Home Blog Pagina 9907

Galliani al passo d’addio

Galliani

Dopo 37 anni l’Ad rossonero, non appena ci sara’ il closing sulla vendita della societa’ lascera’ il Milan.

Da una vita legato a Fininvest, e precisamente dal 1979 Galliani e’ pronto al passo d’addio, la vendita ai cinesi incombe ed il futuro coma Ad del Milan sara’ da decifrare.

Da quasi quaranta anni il connubio Galliani-Berlusconi ha portato trofei e vittorie in Italia ed in giro per il Mondo, non per niente nel trentennio e’ la societa’ che ha vinto piu’ trofei.

Dal 1986, anno in cui Berlusconi ha comprato il Milan, Galliani e’ sempre stata la persona di riferimento, quello che grazie alla sua astuzia ha portato fior di campioni a giocare con la casacca rossonera, ricordiamo il trio olandese Van Basten, Gullit, Rijkard per poi passare al genio di Savicevic.

Adesso e’ arrivato il momento di tirarsi fuori, la sua vita sara’ comunque lontana dalla galassia Fininvest, dove ricopre ruolo dirigenziale, anzi ha gia’ comunicato la volonta’ di risolvere il contratto che lo lega fino al 2019.

L’eredita’ passera’ a Fassone, un’eredita’ che scotta ma che da in dote alla nuova proprieta’ un’ottima base di giovani da cui ripartire per portare a San Siro nuovi successi.

 

AAA cercasi United disperatamente

Manchester United e Mourinho in crisi

Lo United ha estromesso il City di Guardiola dalla Coppa di Lega inglese, ma i problemi rimangono

Ci sta che si possa perdere a Stamford Bridge. Ci sta che si possa perdere 4 a 0 contro il Chelsea. Ci sta che in casa possano vincere i Blues, tra le squadre più accreditate a vincere la Premier. Ci sta di essere a meno sei punti dalla prima posizione e a cinque dal quarto posto Champions League. Ci sta di fare un campionato anonimo. Non ci sta che la squadra di cui si sta parlando tra le righe sia il Manchester United di José Mourinho. I Red devils domenica scorsa hanno perso sonoramente 4 a 0 contro la squadra di Antonio Conte e, già dopo nove giornate, sembrano salutare i sogni di gloria di poter tornare a vincere, dopo quattro anni, la Premier League. Che scoppola per una squadra costruita in estate per cercare l’assalto alla vittoria nel campionato più bello del Mondo! Che scoppola per Mourinho, sonoramente sconfitto nello stadio che lo ha fatto diventare grande.

E lo stesso tecnico portoghese sembra essersi “travestito” contemporaneamente da David Moyes, Ryan Giggs e Louis van Gaal, i coach che prima di lui (e dopo sir Alex Ferguson) hanno preso in mano lo United cercando di farlo tornare ai fasti del recentissimo passato, non riuscendoci nella maniera più categorica. Ed invece, nonostante gli arrivi estivi di Zlatan Ibrahimovic, Paul Pogba e Henrix Mikhitarian, oltre ad una rosa superlativa già in essere, dalle parti Old Trafford si inizia a pensare male. E a fine ottobre essere (quasi) tagliati fuori per la vittoria di un titulo fa molto male. Soprattutto dopo che si è investito moltissimo proprio su un allenatore che di tituli se ne intende, ovvero lo Special One.

Nonostante la rosa molto forte, alcuni pezzi da novanta sono desaparecidos: dal fuori rosa Schweinsteiger a Schneiderlin e Young, dall’abulico Mikhitarian al nostro Darmian, da Rojo a Depay, stelle che sono in crisi da inizio stagione e o non sono riuscite a fare vedere il meglio del loro repertorio. Senza contare che Pogba sta incidendo poco e Ibra brancola nel buio e con appena quattro reti è il top scorer della squadra in campionato.

Squadra, coach o dirigenza: di chi è la colpa?

Dove sta l’errore in tutto ciò? Se si è preso il meglio in giro tra campo e panchina, come si fa ad inseguire a fine ottobre? Innanzitutto ci sarebbe da andare a monte, ovvero alla dirigenza: lo United da quando Ferguson ha deciso di dire basta, ha avuto troppa frenesia, ha comprato “figurine” unit a giocatori di scarso valore ed il fatto che Mourinho sia il quarto tecnico in quattro stagioni, fa pensare molto al fatto che nella Manchester sponda United si sia perso il concetto di programmazione, termine che piace nel calcio moderno nato proprio da quelle parti. Quattro tecnici totalmente agli antipodi tra loro, milioni e milioni di euro spesi per fare tornare grande lo United quando invece bastava anche solo prendersi un anno di pausa dopo il “pensionamento” del grande coach diGlasgow, ragionare accuratamente per poi ripartire di slancio. Ed invece, la appena citata frenesia sta facendo impazzire un’intera piazza poco incline a questi shock ma che invece inizia a “prenderci gusto”.

Per carità, ci sta di perdere contro il Chelsea, ma non come domenica con tantissimi errori difensivi e di impostazione quasi che il Manchester United fosse una normale squadra che lotta per salvarsi. Lo United a fine anno si salverà (ci mancherebbe), ma terminare un’altra stagione senza nulla di pesante in bacheca equivale come arrivare quart’ultimi, salvi per un pelo.

La dirigenza dei Red devils ha bruciato in queste stagioni fior fior di giocatori, arrivati a Manchester con le stigmate dei predestinati e lasciati andar via perché eterogenei con i vari progetti (leggasi alla voce “Angel di Maria” o “Chicharito Hernandez”), senza la benché minima traccia di plusvalenza. E fa quasi sorridere il fatto che il Manchester Uniter abbia in rosa gente del calibro di Memphis Depay, Daley Blind (al netto degli errori), Marcos Rojo, Luke Shaw, Marouane Fellaini, Juan Mata. Antony Martial, e sia costretto a rincorrere Manchester City, Arsenal, Liverpool e Chelsea ed essere dietro anche a Tottenham e alla sorpresa Everton. Sembrano lontani anni luci i tempi di Giggs, Scholes, Cristiano Ronaldo, Vidic, Ferdinand, Solskjær, Beckham e Van Nistelrooy.

In cinque anni, la famiglia Glazier ha speso oltre 600 milioni di euro in campagne acquisti e ha aperto la mitica bacheca dei Red devils per metterci dentro solamente una Premier League (con ancora sir Alex in panchina), una Coppa d’Inghilterra ed un Community Shield. E la vittoria di mercoledì sera in FA Cup contro il ManCity (gol di Mata) che ha estromesso i Guardiola boys dal prestigiosissimo torneo, potrebbe dare un po’ di ossigeno a Ibra e compagni.

Rooney o non Rooney, questo è il problema

E’ brutto dare colpe ed è brutto infierire, ma si può parlare di un problema Rooney in casa Red devils: il rosso attaccante di Liverpool, arrivato ad Old Trafford nell’estate 2004, è il faro di questa squadra nonché il capitano e per lui parlano i numeri (e l’ingaggio). Eppure questo Rooney, che ha appena compiuto 31 anni, non serve a nulla a questo United. Il motivo? Semplice, non regge il ritmo ed il fatto di non voler capire di dover lasciare spazio ai giovani (leggasi alla voce “Marcus Rashford”) è un problema. Mourinho non lo ha convocato per la trasferta di Londra e nelle ultime tre partite di Premier ha giocato in tutto neanche quarantacinque minuti totali, ha segnato un solo gol (alla prima giornata contro il Bournemouth) e servito due assist vincenti. Se lo United è a -6 dalla first position non è colpa del solo Rooney, ma in una squadra di calcio si vince e si perde tutti insieme, anche se ci si chiama Wayne Rooney, si è il capitano e miglior marcatore di sempre della Nazionale e con i Red devils si sono segnate 246 reti.

Anche Mourinho non è esente da colpe, soprattutto nella gestione di molti giocatori. Arrivato a Manchester dopo lo scotto dell’esonero dal Chelsea dello scorso dicembre, quasi un anno dopo è lo stesso Chelsea a gelare il mago di Setubal che ora deve fare i conti con le statistiche: dopo nove giornate di campionato, il suo United ha lo stesso passo di quello di Moyes (14 punti in nove giornate), considerato uno dei peggiori allenatori visti ad Old Trafford negli ultimi decenni. Ma come, il grande Mou alla pari di un allenatore di provincia? Eh si, i numeri non mentono mai, anche perché Moyes prima dello United aveva allenato per ben undici anni i cugini poveri del Liverpool, l’Everton, senza vincere nulla ed ottenere un quarto posto come best ranking mentre il palmares di Mou parla da solo.

AAA cercasi risultati convincenti per una grande del calcio mondiale che ha perso la bussola.

Nuovi consigli per il fantacalcio, tutti in campo

Consigli per il fantacalcio

11esima giornata, la terza nel giro di 1 settimana. Incubo defezioni dell’ultima ora, turn-over ossessivo e impulsivo, ecco i problemi che attanagliano il fanta-allenatore tipo. Ora i nostri consigli.

BOLOGNA – FIORENTINA

Felsinei che viaggiano a prestazioni alterne, con Destro ancora out. Potrebbe tornare a far bene Verdi, così come Krejci che preferiamo a Sadiq. Meglio Dzemaili di Taider. Confermiamo Masina in difesa.

Il pareggio con il Crotone ha riportato i viola sulla Terra. Kalinic non ispira fiducia. Ci attendiamo una scossa da Ilicic e Sanchez. Terrei fuori Bernardeschi e Borja. Bene Rodriguez per la vostra difesa.

JUVENTUS – NAPOLI

Nonostante le attenzioni siano puntate tutte su Higuain, a nostro avviso gente come Mandzukic o Pjanic sarà a fare la differenza. Rinuncerei a Marchisio e Dani Alves. Per la difesa Bonucci ha più chance di far bene.

Poche alternative causa infortuni, Sarri si affida quindi agli stessi che hanno battuto il l’Empoli. Mertens e Hamsik potrebbero essere i più intraprendenti. Callejon/Insigne  Allan/Jorginho scegliamo i primi in entrambi i casi. In difesa no a Masksimovic

ATALANTA – GENOA

Cammino da Champions per i bergamaschi. Per questo Gasp ripropone Petagna e Gomez in avanti, con l’argentino nostro pupillo. Meglio Dramè di Conti, difficile rinunciare a Kessié.

La vittoria con il Milan ci restituisce un ottimo Genoa. Pavoletti in attacco è garanzia di gol. Rigoni e Rincon spesso autori di grandi prestazioni. Terrei fuori Lazovic e Veloso. In difesa terzetto affidabile ma a rischio giallo.

CROTONE – CHIEVO

Buona reazione sul campo della Fiorentina nel turno infrasettimanale. I calabresi proveranno in casa a centrare la prima vittoria. Falcinelli si conferma una buona 4a punta. Ci affidiamo a Palladino e Salzano. No a Tonev e Claiton.

Clivensi devono rinunciare a Cesar, tutti gli altri sono a disposizione. Bene Floro Flores, ben assistito da Birsa e Castro. Volenteroso ma pochi bonus per Hetemaj. Davanti a Sorrentino, optate per Cacciatore.

EMPOLI – ROMA

Toscani che devono convivere con l’astinenza dal gol. Maccarone potrebbe sbloccarsi su palla da fermo. Preferiamo Croce a Saponara. In mediana Mauri potrebbe tornare a buoni livelli. Per la retroguardia Bellusci il meno peggio.

Una vera e propria macchina da gol, capitanata da Dzeko. E’ una Roma ben organizzata in avanti, con Salah ottimo partner. Scegliamo De Rossi tra i centrocampisti e Fazio tra i difensori. No a Jesus e El Shaarawy.

LAZIO – SASSUOLO

Anche in casa Lazio si vive di gol, tridente atomico, con Immobile su tutti. A centrocampo Lulic il migliore. Per la difesa puntiamo sul rientro di Basta. No a Cataldi e l’ingenuo Wallace.

Nero-verdi positivi ma non per tutti i 90 minuti. Politano e Defrel sono gli uomini più in forma. No a Sensi, più opportuno scegliere Pellegrini.  IN difesa Acerbi la certezza.

MILAN – PESCARA

La batosta di Genoa ha sospeso il sogno Champions. Bacca in match del genere sa farsi valere, più di Niang. Ottimo Bonaventura, riposo per Locatelli e De Sciglio. Si a Abate e Donnarumma tra i pali.

Abbruzzesi piombati in crisi di gioco e risultati. Come punta ci sarà Manaj, più pericoloso di Caprari e Benali. Si a Memushaj e Cristante. Buon turno per Biraghi, dopo qualche match di appannamento.

SAMPDORIA – INTER

Troppo forte per la Juve per pensare al colpaccio. La Doria si rituffa su match più abbordabili. Ok al talento di Muriel e Alvarez. In mezzo al campo buon test per Torreira, ma non aspettatevi bonus. Pollice in su per Sala come terzino destro.

Dopo un periodo di riposo, potrebbe tornare il vero Perisic. Lo preferiamo a Brozovic e Eder. Si a Joao Mario e Miranda. In avanti Icardi non può essere lasciato fuori.

UDINESE – TORINO

Ancora una vittoria in quel di Palermo, il metodo Delneri comincia a dare i suoi frutti. Meglio Zapata di Thereau in questo match. Nonostante la doppietta Fofana non è il nostro preferito, al suo posto citiamo Badu. Nella retroguardia Danilo a nostro avviso è il più affidabile.

L’incidente di San Siro potrebbe pesare nelle scelte di Mihajlovic. Punto fermo Belotti, con il venezuelano Martinez di fianco ad aiutarlo. Meglio Baselli di Benassi. Davanti all’incerto Hart, è Rossettini il nostro prescelto.

CAGLIARI – PALERMO

In attacco confermiamo Sau al posto di Borriello. Da schierare Di Gennaro, così come Tachtsidis. Fuori Padoin e Isla.In difesa ci auguriamo il riscatto di Bruno Alves dopo un paio di prestazioni da cancellare.

Sulla graticola il tecnico De Zerbi, che tranne qualche eccezione conferma il blocco dei titolari. Le speranze sono affidate a Nestrorovski e Diamanti. Troppo acerbo Quaison. Si a Bruno Henrique e il rientrante Rispoli. Evitate Posavec.

L’ombra di Blanc e Leonardo sul destino di De Boer

L’allenatore olandese non è ancora sicuro della riconferma, i fantasmi di Leonardo e Blanc aleggiano sopra la sua testa.

Non e’ bastata la vittoria di mercoledi’ sera contro il Torino per incassare la fiducia della societa’, De Boer e’ ancora sul ciglio del burrone, tutto dipendera’ dal miniciclo Sampdoria-Southampton-Crotone, ed in caso di risultati negativi l’avvicendamento sarebbe cosa fatta.

Contro i granata si sono visti segnali di risveglio, la squadra e’ sembrata lontana parente di quella vista contro l’Atalanta Domenica scorsa, sara’ un caso ma con Brozovic in mezzo al campo, supportato da Joao Mario e Banega le cose sono migliorate.

I due nomi che circolano per la sostituzione dell’olandese sono quelli di  Blanc e Leonardo accomunati dallo stesso destino entrambi erano al Psg, cosi’ come hanno avuto intrecci con l’Inter con il primo che ha gia’ vestito la casacca neroazzurra, mentre il brasiliano ha portato, da allenatore,  l’ultimo trofeo nelle bacheche dell’Inter.

Un emissario di Blanc e’ gia’ stato visto mercoledi’ sera a San Siro, mentre Leonardo sarebbe molto stimato da Moratti, ed e’ gia’ a conoscenza dell’ambiente interista. Il progetto sarebbe quello di traghettatore in attesa dell’arrivo di Simeone, per poi avere un ruolo dirigenziale in societa’.

Juventus-Napoli, Marchisio sarà ancora titolare

Juventus-Lazio

Domani sera contro il Napoli rientra sicuramente Barzagli in difesa, Marchisio probabile impiego dal primo minuto.

La squadra si allena a Vinovo, ieri pomeriggio seduta di scarico per i titolari che hanno giocato contro la Sampdoria, per gli altri normale seduta atletica, Dybala e Pjaca ancora fermi ai box, mentre  Evra oggi sara’ sottoposto ad esami per capire l’entita’ dell’infortunio patito durante l’incontro contro la squadra di Giampaolo.

Allegri nel frattempo medita, e l’idea sarebbe quella di far partire ancora dal primo minuto Marchisio a centrocampo con Khedira e Pjanic ai suoi fianchi, proprio come nello scorso match. Troppo importante il numero 8 nello scacchiere bianconero, buona la prova al suo rientro, e contro la squadra di Sarri l’allenatore bianconero non vuole concedere vantaggi, partendo proprio dalla zona nevralgica in modo da contrastare il trio azzurro composto da Zielinski-Hamsik e Jorginho. Nel match contro la Samp, Marchisio ha effettuato 46 passaggi di cui solo sei sbagliati, contro il Milan dai piedi di Hernanes sono passati 38 palloni di cui 5 passaggi errati. Questa statistica fa capire quanto sia importante il giocatore italiano nell’autonomia del gioco bianconero.

Oggi alle ore 12 prevista la consueta conferenza stampa, Allegri confermera’ ancora il 4-3-3 di mercoledi’ scorso con la coppia Mandzukic-Higuain in attacco.