Luiz; sempre in difesa, il Chelsea ha acquistato lo spagnolo, ex fiorentina, Marcos Alonso. A centrocampo e in attacco, invece, due giovani innesti, N’Golo Kanté, ex Leicester, e Michy Batshuayi dall’Olimpyque Marsiglia.

Conte, dopo i tre scudetti vinti con la Juventus e la parentesi nazionale, riparte da un nuovo mondo, la Premier, e da nuovi giocatori. Dopo un inizio dalle grandi aspettative, i Blues accusano un duro colpo: due sconfitte consecutive, con Arsenal e Liverpool, fanno tremare la panchina del leccese, ma Antonio Conte è famoso per il suo carattere combattivo e non arrendevole. Il Ct, infatti, non si lascia scoraggiare dalle voci che parlano di un suo possibile esonero e comincia a ideare soluzioni per riportare il Chelsea alla vittoria. Cambia tattica, modulo, passa al 3-4-3 grazie al quale riesce a valorizzare la squadra ma prima di tutto i singoli giocatori – e di questo l’esempio lampante è il rilancio di Diego Costa, attuale capocannoniere della Premier. Conte è riuscito a rimotivare la squadra e a ottenere i miglioramenti sul piano del gioco. Dopo undici giornate di assestamento, il Chelsea è in vetta alla classifica con 31 punti e tredici partite giocate, di cui soltanto due perse.
Ѐ il Chelsea di Conte, ma è soprattutto il Chelsea di Diego Costa, di Hazard, di Oscar, di Kanté, di David Luiz. Una squadra rinata per mano dell’allenatore italiano, e pronta a lottare per il titolo.

Milan, arriva il Closing?

Calciomercato Milan

Ecco il closing in casa Milan

Ci siamo: entro martedì usciranno i nomi dei prossimi proprietari del Milan. Secondo la Gazzetta i 2 sicuri sono Li Yonghong e Haixia con 2 new entry che si conosceranno nei prossimi giorni. Se il closing sarà rinviato i cinesi potrebbero cacciare altri 100 milioni di caparra ma ci sarebbero problemi per il mercato invernale e quindi pochi giocatori da contattare.

Ci sarebbe da risolvere anche la questione stadio: infatti i cugini nerazzurri attendono, con ansia, di sapere quale sarà la decisione del sodalizio rossonero sul Meazza. se restare o costruire un nuovo stadio di proprietà. I giovani rossoneri che si sono messi in mostra, su tutti Donnarumma e Locatelli, hanno tanti estimatori in Europa e il Milan dovrà anche garantire un ottimo futuro a loro altrimenti le sirene estere saranno sempre più forti.

Tonfo Olimpia: terza sconfitta consecutiva in Eurolega per Milano

Basket

I ragazzi di Repesa cadono contro i russi dell’Unics Kazan (100-79)

Brutta sconfitta in trasferta per l’Olimpia Milano. Nella decima giornata di Eurolega i biancorossi, senza Alessandro Gentile, fermo per un infortunio alla schiena, affrontavano l’ultima in classifica: i russi dell’Unics Kazan.  Reduce da due sconfitte nei turni precedenti, contro la Stella Rossa di Belgrado e il Fenerbahce in casa, l’EA7 si è presentata in Russia con i recuperati Andrea Cinciarini e Krunoslav Simon.

Milano ha iniziato la partita con un parziale di 6-0 firmato Dragic e Raduljica – Macvan, che ha illuso tutti. In realtà non c’è stata storia. Il match è stato dominato da tutti i punti di vista dai ragazzi di Evgeny Pashutin. Soltanto nel primo quarto l’Unics ha segnato 35 punti, con la beffa della tripla di Stoll allo scadere: un incubo per la difesa milanese. Incapaci di reggere gli uno contro uno, il primo quarto si chiude con i russi in vantaggio di 11 punti (35-24).
Nel secondo quarto Milano tenta di ridurre il distacco: le mosse di Repesa sono Raduljica per catturare qualche rimbalzo e il lavoro difensivo di Abass. All’Olimpia non basta perchè a fine quarto il punteggio è 57-43, con Johnson e Parakhouski che combinano per 20 punti nel primo tempo.

Nel terzo periodo sembra che Milano possa tornare in partita, Hickman segna con continuità e regala due assist a McLean e Sanders. La squadra appare più solida colleziona parziali (prima un 7-0; poi un 9-0), arrivando fino al – 4 al suono della sirena.
Il quarto quarto però, è un dilagare dei russi. Langford, ex della partita, porta i suoi sul + 8 nei primi minuti. La tripla fortunata di Kaimakoglu a 7 minuti e mezzo dallo scadere affossa definitivamente l’EA7. A 5′ dalla fine Milano va addirittura sotto di 18. Il punteggio sarà impietoso per l’Olimpia. L’Unics segna 27 punti solo negli ultimi dieci minuti contro i 10 dei biancorossi. Il risultato finale ci racconta la sconfitta peggiore subita da Milano in questa Eurolega: vince l’Unics 100 a 79.
Repesa prima della partita aveva dichiarato che una chiave per vincere sarebbe stata limitare i russi a rimbalzo. Anche in questo l’Olimpia ha fallito. Langford e i suoi chiudono il match con 32 rimbalzi contro i 19 di Milano. Altra condanna le percentuali al tiro: 75% dal campo per l’Unics.
Uomo partita senza dubbio il grande ex Keith Langford che ha chiuso con 25 punti e 4 assist. “Noi migliori in difesa, loro peggiori in attacco”, questa l’analisi della guardia statunitense a fine gara.
I russi mostrano per quasi tutto il match un gioco fluido, con un buon movimento di palla. Non mancano gli uno vs uno, specialmente di Langford, maestro in questo; e solidità difensiva e a rimbalzo.
Per Milano un evidente problema difensivo, nonchè un calo fisico preoccupante nel secondo tempo. La squadra non riesce a reagire quando va in difficoltà, pesa l’assenza di un uomo in grado di guidare i compagni nelle due fasi di attacco e di difesa. Nota positiva i quattro giocatori in doppia cifra: McLean (16 punti), Hickman (12 punti), Dragic e Sanders (10 punti).
La prossima sfida in Eurolega non sarà affatto facile: l’Olimpia affronterà l’8 dicembre la capolista CSKA. La strada è lunga fino ad aprile, Milano ha il tempo di risalire la classifica e migliorare il record che ora è di 4 vinte e 6 perse.