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Champions League: il calcio secondo Cristiano Ronaldo

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Ronaldo

Nel famoso film di Mario Monicelli, “Amici miei” , Giorgio Perozzi/Philippe Noiret disse la celebre battuta “Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”. Ieri sera, al minuto 64 di Juventus-Real Madrid, si è scritto un nuovo capitolo, invece, del concetto di “fenomeno del calcio”. Opera e musica di Cristiano Ronaldo. Il numero 7 merengue ha realizzato il gol dello 0-2 che ha spaccato la partita in favore della sua squadra con una rovesciata al volo da videogioco. Da manuale del calcio, da giocatore extraterrestre quale lui è. CR7 con quella strepitosa rete è arrivato a 119 reti segnate in centoquarantanove partite di Champions League giocate. Da sette stagioni consecutive, l’asso di Funchal va in doppia cifra in questa manifestazione.

REAL VERSO LA SEMIFINALE 

Lo stesso Ronaldo aveva aperto le danze già dopo tre minuti di gioco con una “zampata” a pochi metri da Buffon, sfruttando una leggerezza della difesa juventina prima sul cross di Isco e poi sul tocco del numero 7 blanco. La partita si è poi chiusa otto minuti dopo la rovesciata-show di Ronaldo, con il terzo gol di Marcelo, con l’intermezzo dell’espulsione di Dybala per doppia ammonizione. Real Madrid con più di un piede nella ventottesima semifinale della sua storia. Juventus che si lecca le ferite e che vede ridimensionato il ruolo internazionale di Paulo Dybala, autore di una prova davvero molto negativa.

CRISTIANO RONALDO: UNA FORZA DELLA NATURA 

Ma il one man show lo ha fatto lui, Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, classe 1985, cinque Palloni d’oro in bacheca, quattro Champions e quattro Mondiali per club vinti e una serie di gol che lo rendono davvero il giocatore più forte, e decisivo, della storia del calcio. Non solo di quello di questi anni Dieci, ma  della storia di questo sport. Una forza così devastante tanto che i tifosi bianconeri dopo aver visto il gesto tecnico del portoghese si sono alzati in piedi e hanno applaudito il fuoriclasse di Madeira. E anche sullo 0-3, il portoghese ha cercato in altre due occasioni l’hat trick personale.

JUVENTUS PUNITA 

Per la Juventus questo risultato è davvero molto pesante, anche se magari avrebbe meritato il gol della bandiera, ma contro questo Real Madrid (e contro questo Ronaldo) non si può fare altro che alzarsi in piedi, battere le mani e dirgli “bravo”. Che starà antipatico a molti, ma gli stessi “molti” dicono questo per invidia, in quanto sanno che nelle loro squadre non hanno a disposizione un giocatore come lui. Il campione, quello che cambia il passo (e i risultati) delle partite.

CR7 PATRIMONIO DEL CALCIO 

Su Cristiano Ronaldo si è scritto, si è detto e si è visto tanto. Ma si scriverà, si parlerà e si vedrà ancora tanto, perché uno come lui è un vero Patrimonio del calcio mondiale. E non a caso Florentino Perez, per averlo alle sue “dipendenze”, gli gira ogni mese un bonifico da quasi 2  milioni di euro di ingaggio. Una cifra astronomica che mette il giocatore su un altro livello rispetto agli altri suoi “competitor”. Solo Messi gli sta in scia, ma stiamo parlando (giust’appunto) di Lionel Messi. Ronaldo è letale. Ronaldo è mostruoso, Ronaldo è un alieno. Il portoghese pratica un altro sport non solo rispetto agli avversari, ma anche rispetto ai propri compagni.

LA DISTANZA TRA LA JUVENTUS E IL REAL MADRID 

Perché se è vero che Zidane ha tra le mani una corazzata che può permettersi di mettere dentro negli ultimi otto minuti di match un buon giocatore ma non un fenomeno come Mateo Kovacic, si capisce che la squadra più forte del nostro massimo campionato può solo (ahinoi!) soccombere contro una squadra come il Real. Una squadra che è ad una distanza siderale dalla vetta della Liga, ma che mette cuore, anima…e piedi d’oro nella ricerca della terza Champions League consecutiva, la tredicesima della sua storia.

IL PESSIMO INIZIO E IL FINALE MOSTRUOSO 

E pensare che ad inizio stagione, Cristiano Ronaldo aveva segnato una sola rete in campionato a metà ottobre per poi riprendere il suo standard, assestandosi oggi a ventidue reti segnate in ventitre partite giocate. Standard che nella “coppa dalle grandi orecchie” questa stagione ha sempre tenuto alto, poiché dopo la doppietta dell’”Allianz stadium” di ieri sera, CR7 ha segnato quattordici reti in nove partite giocate in Champions. Un leit motif nella sua carriera madridista: più gol fatti che partite giocate. I gol si fanno perché si ha vogliono di dominare avversario e partita e Ronaldo ha una voglia matta di fare gol e stupire il Mondo. A 33 anni, ha ancora il tempo per incrementare il suo bottino di gol in carriera e aumentare i premi nella sua bacheca.

L’EPOCA MAGICA 

Viviamo in un’epoca magica. Quella in cui un ragazzo perennemente abbronzato, senza tatuaggi, con un fisico tonico e due gambe spaziali sta riscrivendo la storia del calcio e sta impartendo a tutti, magari inconsapevolmente, lezioni di un altro calcio rispetto a quello che noi conosciamo. Alla faccia di chi un giorno disse che uno come Ronaldo nella Juventus poteva fare solo panchina.