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Inter: Tronchetti sogna Messi in nerroazzurro

Sogno Messi per l’Inter, si realizzerà?

 

Messi il giocatore più desiderato al mondo è anche nei pensieri di Tronchetti Provera, lo vorrebbe veder vestire la maglia della beneamata, ma il nodo è superare la concorrenza del Psg che tramite Kluivert sta pressando la dirigenza blaugnana per portarlo a Parigi alla scadenza del contratto.

Queste le parole di Provera da Sportmediaset: “Il sogno è sempre uno e sempre lo stesso: veder giocare Messi con la maglia nerazzurra”. Il messaggio è chiaro, chissà se Suning potrà veramente intercedere, bisogna sempre sperare perchè a volte i sogni si avverano, Barcellona permettendo.

 

Serie B: Sannino dimissioni a sorpresa, Gautieri il dopo Cosmi a Trapani

Serie B

Lotito accetta le dimissioni di Sannino

 

A sorpresa in nottata arrivano le dimissioni di Sannino da allenatore della Salernitana, dimissioni accettate dalla dirigenza ed ora inizia la caccia la suo sostituto. In pole position ci sono Gregucci e Menichini due che conoscono ben l’ambiente avendo già allenato a Salerno, si attendono sviluppi nelle prossime ore.

A Trapani invece, si cerca il successore di Cosmi, Gautieri è attualmente in pole position, ci sarebbe già stato un colloquio conoscitivo con il Presidente Morace, l’impressione è stata ottima. Si attende in giornata la fumata bianca,

Juventus; Dybala prove di rientro

Domani il responso sulle sue condizioni

Paulo accelera i tempi, dopo un mese di assenza forse il suo momento sta per arrivare, ma ad oggi resta ancora tanta incertezza sul suo stato di forma, la staff di Allegri intensifica il lavoro per la Joya e domani avremo il responso definitivo.

In caso di convocazione siederà almeno dall’inizio in panchina, in campo scenderà la strana coppia Higuain-Mandzukic, che fino ad oggi così male non si è comportata, ma il Pipita ha bisogno di Dybala, dei suoi assist e delle giocate che lo possano mettere in condizione di segnare, considerando che in coppia con il croato deve agire più largo al fine di permettere la presenza in area di SuperMario.

La dirigenza a ore incontrerà il numero ventuno bianconero per la firma del nuovo contratto, con aumento dell’ingaggio che arriverà a 5 milioni di euro l’anno più eventuali bonus, così si cercano  di allontanare le sirene provenienti dalla Spagna che volevano il Barca in pressing sul giocatore.

 

Coppa Italia: il Torino passa il turno, 4-0 al Pisa

Granata agli ottavi, grazie a Ljajic , Maxi Lopez, Boye’ e Belotti

Il Toro passa il turno ma Chapeau alla squadra di Gattuso che tiene botta per novanta minuti alla squadra di Mihajlovic, non facendo notare la differenza di categoria in campo. I neroazzurri hanno trascorso gli ultimi venti minuti del match ed i supplementari, in 10 uomini causa cambi terminati con Lazzari che non ce l’ha proprio fatta a rimanere in campo.

Nel primo tempo Toro vicino alla rete con Martinez e Boye’ ma Ujkani e la sfortuna non consentono ai granata di segnare, Pisa che si difende con ordine.

Ripresa con i padroni di casa che sembrano più determinati ma la retroguardia neroazzurra  controlla agevolmente gli attacchi. Entrano Ljajic e Belotti che tentano di dare la scossa ai granata. È comunque il Toro a sfiorare la rete prima con una clamorosa traversa colta da Maxi Lopez, e poi con Belotti che si vede il tiro parato da Ujkani. Anche il Pisa ha la sua unica clamorosa occasione con Lisuzzo che servito in area tira ma Padelli compie il miracolo.

Si va ai supplementari ed al 93′ i granata segnano il vantaggio con una conclusione da fuori area di Ljajic che batte Ujkani. Una clamorosa indecisione della difesa granata al 104′ per poco non permette a Longhi di pareggiare.

Al 111′ il raddoppio del Torino grazie a Maxi Lopez che solo davanti ad Ujkani di destro lo trafigge. La terza rete giunge dopo un paio di minuti con Boye’ con un tiro di destro he batte il portiere toscano incolpevole. Quarta rete segnata da Belotti di testa, servito in area da un cross di Moretti.

Onore al Pisa che nonostante le mille difficoltà societarie, ed una squadra priva di diversi titolari ha tenuto in scacco i granata. Grandissima organizzazione e compattezza di squadra, da segnalare la grandissima prestazione di Del Fabro in difesa, il suo destino è di giocare in serie A.

Che spettacolo infine il tifo neroazzurro sugli spalti, in mille hanno incitato la squadra dal primo all’ultimo minuto di gioco.

Gabigol, Gabi-chi?

Ma Gabigol?

Non capita a tutti i ragazzi di 20 annidi firmare un contratto di cinque anni multimilionario con una squadra di calcio tra le più famose del Mondo: il sogno di una vita fatta di sacrifici, passione ed impegno si concretizza mettendo una semplice firma nero su bianco.

Ecco Gabriel Barbosa Almeida detto Gabigol che il giorno del suo ventesimo compleanno ha “ricevuto” un grande regalo: firmare il suo primo contratto con una squadra europea, l’Inter. Come tutti sanno, il talento di São Bernardo do Campo ha firmato con i nerazzurri, non accettando le offerte di Juvetus, Chelsea e Barcellona. Il club meneghino versò nelle casse del Santos 29,5 milioni di euro, tantissimo per un giocatore anche se di grandi prospettive.

In casa Inter partirono paragoni molto forti: Gabigol brasiliano come Ronaldo, arrivato come lui all’Inter a vent’anni (il Fenomeno era prossimo ai ventuno) con le stimmate del predestinato e pronto a far sognare la tifoseria interista dopo anni di vacche magre.

A oggi, 29 novembre, Gabigol con la maglia dell’Inter ha giocato una sola partita per complessivi sedici minuti (da subentrato) con zero reti tra campionato e coppe. A questo punto della stagione, Luis Nazario da Lima aveva segnato otto reti tra campionato e coppe e a fine stagione i gol furono addirittura 34.

Gabigol ha un’attenuante: non ha giocato in Europa League in quanto non inserito nella lista europea per un discorso di fair play finanziario non rispettato dall’Inter (come il numero 96, anche Joao Mario e Kondogbia). Manca ancora tanto alla fine della stagione, ma l’Inter si ritrova già a dodici punti dalla capolista Juventus (però battuta a san Siro, si aggiunga) e già fuori dalla UEFA Europa League. Senza contare che si sono alternati sulla panchina della Beneamata già tre allenatori e l’obiettivo minimo ora è conquistare un posto in Europa.

Possiamo dire che Gabigol stia pagando la pessima stagione interista? Certo, senza dubbio ma se a oggi ha giocato così poco, un motivo ci sarà. Un motivo ci dovrà pur essere.

Dire che Gabigol sia un brocco è un’offesa, in quanto il ragazzo di San Paolo con il Peixe è stato uno dei giocatori migliori nelle ultime tre stagioni, segnando con continuità, vincendo anche il premio come miglior giocatore rivelazione dello scorso torneo, così come essere inserito nel top team. Non è un brocco, ma diciamo che sta deludendo (e di molto) le aspettative: presentato come colui che doveva far tornare l’Inter competitiva (almeno) in campionato, rischia di finire come un Vampeta qualsiasi. In pratica neanche tre mesi e grazie di tutto. Quasi alla Luis Silvio Danuello, anche se Gabigol non è scarso (almeno tecnicamente) come l’ex attaccante (ponta o punta che sia) della Pistoiese 1980/1981. Eppure si parla di “Gabiflop” e addirittura di un suo prestito a gennaio in un’altra squadra per farlo giocare di più. Si parla di Empoli e Pescara, ma potrebbe anche andare all’estero.

E pensare che di Gabigol si sono visti gol importanti, belli e decisivi oltre che essere uno dei giocatori più interessanti della nouvelle vague brasiliana (Neymar, Gabriel Jesus, Walace, Rodrigo Caio, Marquinhos e Lucas Moura per scrivere qualche nome). E durante i Giochi olimpici brasiliani, ma anche durante le sue tre stagioni con il Santos, Gabriel Barbosa aveva fatto vedere che il futuro per lui sarebbe stato ricco e pieno di soddisfazioni.

Un’attenuante per il numero 96 di Stefano Pioli è il fatto che il giocatore non si è mai fermato, in quanto arrivato all’Inter dopo poche settimane dalla fine del torneo olimpico e ha avuto poco tempo per rifiatare, oltre al fatto che (questo è risaputo) la nostra Serie A non è il campionato brasiliano. Il “gemello” di Gabriel Barbosa, Gabriel Jesus, a gennaio diventerà a tutti gli effetti un giocatore del Manchester City, ma gli Sky blues hanno lasciato il giocatore a rifiatare in Brasile nel Palmeiras, giocare e poi andare in Premier League. Solo il tempo dirà il City è stato più lungimirante, ma a oggi Gabriel Jesus ha già fatto undici gol in campionato e quattro in Libertadores. La differenza con Gabigol è nettissima visto che il Palmeiras è tornato a vincere il Brasileirão dopo ventidue anni di attesa anche grazie ai gol del suo giovane talento.

Ecco se Gabigol non ha trovato spazio con de Boer e non trova (e troverà) spazio neanche con Pioli, possiamo definire l’arrivo del numero 96 come l’ennesima occasione perduta di un giocatore che stato celebrato con un nuovo fenomeno del calcio che non è riuscito a far vedere tutto il suo potenziale. Il giocatore ha dalla sua l’età e avrà tutto il mese di dicembre per cercare di ritagliarsi qualche spazio, onde evitare di essere spedito in prestito a gennaio.

Qual è la ricetta giusta (se può esserci una ricetta)? Far giocare sempre Gabigol dal 1′ nelle cinque partite che affronterà l’Inter da qua alla fine del girone di andata (Napoli, Udinese e Sassuolo in trasferta; Genoa e Lazio al “Meazza”). Poi si deciderà il suo futuro.

E’ difficile far cambiare idea ad uno come Pioli, ma i Campioni se sono tali devono smentire anche i duri e puri.