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Pelle’ escluso dalla prossima trasferta

Pellè

Pelle’ e’ stato escluso a sorpresa dalla lista dei giocatori per il prossimo match in Macedonia.

Il comportamento di ieri sera dopo la sostituzione, non e’ satto gradito ne’ da Ventura ne’ dalla FIGC, per questo il giocatore non e’ stato convocato per la prossima trasferta.

Di seguito il comunicato delle FIGC:

Il Commissario Tecnico Gian Piero Ventura, d’intesa con la FIGC, ha deciso di escludere il calciatore Graziano Pellè dalla lista dei convocati per la gara con la FYR Macedonia in programma domenica 9 ottobre a Skopje, per il comportamento irrispettoso tenuto al momento della sostituzione durante la gara di ieri con la Spagna. Far parte della Nazionale comporta infatti la condivisione di valori e l’assunzione di atteggiamenti consoni alla maglia azzurra, a cominciare dal rispetto nei confronti dello staff, dei compagni di squadra e dei tifosi. Il calciatore farà ritorno oggi nel proprio club di appartenenza.

Wanda Nara: “Icardi diventerà una bandiera come Totti”

Wanda Nara
ph: KeyPress

Mauro diventerà come Totti, sarà la bandiera dell’Inter

Wanda Nara intervistata da SportWeek parla del ‘suo’ Icardi, dell’accordo raggiunto per il rinnovo del del futuro dell’argentino in nerazzurro. Queste le parole della moglie procuratrice del capitano interista: “La Juve, fino al giorno in cui ha comprato Higuain, voleva Icardi. Mauro diventerà una bandiera, come Totti“.

Wenger, ultima stagione ai Gunners?

Secondo l’Amministratore Delegato dell’Arsenal Wenger potrebbe essere al capolinea.

Il contratto di Wenger scade a fine stagione, e l’AD Gazidis ha fatto sapere che l’Arsenal non e’ Arsene Wenger e non sono lo stesso gioco, che letto tra le righe sa di esperienza sulla panchina dei Gunners giunta alla fine.

Dopo la sconfitta casalinga contro il Liverpool, l’Arsenal e’ imbattuto da sette partite, terzi in classifica a due punti dalla capolista Manchester City.

Gazidis ha comunque aggiunto che l’allenatore francese e’ entrato nella storia del club trasformandolo.

Wenger potrebbe essere a fine stagione il prossimo allenatore della nazionale Inglese, adesso nella mente dell’allenatore francese c’e’ solo il campionato, con magari uno sgambetto al City favorito?

 

Juventus, nessun caso Neto

Neto

La societa’ bianconera getta acqua sul fuoco sul caso Neto.

Non c’e’ nessun caso Neto al momento ed i rapporti tra societa’ e giocatore sono ottimi, questo e’ quanto trapela dal club bianconero in merito alla possibile sostituzione del secondo di Buffon.

La vicenda era nata dalle dichiarazione del Ds Marotta che aveva affermato: “La Juventus non avrà solo il problema di sostituire un portiere, ma il migliore della storia mondiale, coi suoi valo­ri e la sua personalità. Noi stiamo guardando ai possibili eredi di Buffon”, dichiarazione che al procuratore Castagna non e’ proprio piaciuta, in quanto secondo lui, quando il suo assistito era arrivato a Torino si era prospettato un corso di crescita ben definito.

La societa’ di Corso Galileo Ferraris ieri ha chiarito che su Neto non ci sono dubbi ed a gennaio non ci sara’ nessun divorzio .

La grande missione di Infantino

Calcio Serie A FIFA Infantino

IL NEO PRESIDENTE DELLA FIFA, IN COLOMBIA, ILLUSTRA NUOVI SCENARI NEL CALCIO DEL TERZO MILLENNIO

La storia quasi centenaria della Coppa del Mondo prese origine nel 1930, quando alcune imbarcazioni, fra cui il Conte Verde, che salpò da Genova con a bordo Jules Rimet e la “Vittoria alata” che avrebbe premiato il vincitore, partirono alla volta di Montevideo per la prima edizione dei Mondiali.

Furono tredici le squadre partecipanti, a causa delle parecchie defezioni (fra cui l’Italia) per svariati motivi, perlopiù logistici ed economici.

A distanza di quasi un secolo il numero di partecipanti potrebbe addirittura quasi quadriuplicarsi, grazie alla lungimiranza di Gianni Infantino, presidente neo eletto della FIFA, e additato da molti come l’uomo che dovrebbe traghettare il football verso nuovi orizzonti.

Di certo, l’avvocato svizzero di origini italiane ha dimostrato fin dall’inizio della sua “mission”, di avere delle idee, alcune delle quali già proposte da Michel Platini. Proprio “le roi”, al netto degli scandali che lo hanno coivolto, durante la sua reggenza a capo dell’Uefa dimostrò che il calcio poteva uscire dal ginepraio in cui si era cacciato. Maggiori controlli per arginare speculazioni da parte dei nuovi padroni del calcio, grazie al Fair Play finanziario, la lotta contro i fondi di investimento che stanno drogando il mercato, il suo essere contro ogni introduzione della tecnologia al fine di disumanizzare il ruolo dell’arbitro (su questo abbiamo delle riserve…). Ma soprattutto stiamo assistendo ad una profonda innovazione in materia di competizioni, dal punto di vista strettamente organizzativo.

Logico che, come finalità tutt’altro che secondaria, vi era il consenso da ottenere da più federazioni possibili (leggasi voti), ma se vogliamo guardare la faccenda da una prospettiva più romantica, alcune modifiche apportate si sono rivelate un vero successo. Gli ultimi Europei di calcio, che hanno proposto realtà nuove e competitive, sono il suo lascito, in un calcio dove i ricchi vogliono rimanere sulla torre d’avorio per guardare sprezzanti i peones  dall’ alto.

Infantino, dal canto suo, nell’ultima conferenza stampa tenutasi in Colombia qualche giorno fa, ha illustrato il progetto di un Mondiale addirittura a 48 squadre, dopo avere accennato in precedenza ad un allargamento a 40.

Le grandi federazioni, che rappresentano istituzionalmente le grandi nazionali, nicchiano. Le piccole invece scalpitano, nella speranza di immedesimarsi in una nuova Islanda ammazza-grandi.

Prendiamo proprio la patria dei geyser come esempio. Fino a un decennio fa, sullo scacchiere del calcio europeo e mondiale godeva di una considerazione quasi nulla, per non dire folkloristica. Certo, qua e là ogni tanto usciva qualche mosca bianca, come Sigurvinsson o Gudjonsen, ma le loro ottime prestazioni in Bundesliga e Premier League non hanno dato, se non relativamente, grande impulso al movimento. Icone da esibire e poco più.

L’allargamento a 24 squadre negli ultimi Campionati Europei in Francia, ha funto da propellente per stimolare un programma di formazione che sviluppasse un numero sempre più ingente di calciatori. Soprattutto a livello strutturale sono stati fatti passi da gigante, con la costruzione di campi da calcio regolamentari al coperto, inesistenti fino a pochi anni fa. Questo permette all’intero movimento di non arenarsi durante il lunghissimo inverno, ma di continuare a pulsare. Lo stesso campionato, sempre (per ora…) di stampo puramente amatoriale nel lungo periodo ne trarrà giovamento, svezzando sul campo i propri migliori talenti prima di rivenderli ai più importanti club europei.

Quello dell’Islanda è solo la punta dell’iceberg, ma vi sono altre realtà che trarrebbero benefici da un allargamento a 48 squadre della Coppa del Mondo. Ma soprattutto ne beneficierebbe la competizione stessa, con nuovi criteri di selettività.

Senza contare che l’intero sistema calcio, con la nascita di nuove realtà già pulsanti energia vitale come la Cina, l’India e l’Australia, vedrebbe allargati nuovi orizzonti di mercato. E il calcio mondiale, quantomeno a livello di nazionali, vedrebbe più ampliato e accresciuto il suo livello di competitività.

Ora a Infantino resta da trovare la pietra filosofale per traslare questa nuova concezione del football anche a livello di club. Tra fair play finanziario, salary cap e altre amenità, il discorso sarà decisamnete più complesso. Il calcio dei club è di fatto uno sport differente da quello delle nazionali. Si regge su altri parametri, soprattutto è un calcio che crea economia e lavoro. Occorre andarci cauti, ma bisogna intervenire in modo che anche altre realtà facciano parte del gran ballo.

Perchè, oggettivamente, vedere Dinamo Zagabria e Legia Varsavia farsi umiliare così in mondovisione è stato uno strazio.