Boxe: Vincenzo Finiello è il nuovo Campione italiano dei pesi leggeri

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Vincenzo Finiello ha avuto la meglio su Luca  Maccaroni.

A Sora, presso il PalaPolsinelli, ha avuto luogo la sfida per il titolo italiano dei leggeri tra Vincenzo Finiello (15-4-2) e Luca Maccaroni (16-6-4). Finiello, alla fine di un match molto intenso e avvincente, si è aggiudicato il titolo di Campione d’Italia superando Maccaroni con verdetto unanime (96-94; 97-94; 97-95).

Il pugile campano ma frusinate d’adozione, inizia la boxe a 19 anni, e in tre anni conquista importanti vittorie nel dilettantismo tra i pesi leggeri; in particolare conquista la canotta di campione italiano ai campionati Assoluti del 2009, confermandosi poi nei campionati nazionali Universitari (2010), riuscendo infine a vestire la maglia azzurra. Inizia l’attività tra i Prof nel 2010, e dopo alcuni assalti al titolo italiano andati a vuoto, nel 2016 lascia la boxe. Nel 2019 la voglia di boxare è troppo forte, e grazie al tecnico Stefano Soccodato della Boxe Sora fa’ il suo ritorno sul ring il 12 luglio 2019.

Il nuovo Campione d’Italia si racconta:

Vincere questo titolo è stata un’emozione indescrivibile – commenta il neo campione italiano – dopo il dilettantismo, ho iniziato con la boxe professionistica nel 2010 e, nei sogni di un ventiseienne di allora, questo titolo doveva essere solo il primo di una lunga serie, un punto di partenza. Da allora il percorso pugilistico non è andato come speravo e, quindi, è divenuto ahimè un traguardo. Nei tre precedenti tentativi di conquista al titolo, la fortuna non ha girato dalla mia parte ed i verdetti a volte sono stati ambigui tanto che nel 2016, da deluso, ho lasciato la boxe. Oggi, a 36 anni, è necessario fare i conti con l’età anagrafica. Quella sì che non perdona. Mi rendo conto che non è più tempo per ambire a vittorie più importanti perché nel pugilato è necessario avere la giusta consapevolezza per non farsi davvero male.”

Finiello continua l’intervista commentando la sua vittoria: “Il match con Maccaroni è stato molto duro; l’avversario un picchiatore molto efficace. Ho dovuto usare il mio miglior bagaglio tecnico e tattico per gestirlo al meglio. Di tutte le dieci riprese, la settima è quella che mi è piaciuta di più. Ho avuto la giusta tenacia nel restituire un gancio sinistro al volto in risposta al suo stesso colpo avvertendo, immediatamente, un forte dolore alla mano sinistra. Ho stretto i denti e proseguito fino al termine del match. Ancora oggi la mano è gonfia“.

La dedica e la nuova sfida

Dedico la vittoria alla mia famiglia e a Simona che insieme a me hanno atteso questo titolo. E lancio una sfida: mi piacerebbe affrontare il campionissimo Domenico Valentino, perché sono sicuro che daremo vita ad un match strepitoso di elevato tasso tecnico“.