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Matic nuovo obiettivo dello United

Mourinho come rinforzo a centrocampo vuole Matic.

Lo Special One ha fatto la lista della spesa per gennaio, ed a centrocampo vuole il suo ex giocatore ai tempi del Chelsea Matic.

Calciatore stimato dal portoghese, potrebbe essere la pedina mancante nel nuovo centrocampo a 3 che Mourinho starebbe pensando per permettere a Pogba di giocare nel suo ruolo naturale sul centro sinistra.

Il contratto di Matic scade nel 2019, ma tutto dipende da Conte che gia’ questa estate lo ha difeso dagli assalti bianconeri e che lo reputa pedina fondamentale del centrocampo dei Blues.

Vedremo  se il calciatore serbo sapra’ resistere al richiamo di Mou.

L’Italia del Basket riparte da Messina

Basket

C’e’ la riconferma di Messina sulla panchina dell’ italbasket.

Prosegue il rapporto tra la nazionale di basket ed Ettore Messina, oggi c’e la conferma ufficiale data dal Presidente FIP Petrucci della riconferma del 57enne coach siciliano fino a Eurobasket 2017.

Lo avevamo lasciato 59 giorni fa, quando nella finale Playoff l’Italia perse contro la Croazia dicendo addio alle Olimpiadi di Rio, di seguito il suo tweet apparso stamane:

” Ringrazio il presidente Petrucci e la Federazione per la fiducia, coach Popovich e RC Buford degli Spurs per la disponibilità. Questa è una logica continuazione. Si riparte per fare il miglior lavoro possibile in vista dell’Europeo ”

Ricordiamo che Messina oltre all’impegno con l’Italia, e’ assistant coach sulla panchina dei San Antonio Spurs.

Affaire – Allardyce come punto di svolta

IL SILURAMENTO DI “BIG SAM” SANCISCE LA MORTE DEFINITIVA DEL MANAGER ALL’INGLESE

Siamo a Marrakesh, in Marocco. Si stanno disputando i Mondiali per club, ultimo appuntamento calcistico che chiuderà l’anno solare 2014. Vincerà, come da pronostico, il Real Madrid di Carletto Ancelotti e Cristiano Ronaldo.

In quel dicembre però, su altri schermi si sta giocando un’altra partita, partita nella quale verrà messa la parola fine al fenomeno delle Third Party Ownership, le famigerate TPO. Dal 1 Maggio 2015, le multiproprietà dei calciatori sono vietate tassativamente su tutto il pianeta.

L’Inghilterra, grazie alla figura di Richard Scudamore, CEO della Premier League, aveva già anticipato i tempi, frenando quasi sul nascere un fenomeno che aveva preso campo in Sudamerica, attecchito in Europa e rischiato di contaminare il calcio dei maestri.

I casi Tevez e Mascherano sono stati un precedente, anzi, una condizione necessaria e sufficiente per far sì che certi mercanti venissero banditi dalla terra d’Albione, al fine di evitare tratte di schiavi più che campagne di trasferimento, senza contare poi il rischio di partite truccate, già messo a dura prova dato il numero e la varietà pressochè illimitata di scommesse legali presenti nel Regno Unito.

Rimaniamo in Inghilterra, dove si sviluppa la nostra storia. La Nazionale con i tre leoni sul petto, guidata da Roy Hodgson, è uscita malconcia dagli ultimi Europei, strapazzata dall’Islanda negli ottavi di finale.

La Football Association, volendo mantenere un imprinting prettamente inglese, nomina come successore Sam Allardyce, bandiera sul campo e in panchina del Bolton, nonchè tecnico anche di Newcastle, West Ham e Sunderland.

Per “Big Sam” finalmente si schiudono i cancelli di Wembley, dopo che già anni prima era andato vicinissimo a sedersi sulla panchina più ambita e più scomoda del Regno Unito, ma al suo posto venne scelto Steve Mc Claren, delfino di Sir Alex  Ferguson ai tempi di Manchester.

Grazie a un gol di Lallana allo scadere, all’esordio il 4 Settembre a Trnava, ottiene una risicata ma importante vittoria contro la Slovacchia di Hamsik nella prima partita che inaugura la campagna di Russia, sede dei prossimi Mondiali nel 2018.

Sarà un assaggio, perchè poi tutto precipiterà irrimendiabilmente. Il 26 Settembre, incastrato da due giornalisti d’inchiesta in incognito del Daily Telegraph, spacciatisi per affaristi che volevano mercanteggiare nel mondo dorato della Premier, avrebbe offerto loro, dietro lauto pagamento (400 mila pounds), eventuali consulenze per aggirare le regole volute da Scudamore. Il video che lo incastra fa il giro del mondo. Il buon (si fa per dire…) Allardyce si dimette il giorno dopo.

Il calcio inglese ne esce, a livello di immagine, letteralmente in frantumi.

Ma potrebbe, questa vicenda squallida dai contorni ancora non del tutto definiti, essere una buona occasione per cambiare totalmente l’approccio mentale alla professione di manager, dove all’ aspetto tecnico e tattico, per non dire atletico, veniva preferito appunto quello puramente manageriale.

Approccio che, nonostante la molteplice estrazione di gran parte dei tecnici della Premier, ha impoverito di parecchio il livello medio di preparazione degli allenatori di casa, indietro di almeno vent’anni e poco propensi ad un upgrade delle loro conoscenze, ormai legate ad una concezione preistorica del football.

Se il “kick and rush” continua a prendere piede in realtà piccole, che fanno della sopravvivenza il loro credo, nei quartieri alti ormai si viaggia a velocità siderali, grazie alla presenza di figure come Mourinho, Wenger, Klopp, Guardiola e via discorrendo. Lo stesso Ranieri, con un calcio fatto di semplici accorgimenti e buon senso, ha portato a casa una Premier miracolosa col piccolo Leicester. E il tecnico romano non appartiene di certo alla “nouvelle vague” del calcio, ma ha saputo aggiornare il proprio patrimonio di grande esperienza maturato sui campi di mezza Europa. Sinonimo questo di grande umiltà, unito ad un culto della professione unico, perchè improntato su una straordinaria umanità che lo ha reso una grande uomo spogliatoio, un compagno di lavoro.

La figura di Jurgen Klopp, poi , potrebbe essere seminale in tal senso. Arrivato sulla panchina del Liverpool nell’Ottobre 2015 al posto dell’ottimo Brendan Rodgers, dopo una stagione di rodaggio (che ha portato i Reds a una finale di Euroleague), quest’anno vede finalmente plasmarsi la sua creatura.

Quali cambiamenti ha introdotto il tecnico tedesco? Semplice, pur essendo uomo di campo, ha contribuito alla costruzione della squadra in sede di mercato, instaurando un rapporto simbiotico col presidente Mike Gordon, che di fatto lo ha nominato anche “director of football”. Della serie, Klopp si occupa prettamente del campo, ma i giocatori che faranno parte del suo progetto verranno prima valutati da lui (un privilegio che Rodgers non ha avuto….). Lato manageriale in funzione del lavoro da svolgere sul terreno di gioco, ma senza maneggiare una singola sterlina. L’ultima parola spetta al Fenway Group, ma il parere di Klopp avrà un peso enorme.

 

Se i risultati saranno all’altezza, i tecnici inglesi avranno l’occasione di recuperare il tempo perduto. Alla faccia dell’avidità che ha contraddistinto il loro essere manager da scrivania più che da rettangolo verde.

Intanto alla guida dei Bianchi coi tre leoni sul petto è salito, ad interim, Gareth Southgate, tecnico dell’Under 21, che in passato si è visto bazzicare nei pressi della Masia per studiare e conoscere l’universo – Barça.

 

Questo, rispetto ai vari Alan Pardew e compagnia , lo mette decisamente su uno scranno differente. A meno che alla FA non decidano di ridare una connotazione esterofila al progetto – Nazionale. I vari Laurent Blanc e Roberto Mancini, già peraltro avvistato a Wembley durante Inghilterra – Malta, attendono novità.

Il punto sulla serie B

Serie B

Facciamo il punto del Campionato cadetto dopo l’ottava giornata.

Il Cittadella comanda ancora la classifica con un punto di vantaggio sul Verona, la sconfitta casalinga contro il Frosinone poteva starci, i ciociari sono una delle favorite per la promozione, ma Venturato non si strappa certo i capelli per i tre punti persi, la squadra gioca, diverte e segna, manca forse qualcosina in fase difensiva.

Il Verona impatta 2-2 in casa contro il Brescia, non basta un super Pazzini ancora autore di una doppietta ad incamerare i tre punti, la squadra di Brocchi e’ squadra solida una delle piu’ in forma del momento, ed il rientro dell’airone Caracciolo e’ stato fondamentale.

Il Carpi comincia la sua risalita vincendo al Picco di La Spezia grazie ad una rete del solito Lasagna ed ora il primo posto e’ distante 5 lunghezze, sorprende il Perugia di Bucchi che piano piano risale la classifica, ed ora e’ arrivato alla terza vittoria consecutiva, il Grifone in questa stagione potrebbe dare grosse soddisfazioni ai tifosi, e chissa’ mai che dopo dodici anni di Purgatorio, non arrivi la promozione nella massima serie.

Ad Avellino nel frattempo visti gli scarsi risultati i tifosi hanno incontrato giocatori e tecnico per un faccia a faccia visto le brutte prestazioni, la panchina di Toscano trema decisivo sara’ il prossimo match contro lo Spezia. Anche a Trapani c’e’ aria mesta, la squadra dopo otto giornate e’ ancora senza vittorie, sono lontani i tempi della finale Playoff, e per questo Cosmi nell’ennesimo sfogo si e’ dichiarato pronto a lasciare la panchina se fosse lui il problema.

Brutte notizie per il difensore del Novara Beye, che sabato scorso contro l’Ascoli si e’ infortunato ed e’ uscito al 54′ , gli esami hanno evidenziato una lesione al crociato, per cui stara’ lontano dai campi di calcio per diverso tempo.

Da registrare scontri tra tifosi a Vicenza, dove un gruppo di supporter del Cesena sono entrati in un bar adiacente allo stadio ed hanno ingaggiato una lotta contro i tifosi locali, ma visto che la partita era considerata a rischio le forze di Polizia dove erano?

Il Pisa perde la prima partita casalinga, troppe le assenze in casa neroazzurra, e squadra che nella ripresa e’ parsa stanca, ancora una volta stadio vuoto con poche centinaia di abbonati presenti, il resto dei tifosi hanno incitato la squadra dall’esterno, ormai squadra e tifosi sono un tutt’uno, inseparabili insieme al loro tecnico. Oggi in programma l’incontro pubblico tra Zazzaroni e gli attori della vicenda societaria, sperando che la verita’ venga fuori.

 

 

Nedved: Juve voglio la Champions

nedved

Il ceco in un’intervista mette in pole position la Champions.

Il vicepresidente della Juventus, intervistato da IDNES.cz, mette in prima posizione la vittoria in Champions, di seguito le sue parole:

“Con la Juventus siamo tornati al top in Italia, ora il presidente Agnelli vuole tornare al vertice in Europa: vogliamo vincere la Champions, ci proveremo. Il miglior giocatore che ho avuto come compagno? Non voglio offendere nessuno, scelgo Zlatan Ibrahimovic. Un attaccante che tagliava le difese, potente, alto e con una tecnica incredibile. Appena arrivato alla Juventus, non tirava in porta e Capello allora lo mise sotto: Zlatan migliorò e cominciò a segnare tanto, sin dagli allenamenti. L’avversario più fastidioso trovato in carriera? Dico Zanetti… Aveva il mio stesso dna, duro da morire, concentrato e instacabile. Era dura aver la meglio su di lui… Manchester? Per i cartellini gialli saltai quel match, è stata la più grande delusione. Poteva essere il mio più grande successo, e invece… Dove mi sarebbe piaciuto giocare? Direi Manchester United…”.