Home Blog Pagina 9917

Inter, processo a De Boer

LA PARTITA COL TORINO DI MERCOLEDI’ POTREBBE ESSERE L’ULTIMISSIMA POSSIBILITA’ PER IL TECNICO NERAZZURRO, SALVO CLAMOROSI RIBALTONI DELL’ULTIMO MINUTO

Sono giorni incandescenti in casa Inter. La sconfitta con l’Atalanta potrebbe suonare come una condanna per un Franck De Boer sempre più in bilico. Una parte della dirigenza è già pronta ad intonare il “De profundis”, mentre un’altra fetta dell’establishment nerazzurro attende con ansia che il sommo Zhang e suoi fedeli si pronuncino in maniera definitiva, dando finalmente atto di presenza in un periodo estremamente delicato.

Dalla vittoria salvifica contro la Juve è passato un mese abbondante e, a parte Empoli, l’Inter ha perso totalmente feeling con la vittoria, ma soprattutto sta iniziando a perderlo col suo tecnico. Alcuni giocatori, negli spogliatoi del Comunale di Bergamo, Eder in testa, hanno denunciato problemi crescenti di comunicazione fra lo stesso De Boer e i suoi giocatori, fattore che la dirigenza sta valutando seriamente in queste ore.
E questo suona strano, dati i progressi piccoli ma significativi del tecnico olandese nel suo italiano ancora zoppicante (a tratti fa commuovere per come cerca di farsi capire…), ma soprattutto dopo un mese dove era lecito attendersi ulteriori miglioramenti sul piano del gioco dopo l’exploit contro la Juventus.

Invece, nisba. Squadra timorosa, totalmente permeabile a qualsiasi elemento che possa arrecare disturbo e tensione (il caso Icardi ne è l’esempio più lampante), un organico incompleto e privo di alternative all’altezza dei titolari; al tecnico si possono imputare alcune colpe, come l’atteggiamento schizofrenico e bipolare di una squadra che passa da fasi di gioco all’altezza dei suoi interpreti a pause comatose, o alcune scelte tecniche, sempre tenendo conto che sta armeggiando con una squadra che di fatto si è ritrovato fra le mani.

Ma gli alibi ormai sono in fase di esaurimento, perchè De Boer almeno una precisa identità caratteriale avrebbe comunque dovuto darla alla sua Inter, invece, come evidenziato da alcuni giocatori, evidentemente vi è un problema di trasmissione dei messaggi, e il feedback lo vediamo tutte le domeniche. Contro il Southampton giovedi, e ieri contro la banda di Gasperini, si è vista un insieme di individualità poco armoniche, e soprattutto sfiduciate nei confronti del loro traghettattore, come se attendessero ardentemente uno scossone dalla stanza dei bottoni.

In queste ore è stata attivata una conference call con la Cina, mentre il pargolo di Zhang Jindong, Steven, è già a Milano per vederci chiaro.
Monsieurs, questa è la Serie A.
Occorre che ne prendiate atto al più presto, perchè l’Inter una dimensione così non la merita. Così come Franck De Boer di passare per capro espiatorio di una situazione in cui lui ha colpe in misura minore.

Roma, sognare è possibile?

Dopo la bella vittoria di ieri sera e il secondo posto in classifica, in coabitazione con il Milan, Paredes ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa.

MI SENTO PARTE DEL PROGETTO – Il centrocampista giallorosso ha detto di stare bene e migliorare ogni giorno di più. Dal ritiro Spalletti gli ha dato sempre importanza e questi sono bei risultati. Ha tanto da imparare dai suoi compagni di reparto che sono forti. Si possono fare sogni di gloria a patto di non avere sempre gli stessi black out come giovedì.

OGGI SUBITO IN CAMPO – La squadra che è scesa in campo ieri sera ha svolto lavoro di scarico e palestra mentre il resto del gruppo esercitazioni tattiche e partitine. Ancora a parte gli infortunati Peres,Perotti, Vermaelen e Mario Rui. Damato sarà l’arbitro di Sassuolo-Roma che si giocherà mercoledì sera ( turno infrasettimanale).

Il morso di Kalinić

Il morso del viola Kalinic

Che strano il calcio: da hombre del partido dello scorso campionato a uomo-mercato in estate, da attaccante abulico fino a settimana scorsa al ritorno all’essere hombre del partido in due partite giocate. Questo è Nikola Kalinić, attaccante che sembra essere uscito da quel limbo involutivo che lo aveva contraddistinto fino a giovedì scorso.

E la doppietta europea contro lo Slovan Liberec sembra aver rotto l’abulia di un giocatore che lo scorso anno è stato il fiore all’occhiello della bella Fiorentina di Paulo Sousa che cercò fino all’ultimo di conquistare quel terzo posto Champions poi diventato quinto.

Kalinic, arrivato a Firenze dal Dnipro per cinque milioni di euro, quest’estate era sui taccuini di molte squadre che avrebbero fatto follie per portare l’attaccante spalatino nella propria rosa. Sembrava vicino al Napoli ma è rimasto sull’Arno con la sua numero 9 sulle spalle.

Dopo il gol contro la Juve nella prima giornata, il buio. In Europa League, a parte il gol contro il Qarabag. poca roba o nulla. E tutti a chiedersi: dove è finito il vero Kalinić? Che sia un giocatore come tanti e non quel fenomeno che fece dodici reti in campionato ed uno solo in Europa la scorsa stagione?

Così pareva fino a giovedì: doppietta allo Slovan, Fiorentina in vetta al girone J di UEFA Europa League e domenica pomeriggio tripletta (leggasi t-r-i-p-l-e-t-t-a) al Cagliari che da respiro alla Viola e che fa tornare alla ribalta il forte attaccante croato.

Il tifosi della Fiorentina, che temevano di affrontare un campionato interlocutorio, ora possono guardare al resto del torneo con meno ansia.

Alla fine del campionato manca ancora tanto, ma se Kalinić torna ad essere il cecchino infallibile dello scorso torneo, la Fiorentina ha tutte le carte in regola per lottare per un posto in Europa e cercare l’assalto a quella fine di Europa League che manca dal 1990, quando a guidare la Viola in finale di Coppa UEFA c’era Roberto Baggio. Ecco Kalinic non è affatto Baggio, ma l’attaccante di Salona è un attaccante molto forte che vive per il gol. E quando non fa gol, soffre. Ora sembra rinato e non c’è cura migliore per un attaccante “malato” che fare gol.

Si spera che la tripletta del “sant’Elia”, unita alla doppietta europea, possa dare a Nikola Kalinić quella capacità di “mordere” le difese avversarie che gli sembrava non appartenere più. E pazienza se delle sette reti che ha segnato finora, una sola l’ha segnata al “Franchi” in Europa League.

Nikola Kalinić bomber da trasferta? I numeri sono questi e lui sembra preferire gonfiare le reti lontano dalle mura domestiche. Ma ai tifosi della Fiorentina interessa che la squadra esca dal pantano della metà classifica. E che il numero 9 croato segni, a prescindere se in casa o fuori.

Basta che morda, come sa.

La moviola della nona giornata di Serie A

Grave errore non convalidare la rete alla Juventus, errori anche a Bergamo e Genova.

Sampdoria-Genova

Giusto il rigore assegnato alla Sampdoria per il fallo di Perin su Quagliarella.

Milan-Juventus

Polemiche a non finire per la rete annullata ingiustamente a Pjanic. Dalle immagini si vede che Bonucci non era in fuorigioco quando e’ partito il tiro del serbo, rete regolare. C’era rigore per il Milan al 77′ quando Romagnoli e’ stato atterrato in area da Hernanes. Manca un giallo a Pjanic per la scarpata rifilata a Donnarumma.

Torino-Lazio

Il rigore dato al Torino e’ netto, Parolo aveva il braccio largo.

Atalanta-Inter

Giusto il rigore dato all’Atalanta per il fallo di Santon su Kessie. Il gol del pari interista era regolare, il fallo di Icardi su Berisha non c’era. Medel colpisce Kurtic al volto, l’arbitro non se ne accorge, possibile prova tv.

Crotone-Napoli

Giusto il rosso comminato a Gabbiadini per la sua scorrettezza.

Empoli-Chievo

Per il gol annullato a Gamberini si e’ utilizzata la tecnologia del gol non gol. Non concesso giustamente un rigore all’Empoli per atterramento di Maccarone

Cagliari-Fiorentina

Nessun caso da segnalare

Roma-Palermo

Nessun casa da rilevare

Udinese-Pescara

Giusti i due rigori concessi da Rocchi.

Bologna-Sassuolo

Due rigori reclamati dal Bologna, giusto non concederli.

 

 

Le decisioni del giudice sportivo per l’11 giornata di Serie B

Serie B

Il giudice sportivo ha squalificato sei giocatori per il prossimo impegno di campionato.

Nel prossimo turno di campionato decimati gli attacchi di Cittadella e Frosinone, alla Spal mancheranno due giocatori fondamentali come Schiattarella e Gasparetto.

Ecco l’elenco dei calciatori fermati per un turno: Litteri (Cittadella), Dionisi (Frosinone), SchiattarellaGasparetto (Spal), Germoni (Ternana) e Sciaudone (Spezia)

ALLENATORI AMMONIZIONE CON DIFFIDA ED AMMENDA DI € 1.500,00 CARBONE Benito (Ternana): per avere, al 49° del secondo tempo, contestato platealmente l’operato arbitrale proferendo espressioni irrispettose nei confronti degli Ufficiali di gara, e per avere, in segno di dissenso, calciato una bottiglietta d’acqua in direzione della propria panchina; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale. AMMONIZIONE GATTUSO Gennaro (Pisa): per avere, al 46° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina, contestato l’operato arbitrale. LOMONTE Donato (Ternana): per avere, al 41° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina, contestato una decisione arbitrale; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale.

DIRIGENTI INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 6 NOVEMBRE 2016 MARCHETTI Stefano (Cittadella): per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, contestato l’operato arbitrale con atteggiamento ed espressioni irriguardose, reiterando tale comportamento sia nel tunnel sia negli spogliatoi.

OPERATORI SANITARI AMMONIZIONE DEL CESTA Dario (Pisa): per avere, al 44° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina, contestato l’operato arbitrale.