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Thanks for all, Frankie

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Grazie di tutto, Lampard 

Ieri gli amanti del calcio estero e non solo hanno avuto un sussulto: Frank Lampard ha deciso di ritirarsi. Il centrocampista inglese, dopo ventitre anni di professionismo, ha annunciato il suo addio: il destino ha voluto che lo stesso giorno decidesse di fare lo stesso “passo” anche un altro grandissimo interprete di questo sport, Ronaldinho.

L’addio di Lampard fa il paio con quello di pochi mesi fa di un altro grande centrocampista inglese, Steven Gerrard, cui si aggiungerà a fine stagione quello di John Terry, anche se “solo” a livello di Chelsea.

Lampard è figlio d’arte, poiché il padre Frank è stato un calciatore con un passato con la maglia del West Ham, con cui militò per diciotto anni vincendo una Second division e due Coppe d’Inghilterra. Ovviamente il figlio non poteva che crescere nella “cantera” degli hammers, la “the Accademy”, ma il debuttò da “pro” avvenne nel 1995 con i gallesi dello Swansea, club allora militante in Football League One (la nostra Lega Pro). Nel gennaio 1996 tornò ad Upton Park con lo zio Harry Redknapp in panchina e Frank iniziò giocò con regolarità. Lampard “raccomandato”? Assolutamente no, visto che da quel momento in poi si imporrà come uno degli migliori centrocampisti inglesi e d’Europa degli anni Duemila.

Rimase in maglia hammers fino all’estate 2001, giocando 187 partite e segnando trentanove reti, vincendo la “Intertoto” nell’estate 1999. Passò al Chelsea per una cifra di 11 milioni di sterline e a volerlo fortemente fu l’allora coach dei blues, Claudio Ranieri, che gli affidò le chiavi della linea centrale del campo con Zola e Stanic. Grazie anche a lui, il Chelsea iniziò la sua scalata verso il tetto d’Europa. Prese la maglia 8, il numero che lo accompagnerà per tutta la carriera.

Con i blues, Lampard vincerà tre titoli nazionali, due Coppe di Lega, due Community Shield, quattro Coppe d’Inghilterra e, soprattutto, la Champions League nel 2012 e l’Europa League la stagione successiva, entrambe da capitano. Grazie a queste vittorie europee, la squadra di Abramovich, complice le vittorie nella Coppa delle Coppe (1971 e 1998) e nella Supercoppa europea (1998), è una delle quattro società che hanno vinto tutte le coppe europee (insieme a Juventus, Ajax e Bayern Monaco).

Non sono mancate però le delusioni: una su tutte, la sconfitta nella finale-derby di Champions League contro il Manchester United a Mosca il 21 maggio 2008. La delusione per Lampard fu doppia, in quanto il numero 8 segnò il gol del pareggio nei tempi regolamentari, segnò il rigore nella “lotteria” ma la vittoria andò ai Red devils.

Lampard divenne insostituibile con tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina blues, ma è stato con Mourinho e Ancelotti che Lampard divenne…il Lampard che tutti noi conosciamo ora e che di cui ci spiace il ritiro.

Nel dicembre 2005 si classificò al secondo posto nella classifica del Pallone d’oro. Ironia della sorte: il premio lo vinse Ronaldinho e al terzo posto si piazzò Gerrard, i due giocatori menzionati qualche riga sopra. Per la prima volta due inglesi erano saliti sul podio del prestigioso premio di France Football.

La love story con il Chelsea si interruppe al termine della stagione 2013/2014 dopo 648 presenze e duecentoundici reti, andando dieci volte consecutive in doppia cifra nella classifica marcatori. A oggi Frank Lampard è il quarto giocatore del Chelsea con più presenze ed il top scorer di sempre della squadra.

Nel luglio 2014 firmò un contratto biennale con i New York City Football Club, squadra-satellite del Manchester City. La MLS iniziava a marzo e per tenersi in allenamento Lampard fu “parcheggiato” per sei mesi proprio al Manchester City. Prestito semestrale che divenne poi annuale, visto che fino alla fine del torneo rimase agli ordini di coach Manuel Pellegrini. Il suo passaggio ai New Yoyk City ed il prestito al Manchester City furono molto controversi.

Lampard giocò le due partite di campionato contro il Chelsea il 21 settembre ed il 31 gennaio: nella partita di andata segnò il gol del momentaneo vantaggio citizen, mentre nel match di ritorno tornò a Stamford Bridge venne accolto con grandi onori ed uno striscione con scritto “Super Frankie Lampard”, a dimostrare che nonostante il cambio di maglia, dalle parti dello stadio del Chelsea era ancora amato.A fine stagione le reti per lui furono otto a fronte di trentotto presenze.

Nell’estate 2015 il centrocampista inglese passò definitivamente ai NYC di mister Jason Kreis, giocando accanto a Pirlo e a Villa. Il suo score fu importante: quindici reti in trentuno partite giocate in due stagioni.

Ma ieri, dopo due campionati non tanto esaltanti in termini di successi, e con i 39 anni in arrivo (il compirà il prossimo 20 giugno), Frank Lampard ha deciso di ritirarsi.

Ovviamente Lampard è stato un faro anche della Nazionale inglese: al termine del Mondiale brasiliano, il numero 8 ha deciso di dire addio dopo 106 presenze e ben ventisei reti, con il cruccio di non aver mai vinto nulla con la Nazionale dei tre leoni. Lampard prese parte ad un Europeo (Portogallo 2004) e a tre Mondiali consecutivi (2006, 2010, 2014). Ha fatto parte di quella “Generazione di fenomeni” di calciatori inglesi che non vinsero nulla ma che fecero stropicciare gli occhi ai tifosi per la loro tecnica e la loro classe.

Lascia il calcio uno dei migliori giocatori inglesi degli ultimi decenni, un giocatore completo capace di usare entrambi i piedi, dotato di una predisposizione al gioco di squadra ed una passione viscerale per il gioco del football.

Lampard ha dichiarato che vorrebbe fare l’allenatore e che seguirà tutti i corsi necessari per diventare coach. E per uno che era già “allenatore” in campo, si spera possa diventarlo anche nelle realtà. Gerrard da poche settimane allena i giovani del Liverpool, volete che anche Lampard non faccia lo stesso percorso, magari allenando i giovani del Chelsea?. Sarebbe il top.

Per il resto, sarà dura per chi ama il calcio vedere il numero 8 del Chelsea su un’altra schiena. Ma la vita, come il calcio, devono andare avanti.