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Roma, un poker per sognare

Chievo-Roma

I giallorossi superano 4 a 1 il Palermo e si portano a due lunghezze dalla Juve

La Roma risponde presente e sfrutta il ko della Juve col Milan per portarsi a due lunghezze dalla vetta. Contro il Palermo una vittoria convincente, un 4 a 1 figlio delle reti messe a segno da Salah, Paredes, il solito Dzeko ed El Shaarawy. Per i rosanero serve a poco la rete di Quaison. Un 4 a 1 incoraggiante che rilancia in grande i giallorossi. Giusto sognare lo scudetto? A voi la risposta.

ROMA-PALERMO 4-1
Roma (4-2-3-1): Szczesny; Emerson, Manolas, Fazio, Juan Jesus (1′ st Florenzi); Paredes, De Rossi; Salah, Nainggolan (24′ st Strootman), El Shaarawy; Dzeko. A disp.: Alisson, Lobont, Gerson, Soleri, De Santis, Grossi, Iturbe, Totti. All.: Spalletti
Palermo (3-4-2-1): Posavec; Cionek, Goldaniga, Andelkovic; Morganella (15′ st Rispoli), Bruno Henrique, Gazzi, Aleesami; Diamanti (28′ st Jajalo), Chochev (24′ st Quaison); Nestorovski. A disp.:Fulignati, Vitiello, Pezzella, Bouy, Hiljemark, Sallai, Embalo. All.: De Zerbi
Arbitro: Calvarese
Marcatori: 31′ Salah (R), 7′ st Paredes (R), 23′ st Dzeko, 35′ st Quaison (P), 37′ st El Shaarawy (R)
Ammoniti: Manolas (R), Goldaniga (P), Juan Jesus (R), Chochev (P), Salah (R)

C’era una volta Gazza

Gascoigne, tutto genio e… sregolatezza

Nel calcio ci sono due tipi di giocatore: quello che si è affermato e quello che poteva affermarsi ma che non ce l’ha fatta. Paul Gascoigne da Gateshead, nord-est inglese, rientra a pieno titolo nel club di quelli che “potevano ma…”. Classe 1967, si fece conoscere con la maglia del Newcastle United per poi affermarsi con il Tottenham di Terry Venables in panchina con Erik Thorstvedt in porta, Chris Waddle a centrocampo e Gary Lineker in attacco.

Centrocampista molto talentuoso, Gascoigne è stato uno dei giocatori più interessanti del panorama inglese a cavallo tra gli Eightiese i Nineties. E giustamente arrivò a giocare in Italia: Sergio Cragnotti lo portò alla Lazio dove, tra luci e ombre, giocò tre stagioni dove si fece notare più per le gesta sopra le righe che per i gol (sei in 47 partite, con il gol del pareggio nel derby di andata del 29 novembre 1992).

Dopo la parentesi biancoceleste, “Gazza” militò per tre stagioni nei Rangers Glasglow (dove vinse due titoli, una Coppa scozzese, una Scottish League Cup) e nel Middlesbrough, due anni nell’Everton e poi le fugaci parentesi con Burnley e Boston United, con l’intermezzo cinese del Gansu Tiamna. Insomma, una carriera come tante di tanti altri giocatori, senza squilli e con tanto talento sprecato.

Ma il Gascoigne-calciatore ha dovuto combattere tutta la vita contro un altro Gascoigne, quello problematico ed alcolizzato. Fin da quando era minorenne, l’ex giocatore inglese ha sempre avuto problemi vari, fino ad arrivare negli ultimi dieci a destare molta preoccupazione per la sua salute: l’alcolismo, unito a tanti (troppi) problemi psichici, lo ha portato molte volte ai ricoveri in ospedali ed in cliniche, soggiorni carcerari, tentando molte volte il suicidio. Una vita borderline, unita ad arresti, depressioni, umiliazioni e tanta solitudine.

Paragonato a George Best (e non per le capacità calcistiche), Gascoigne ha sempre voluto che la sua vita non si spegnesse come quella dell’ex attaccante del Manchester United, morto undici anni fa per un’infezione epatica dovuta all’alcol.

Dopo un periodo di quiete, una mattina dello scorso luglio è stato trovato magrissimo, smunto, con indosso un accappatoio beige, scalzo, fotografato mentre scendeva da un taxi con in bocca una sigaretta spiegazzata. Uno spettacolo infelice nel vedere come si era ridotto uno dei più promettenti giocatori inglesi, uscito in quelle condizioni di casa per comprare le sue “droghe”: gin e antidolorifici.

Non sta a noi dare consigli a “Gazza” su cosa debba fare e non debba fare della propria vita, non sta a noi decidere per lui perché è tutto nelle sue mani. Negli anni ha perso amici e tutte quelle persone che potevano aiutarlo a superare questa situazione, ma i suoi comportamenti successivi ai ricoveri (e alle sedute psichiatriche) hanno indotto tutti quelli che gli stavano accanto ad abbandonarlo. E per uno nelle sue condizione, l’abbandono è la cosa peggiore.

Non potremo salvarlo, ma una cosa gli possiamo suggerire (se mai leggerà questo articolo): “Gazza”, a noi piacerebbe vederti ancora giocare come quando vestivi le maglie del Tottenham e dei Rangers, con le quali ti sei tolto le maggiori soddisfazioni. E vorremmo ricordati per quello che sei stato: la promessa 23enne che per un ammonizione perse la possibilità di giocare la finale di Italia ’90, piangendo poi a dirotto e l’affermato 29enne che il 15 giugno 1996 segnò un grandissimo gol alla Scozia nel girone eliminatorio di Euro ’96. Quel giorno, a Wembley, con un grande destro al volo, dopo aver fatto un “sombrero” a Colin Hendry fuori dall’area di rigore, hai fatto sognare un’intera Nazione che sembrava tornata ai fasti del Mondiale di trent’anni prima.

Italia ’90 e Euro ’96, dalle “Notti magiche” al “Football coming home”: Paul Gascoigne avevi l’Inghilterra ai piedi. Allora eri un Uomo ed un Giocatore, ora non sei più niente.

Venti anni dopo a terra ci sei tu. Speriamo tu possa alzarti al più presto, un’altra volta.

Pareggio tra Torino e Lazio

Serie A

Termina in parità la sfida tra granata e biancocelesti

2 a 2 il finale di Torino-Lazio, una sfida ricca di gol e belle giocate. Avanti i granata con Iago Falque. La Lazio rimonta e ribalta il risultato con i gol dell’ex Immobile e del giovane Murgia. Nel finale arriva il definitivo pareggio con l’ex romanista Ljajci bravo a trasformare un calcio di rigore contestatissimo.

TORINO-LAZIO 2-2
Torino (4-3-3): Hart 6; Zappacosta 7, Rossettini 6, Castan 6, Barreca 6; Benassi 6 (34′ st Maxi Lopez sv), Valdifiori 7 (43′ st Boyè sv), Baselli 5,5 (29′ st Obi 5,5); Iago Falque 6,5, Belotti 5,5, Ljajic 6,5.
A disp.: Padelli, Cucchietti, Bovo, Acquah, Martinez, Vives, Moretti, De Silvestri, Ajeti. All.: Mihajlovic 6
Lazio (4-1-4-1): Marchetti 5,5; Basta 5,5 (11′ st Djordjevic 6), Wallace 6, Hoedt 6, Patric 5,5; Parolo 5,5; Felipe Anderson 6,5 (44′ st Prce sv), Cataldi 5, Lulic 5,5, Keita 4,5 (34′ st Murgia 6,5); Immobile 6,5.
A disp.: Strakosha, Vargic, Luis Alberto, Leitner, Lombardi, Vinicius. All.: Inzaghi 6
Arbitro: Giacomelli 
Marcatori:
20′ Iago Falque (T), 26′ st Immobile (L), 39′ st Murgia (L). 47′ st rig. Ljajic (T)
Ammoniti:
Barreca, Belotti (T); Parolo, Cataldi (L)

Tonfo Inter a Bergamo, De Boer in bilico

L’Atalanta batte l’Inter 2-1 all’88 con un rigore di Pinilla, ed ora in casa neroazzurra e’ crisi vera.

Gasperini si prende una bella rivincita contro la sua ex squadra, battendola 2-1 con merito, ed ora la posizione dell’allenatore olandese e’ in bilico.

Non e’ bastata la vittoria in Europa League a tirare su il morale di una squadra spenta nel gioco, anzi a Bergamo si e’ ripetuto lo stesso copione, non e’ bastata la rete del pari di Eder per portare a casa almeno un punto.

 

Queste le parole del tecnico olandese rilasciate a Premium Sport:

“È sempre difficile quando un grande club come l’Inter incappa in tre sconfitte consecutive, ma secondo me possiamo migliorare come si è visto nel secondo tempo. Nel loro secondo gol non eravamo concentrati e abbiamo perso la partita, è incredibile. Sono deluso per il primo tempo, abbiamo giocato con paura e non so perché. L’ho detto all’intervallo ai miei giocatori ed è cambiata la partita”.

“Il fallo fischiato a Icardi? Non è stata una scelta buona, non era fallo di Icardi. È il difensore che spinge Mauro. Non è un momento che ci favorisce”. Ancora sul cammino dei nerazzurri: “Dopo la partita con la Juventus abbiamo giocato buone fasi di altri match, come contro il Cagliari per 70 minuti. Queste cose si dimenticano in fretta quando il risultato non è positivo. Abbiamo fatto passi avanti, ma quando i risultati non sono buoni è sempre difficile. Una vittoria sarebbe importante per l’Inter e la nostra fiducia. Ho visto cose positive in molte partite, ma oggi nel primo tempo non era la nostra Inter. Nella ripresa abbiamo dominato e creato occasioni, questa è l’Inter che vorrei vedere sempre.

Le scelte? Abbiamo molti grandi giocatori nello spogliatoio e in campo ne entrano undici. Abbiamo una squadra lunga con ventinove giocatori e io ne posso schierare undici, non è una bella situazione per i giocatori e lo staff tecnico ma dobbiamo accettarla. Io scelgo l’undici migliore per vincere la partita”.

A questo punto la panchina e’ in bilico, con Leonardo possibile sostituto.

 

Irene Tagliente protagonista ai mondiali di Kiteboarding

Irene Tagliente protagonista ai mondiali

Irene Tagliente ottava ai mondiali di Kiteboarding Freestyle Dal 16 al 22 ottobre si è svolto in Sardegna la World Kite League 2016, che ha visto schierati in acqua top rider internazionali in lotta per l’assegnazione del titolo di Campione del Mondo nelle discipline del Freestyle e Big Air provenienti da 20 nazioni. Tra loro anche l’ingegnere biomedico italiano Irene Tagliente. L’evento, organizzato dalla GLEsport sotto l’egida della Ika (International Kiteboarding Association aperto alle categorie Freestyle e BigAir, sia maschili che femminili) ha rappresentato la tappa finale di un campionato internazionale che ha già portato i più forti kiter del mondo a sfidarsi a El Gouna (Round 1, Egitto, 20-27 marzo 2016), a Leucate (Round 2, Francia, 15-22 aprile 2016) e a Pingtan (Round 3, Cina, 20-25 settembre 2016). Sette giorni di gare nella Baia di Porto pollo in Sardegna per eleggere i campioni mondiale hanno sancito il ranking finale: il titolo di Campione del Mondo Freestyle e Big Air per gli uomini lo ha conquistato Posito Martinex, quello di campionessa del Mondo Freestyle lo ha vinto Estefania Rosa mentre per il Big Air si è aggiudicato l’ambìto titolo Bibiana Magaji.

La finale si è svolta in condizioni estreme con colpi di scena soprattutto nel maschile Freestyle dove gli Italiani Gianmaria Coccoluto (neo Campione Italiano) e Andrea Vicari hanno ricoperto rispettivamente il secondo e quarto Posto distanziati da Ariel Corniel che si è posizionato al 3 posto. Nella Classifica generale l’Italiana Irene Tagliente si è aggiudicata l’ottavo posto nella Categoria Kiteboarding Freestyle. E’ un risultato bellissimo, che va oltre l’ottavo posto, quello che ha conquistato Irene Tagliente, ricercatrice ingegnere biomedico specializzato in telemedicina, che per il suo sport preferito e per partecipare a questi mondiali, è riuscita ad allenarsi, post lavoro, anche a Nord del Circolo Polare Artico, a Breivikeidet in Norvegia con attrezzatura italiana RRD.