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Probabili formazioni Genoa-Milan

Questa sera a Marassi si gioca l’anticipo della decima giornata del campionato di Serie A.

Il Milan di Montella e’ reduce da tre vittorie consecutive in campionato, ma soprattutto Sabato scorso contro la Juve ha dimostrato che in questo campionato conta eccome. Montella conferma in blocco l’ultima formazione, con le eccezioni di Poli e Honda che inizieranno dal primo minuto.

Juric portera’ in panchina Pavoletti con Simeone riconfermato al centro dell’attacco.

Queste le parole dei due tecnici in conferenza stampa:

Juric: “Dobbiamo rialzarci subito che arriva il Milan e sarà una gara tosta”. Ivan Juric guarda avanti nonostante “la rabbia che rimane” per la sconfitta nel derby, consapevole che il suo Genoa domani sera dovrà affrontare una delle squadre più in forma del campionato. “Affronteremo un Milan che sta bene, molto umile e che in certe partite difende con sei uomini – ha spiegato Juric -. E’ una squadra con enorme qualità in un ottimo momento. Ha tante soluzioni a disposizione e sta cercando di diventare grande. Prevedo una partita molto difficile”.

Montella: “È presto per dire se la nostra vittoria di sabato sulla Juventus sia uno spartiacque; certamente, è stata importante in quanto vittoria di spirito”. Lo ha affermato il tecnico del Milan Vincenzo Montella. “Quel che è più conta per fare una partita di alto livello – aggiunge l’ex Aeroplanino – è la sicurezza in campo e i miei ragazzi la stanno acquisendo. Ora, però, bisogna frenare un po’ l’euforia, perché dobbiamo comunque migliorare e ci sarà tempo per farlo partita per partita”.

Statistiche

Le due squadre si sono affrontate 48 volte fino ad oggi, con bilancio favorevole ai rossoneri, 16 vittorie del Milan, 19 pareggi e 13 vittorie del Grifone.Il Milan non vince in casa dei rossoblu dal 2014 con risultato finale di 2-1.

Il Genoa ha vinto le due ultime sfide con il medesimo punteggio 1-0.

I rossoblu vengono da tre pari consecutivi, mentre il Milan e’ reduce da tre vittorie consecutive.

 

Probabili formazioni

Genoa (3-4-3): Perin; Izzo, Burdisso, Munoz; Lazovic, Rincon, Veloso, Laxalt; Ninkovic, Simeone, L.Rigoni. All.Juric

Milan (4-3-3): Donnarumma; De Sciglio, Paletta, Romagnoli, Poli; Kucka, Locatelli, Bonaventura; Honda, Bacca, Niang. All.Montella

Walter Zenga non e’ piu’ il manager del Wolverhamptom

Salta la terza panchina italiana in Inghilterra dopo Di Matteo e Guidolin.

Bye bye England anche per Zenga, oggi l’ex allenatore della Sampdoria e’ stato esonerato dal ruolo di manager del Wolverhampton, seguendo la stessa sorte capitata a Di Matteo e Guidolin esonerati rispettivamente dall’Aston Villa e dallo Swansea.

Insomma, l’Italia sembra non andare piu’ di moda oltremanica, in questo momento Ranieri, Conte e Mazzarri staranno sicuramente toccando ferro, anche se il tecnico romano dopo il miracolo della scorsa stagione e’ piu’ che un Idolo a Leicester, mentre la poltrona di Conte ha traballato dopo il rovescio contro l’Arsenal, ma improvvisamente dopo tre vittorie consecutive si e’ legato a doppio filo alla poltrona di manager con sommo piacimento di Abramovich.

Zenga ha  ottenuto uno score di 4 vittorie, 4 pari e sei sconfitte, troppo poco per una squadra che ha ambizioni di alta classifica, l’ultimo successo in Campionato risale al 24 Settembre.

See you soon, Mister Zenga e alla prossima panchina, evitando magari il ritorno in Inghilterra!

 

Spalletti ha le idee chiare, la Roma contro il Sassuolo deve vincere

Roma-Genoa

In conferenza stampa l’allenatore giallorosso, dice che la Roma ha necessita’ di vincere.

Domani sera si gioca Sassuolo-Roma, un bell’incrocio tra due allenatori che anni fa sedevano insieme sulla panchina gialorossa, Spalletti come allenatore e Di Francesco in qualita’ di dirigente accompagnatore. Due persone che si stimano, ma sul campo e’ tutta un’altra storia, entrambi vogliono vincere, di seguito le parole dell’allenatore giallorosso come riportate da sportmediaset:

Di Francesco è nelle condizioni di fare male a tutti quelli che gli vanno contro. Il Sassuolo è una società forte ed è allenato bene”. Capitolo rinnovo: “La penna per prolungare il mio contratto ce l’hanno in mano i miei calciatori, abbiamo la necessità di vincere”.

Sui risultati: “Se i calciatori fanno bene non ci sono problemi, se non fanno bene significa che io li ho allenati male. E noi invece abbiamo la necessità di vincere. La Roma ha bisogno di vincere e non significa solo portare a casa un titolo, ma inviare un messaggio chiaro e forte sul nostro modo di essere professionisti. O si rende onore a Roma e alla Roma, oppure si deve andar via”.

 

 

De Boer in conferenza stampa: “La situazione all’Inter è difficile”

De Boer in conferenza stampa dice di avere in pugno lo spogliatoio, ma ammette anche che la situazione e’ difficile.

Ecco le parole di De Boer come riportate da sportmediaset:

Situazione difficile: che voglia ha di prendersi una rivincita?

E’ sempre così, ma sono stanco di parlare di queste cose. Da questa discussione non si ricava niente, non serve. Contano solo i giocatori e la squadra e mi interessa solo capire come possiamo cambiare questo momento che è molto difficile. Società, staff tecnico e squadra devono restare uniti per migliorare. E’ solo una questione di tempo, anche se so che nel calcio non c’è pazienza. Ma non posso fare altro che restare concentrato sulla prossima partita.

Le daranno il tempo di cambiare le cose? Ha parlato con la dirigenza?
Stiamo cominciando un progetto che non sarà facile perché veniamo da cinque anni senza titoli. Vogliamo cambiare tutto questo ma ci vuole tempo e la società sa che stiamo provando a fare il meglio per l’Inter.

Secondo lei ha la squadra in pugno? Molti giocatori giocano sotto le proprie possibilità…
Sì, sento di avere in mano la squadra. Ho molta fiducia in loro ma sappiamo che dobbiamo migliorare molto. Il primo tempo contro l’Atalanta è stato il peggiore da quando sono arrivato e mi sono molto arrabbiato nell’intervallo. Nella ripresa abbiamo cambiato atteggiamento e ho visto giocatori più coraggiosi giocando molto meglio. Se c’era una squadra che meritava di vincere era l’Inter.

Si sente protetto dalla società?
La dirigenza è sempre qui ad Appiano e parliamo molto. Il rapporto è sereno e con uno scambio di opinioni reciproco. Sento la loro fiducia e in questo momento è importante, sia per me che per la squadra. Crediamo molto in questo progetto nonostante le difficoltà

Battere il Torino potrebbe non bastare per evitare l’esonero: cosa penseresti?
Io a questa cosa non ci penso, sono concentrato su come preparare al meglio la sfida contro il Torino. Sappiamo che era un progetto difficile, ma dobbiamo restare uniti in questo momento duro ed è ciò che sento.

Qual è stato l’aspetto più difficile da gestire in questi mesi?
Col senno di poi è sempre più facile. Io posso dire che molte volte abbiamo giocato come volevamo, quindi possiamo farlo. Per adesso l’ho solo intravista. In questo momento non possiamo sbagliare, ma ci serve tempo per vedere la mia Inter. E’ difficile per me con 29 giocatori nuovi e altri delusi perché non giocano.

L’avrebbe costruita in questa maniera questa rosa iniziando a giugno?
Qualcosa sarebbe cambiato perché se si hanno a disposizione le settimane di precampionato per capire i problemi della squadra è un conto, invece adesso li sto affrontando durante il campionato ed è decisamente più difficile. Sto conoscendo la squadra sempre meglio passo per passo, ma non è questa la normalità. E’ un problema in questo momento. Sapevo che era difficile, anche la società, ma ho accettato e lavoriamo per migliorare la situazione. L’Inter ha voluto cambiare approccio e giocare più offensivi, ha fatto questa scelta, ora servono i risultati. Cambiando allenatore non è che tutti questi problemi verrebbero risolti, avrebbe gli stessi problemi.

Cosa ti aspetti dal Torino?
E’ una squadra che pressa alto e gioca a calcio. Sono in forma e il tridente offensivo sta facendo bene. Ljajic e Belotti sono in un ottimo momento e vengono a San Siro con fiducia. E’ la partita giusta per cambiare la nostra stagione, dobbiamo vincere. Sarà una sfida interessante.

Sono due partite che sbagliate l’approccio?
Ho un’opinione diversa, contro il Southampton abbiamo giocato con disciplina ed è quello che chiedo ai ragazzi in questo momento. Con l’Atalanta invece no.

Perché l’avversario arriva sempre prima sulla palla?
Ripeto, a Bergamo abbiamo fatto molto male il primo tempo e non mi spiego perché abbiamo giocato così male. Andare sempre sotto col punteggio non fa bene al nostro gioco, serve più concentrazione e cercare di andare in vantaggio.

Ci saranno diversi cambi di formazione?
Non posso dirlo. Voglio una squadra unita e che imponga il nostro gioco. Non contano gli undici quanto lo spirito che si metterà in campo con la sola idea di vincere la partita

E’ ancora contento di aver scelto l’Italia?
Sì, mi piace molto l’Italia, Milano, l’Inter. Mi sento rispettato dai tifosi e vivo bene qui. Le condizioni sono perfette per vivere bene e lavorare

Qual è la critica che l’ha più ferita?
Non leggo molto i giornali in questo momento né guardo la tv. Non serve per cambiare le cose, conta solo il lavoro col mio staff tecnico sul campo. Sarebbe meglio se la gente parla bene di te o dell’Inter, però mi interessa poco in questo momento

Si sente appoggiato anche da Thohir oltre che da Suning?
Sì intendevo parlare anche di lui, sento la sua fiducia

Che fine hanno fatto Banega e Gabigol? Come sostituirà Medel?
Sono questioni tattiche e non le devo spiegare a tutti. Sono decisioni mie, sono contento di Ever ma abbiamo tanti buoni giocatori. In questo momento sto scegliendo Brozovic, ma non è una bocciatura. Gabriel deve capire il calcio europeo, gli serve tempo e farlo entrare in squadra in questo momento non è la cosa migliore.

Si è arrabbiato con Medel per la squalifica?
Ha abbandonato la squadra e tutta l’Inter in questo momento. Un giocatore esperto come lui ci serve molto in questo momento

Marotta: “A San Siro la Juve ha subito un torto”

A margine dell’assemblea degli azionisti il Ds Bianconero ha risposto alle domande degli intervenuti.

Ecco le parole dell’ad bianconero Marotta come riportate da mediaset:

Sull’episodio di San Siro:” Domenica abbiamo subito un torto a San Siro, è evidente a tutti. Non abbiamo protestato. A fine partita ho avuto un confronto molto civile con Rizzoli, esponendo a lui il mio punto di vista. Non cerchiamo alibi, la Juventus deve vincere anche facendo anche fronte alle avversità arbitrali”, ha detto il dirigente della Juve.

Sulla cessione di Pogba. “La richiesta economica è stata di 105 milioni più 5 di bonus, nel che caso il giocatore rinnovi con il Manchester o parta per un valore non inferiore a 50 milioni. Siamo arrivati a una plusvalenza di bilancio di 95 milioni. A Raiola e alla sua società saranno versati 27 milioni. Al netto delle commissioni, la plusvalenza per Pogba è di 72 milioni. Pogba è arrivato dallo United e dopo 4 anni con noi ha deciso di tornare in Inghilterra, è voluto andare via ad ogni costo. Non avremmo voluto comunque venderlo: il nostro obiettivo era quello di fare mettere al francese radici alla Juventus”, ha detto. E ancora: “Puntiamo sempre al massimo, affrontando la campagna trasferimenti con l’obiettivo di ottenere il massimo. In campionato siamo gli indiscussi campioni da 5 anni, diversa è la Champions League. Non sempre chi vince la Champions è davvero la squadra più forte. Riteniamo che la rosa che abbiamo a disposizione sia competitiva, nonostante il mancato arrivo di Witsel e Matuidi“.  Il punto su altri giocatori: “Si dice che la nostra media età sia avanzata, ricordo a tutti che panchina alla Juve siede in questi giorni un giovanissimo di 16 anni, Kean. Che rischia anche di scendere in campo. Su Cuadrado, si tratta di un prestito temporaneo di 5 milioni a stagione, per due anni. Nel caso che la Juve vinca lo scudetto avverrà il riscatto obbligatorio del giocatore ad altri 20 milioni al Chelsea. Zaza l’abbiamo ceduto a 5 milioni e l’obbligo di riscatto scatta 14 presenze, al di là del minutaggio. Coman, preso a 7 milioni, potrà essere riscattato a 21 milioni dal Bayern. E credo che il Bayern lo riscatterà”.